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Quando viene presentata una pratica catastale per cambio di destinazione d'uso, in Catasto viene compilata una comunicazione che viene successivamente inviata al Comune di competenza, almeno questa è la prassi dell'Agenzia del Territorio dove opero io. Per accertarsi che sia stata presentata la pratica in Comune, l'unica soluzione ritengo sia quella di contattare il tecnico che ha presentato la pratica catastale e chiedergli se la pratica comunale l'ha seguita lui.
Cordiali saluti, Geom. Liati
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Risposta di
Paolo Calabrò Architetto Studio
, Amministratore condominio, Architetto, Edilizia-Ristrutturazioni, Geometra, Ingegnere-Servizi ingegneria - Saline Joniche
Normalmente il cambio di destinazione avvine con una pratica al Comune, essa si può fare o con una DIA o con permesso di costruire; a volte può essere anche onerosa ( si devono integrare gli oneri di Urbanizzazione). solo dopo aver avuto il permesso da parte del comune e completati gli eventuali lavori si cambia la destinazione al catasto. L'avvenuta denuncia al catasto la richiede il comune prima di rilasciare il Certificato di Agibiltà. spero di essere stato chiaro, resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
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Risposta di
Paolo Calabrò Architetto Studio
, Amministratore condominio, Architetto, Edilizia-Ristrutturazioni, Geometra, Ingegnere-Servizi ingegneria - Saline Joniche
Normalmente il cambio di destinazione avvine con una pratica al Comune, essa si può fare o con una DIA o con permesso di costruire; a volte può essere anche onerosa ( si devono integrare gli oneri di Urbanizzazione). solo dopo aver avuto il permesso da parte del comune e completati gli eventuali lavori si cambia la destinazione al catasto. L'avvenuta denuncia al catasto la richiede il comune prima di rilasciare il Certificato di Agibiltà. spero di essere stato chiaro, resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
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Risposta di
Studio Bridge
, Architetto, Edilizia-Ristrutturazioni, Geometra, Ingegnere-Servizi ingegneria - Capo d'Orlando
il cambio di destinazione, d'uso di solito deve essere prima autorizzato dal Comune, con permesso di costruire , Dia o autorizzazione : dipende dalle regioni (evviva il regionalismo!!! ). Dopo deve essere fatta la variazione in catasto.Provi a vedere se la sua regione prevede l'autorizzazione in sanatoria ai sensi dell'art. 13 legge n° 47/85
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E' inutile che Le riscrivo quanto sopra i colleghi hanno gia esposto egregiamente.
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Risposta di
Geom. Perozzo Gianni
, Amministratore condominio, Architetto, Edilizia-Ristrutturazioni, Geometra, Ingegnere-Servizi ingegneria - Vedelago (Treviso)
Mi sembra strano che il notaio incaricato non abbia verificato la conformità urbanistica del bene. Da qualche parte nel suo atto di compravendita vengono citate sicuramente le norme urbanistiche quali Concessioni, agibilità ecc... Verifichi anche questo passaggio. Saluti
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Per non star a ripetere le cose corrette dette dai miei colleghi l'unica cosa che posso aggiungere è eventualmente contattare il precedente proprietario se possibile e vedere se lui ha la pratica precedente presentata presso il comune che riporta un numero di protocollo ed eventualmente con quella documentazione recarsi all'ufficio tecnico e far svolgere una ricerca, se è stata presentata devono averla.
distinti saluti
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tutti i colleghi hanno egregiamente risposto. la procedura prevede prima un cambio di destinazione presso l'ufficio tecnico di competenza e poi, una volta ottenuto, si procede all'accatastamento. mi chiedo come possano aver accatastato senza autorizzazione comunale, poichè nel mio catasto di competenza si "pretende" il riferimento alla concessione (n° di pratica e protocollo), prima di procedere all'accatastamento. In pratica senza la concessione, l'accatastamento viene rigettato.
Verifichi tramite ricerca, come sopra suggerito dai colleghi, che le carte non siano andate perse, spostate etc. i Comuni hanno l'obbligo di avere una copia, se il proprietario non ce l'ha. Si faccia anche dire dal proprietario chi è il tecnico che ha provveduto alla pratica. Anche lui dovrebbe avere copia dell'incartamento. Solitamente sulla pianta catastale dovrebbe comunque trovare nome, cognome e n° di iscrizione al collegio/ordine di appartenenza.
Augurandomi per lei che non si arrivi a questo, qualora dovesse risultare un'irregolarità nella procedura seguita dai propietari (e dai tecnici a cui si sono rivolti) le faccio anche notare che il notaio ha l'obbigo, nel redigere l'atto, di verificare non solo l'accatastamento ma anche l'abitabilità e la correttezza urbanistica dell'immobile. Potrà verificare anche lei sull'atto notarile la descrizione ed il riferimento all'abitabilità, che deve però essere sempre l'ultima "utile".
Pertanto in una situazione di richiesta danni da parte sua, che ovviamente non sia bonaria, il notaio è corresponsabile del dolo.
Correttezza vorrebbe che le spese e gli eventuali problemi derivanti da un'erronea prassi siano a carico degli ex proprietari, aventi l'obbilgo di mettere tutto in ordine prima della compravendita.
Inoltre, dal 1 luglio 2010 (purtroppo lei non rientra in ciò ma in una controversia eventuale il legislatore le da ragione) una nuova normativa ha imposto che una irregolarità di questo tipo (catastale o urbanistica che sia) rende l'atto di vendita nullo ( con richiesta di danni al seguito, ovviamente)
Buona giornata
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