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Dottore, come posso smettere di mangiarmi le unghie? (Psicologo)
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Buongiorno, ho circa 40 anni e sono manager presso un'importante società. Da sempre ho il vizio di mangiarmi le pellicine delle dita e le unghie. Ricordo che da piccolo i miei genitori hanno cercato di togliermi il vizio in tutti i modi, persino con del peperincino, ma senza alcun successo, se non interruzioni momentanee di qualche giorno. Noto che a volte c'è una correlazione tra lo "stress" del lavoro e questo vizio, ma non è sempre così. Di carattere sono abbastanza sicuro ed imperativo nel modo di fare, ma questo vizio lo vivo proprio come una debolezza che non riesco a debellare. Mi rivolgo a voi psicologi perché credo che questo vizio sia legato in qualche modo a qualcosa nella mia psiche che non riesco ad afferrare. Che consigli potete darmi? Cordialmente, Alberto G.
Domanda pubblicata da Sergio il 12/01/2011
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Risposte
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Gent.le Alberto,
emerge come questo "vizio" abbia origini lontane, Lei descrive un episodio di quando ancora era bambino ed i suoi genitori cercavano di toglierle questa abitudine. Sembra anche che faccia un interessante collegamento tra questo vizio e lo stress, però non ne è sicuro. sarebbe importante capire quando si verifica, se c'è uno stato d'animo particolare che l'attraversa.. Un'altra domanda che le farei è come si sente mentre si Mangia le unghie? riesce davvero a calmarsi?
Cordiali saluti
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Risposta di
Bumbaca Domenico
, Psicologo, Psicoterapeuta - Roma - EUR e San Giovanni
Gentile utente il suo 'vizio', Si chiama onicofagia ed è l’abitudine di mangiare le unghie. Il 'vizio' è sicuramente collegato a stati emotivi. Come richiesto dai precedenti colleghi, sarebbe opportuno individuare in quali contesti si verifica. Dubito che la cosa avvenga in ogno momento, mentre sono più propenso a pensare che possa avvenire in particolari stati e, sarebbe utile conoscerli. Provi a leggere questo articolo http://www.studiobumbaca.it/2010/12/19/personalita-introversa/ e se le va faccia anche il test per capire se lei è una personalità intro/estroversa. Potrebbe comunque essere una cosa utile ...ci faccia sapere
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Salve, Alberto.
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Salve Alberto. Innanzitutto devo dire che già in ciò che ha scritto ritrovo diverse cose importanti che rientrano nel quadro di quello che lei chiama "vizio" e che è definito onicofagia o nail.biting. In primis il fatto che è presente già dall'infanzia; in seconda battuta la sua caratteristica di emergere in periodi di particolare stress e, infine, il fatto che ci sia "qualcosa nella mia psiche che non riesco ad afferrare".
L’onicofagia si riferisce, essenzialmente, ad un disturbo di tipo nevrotico a base ansiosa (rapportabile alle manifestazioni concernenti i disturbi d’ansia). Il “disturbo” di per sé non è indice di psicopatologia in quanto, almeno per la maggior parte dei casi (ci sono più indici di gravità), è da annoverarsi al confine dei “normali” comportamenti adattivi che si verificano in risposta alle situazioni ansiogene.
In genere, come tanti altri piccoli disturbi (tic, stereotipie di movimenti, ecc.), nasce nell’infanzia e si afferma quanto più dall’esterno sono giunti al soggetto divieti e punizioni. Spesso nasce in situazioni familiari pesanti, caratterizzate da esplosioni e litigi sistematici tra i genitori, nasce avanti ad aspettative parentali troppo alte (di tipo scolastico, agonistico, ecc.), nasce quando il soggetto non sente a sufficienza l’amore dei genitori, nasce per gelosia verso i fratelli, ecc. Insomma nasce in situazioni in cui l’affettività, il mondo dei sentimenti, si esprime - dentro al soggetto e o attorno a lui fuori - come aggressività. Può accadere allora che il soggetto-bambino cerchi di risolvere l’ansia che quelle situazioni gli provocano proponendosi inconsciamente come oggetto sacrificale. E, in un certo qual modo, il mangiarsi le unghie è un sacrificio (eliminazione) di una parte di sé: le unghie, appunto.
Sicuramente si tratta di un disturbo d'ansia legato per lo più all'emotività e ritengo che il fatto di prendersene cura sia di fondamentale importanza per far sì che questo disturbo vissuto da lei in modo così disfunzionale e disadattivo, non interferisca più con la sua vita. E' pur vero però che per farlo dovrà affidarsi ad un esperto che possa aiutarla alla presa di coscienza delle emozioni che sottendono la sua ansia e alla loro conseguente gestione. In tal modo potrà fare in modo che ciò che deriva dalla sua infanzia non abbia più influenze negative sul suo presente visto che, come lei stesso dice, è qualcosa che vive come una debolezza e che mal s'adatta al suo essere imperativo e sicuro.
Un caro saluto.
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Caro Alberto, condivido con lei una riflessione.. forse il suo mangiarsi le pellicine e le unghie è un modo con il quale una parte di lei bussa alla porta dell’Alberto sicuro di sé, forte e imperativo per chiedergli accoglienza, ausilio, ascolto.. e forse si tratta di una parte piccola e fragile di lei, che lei “vorrebbe debellare”, ma che invece proprio non ci sta a non farsi ascoltare e vedere.. e le dirò che in questa insistenza di questo piccolo Alberto c’è una grande opportunità di consapevolezza di sé, della sua storia, di come è andata la trama della sua vita e di arricchimento. Un cordiale saluto.. Dott.ssa Noemi Zenzale ________________________________ Dott.ssa Noemi Zenzale Psicologa Clinica, Psicoterapeuta Iscriz. Albo Psicologi Lombardia n°10840 Tel.: 339 5269090 E-mail: noemi.zenzale@virgilio.it Web site: www.bruchiefarfalle.it Studi Clinici: Bosisio Parini (Lc), Via Calchirola, 24 Milano, Via Benedetto Marcello, 6 Monza, Piazza del Carrobiolo, 5 Meda (Mb), Via Indipendenza, 44 ________________________________
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Caro Alberto, condivido con lei una riflessione.. forse il suo mangiarsi le pellicine e le unghie è un modo con il quale una parte di lei bussa alla porta dell’Alberto sicuro di sé, forte e imperativo per chiedergli accoglienza, ausilio, ascolto.. e forse si tratta di una parte piccola e fragile di lei, che lei “vorrebbe debellare”, ma che invece proprio non ci sta a non farsi ascoltare e vedere.. e le dirò che in questa insistenza di questo piccolo Alberto c’è una grande opportunità di consapevolezza di sé, della sua storia, di come è andata la trama della sua vita e di arricchimento. Un cordiale saluto.. Dott.ssa Noemi Zenzale ________________________________ Dott.ssa Noemi Zenzale Psicologa Clinica, Psicoterapeuta Iscriz. Albo Psicologi Lombardia n°10840 Tel.: 339 5269090 E-mail: noemi.zenzale@virgilio.it Web site: www.bruchiefarfalle.it Studi Clinici: Bosisio Parini (Lc), Via Calchirola, 24 Milano, Via Benedetto Marcello, 6 Monza, Piazza del Carrobiolo, 5 Meda (Mb), Via Indipendenza, 44 ________________________________
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Buongiorno Alberto, dietro ad ogni gesto e manifestazione del nostro corpo c'è un significato. Capire cosa sta dietro a questo suo comportamento è un pò capire se stesso. Comunemente parlando, il mangirsi le pellicine delle mani o rosicchiarsi le unghie sottende uno stato d'ansia. Capire che cosa lo rende ansioso e così teso tanto da sfogare questo stato rosicchiandosi le mani penso sia la cosa più idonea per potervi far fronte. E'un pò ciome dare significato a quello che le sta accadendo. Fin tanto che la sua tensione sarà presente anche il suo rosicchiarsi rimarra con lei. Ascolti il suo corpo e le sensazione che vive nel momento in cui fa quel gesto. In ogni caso per approfondire questa problematica si rivolga ad un collega. Buona giornata e un caro saluto Dott.ssa Brugnetta Antonella ( Udine)
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Caro Alberto, condividendo appieno le riflessioni già esposti dai colleghi, mi unisco a loro nel dirle il 'vizio' di cui vorrebbe liberarsi nasconde un significato, è un mezzo che lei (una parte di lei) usa per esprimere qualcosa di profondo con un modo e un canale diverso da quello verbale. Chissà se mentre mangia le pellicine o le unghie delle sue mani, stia proprio cercando di 'afferrare qualcosa nella sua psiche', come intuitivamente ha pensato e scritto nel sua richiesta. Se le riflessioni che le stiamo dando le stimolano la curiosità e la voglia di capirne di più, non esiti a richiedere una consultazione presso uno specialista: in questo modo potrà dare un senso e una risposta ai suoi interrogativi, prendendosi cura di sè. Con tanti auguri. Dott.ssa Francesca Consonni
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Buongiorno Alberto, non posso che quotare quanto detto dalla Collega Consonni, magari può iniziare a incuriosirsi sul come si sente prima di mangiarsi le unghie, durante e dopo? comunque poi dipende se le interessa solo questo "vizio" come lo chiama lei, o se vuole fare un lavoro più profondo, per risolvere la cosa spot può rivolgersi ad uno psicologo comportamentista, se vuole fare un lavoro più profondo, può scegliere tanti approcci. Si faccia comunque guidare dalla curiosità piuttosto che dal giudizio sul suo disagio, chissà che parte di lei è che ama mangiarsi le unghie, mi faccio la fantasia che sia una parte indisciplinata rispetto al manager che lei descrive! buona ricerca Paolo
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Buongiorno Alberto, non posso che quotare quanto detto dalla Collega Consonni, magari può iniziare a incuriosirsi sul come si sente prima di mangiarsi le unghie, durante e dopo? comunque poi dipende se le interessa solo questo "vizio" come lo chiama lei, o se vuole fare un lavoro più profondo, per risolvere la cosa spot può rivolgersi ad uno psicologo comportamentista, se vuole fare un lavoro più profondo, può scegliere tanti approcci. Si faccia comunque guidare dalla curiosità piuttosto che dal giudizio sul suo disagio, chissà che parte di lei è che ama mangiarsi le unghie, mi faccio la fantasia che sia una parte indisciplinata rispetto al manager che lei descrive! buona ricerca Paolo
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Salve Alberto, personalmente mi verrebbe da chiederle come mai viva cosi male il fatto di mangiarsi le unghie/pellicine, più precisamente, il motivo per cui lei vive come una "debolezza" questa sua azione, molto comune e spesso fonte di stress. Forse i suoi ritmi sono talmente ferrei e rigorosi che l'idea di avere un piccolo "vizio" la spaventa più del dovuto... ma per rispondere al suo quesito, come le hanno consigliato già i miei colleghi, ci sono tecniche comportamentali che potrebbe sfruttare. Spero di esserle stata d'aiuto. Cordiali saluti Dott.ssa Daniela Tessieri www.lapsicologiainrete.it
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Salve Alberto, personalmente mi verrebbe da chiederle come mai viva cosi male il fatto di mangiarsi le unghie/pellicine, più precisamente, il motivo per cui lei vive come una "debolezza" questa sua azione, molto comune e spesso originata dallo stress. Forse i suoi ritmi sono talmente ferrei e rigorosi che l'idea di avere un piccolo "vizio" la spaventa più del dovuto... ma per rispondere al suo quesito, come le hanno consigliato già i miei colleghi, ci sono tecniche comportamentali che potrebbe sfruttare. Spero di esserle stata d'aiuto. Cordiali saluti Dott.ssa Daniela Tessieri www.lapsicologiainrete.it
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Gentile Alberto, come gli altri colleghi già hanno scritto anch'io le suggerisco di riflettere sul perchè questo "vizio" per lei rappresenta un problema. In effetti, anche se a livelli diversi, l'onicofagia si annovera fra comportamenti "normali" e non patologici. Mi chiedo quindi come si sente quando deve ricorrere a questo comportamento, probabilmente per placare dell'ansia. A volte da una piccola cosa può capitare di trovarci a rfilettere su tematiche più grandi, come ad esempio il significato che certi momenti di debolezza possono avere per una persona di successo come lei... Cordiali saluti, dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Signor Alberto, l'onicofagia non è un vizio ma il sintomo di un disagio legato al senso di sicurezza e all'autostima. durante l'adolescenza a volte, realizzando nuove esperienze e successi, puo risolversi, ma, anche se sembra che diventi una abitudine, perche persiste per anni, o viene giudicata vizio, dai non addetti ai lavori, tale sintomo puo persistere anche in età senile. Durante la vita la persona affetta può realizzare progettik, raggiungere obiettivi, ma se il soggetto non ha elaborato questi successi cambiando l'immagine di se, può continuare a vivere il senso di insicuressa e bassa autostima che nessun successo sentimentale o professionale o finanziario puo scalfire. Percio Le consiglio di farsi aiutareda un psicoterapeuta . Auguri, Dr J P Coppola
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Salve signor Alberto, l'onicofagia ossia l'abitudine di mangiarsi le unghie, é un disturbo di tipo nevrotico il cui vantaggio secondario consiste nel poter abbassare il livello di ansia e di tensione percepito in quel momento, quindi la inviterei a riflettere proprio sulle situazioni specifiche in cui lei mette in atto questo comportamento: situazione, cosa prova, cosa pensa e cosa fa. Il comportamento é sempre correlato ad uno stato emotivo. L'onicofagia é un sintomo, lei deve lavorare sull'ansia che stà dietro di esso.
Cordialmente la saluto.
Dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
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Caro Alberto, quello che lei chiama vizio, in realtà è una condotta assai significativa, come lo è tutto ciò che facciamo. Ovvero, qualsiasi nostra condotta, frase o atteggiamento, rivelano il nostro stato emotivo, la nostra psiche, le motivazioni nascoste. Per cui, più che da estirpare questa sua condotta, c'è da chiedersi cosa significa,cosa la sua condotta ci sta comunicando. Certo di primo acchito, il rosicchiarsi le unghie e le pellicine, fa pensare al bisogno di mangiare, quasi divorare qualcosa di sè, qualcosa che appartiene alle mani, una parte del corpo legata allo scambio e alle relazioni. Ciò ci fa pensare a qualcosa di non sereno nelle relazioni, a qualcosa che rode dentro e che lei rivolge a sè, forse per non rivolgere all'esterno. Lei ha compreso che c'è un'associazione con lo stress, evidentemente l'ansia e la rabbia, spesso connesse con lo stress, potrebbero essere le determinanti. Infatti, rodere e mordicchiare sono espressioni di un atteggiamento aggressivo autodiretto. Bhe, per avere un'idea più chiara potrebbe chiedersi cosa la fa arrabbiare, con chi è arrabbiato e cosa le crea ansia. Dove non si sente in un terreno di libero movimento? Cosa è costretto ad ingoiare?
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