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Perché ho paura dei tacchi? (Psicologo)

Ho sempre usato i tacchi a spillo. Adesso, a 48 anni, ho paura di camminare con i tacchi, anche se bassi. Ho paura di cadere.
Domanda pubblicata da Antonela il 21/12/2010
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Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma Antonella,
nella sua richiesta mancano, a mio parere, un pò di informazioni per comprendere meglio la natura della sua paura (cosa significhi per esempio per lei cadere, da dove? quali fantasie le vengono pensando di cadere?..), e se possa, per esempio esserci un legame tra questa paura e il momento di vita che sta vivendo, o qualche cambiamento avvenuto attualmente..ma sono ipotesi e ne potrei formulare tante..troppe, e forse non utili a lei. Se lo desidera, e dal momento che ha avuto l'intuizione che questa paura sembri immotivata ('anche se i tacchi sono bassi') e nasconda un'emozione più profonda, può chiedere una consulenza ad uno specialista, in modo che, con altre informazioni su di lei e sulla sua vita, possa aiutarla e guidarla nella comprensione di questo suo vissuto.
Con tanti auguri di una buona ricerca!
Dott.ssa Francesca Consonni
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
In effetti mi sento in accordo con la collega Consonni, bisognerebbe signora che ci dicesse di più, paura di cadere, mai avuta prima?Bisogna ci dica qualcosa di lei, quando si è accorta per esempio di non trovarsi più a suo agio con i tacchi...buona ricerca a presto Paolo


www.paolomolino.com
Risposta di Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa , Psicologo - Cagliari
Salve Antonella.
Concordo pienamente con quanto già scritto dai colleghi precedenti.
In effetti mancano un po' di informazioni rispetto alla sua paura.
Viene, infatti, da chiedersi da cosa può derivare questa sua paura improvvisa, almeno apparentemente. La prima domanda che mi verrebbe da fare è, innanzitutto, se le sia mai capitato di cadere o perdere l'equilibrio sia portando i tacchi a spillo sia portando i tacchi bassi.
In seconda battuta sarebbe anche importante capire il periodo che Lei sta attraversando poichè questa paura di "cadere" che sente rispetto alle scarpe che indossa, non sia invero la paura di una caduta rispetto a qualche situazione che vive, o potrebbe vivere, e che in qualche modo la preoccupa.
Indubbiamente -come già propostole dai colleghi- ritengo necessario un approfondimento con un esperto per capire effettivamente da dove o cosa derivi; da quanto tempo e, soprattutto, cosa stava accadendo di particolare nella sua vita nel momento in cui ha iniziato a percepire questa emozione così forte.
Un caro saluto.
Dott.ssa Donatella Ghisu
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Gent.ma Antonella, emerge principalmente che Lei senta questa sua paura come qualcosa di nuovo e di eccessivo, in quanto nel corso della sua vita ha sempre utilizzato i tacchi, sarebbe interessante avere ulteriori informazioni, riguardo l'esordio di questa paura,le particolari occasioni, se ve ne sono in cui si verifica, ecc.. cordiali saluti

Dr Edoardo Guerrieri
www.edoardoguerrieri.it
Risposta di Bumbaca Domenico , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma - EUR e San Giovanni
signora, in attesa di un suo eventuale e necessario contributo sotto forma di dettagli, mi permetta di fare fare qualche ipotesi.
Intanto, i tacchi alti, in genere sono usati per 'alzarsi' un pò. Forse, si sente troppo bassa?
Però i tacchi alti sono usati anche da donne che, pur non avendone bisogno, trovano che essere più alte posa essere più sexy.
In quale delle due, eventuali ipotesi, pensa di collocarsi?
La sua attuale paura, potrebbe, ammettendo che quanto scritto sopra possa essere pertinente, potrebbe controbilanciare quanto fino ad oggi esageratamente (forse) e unilateralmente vissuto.

ma ... le mie sono da prendere assolutamente come lontane ipotesi ... le informazioni che ci ha fornito sono così minime e in attesa di altre più dettagliate, mi permetta di augurarle tanti auguri, anche per le imminenti feste natalizie.

La sua attuale paura
Risposta di Luca dr. VIVALDI , Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
Gentile signora
sulla base di ciò che comunica e pertanto limitandomi ad ipotizzare (in quanto non si può fare diversamente dato il contesto in cui "ci confrontiuamo"), le segnalo che a mio avviso ci può essere un aspetto legato ad un cambiamento nelle sue modalità percettive, come se ora ciò che vive, le stimolasse timori e inquietudini, là dove in passato ciò non avveniva.
Ipotizzo pertanto che la sua vista e il suo equilibrio possano essere implicati in questo.
Da un lato la capacità visiva viene influenzata dal passare degli anni e dallo stile di vita praticato dalla persona (tipo di lavoro, abitudini, interessi), dall'altra ci può essere una maggiore sensibilità del suo equilibrio che le fa percepire vulnerabilità e bisogno di maggiore rassicurazione. Si badi che per quest'ultimo punto, c'è da considerare che un livello d'ansia aumentato, per esempio dovuto a qualche condizione (organica, psicologica, relazionale), può influenzare molto il processo.citato, e quindi può andare a pregiudicare la generale sensazione di equilibrio provata dalla persona: quando indossa i tacchi alti ed anche in altri contesti.
Cordialità Luca dr. Vivaldi
Risposta di Dott.ssa Donatella Chessa , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Associandomi con gli altri colleghi sul fatto che mancano molte informazioni per poter dare una risposta adeguata, mi chiedo poi se lei sia mai caduta usando i tacchi e in che occasione?
Spero che ci possa dare maggiori informazione e in ogni caso, se come hanno ipotizzato molti colleghi, questa paura è motivo di sofferenza per lei e magari di un cambiamento (il non poter portare più i tacchi), la invito eventualmente a fare un colloquio specialistico in modo da poter approfondire maggiormente la sua richiesta.
Cordiali saluti,
dott.ssa Donatella Chessa
www.psicoterapiatorino.it
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Cara Antonella,
quella che può sembrare una paura bizzarra, in realtà rappresenta una paura assai significativa.
Come ci dice chiaramente, la sua paura dei tacchi, rappresenta la paura di cadere. Che di per sè, può sembrare assurdo, ma il tacco è un'altezza simbolica, un passaggio, una "caduta" appunto, che assume significati diversi in base alla struttura di personalità e all'andamento della propria vita.
Lowen ci ha ben mostrato, come la paura di cadere, si traduca in significati psicologici diversi, in base alla personalità. Ad esempio la personalità orale, teme che se cadrà non ci sarà nessuno a sostenerlo, a rialzarlo. Mentre la persona con struttura psicopatica (detto in altro modo "narcisistica") teme che cadendo verrà svergognata, ferita nella dignità e nella facciata. Il masochista a sua volta, nella caduta corre il rischio, di "cadere" preda dell'altro, di diventare totalmente dipendente ed umiliato. Infine la struttura di carattere rigida, teme di perdere la propria autonomia, la possibilità di decidere.
Questo detto in sintesi, non tanto per farle un trattato dell'argomento, ma per farle capire che cadere ha un significato molto diverso in base a chi lo esperisce.
Non occorre certo che ti sforzi di capire che struttura è, ma è sufficiente che si chieda qual'è la paura più grande che ha sempre avuto, qual'è il tema centrale nelle relazioni. Nello specifico di questo momento, è importante chiedersi cos'è successo che ad un certo punto, le ha fatto sentire questa paura. I tacchi li ha sempre portati, quindi ad un certo punto è successo qualcosa nella sua vita, che ha fatto scattare alcune paure fino ad allora latenti. Probabilmente però non le ha colte al punto che le emozioni, hanno dovuto trovare una via d'espressione simbolica e visibile allo stesso tempo, qualcosa che la obbligasse a riflettere.
E in effetti c'è riuscito, perchè lei è qui a chiedersi cosa le sia successo.

Bene, cerchi di comprendere quale timore l'attanaglia, cerchi di riflettere su quale tipo di altezza lei sente di essere, che tipo di precipizio le si presenta d'avanti e vedrà che i tacchi non saranno più sovraccaricati di un peso e di un valore che non gli pertiene.
Buon lavoro!
Salve
come già le è stato detto dai colleghi c'è bisogno di sapere di più su di lei sulla sua situazione attuale su eventuali cambiamenti in atto o già avvenuti, che potrebbero (ma è solo un ipotesi) legarsi al timore di cui in questo momento lei è vittima ........... i cambiamenti spesso ci spaventano e fanno si che si sviluppino in noi delle paure irrazionali di cui mai abbiamo sofferto .... ripeto sono solo ipotesi per poter acquisire una valenza maggiore hanno bisogno di essere supportate da motivazioni di al momento non sono a conoscenza .... se ci vorrà dire di più sicuramente le verranno date, da me e dai miei colleghi risposte più consone e con un potenziale aiuto per lei,

un caro saluto
Dott. Anna Zaccaria
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Salve Antonella, sono concorde con tutti gli altri colleghi, sarebbe veramente troppo riduttivo pronunciare una generalizzazione del tipo "allora significa che...". Per comprendere il significato simbolico di tale paura é necessario analizzare meglio la situazione. Uno specialista potrebbe aiutarla a fare questa ricerca.
Cordialmente la saluto.

dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
Risposta di Dott.ssa Maria Borella , Psicologo - Pioltello (MI)
Buongiorno Sig.ra, credo che la paura che Lei riporta sia meritevole di attenzione, in quanto può sottendere nuovi bisogni, emozioni o ansie che potrebbero essere emersi in questa fase del suo ciclo di vita. Per tale ragione, come già anticipato dai miei colleghi, sarebbe opportuno che Lei ci fornisse informazioni più dettagliate, rispetto a quando e in quali circostanze è esordito tale timore, se si sono verificati effettivamente episodi di “caduta” dai tacchi e, in tali contingenze, quali emozioni e vissuti ha provato (vergogna? timore del giudizio altrui? imbarazzo? O anche paura di trovarsi sola senza un aiuto per essere “risollevata”? ).
Per una comprensione più accurata della paura che porta, inoltre, sarebbe utile contestualizzare la sua ansia all’interno della sua attuale storia personale, nei termini di eventuali cambiamenti o eventi critici che sono ipoteticamente intervenuti in varie sfere di vita (vita affettiva, relazioni con la sua famiglia d’origine, gratificazione o meno sperimentata nell’ambito lavorativo) e dell’impatto che questi potrebbero avere avuto sull’immagine di sé e sulla sua autostima, tutti elementi utili, in via ipotetica, alla comprensione delle ragioni del suo malessere.
Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Maria Borella
Psicologa
Pioltello (MI)
333.2933807 – borella.maria@alice.it
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