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non voglio più "soffrire" (Psicologo)
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e parlo di sofferenza non..fisica,ma esistenziale,ho 48 anni il mio non è sicuramente un caso unico,ma viverlo sulla propria pelle non è piacevole.vorrei che qualcuno mi dicesse come si fa a dimenticare una persona,ho 48 anni e nemmeno io so come dopo una vita in cui credevo in certi valori sono cambiata così tanto,mi sono innamorata e per questa persona ho messo in gioco la mia vita familiare,poi mi ha lasciato perchè forse volevo sempre di più in termini di attenzioni da parte sua e litigavamo spesso per questo.,Mio marito che anche lui molti anni fa mi ha tradito non accetta il mio tradimento,adesso,dice che pur volendomi bene non ci riesce. anche perchè sente che io mi sono molto allontanata da lui,nn ho molti amici,nè parenti,nè un lavoro,ho soloi miei figli già grandi.Penso a questa persona giorno e notte,piango,la cerco,ho una gran paura che la mia diventi una fissazione,che mi porti alla depressione,mi sono umiliata mandandogli dei messaggi, ma ha risposto ad uno solo,si è eclissato cn la scusa di non voler interferire...nella mia vita familiare e mi ha lasciat sola con la riprovazione che sento intorno a me da parte degli altri e con la mia tristezza,e solitudine infinita Sono una persona che ha sempre avuto una gran voglia di vivere, di fare,ma adesso ho paura di non farcela.Cosa devo fare per togliermelo dalla mente,e per non sentire la vergogna difronte ai parenti di mio marito che peraltro non amo più.non vedo luce nel mio futuro...SCUSATE LA LUNGAGGINE..
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 23/11/2010
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
non so se pensare che queesta persona sia un vigliacco che non mi è stato vicino neanche come amico nel momento del bisogno,io l'ho anche rimproverato aspramente per questo,ma poi gli ho chiesto scusa,oppure devo pensare che in effetti si comporta così per il mio bene non per alimentare in me ulteriori speranze o illusioni nei suoi confronti? però è per me una grandissima umiliazione che non risponda ai mie messaggi,non mi pare da persona corretta.e la mia autostima è a pezzi
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Risposte
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Gent.ma, le sue parole sono piene di dolore, delusione, impotenza e chissà quali altre emozioni represse..mi permetto di dirle che questo è uno spazio limitato e non potrebbe esaurire la sua richiesta. Sono infatti diversi gli aspetti psicologici e comportamentali che andrebero presi in considerazione e valutati, affinchè lei possa darsi le risposte mancanti e ritrovare la serenità perduta. Si prenda un tempo per sè, si dia la possibilità di ascoltarsi e aprirsi in un contesto adeguato, con uno specialista, così che possa consapevolizzare anche quale sia la sua parte di responsabilità in quello che è successo. La vita è sua, la sua autostima non dipende da ciò che fanno gli altri, ma dal valore che lei stessa si dà. Con un augurio di serenità. Dott.ssa Francesca Consonni
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Caro Anonimo, comprendo la sua grossa difficoltà .Sembra che per svariati motivi sia lei che suo marito abbiate cercato attenzioni al di fuori della vostra relazione. L'essere umano vive e ricerca condizioni di attenzioni e riconoscimento e a volte quando se ne priva per lungo tempo va a cercarle come meglio può. A volte questo si verifica in relazioni extra-coniugali dove le emozioni sono forti, dove si cerca di far di tutto per incontrarsi anche se questo diventa difficile perchè sono relazioni il più delle volte segrete. ma tutto questo fa battere il cuore ed a volte danno la sensazione di sentirsi finalmente vivi ed importanti. Quando poi queste sensazioni vengono a mancare la sofferenza si fa sentire. E' come togliere al drogato la sua sostanza. Questo perchè il coinvolgimento emotivo provato in termini di riconoscimento è alto. Non c'è solo il semplice innamoramento, ma è qualcosa di più profondo Cosa fare allora per dimenticarlo? Se in questo momento le è stato tolto qualche cosa di importante di cui lei sentiva averne il bisogno credo sia importante che attraverso un percorso di valorizzazione di se stessa possa ritrovarlo. Questo processo di valorizzazione va nutrito nel tempo e accompagnato nella crescita facendosi magari aiutare da un professionista. Non resti da sola a sopportare la sua sofferenza, ma lasci che qualcuno possa starle vicino e la aiuti in questo momento con un sguardo e un ruolo professionale. Cordiali saluti Dott.ssa Antonella Brugnetta
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Mi sento di concordare con la collega Consonni, signora a chi delega il potere del suo benessere? provi a tornare a sè stessa, la sua serenità forse è troppo preziosa per essere lasciata in mano ad altri, non crede? Mi sembra molto interessante e mi incuriosisce il suo "cambiamento", magari ha iniziato ad ascoltare i suoi bisogni reali, chissà. Le auguro di trovare un buon compagno di viaggio, un terapeuta, in bocca al lupo Paolo www.paolomolino.com
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Gentile Signora, anch'io non posso che rimandarle che da quello che emerge dalle sue parole di sicuro sta passando un periodo molto difficile, denso di emozioni forti e anche contrastanti. Forse più che capire come poterselo togliere dalla mente sarebbe meglio cercare di capire come si è arrivati fino a questo punto e come mai è così forte la sua esigenza di trovare una felicità (immediata e provvisoria), che un collega ha paragonato all'uso di sostanze come la droga, cercandola in un'altra persona fuori dalla sua relazione coniugale... Questa potrebbe essere una possibilità per vedere la situazione da un nuovo punto di vista e per rafforzarsi in un momento tanto difficile. Come anche altri colleghi le suggerisco, soprattutto nel caso la sua sofferenza aumenti, di provare ad intraprendere questo percorso esplorativo con uno psicoterapeuta. Cordiali saluti, dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Quando ci troviamo ad affrontare un cambiamento sul piano relazionale, inevitabilmente ne risente tutta la nostra vita. Per questo Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per affrontare consapevolmente questo momento per Lei così importante. Dr Guerrieri Edoardo Empoli, Lucca, Prato www.edoardoguerrieri.it
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Le sofferenze e le gioie legate alla vita amorosa sono da sempre le più intense ed appassionanti e trovo molto difficile, se non impossibile esprimere un "giudizio" oppure dire "cosa DEVI fare" per dimenticare un amore. Un percorso di psicoterapia credo che ti aiuterebbe moltissimo a fare luce su quello che VUOI come donna. Leggendo le tue parole viene indubbiamente da chiedersi cosa tu immagini di meritare da una relazione d'amore. Immagino che questa relazione di cui parli non sia sufficientemente nutriente, nè ricambiata. Cosa si intende con questo termine stra-usato (AMORE)? Quali sono i tuoi bisogni e desideri come essere umano prima e come donna poi? La psicoterapia è un incontro e un percorso culturale che ti potrebbe sostenere e aiutare a dare una risposta (la tua) a questi e altri interrogativi, che in ogni fase della vita possono riemergere. A volte, però, non si deve aver paura di chiedere aiuto! Queste alcune delle riflessioni che mi vengono in mente. C'è un libro molto bello e "terapeutico" che sento di consigliarti: si intitola "La principessa che credeva nelle favole" di Grad. Dott.ssa Danila Lorenzini Roma 3498385242
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Buonasera, così come i colleghi Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Saluti Dott.ssa Manuela Patti Palermo
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Salve cara signora le sue parole mostrano chiaramente tutta la sua sofferenza per non riuscire a venire fuori da "un ossessione " così forte. Credo di poterle suggerire con estrema franchezza che da sola è difficile liberarsi da una situazione del genere e ricominciare a "vivere". Le consiglio anche io come i miei colleghi di trovare un professionista che la possa sostenere, ascoltare e orientare. Cordiali saluti Dott.ssa Miriam Porchia
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Cara signora, come le hanno già suggerito alcuni colleghi, Le consiglio di contattare un professionista con il quale poter comprendere meglio il suo vissuto. Cordilmente Dott. Marco Santini www.percorsipsicologici.com
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Spett.le utente, nelle sue parole si legge tanta tristezza e delusione per quanto le è capitato, solo perchè si è innamorata forse della persona che non è riuscita a contraccambiare allo stesso modo il suo amore. E' forse questo da giudicare, l'idea di potersi innamorare e credere nelle possibilità che possa funzionare ed essere felice? Penso che insieme a questo uomo lei abbia passato dei momenti molto belli e felici, che non deve dimenticare o nascondere , o vergognarsi come lei afferma. Altrimenti sembrerebbe che lei non abbia provato ciò evidenzia. Amare vuol dire anche soffrire e lottare per mantenere tutto quanto costruito fino a quel momento, non esiste umiliazione se non quello di credere fino all'ultimo nelle possibiltà di poter riparare o tentare di riportare l'equilibrio, però bisogna essere in due . Capita spesso di mettere in gioco la propria vita, mettere da parte i propri affetti, i propri interessi, pensando che sia necessario per concedersi completamente all'altro, e questo credo che non giovi alla propria salute psicologica. Questo rapporto le ha insegnato molto e credo che occorra un pochino di tempo per elaborare il tutto , ma vedrà che ce la farà. Lei si definisce una persona piena di vita e grande voglia di fare e penso che presto potrà ritornare a quello che era con qualcosa in più.Dovrà sicuramente imparare a gestire meglio le sue emozioni e lavorare un pochino con se stessa con l'aiuto di un terapeuta al fine di riemergere e riscattarsi , vedrà che le cose si sistemeranno. In bocca al lupo ! Dott. Angelo Lofino Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Ravenna
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Salve, credo la cosa migliore che può fare per se stessa è di trovare uno spazio psicoterapeutico dove elaborare e buttare fuori tutta questa vicenda, anche perchè questo contesto non le consentirebbe di aiutarla a capire. Un saluto Cordialmente Dott.ssa Samanta Menichetti
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Salve, mi sembra che abbia perso di vista la cosa più importante,LEI! Concordo nelle spiegazioni dei colleghi e pur accogliendo il suo dolore-confusione e magari qualche senso di inadeguatezza davanti ai parenti di suo marito, le consiglio vivamente di concentrarsi su di lei, su quello di cui ha bisogno realmente. Il problema non è dimenticare una persona, ma trovare se stessa, la sua energia, la sua voglia di vivere.. Per questo le segnalo l'indirizzo dell'ordine nazionale degli psicologi nel trovare un professionista che con poche sedute le permetta di ritrovarsi. Buon lavoro Andrea http://www.psy.it/
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Gentilissima Signora, dal suo racconto si percepisce tanto dolore e smarrimento. Da ciò che si può intuire, lei sta soffrendo per due diversi lutti: uno doloroso ( la fine del suo rapporto col Signor x) ed uno solo all'apparenza meno doloroso ( quello per la perdita seppur volontaria di un marito e con esso, l'affetto e la comprensione dell'intera famiglia). Dalla mia esperienza, posso dirLe che raramente una persona può riuscire ad elaboararlo da sola: occorre un aiuto. Non importa che sia un percorso lunghissimo, importa iniziare un percorso psicologico ed interiore, per guardarsi dentro e cercare di capire chi davvero siamo e cosa realmente desideriamo. E' difficile farlo da soli perchè non è facile accettare la fine di un proprio vissuto e forse di una convinzione esistenziale. Probabilmente Lei si è lasciata andare in questa nuova storia, perchè stava vivendo una nuova vita, una nuova "giovinezza" una nuova sè....Ecco quindi apparire... il terzo lutto ( perdere un proprio modo di vivere per lasciarsi andare ad uno più bello...migliore in quel momento....per poi perdere anche questo). Gentile Signora, Le consiglio di cercare un buon professionista nella Sua città per iniziare quindi un percorso psicologico, che Le consenta di riacquistare serenità e se possibile, felicità. Ha 48 anni, è ancora giovane, si conceda una terza possibilità. Spero di esserLe stata di aiuto e le faccio i miei migliori auguri di ritrovare al più presto un Suo equilibrio. dr.ssa Ilaria Calvani Psicologa, Sessuologa Clinica, Counselling Psicologico Prato-Agliana(PT)-Firenze-Lucca www.psy.sifree.org ilaria.calvani@libero.it
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Gent.le Signora, in questo momento di crisi della sua vita dovrebbe innanzitutto cercare di trovare delle risorse nella sua vita, ad esempio mi chiedo chi potrebbe starle accanto della sua famiglia di origine, chi potrebbe sostenerla in questa fase dolorosa, oltre uno specialista che potrebbe aiutarla a porsi molte domande relative al suo percorso di vita e alle scelte che lei ha fatto, consapevole che solo guardando indietro è possibile andare avanti con resilienza dopo una sofferenza importante. Le faccio i miei migliori auguri e resto a sua disposizione. dott.ssa Ilaria Barbieri Psicologa, Psicoterapeuta Di coppia e Familiare Consulente Relazionale www.ilariabarbieri.sitiwebs.com
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E' comprensibile tutto il dolore che sente e che porta, così com'è comprensibile il suo voler "smettere di soffrire". Il "volerlo" è davvero significativo così com'è indice di una sua presa di coscienza e decisione di voler cambiare qualcosa nella sua vita, e dunque in lei, per far sì che ci sia un'interruzione con ciò che è stato finora. Sicuramente, così come già hanno scritto i colleghi, fare un percorso per iniziare la strada verso questo cambiamento necessita di un terapeuta piuttosto che di uno scambio (per quando importante) scritto e letto. Ciò che sento di dirle è che, nonostante la sua sofferenza provata finora, percepisco in lei la forza, il potere e la voglia di far qualcosa per sé cosa che di sicuro la porterà a contattare uno specialista vicino a lei che possa aiutarla e accompagnarla in questo cammino per ritrovare sue risorse che le consentiranno il superamento di questo impasse esistenziale causato dai suoi vissuti. Le auguro con tutta sincerità buona fortuna. Dott.ssa Donatella Ghisu ésicologa, Counsellor psicologico e socio-educativo Psicopedagogista, Psicologa Forense, Terapeuta Breve Strategica di coppia, individuale, familiare e di comunità. http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/
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