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enuresi notturna da adulti quali sono le cause? (Psicologo)
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salve.. il mio compagno ha quarantasette anni.. gli è capitato due volte di bagnare il letto.. premetto che è in un periodo piuttosto negativo.. ha un carattere piuttosto infantile ed è poco introspettivo.. considera la psicologia una stupidaggine.. lui ma non io.. quindi vi chiedo cortesemente un parere.. grazie mille
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 15/11/2010
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
mi sono resa conto solo ora che potevo ringraziarvi.. a tutti un caloroso grazie.. al dottor ragaglia vorrei invece chiedere gentilmente cosa intende esattamente con 'pensieri che le appartengono di più'.. si riferisce sempre al rapporto col mio compagno o a me.. grazie ancora
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Risposte
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gentile signora, prima di tutto escluderei un fattore fisioligico di ritenzione, per cui bisognerebbe che facesse delle analisi alla muscolatura sottesa alla continenza, escluso quello, si può parlare di qualcosa di psicogeno, le suggerisco di fare approfondimenti clinici in questo senso, buona fortuna Paolo www.paolomolino.com
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Risposta di
Luca dr. VIVALDI
, Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
L'enuresi nel'adulto accade, ma di solito non se ne parla. Si tratta di un sintomo ascrivibile a svariate cause: escluse le determinanti di competenza medica (cistiti, infiammazioni, effetti indesiderati di farmaci, traumi fisici, disturbi del sonno ecc.) si può valutare se non ci siano eccessi dovuti allo stile: bere troppo la sera, essere particolarmente stanchi e dormire pesantemente, sentirsi deboli ed indisposti ad alzarsi, ecc. Il consiglio è di parlarne e di non rinchiudersi nel silenzio e nella vergogna, è importante accertare le possibili cause per trovare la via della soluzione che può essere farmacologica, o comportamentale (programmi di modifica delle modalità del sonno, esercizi per rinforzare la muscolatura vescicale). Previa disponibilità si possono elaborare le difficoltà e le cause dello stress/ansia ed esplorare il significato psicologico legato alle difficoltà che emergono ma anche a quelle derivanti dal mancato controllo dello sfintere, il quale origina la vergogna, ed a sua volta può fungere da concausa. Lei parla di una persona dal carattere infantile e poco introspettiva, forse proprio questo può essere il punto: andare a investire su aspetti che si mostrano deboli può sostenere a far recuperare delle possibilità. Se dagli esami medici non risultano aspetti rilevanti, un ciclo di colloqui con lo psicologo può venire caldamente suggerito.
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In genere chi considera la Psicologia una stupidaggine dimostra di temerla molto. In realtà teme il confronto con le proprie emozioni, soprattutto quelle non riconosciute. Appurati gli eventuali problemi fisiologici del suo compagno, dovrebbe aiutarlo a riconoscere di avere un bisogno. Se non è lui a chiedere aiuto, diventa difficile aiutarlo. Ogni interpretazione richia di essere superficiale perchè non suffragata da elementi soggettivi. Provi a scuoterlo un pò e ad avere fiducia prima in lei. Se questo avviene, lei potrà piano piano avvicinarlo alla psicologia, intesa come opportunità e non come esame. In bocca al lupo.
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Concordo con il collega Molino. Cordiali saluti Dr Edoardo Guerrieri http://www.edoardoguerrieri.it/
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Gent.ma signora, anche io concordo pienamente con il collega Paolo Molino: prima di pensare a qualcosa di psicologico è bene, in situazioni come questa, escludere il fattore fisiologico. Dopo le visite ed esami specialistici, non dovesse risultare alcuna componente fisica del problema, allora potrebbe essere utile un intervento psicologico che permetta al suo compagno di capire quali sono le emozioni e i pensieri che si nascondono dietro a questo comportamento notturno. La scelta di affidarsi alla Psicologia spetta al suo compagno, e vanno rispettati i tempi e il suo timore e scetticismo, segnali di una resistenza al contatto emotivo e profondo. Cordiali saluti. dott.ssa Francesca Consonni
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Risposta di
Bumbaca Domenico
, Psicologo, Psicoterapeuta - Roma - EUR e San Giovanni
gentile signora, come prima cosa, vanno assolutamente escluse cause mediche. Una volta avuto il conforto medico, e dopo la conferma che il problema sussiste, andrebbero indagate eventuali cause di natura psicologica. ma dal momento che il suo compagno è scettico, la cosa rappresenta una certa difficoltà. Provi lei, analizzando la situazione a porre l'accento sul fatto psicologico e convencerlo ad un consulto Saluti
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Gentile utente, se il problema fosse capitato solo due volte, non darei troppo peso alla situazione poichè potrebbero esserci delle concause magari legate al peridodo negativo di cui parla. Se dovesse presentarsi con una certa frequenza, come già suggerito dai colleghi, prima di parlare con uno psicologo è assolutamente necessario escludere cause organiche per cui il primo passo è quello di rivolgersi al medico di famiglia che saprà indirizzarvi dal giusto specialista. Fatto questo, se venissere escluse cause di natura organica allora avrebbe senso rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Ma questo potrà essere solo se il suo compagno avrà una motivazione adeguata poichè l'utente ha parte attiva e senza la collaborazione i risultati sarebbero pressochè inesistenti. Cordialmente. Dott.ssa Debora Magnani
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Buongiorno, non posso che concordare con i colleghi circa l'effettiva necessità di escludere problemi di ordine medico, prima di poter pensare ad una consultazione psicologica. Posso immaginare che la situazione per voi, ma anche per lei, non sia facile. Mi permetto solo di porgerle uno stimolo di riflessione. Dalle sue parole mi colpisce la sua associazione tra gli episodi di enuresi e la descrizione del carattere del suo compagno come "infantile". E' una sua osservazione attuale, legata al fatto che, di solito, sono i bambini a bagnare il letto? Oppure è una cosa che sentiva anche prima di questi eventi, all'interno della relazione con quest'uomo? Da una parte potrebbe esserci (e sottolineo il condizionale) una questione propria di suo marito (organica o no); dall'altra questo fatto potrebbe avere portato in superficie anche pensieri che, invece, le appartengono di più? Le porgo distinti saluti, dott. Enrico M. Ragaglia Psicologo www.enricomariaragaglia.webs.com
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Salve, concordo con quanto scritto dai colleghi: è necessario un approfondimento medico per escludere eventuali cause organiche prima di pensare ad un intervento di tipo psicologico, tenendo poi in considerazione la diffidenza che nutre il suo compagno verso questa disciplina. Cordiali saluti, dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Gentilissima Signora, concordo con quanto detto dai colleghi sulla necessità di un controllo urologico per escludere cause fisiologiche che spesso, possono essere confuse con cause psicologiche. Solo una volta escluso un disturbo fisiologico, mi sento di potermi esprimere sul caso magari a seguito di alcuni suoi approfondimenti sul tema che propone come ad esempio, la causa di questo periodo negativo, cosa intende lei col termine" piuttosto infantile", che seppur chiaro oggettivamente, necessita una contestualizzazione soggettiva e, in ultimo, se per poco introspettivo lei si riferisce alla sua incapacità di guardarsi dentro e soprattutto affrontare la realtà. Aggiungo che per quanto nobile sia la sua considerazione della psicologia, nel caso in cui il problema di suo marito fosse psicologica, nulla potrebbe fare, se suo marito non ha la sua stessa convinzione ed una profonda motivazione al cambiamento. Le faccio i miei migliori auguri per una effettiva risoluzione del problema. Buona serata. dr.sa Ilaria Calvani Psicologa, Counselling Psicologico, Sessuologa Clinica. Prato-Pistoia-Firenze-Lucca ilaria.calvani@libero.it
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Buongiorno, concordo su quanto scritto dai miei colleghi e visto la poca fiducia in un lavoro psicologico provate la strada medica e solo in un secondo momento si potrà iniziare a pensare ad un percorso su di sé sempre previa accettazione da parte di suo marito. Cordiali saluti. Dott.ssa Noemi Dominici
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Grazie a Lei, cordiali saluti www.edoardoguerrieri.it
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Gentile signora, sono contento che possa avere trovato un piccolo e certo limitato sostegno da parte nostra sul sito. Quanto al mio "stimolo di riflessione" mi riferivo a possibili pensieri che riguardano lei NEL contesto della sua relazione, a partire dalle parole che lei stessa usa nel descrivere la situazione. Ma mi fermo qui. Nel caso in cui questa situazione le ponga particolari difficoltà o le faccia sorgere il desiderio di approfondire la questione, penso che incontrare di persona un collega sia la condizione più adeguata. Cordiali saluti, dott. Enrico M. Ragaglia Psicologo www.enricomariaragaglia.webs.com
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Gentile signora, prima di procedere un percorso esclusivamente psicoterapeutico é necessario escludere le cause organiche, quindi inviterei suo marito prima di tutto ad effettuare degli accertamenti clinici che sono forse anche più accettabili da lui per poi procedere o con un trattamento farmacologico o con una psicoterapia cognitivo-comportamentale a seconda appunto degli esiti. E' possibile anche un trattamento integrato qualora le cause fossero organiche in quanto il sintomo di cui parliamo va ad incidere comunque sulla sfera della psiche però, ripeto, é importante conoscere o escludere le cause organiche per cui primo passo analisi cliniche. Cordialmente la saluto. Dott.ssa Loredana Angeletti www.psicoangeletti.altervista.org
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Gentilissima Signora,non è facile rispondere al suo quesito poiché, al di là delle poche notizie e poche righe che lei scrive, immagino un certo disagio e preoccupazione. Lei scrive che soffre in un periodo piuttosto negativo..ha un carattere piuttosto infantile ed è poco introspettivo, ma, nello stesso tempo, che sente non ha fiducia nella psicologia. Sicuramente la prima cosa da fare sarebbe di sottoporsi agli esami medici per capire ed eventualmente escludere eventuali problemi di natura organica; inoltre sarebbe anche indispensabile capire se il suo periodo negativo è limitato ad una sfera della sua vita e quale e se vi sono alcune aree o situazioni nelle quali la sua vita procede in maniera per lui soddisfacente: da qui potrebbe attingere la forza e la motivazione per uscire dalle situazioni d'impasse che in questo momento la vita sta ponendo al suo compagno, come ad esempio può essere una depressione.Le consiglierei, al momento e per le poche notizie che dà, due possibili vie da intraprendere. La prima è di rivolgersi ad uno o una psicologa clinica, alla quale dare il compito di sbrogliare un po' la matassa di questo periodo e, eventualmente, del modo in cui la vive lui e la vive lei, al fine di, in un secondo momento, poter essere indirizzato/i verso uno o una psicoterapeuta e verso un certo tipo di psicoterapia (ce ne sono di tanti tipi) in base a ciò che è meglio per lui e/o lei. Oppure, come seconda indicazione, potrebbe rivolgersi direttamente ad uno o una psicoterapeuta, il o la quale può essere sia uno psicologo psicoterapeuta, oppure uno psichiatra psicoterapeuta e quindi anche medico. Auguri. Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa, Counsellor psicologico e socio-educativo. Psicopedagogista, Terapeuta Breve Strategica, Psicologa forense http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/
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