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mi sento sola (Psicologo)

a 5o anni dopo tanti sacrifici per la famiglia,genitori ammalati,figli,marito sordo..alle mie esigenze,delusioni varie da parte di amici di parenti e,ho capito che dovevo dare una svolta alla mia vita,ribellarmi a un ruolo che si IO avevo scelto ma che non mi faceva star bene al punto da soffrire di depressione,per questo ho dovuto lottare contro i mulini al vento,a nessuno dei miei.. piaceva il mio cambiamento nel senso che trascuravo un pò i miei "doveri"...e mi prendevo i miei spazi,quindi ho iniziato a cercare nuovi sbocchi,nuove amicizie ma sono andata troppo oltre,mi sono innamorata di una persona che poi alla fine si è rivelata egoista e mi ha abbandonato eppure ne sento la mancanza,tutti hanno saputo,.ovvia la disapprovazione .il mo matrimonio è quasi a pezzi,mi sento più sola che mai..ma stranamente non soffro più di attacchi di panico come prima,sto cercando di risalire la china...ma è troppo difficile...
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 05/11/2010
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
...e a volte mi chiedo se sono io ad essere "sbagliata" e ad allontanare la gente da me...come una volta mi ha detto un mio familiare...
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Risposte

Risposta di Dott.ssa Chiara Facchetti , Psicologo - Sesto San Giovanni (MI)
Gentile Signora
spesso scegliere una strada di "rottura" con il proprio passato e con i doveri familiari può far uscire da una crisi, e aprirci nuove strade inattese. In questo senso, il suo vissuto di depressione è molto condivisibile, lei soffre sia perchè non è riuscita, con questa nuova persona, a spezzare completamente il circolo dei doveri in ci si trovava imbrigliata, e oltre a questo è anche molto normale, da parte sua, sentire la mancanza di un vecchio ruolo che in famiglia certo la faceva sentire schiacciata, ma che era rassicurante, nel senso che le permetteva di stare all'interno di quella famiglia (cosa che oggi, con i suoi gesti di rottura, non può più fare).
 
Purtroppo non ci sono consigli o buone parole, l'unica cosa che mi sento di dirle è di incoraggiarla lungo questo percorso di "rottura e risurrezione", facendosi però anche affiancare da uno psicologo, che l'aiuti a superare il momento doloroso (magari anche con una terapia di coppia insieme a suo marito) e che l'aiuto, anzi, vi aiuti a trovare nuove strade e un nuovo equilibrio.
 
In bocca al lupo
Dott.ssa Chiara Facchetti
www.milanopsicologa.it
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Gentile signora,
 
cambiare oltre che costare fatica e dolore, incide non soltanto su noi stessi, ma anche su chi abbiamo intorno. E spesso gli altri non accettano i nostri cambiamenti, perchè potremmo rompere un insano "equilibrio" che va avanti da tempo... Quando ricominciamo a vivere, spesso possiamo sbagliare, non essere preparati.. ma questo non vuol dire che la sua scelta sia stata sbagliata. Le consiglio di affidare i suoi dubbi ad un professionista.. Un percorso psicologico è un momento per scegliersi e volersi bene.
 
Cordiali saluti
 
Dr Edoardo Guerrieri
 
EMPOLI-PRATO-LUCCA  www.edoardoguerrieri.it
Risposta di Dott.ssa Rosanna Vecchietti , Counsellor, Psicologo, Psicoterapeuta - Torre Pellice (TO)
Gent.ma Signora,
in passato ha dovuto rinunciare troppo a se stessa: ecco perchè si sentiva depressa, lei stessa ha notato che ora non soffre più di atticchi di panico... e questo è un segno! Un segno del fatto che NON DEVE sentirsi sbagliata per questo suo cambiamento che è stato positivo per lei: in passato aveva vissuto la vita degli altri e non la sua ed è giusto che ora dia spazio a se stessa.
Chi la ama dovrà capire che anche lei ha delle esigenze. Potrà lei stessa cercare di spiegare a chi la circonda quali sono i suoi bisogni e se non viene capita non se ne faccia un dramma e continui a vivere la sua vita!
Lo so, il problema è ora che si sente sola. Probabilmente aveva trovato un appoggio in quella persona che si è rivelata essere un'egoista.
Ciononostante la invito a percorrere la sua strada. Troverà lungo il percorso persone, amicizie che sapranno accettarla e valorizzarla per le sue qualità. Innanzitutto però deve essere lei a vederle e a dirsi che merita di più dalla sua vita!
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma signora,
credo che le scelte da lei fatte, se pur dolorose, siano state importanti, perchè le hanno permesso di cercare e soddisfare dei bisogni in passato non ascoltati e repressi. Ritengo non sia utile chiedersi se e chi abbia 'sbagliato': non esistono errori dal mio punto di vista, ma decisioni, scelte, che purtroppo spesso coinvolgono anche le vite delle persone che ci stanno vicine. Credo che la scomparsa del sintomo ansioso sia un segnale evidente di un cambiamento interno e di un percorso di ricerca che lei ha coraggiosamente intrapreso. Per questo motivo penso sia fondamentale che lei continui nell'ascolto profondo e nella comprensione di quello che le accade, magari facendosi accompagnare da uno specialista, in modo che sia un pò 'meno difficile risalire la china'. 
Con tanti in bocca al lupo e augurandole il meglio.
Dott.ssa Francesca Consonni
Risposta di Psicologo a Napoli - Dott.ssa Ilaria Barbieri , Psicologo, Psicoterapeuta - Napoli
Gentile signora,
rinunciare a quello che è il nostro mandato  familiare sovente può comportare una tempesta vera e propria. Ognuno di noi nasce in una famiglia in cui vengono già stabiliti i ruoli e le funzioni di ognuno. Quando lei ha iniziato a ribellarsi a questo mandato ha percepito negli altri il loro disappunto proprio perchè ha iniziato a non essere più quello che gli altri si aspettavano da lei. Mi piacerebbe porle alcune domande attraverso le quali la invito a riflettere. Vorrei ad esempio sapere se gli attacchi di panico erano antecedenti al suo "cambiamento", oppure sono comparsi in itinere; la inviterei a riflettere su cosa significhi  "l'essere andata troppo oltre". Attenzione a non giudicare sbagliate scelte che in fondo nascondono delle motivazioni importanti. L'essersi innamorata di un altro non è da sottovalutare, specialmente ora che mi dice che le manca ancora. Per esempio lei si è mai chiesta quale bisogno inconsapevole, se vogliamo, l'avrebbe spinta verso un' altra persona? E cosa poteva trasmetterle questa persona che suo marito non le dava?
Io ritengo che dietro i cambiamenti ci siano sempre profonde esigenze e bisogni personali che spingono le persone, e almeno da questo punto di vista è da ammirare il coraggio che lei ha avuto di ascoltare i suoi bisogni.
La inviterei a farsi accompagnare in questo percorso di risalita, ed io direi di rinascita, da un professionista.
Auguri per tutto!
 
Dott.ssa Ilaria Barbieri
Napoli-Caserta
www.ilariabarbieri.sitiwebs.com
Risposta di Dr.ssa Debora Magnani , Psicologo, Psicoterapeuta - Nuoro
Gentile Signora,
punterei l'attenzione sull'ultima parte del suo scritto. ossia quando dice "non soffro più di attacchi di panico come prima".
Questo è il risultato positivo della sua "ribellione".
Trovo altrettanto utile quando dice "mi chiedo se sono io ad essere "sbagliata" e ad allontanare la gente da me...come una volta mi ha detto un mio familiare..." . E' un ottimo punto di partenza per mettersi in discussione perchè vero è che spesso con il nostro modo di porci spesso allontaniamo le persone. Il consiglio che mi permetto di darle è di rivolgersi ad un psicoterapeuta che possa istruirla circa la comunicazione assertiva, sarà il miglior metodo per entrare in comunicazione con gli altri.
Cordialmente.
Dott.ssa Debora Magnani.
Psicologa Psicoterapeuta
Risposta di Bumbaca Domenico , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma - EUR e San Giovanni
Gentile signora
Ognono di noi ha il diritto di essere felice. Certo, esistono anche i doveri, ma da quando il do ut des è sempre negativo, il desiderio di ribellarsi diviene un'esigenza.
I suoi attacchi di panico, forse andrebbero interpretati così. La sua ribellione inconscia emergeva nella quotidianità con attacchi di panico e altri disturbi.
Poi, in lei è nato il desiderio di libertà. Il desiderio di vivere una vita con un senso diverso: quello che pone la sua persona al centro.
 
In questo cambiamento ha fatto una conoscenza, rivelatasi poi negativa. Al di là di tutto, forse ciò che conta è che lei ha cominciato a reagire e gli effetti cominciano a vedersi.
Continui così, abbia fiducia in se stessa. Lei, signora, ha solo una vita, reagisca e realizzi tutto il suo potenziale.
 
Valuti anche la possibilità di farsi aiutare.
Cordialmente
Dr. Domenico Bumbaca, Psicologo Psicoterapeuta Romawww.studiobumbaca.it
Risposta di Dott.ssa Donatella Chessa , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Gentile signora,
certo da quello che scrive ha avuto non poca forza di volontà per provare almeno a spezzare un ruolo in cui da anni, a quanto pare, si trovava imbrigliata. Cercare di fare un percorso come quello che lei ha iniziato ad affrontare non è affatto facile (ossia passare dal ruolo di chi è costantemente legato ai propri doveri al ruolo di chi può permettersi di esprimere anche i propri bisogni). Nonostante questo, da quello che scrive, sembra che poi abbia incontrato una persona che lei dice "egoista" e mi chiedo come con questa persona si siano giocati i ruoli del "dovere" e del "bisogno". Come le ho scritto il suo è un percorso che va verso un cambiamento e come tutti i cambiamenti questo può anche aprire una crisi sul chi siamo e come siamo. Le consiglio, quindi, in accordo anche con gli altri colleghi, di farsi affiancare in questo cammino non facile da uno psicoterapeuta che la guidi nel ritrovare un ruolo in cui ci si possa finalmente sentire meglio.
Cordiali saluti,
dott.ssa Donatella Chessa
www.psicoterapiatorino.it
 
Risposta di Arianna Sala , Psicologo - Cernusco s/N
Gentile signora,
sarò breve per non ripetere quanto già detto dai colleghi. E' molto apprezzabile il suo sforzo e la sua volontà di riprendersi "in mano la sua vita", questo significa avere rispetto per se stessi e non accettare passivamente un ruolo che viene imposto da famiglia e parenti, ma mettersi piuttosto in una posizione di ascolto rispetto ai propri bisogni. E' evidente che fare questo, dopo un lungo periodo di disabitudine, non è semplice, può far sentire fragili e la fragilità può fare prendere degli "abbagli" e appoggiarsi a delle relazioni sbagliate. Quello che le consiglio è di rivolgersi ad uno specialista della sua zona per poter avviare un percorso che l'aiuti a  a mettere a fuoco i suoi punti di forza, i suoi bisogni e i suoi desideri per stare bene, per prima cosa, con se stessa. Vedrà poi che una volta raggiunto questo non semplice obiettivo potrà essere più forte nel perseguire tutti gli altri.
 
Saluti
 
Arianna sala
Psicologa
Cernusco s/N (Mi)
www.ariannasala.it
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno signora, vedo che molte risposte sono già state date, mi perdoni se ripeto qualcosa che è già stato scritto. Il punto è che secondo me siamo soli, esistenzialmente parlando, bisogna vedere cosa ci facciamo con questo senso di solitudine che ci assale e ci impaurisce. Non credo che si tratti di essere sbagliati o meno, ma semplicemente di avere il coraggio di ascoltarsi. Comodo, scomodo, triste, contento, ci sono tantissime sfumature, se lei prova a vederle imbocca la migliore strada in quel momento per lei. 
Forse è in mezzo ad un passaggio dove davvero è sola, che scenario è? mi sembra di intravedere la paura, cos'altro? provi a incuriosirsi, lasci stare sullo sfondo gli obiettivi. sarei curioso di sapere cosa trova in questo paesaggio un pò sconosciuto. 
Le voglio solo augurare una buona ricerca e curiosità, in bocca al lupo Paolo
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Gentile signora, lei dice <<mi sento sola, ma stranamente non soffro più di attacchi di panico>>! L'attacco di panico non é un fulmine a ciel sereno, ma é un segnale che ha la funzione di comunicare che c'é qualcosa nella vita che necessita di essere modificato. Forse lei prima svolgeva una vita che non era proprio la sua, poi quando ha iniziato a fare le sue scelte ha aperto la porta della possibilità di fare degli errori, ma almeno sono i suoi....fare quello che crediamo sia quello che vogliono gli altri comporta il rischio di fare gli errori <<degli altri>>. Ora lei si sente sola, triste....ma almeno si sta ascoltando. Questo tipo di solitudine é un'opportunità di rinascita, la solitudine peggiore é quella che si sente vicino ad una persona fisicamente presente ma emotivamente lontana. Se può, si faccia aiutare da un professionista nell'affrontare questo percorso.
Cordialmente la saluto.
 
Dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
 
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentilissima signora,
si capisce dalle poche righe che scrive il profondo disagio da lei vissuto, e che anche adesso si porta dietro. E' confortante sapere che adesso è riuscita a "superare" o meglio " controllare" i suoi attacchi di panico, è apprezzabile anche il suo sforzo di "risalire la china" e la sua determinazione nel voler tentare di cambiarae una vita che da subito, le èapparsa inadeguata...Non è chiaro se lei ha o meno un lavoro, ma se ne ha uno e se ha disponibilità economica, mi sento di consigliarle di provare a farsi seguire da un collega della sua città, in questa difficile fase della sua vita, in cui oltre all'abbandono di una persona importanatae, si aggiunge il matrimonio ormai a pezzi...Provi  a fissare un colloquio per vedere se riesce a capire meglio ciò che desidera davvero lasciare e cosa desidererebbe avere...Non cerchi di uscire da sola da una situazione così invischiata...poichè ciò potrebbe arrecarle solo danni psicologici ed un riacuirsi degli attacchi di panico. Qualora non avesse disponibilità econommica, prenda appuntamento con un collega della Asl dela sua zona... Provi a sfogare questo dolore che da troppo la attanaglia....butti fuori le sue angosce, non abbia timore di farsi aiutare e prendere per mano da chi, può aiutarla a gestire il suo disagio.
Buona serata
dr.sa Ilaria Calvani
Psicologa. Counselling Psicologico. Sessuologa Clinica
Prato-Pistoia-Lucca
ilaria.calvani@libero.it
www.psy.sifree.org
Gentile Signora
quello che racconta nella sua email è il risultato di anni di frustrazioni e malesseri... ad un certo punto lei ha detto basta ... voglio cambiare ed è riuscita con molto coraggio e contro tutti a ridare un senso alla sua vita ...... poi purtroppo le cose con questo nuovo amore sono andate male .... ma già questo le ha fatto superare i suoi attacchi di panico ...... e mi permetta non è poco !!
 
quindi in questo cambiamento c'è la chiave di volta della sua nuova vita  continui su questa falsa riga .... quindi rispettarsi e volersi bene lei per prima ....... gli altri se le vogliono bene capiranno che il suo non è un capriccio ma una necessita per poter vivere bene !!
 
tanti auguri
Dott. Anna Zaccaria  
Risposta di Luca dr. VIVALDI , Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
Gentile signora, la solitudine si fa sentire quando sentiamo il bisogno di una vicinanza  significativa e questa non c'è, non sentiamo solitudine quando siamo presi dalle nostre cose da fare (pur essendo soli). Pertanto il segno che propone (la solitudine) è proprio il bisogno di una compagnia che possa essere importante, accogliente, capace di attenderla. Una o più persone che non compromettano il suo proseguire nel “risalire la china”come scrive lei … oramai cinquant’enne.
Una figura di questo tipo potrebbe trovarla in un religioso (di ampie vedute) o in uno/a psicologo/a, figure che senza eccessive pretese la lasciano divenire; ma potrebbe essere anche un gruppo di persone sufficientemente equilibrate e dedite al divenire dell’altro (penso ai gruppi di volontari che passano alcune ore del loro tempo libero a far compagnia agli anziani nelle residenze per gli stessi o in residenze per le persone in difficoltà).
Nel suo entourage pare aver incontrato persone che volevano tutto per se e non le permettevano -o non le lasciavano- alcunché per lei, nonostante ciò si sono prese la libertà di pretendere quale doveva essere il suo comportamento e poi di giudicare ciò che lei può aver fatto.
 
Data l’assenza di informazioni, e senza entrare nel merito delle vicissitudini che lei ha passate, la posso invitare a cercare delle amicizie e dei supporti che le permettano di divenire ciò che lei può e vuole divenire, anche se forse non è del tutto chiaro tutt’ora (invece tenga a bada o “a distanza” coloro che vogliono lei faccia ciò che questi desiderano).
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Mia cara signora,
quanto ci racconta fa sentire tanto dolore, pesantezza e tristezza!
Direi che ha ragione, con tutto il carico che si è presa non può che essere, veramente pesante e triste. Occuparsi degli altri, sempre ed esclusivamente, senza ottenere dei riconoscimenti e degli spazi riempie molto ma è anche deprivante e svalutante.
Non di meno, comprendo che deve essere molto arrabbiata. Arrabbiata, perchè nel momento in cui ha compreso meglio ciò che desiderava e ciò di cui aveva bisogno, nessuno intorno a lei l'ha capito e gliene ha dato diritto. Tutti, si sono spaventati di perderla e di perdere le sue tante attenzioni.
Eppure, lei ha avuto la forza e la determinazione di cercare una risposta a sè, di cercare altre risorse positive. Purtroppo, il suo nuovo incontro l'ha portata a vivere un'ennesima delusione e frustrazione. Un abbandono, ma ancora di più, un senso di sfruttamento.
Ancora una volta, un'altra persona si è relazionata a lei per usarla e sfruttare le sue doti e risorse.
Comprendo bene l'amarezza, la delusione ed il dolore profondo, il senso di smarrimento.
Tutto ciò, è successo perchè lei ha cambiato l'ambiente in cui relazionarsi e cercare soddisfazione, ma non ha cambiato sè, la propria danza relazionale. Questo fa sì che abbia cercato ancora una volta, un certo tipo di ballerino anzichè un altro. La sua motivazione conscia l'ha spinta a cercare qualcosa di diverso, ma la sua motivazione incoscia, quel binario inconsapevole stabilito fin dalla nascita, che guida le sue relazioni, l'ha portata a ripetere lo stesso circuito.
Per cui, non si deve scoraggiare, anzi l'assenza di attacchi di panico ci dice che ha rotto con qualcosa che la soffocava, che la faceva sentire in prigione. Ha visto che ci sono altre strade e altre relazioni. Adesso si tratta di trovarne di più sane e vitali.
Per far ciò, deve lavorare su sè e cambiare quella danza. Abbia fiducia in sè, ha già mostrato una grande acutezza e forza in questo suo movimento.
Vedrà che con un sostegno psicologico, il suo percorso sarà più facile e lucido.
E se il suo matrimonio va in pezzi, vuol dire che non era la relazione giusta per lei, per i suo bisogni e per la sua crescita. Esiste e deve farsi vedere e sentire, se suo marito non vuol sentire le sue richieste, confermando il suo copione di sordo, significa che sceglie di perderla.
Un grande in bocca al lupo!
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