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Depresso per cambio lavoro (Psicologo)

Salve, premetto che spesso mi capita, quando mi trovo in situazioni nuove, di essere colto da un malessere che si manifesta con forti mal di pancia (attacchi di diarrea) e ansia. Oggi, dopo una settimana di nuovo lavoro, è sabato e, invece di essere felice di poter trascorrere del tempo con la mia famiglia, continuo a pensare a lunedì alla ripresa del lavoro. Mi sento sconfortato e mi assale una voglia di piangere. Certo essere senza lavoro è una tragedia e io, invece di essere contento sono precipitato in un tunnel. Mi è capitato anche a militare e in ogni nuovo posto di lavoro e il tempo mi ha aiutato. Però vorrei poter affrontare ogni situazione con uno spirito positivo.
Talvolta mi è difficile anche uscire con gli amici perchè vengo preso da attacchi di panico che si manifestano con mal di pancia mentre nelle situazioni di cambiamento se penso a mio figlio o a mia moglie mi viene il magone e scoppio a piangere. Ovviamente tutto questo non lo posso fare davanti ai nuovi colleghi anche perchè ricopro un ruolo di responsabile e mi metterebbe in ridicolo.
Ho bisogno di aiuto. Grazie
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 09/10/2010
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Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.mo,
la situazione che lei descrive è molto chiara, e lo è anche a lei. Ritengo che possa giovarle l'aiuto di uno specialista che la sostenga ed aiuti ad individuare i motivi più profondi e non ancora consapevoli, portatori del disagio che si manifesta in occasione delle 'novità'..e forse di altre situazioni della sua vita. In questo senso, l'aiuto che cerca non può ridursi a questo piccolo e limitato spazio virtuale, ma ritengo sia da valorizzare e significare in un contesto più appropriato di cura.
Con i migliori auguri.
dott.ssa Francesca Consonni
Risposta di DOTT. ANGELO LOFINO , Psicologo, Psicoterapeuta - RAVENNA
Spett.le utente,
da quanto lei stia dicendo credo che abbia le idee molto chiare in merito a quello che le stia capitando e di quali siano i sintomi che si accompagnano al suo stato di malessere.
L'ansia e gli attacchi di panico che si generano di fronte a situazioni che non è in grado di poter gestire e controllare , provando magari anche paura che generano a loro volta disturbi psicosomatici come la diarrea o dolori addominali.
Credo che la cosa più utile da farsi e che penso sia arrivato il momento di fare sia quello di rivolgersi ad uno spcialista che la possa aiutare a rompere tale circolo vizioso e che la possa portare a lavorare sulle sue capacità e risorse , al fine di affrontare tali situazioni problematiche e stressanti che lei non è in grado di affrontare in questo momento, o che comunque affronta in modo errato e stereotipato, senza portarla a buon esito.
Cordiali saluti
 
Dott. Angelo Lofino
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Ravenna
 
 
Risposta di Dott.ssa Patti Manuela , Psicologo, Psicoterapeuta - Palermo
Buongiorno,
Lei conclude il suo messaggio con un riconoscimento di un bisogno di aiuto. Non so da dove scrive. Le consiglio di contattare uno psicologo della sua zona per  affrontare il suo disagio, comprenderne le cause e oltre ad una elaborazione dei suoi vissuti, trovare risorse e strategie per far fronte alla situazione.
Se dovesse trovarsi in Sicilia può contattarmi al seguente indirizzo mail  patti_manuela@libero.it
 
Dott.ssa Manuela Patti Psicologa Psicoterapeuta 
(Palermo)
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno, al di là della diagnosi più o meno corretta, e più o meno utile, mi incuriosisce molto quello che lei racconta, in pratica lei sente un grande disagio che si manifesta col mal di pancia, quando si trova in una situazione nuova, lei che idea si è fatto su questa sua manifestazione? La prima immagine che mi viene è che è come se lei avesse paura di qualcosa (che le crea ansia), forse per una riflessiuone può partire da qua e vedere se si aprono scenari interessanti per lei, solitamente si ha paura DI qualcosa, lei di cosa sete paura? Buona ricerca Paolo
 
www.paolomolino.com
Risposta di Daniele Colombo, Psicologo , Psicologo - Milano
Non aggiungo nulla a ciò che hanno potuto dirle i miei colleghi se non che i disturbi che Lei afferma inizialmente si manifestano solo in situazioni nuove in realtà come lei stesso dice sembrano avere una frequenza più regolare e pervasiva: motivi in più per occuparsene. Il tema della paura e delle somatizzazioni risultano centrali e certamente andranno sviluppati nel corso di un lavoro psicologico.
 
Qualora fosse di Milano e desiderasse fissare un primo colloquio le fornisco i miei contatti:
 
danielecolombo@fastwebnet.it
 
www.danielecolombo.it
 
Dott. Daniele Colombo, Psicologo
Risposta di Dott.ssa Cappello Giovanna , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Buongiorno, alle riflessioni e consigli, che condivido, date dai colleghi nelle risposte precedenti volevo aggiungere che lei sembra molto motivato ad una crescita professionale, dato che colgo dal suo messaggio un cambiamento in senso progressivo della sua carriera.Tuttavia i passaggi per lei sembrano difficili e dolorosi. Il tempo certo aiuta, ma non aiuta a risovere aspetti più profondi che puntualmente, da come lei scrive, si ripresentano. Non è mai semplice rivolgersi ad un professionista della salute mentale, poichè in qualche modo  riconosciamo di non riusciure a risolvere da soli un problema, ma è proprio quando si soffre, quando la nostra mente è colma di dolore che l'aiuto di un professionista  può essere un faro nel buio, capace di guidarci lentamente verso la luce.Luce  che rappresenta  una maggiore coscienza e consapevolezza di noi stessi.L' ampliamento della coscienza di noi stessi ci permette di affrontare e gestire la nostra vita in modo più sereno.
Le auguro di risolvere i suoi problemi.
Dott.ssa Giovanna Cappello
Psicologa Psicoterapeuta
Roma 
Risposta di Fabio Fagnani , Psicologo - Milano
Gent. Signore,
dal quadro che descrive penso che davvero un aiuto le potrebbe giovare.  Se vuole, e abita a Milano e dintorni,  può senz'altro telefonarmi allo 0289124451 per prendere un appuntamento. Tra le 13.30 e le 14.30 dei giorni feriali mi troverà senz'altro libero per poterle rispondere.
Distinti saluti.
Fabio Fagnani
Risposta di Dott.ssa Donatella Chessa , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Buongiorno,
come già accennato dagli altri colleghi anch'io ritengo che il malessere che porta è difficilmente affrontabile in uno spazio virtuale come questo. Se se la sente indubbiamente il percorso più adatto da intraprendere credo sia una psicoterapia, così da poter trovare uno spazio solo suo su cui poter riflettere e approfondire le tematiche da lei descritte.
Spero che dopo la sua prima richiesta di aiuto possa continuare nella sua ricerca.
Io lavoro su Torino ed eventualmente mi rendo disponibile per un primo colloquio.
Cordiali saluti,
dott.ssa Donatella Chessa
www.psicoterapiatorino.it
 
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Buonasera,
 
trovarsi in una nuova situazione può farci sentire ansiosi, preoccupati e spesso ci teniamo tutto dentro per timore di condividere le nostre difficoltà. Le consiglio di rivolgersi ad uno Psicologo anche per qualche consulenza.. lavorare su se stessi non è mai tempo perso..
 
Saluti
 
Dr Edoardo Guerrieri Empoli,Lucca,Prato
 
http://www.edoardoguerrieri.it/
Risposta di Danila Lorenzini , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Salve!
Il cambiamento è spesso causa di preoccupazioni e stress; cambio di lavoro, trasloco, separazioni, matrimonio, nascita di un figlio, pensionamento, lutti ecc...sono solo alcuni esempi in cui è necessario trovare un nuovo equilibrio nelle abitudini quotidiane. Quando questo è difficile da trovare e quando l'ansia o le manifestazioni depressive (facilità al pianto) sono eccessive o particolarmente dolorose, è necessario rivolgersi ad uno specialista ed iniziare un lavoro psicologico e psicoterapeutico specifico.
Alcune tecniche di rilassamento per gestire l'ansia le sarebbero sicuramente d'aiuto nell'immediato, in attesa di un lavoro più profondo che vada a comprendere e trattare in maniera più specifica la sfera dell'affettività e la gestione dell'emotività.
 
"Una delle ragioni principali della resistenza a comprendere è la paura del cambiamento: se veramente mi permetto di capire un'altra persona, posso essere cabiato da quanto comprendo. Tutti abbiamo paura di cambiare!!!" [ C. R. Rogers ]
 
Il mio studio offre solitamente un primo colloquio gratuito, durante il quale avrei modo di ascoltare in maniera più appropriata la sua domanda ed eventualmente proporre un percorso o inviare ad un altro professionista.
Auguri per il proseguo della sua vita e per l'inizio del percorso psicoterapeutico qualora decidesse di intraprenderlo
 
Dott.ssa Danila Lorenzini
349-8385242
Roma
 
Risposta di Luca dr. VIVALDI , Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
Buona sera signor ....
È vero avere un lavoro è motivo di piacere per molti, ancor più in questi tempi di crisi e di carenza nelle disponibilità di lavoro.
Ma forse bisogna fare dei distinguo per evitare di essere troppo semplicistici ed evitare confusione, siamo in pubblico. Perciò aggiungo che
Bisognerebbe vedere che lavoro ha perso, bisognerebbe vedere in che modo ha perso il lavoro precedente e che cosa ha comportato quella perdita, bisognerebbe considerare la realtà del lavoro attuale, bisognerebbe considerare quanti altri cambiamenti ha affrontato in quest’ultimo periodo e bisogna considerare anche l’atteggiamento personale di fronte alle perdite ed ai cambiamenti (in parte l’ha descritto: tendenza a pre-occuparsi), ecc.
Rispetto al superamento dei cambiamenti e delle crisi è vero, il tempo aiuta, però forse lei ha raggiunto una maturità e una posizione tale per cui può aspettarsi qualcosa di meglio da se stesso (lei scrive Però vorrei poter affrontare ogni situazione con uno spirito positivo), e allora potrebbe decidere di voler vedere cosa ci sta sotto a quegli “attacchi di panico”, come li chiama lei.
Potrebbe voler affrontare quel groviglio emotivo che la assale in talune circostanze, il quale potrebbe ricevere l’attenzione necessaria per venire elaborato ed essere riconosciuto per ciò che di importante ha da dirle, e -molto probabilmente- in tal modo arrivare a dissolvere le determinanti del suo malessere. Raggiungere un po’ più di equilibrio e pace in se stesso potrà senz’altro essere uno dei risultati.
 
Perciò, in linea con il suo stesso sentire (lei scrive ... mi metterebbe in ridicolo. Ho bisogno di aiuto. Grazie), le consiglio di contattare un collega che le appaia degno della sua fiducia e della sua domanda di aiuto, per affrontare assieme a lui (o lei) il disagio che lamenta: i picchi emotivi che tanto le fanno male.
 
Cordialità.     Luca dr. Vivaldi       Psicologo     Trento – Verona – Brescia
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Caro signore,
capisco bene che sia difficile gestire una tale tempesta emotiva!
Cerchiamo di capire cosa le capita ed il significato di ciò che sta vivendo.
Perchè se guardiamo la situazione con gli occhi della mente, dovrebbe essere contento, c'è chi sta peggio, c'è chi è disoccupato, ecc. Ma questo non ci serve, perchè se lei sta male al punto di piangere, di soffrire di attacchi di panico, di avere un ansia debordante e disturbante, vul dire che qualcosa la preoccupa e la spaventa fortemente.Lei parla di depressione. Non so se sia la diagnosi giusta, ma se usa questo termine significa che il suo sentire si sintonizza su di uno stato emotivo triste, di ritiro, di sentirsi senza valore, senza diritto. Bhe, se fosse così, capisco che ogni occasione, ogni cambiamento porti un grande stress, perchè dietro ci stanno tante domande circa la propria capacità ed il merito di ciò che va ad affrontare.
Ancora di più di fronte a situazioni che le recano situazioni vantaggiose e piacevoli, un pò come se si chiedesse se le merita davvero, se ne è all'altezza.
In questo modo, si toglie il diritto a vivere le cose per ciò che sono, a goderne e ad affrontarle con il loro giusto tono emotivo. Invece spesso si trova ad evitare anche le uscite con gli amici, per forti stati emotivi, di tensione e di ansia.
Non solo, non si permette di parlarne a lavoro, per cui si trova a gestire tutto questo con ancora maggiore difficoltà.
Mi sembra che lei sia veramente molto solo!
Bhe, sicuramente se le succede tutto questo c'è un motivo. Non si deve spaventare o pensare che non ne uscirà mai. Se lei è così oggi, significa che nel passato, nel suo percorso evolutivo ci sono stati vari fattori che l'hanno portata a ciò che vive oggi.
Per cui, cominci a farsi delle domande. Per esempio, chi non aveva fiducia in lei? Chi la faceva sempre sentire alla prova? Chi le toglieva il diritto al piacere?
Naturalmente, rispondere a queste e altre domande è solo l'inizio, per andare a comprendere meglio sè e dare un senso a quanto le capita. Farsi accompagnare da un terapeuta, può fornirle un aiuto in questo percorso, nonchè un utile sostegno emotivo e l'individuazione delle possibili vie di cambiamento.
Non si scoraggi, esiste una via d'uscita ed esiste una vita più piena e serena per lei!
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Gentile signore
gli attacchi di panico non sono mai dei fulmini a ciel sereno e come tali é preferibile analizzarne il significato al fine di migliorare la qualità della sua vita. Mi permetto di consigliarle una psicoterapia cognitivo-comportamentale quale formazione molto utile a risolvere problemi di ansia correlati a depressione.
Cordialmente la saluto.
 
Dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Salve, trovo molto interessante che Lei riconosca che col tempo è diminuita la tensione che provava quando affrontava situazioni nuove. Quindi Lei ha la sensibilità e la capacità di imparare. Allora sarebbe il caso che Lei sfruttasse al massimo queste Sue risorse facendosi aiutare da un esperto nel aumentare la Sua consapevolezza sulle Sue possibilità e fosse guidato a trovare la via per risolvere questo Suo approccio maladattivo e imparare ad essere disteso e felice, che non è facile come sembra. Auguri Dr J P Coppola
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentile utente,
non so se per fare una diagnosi siano sufficenti le informazioni che lei fornisce, tuttavia da ciò che riferisce mi pare che si possa ipotizzare  un disturbo d'ansia generalizzata, sfociante in attacchi di panico in comorbilità con disturbi somatormi la cui natura andrebbe meglio indagata. Non sono in grado, a causa delle poche informazioni che abbiamo, di poter azzardare anche la presenza di una depressione secondaria, poichè non sono certa ci siano tutti i presupposti richiesti per poterla ipotizzare...tuttavia, percepisco dalle sue parole una profonda sofferenza e disagio...e, per questo, mi sento di consigliarle, prima che la situazione precipiti e diventi davvero un serio problema, di rivolgersi ad un professionista della sua città...vada a fare qualche colloquio, lei ci dice che ha un lavoro...quindi sono convinta che possa permetterselo... le consiglio un terapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale, in modo da risolvere velocemente il suo problema. Non sottovaluti il suo disagio, ciò che oggi dice di poter gestire, potrebbe un giorno sfuggirle di mano.
Sperando di esserle stata d'aiuto, mia uguro voglia seguire i miei consigli.
 
dr.ssa Ilaria Calvani
Psicologa-Sessuologa Clinica-Counselling Psicologico
Prato-Firenze-Pistoia-Lucca
ilaria.calvani@libero.it
www.psy.sifree.org
Risposta di Dr.ssa Simoncini Annalisa , Psicologo - Empoli
Gent.mo utente,
mi accodo alle risposte dei miei colleghi, aggiungendole che spesso una piccola dose di ansia è utile per garantire l'efficacia di una prestazione.....quando però l'ansia si fa elevata, diventa ingestibile e paralizzante e l'efficacia della prestazione decresce. Spesso quando il timore di fallire è tanto e l'ansia  bussa alla porta, la persona, che avrà tutta una serie di funzioni fisiologiche attivate (cuore che batte, respiro affannoso) si concentrerà su di esse, confermando l'idea che qualcosa di spaventoso sta per arrivare. Tra i vari sintomi dell'ansia ci sono anche quelli da lei indicati come: nodo allo stomaco e diarrea e che sono tipici dell'ansia da prestazione. Come la collega sopra, si può ipotizzare che l'emozione di tristezza sia secondaria all'ansia... forse sente che non riesce a gestire questa attivazione paralizzante e quindi si deprime....ma dall'ansia cattiva, si esce. In questi casi l'approccio più consigliato è il cognitivo-comportamentale che l'aiuta nel trovare di gestione dell'emozione e l'aiuta a capire quali pensieri la originano. Nei casi di forte attivazione si consiglia anche una terapia integrata - psicoterapia e terapia farmacologica -.
 
Distinti Saluti
Dr.ssa Simoncini Annalisa
Via Ridolfi. 4 Empoli
327.1238204
 
www.cognitiva-mente.com
 
Risposta di Psicologo Milano-Dott.ssa Baggio , Psicologo, Psicoterapeuta - Milano
Buona sera ,
                       i sintomi che ha descritto sembrano di tipo ansioso-depressivo con correlati psicosomatici (mal di pancia).
Questi sintomi costituiscono il segnale di tematiche interne irrisolte e di conflitti inconsci che creano disagio.
Sarebbe importante avere più informazioni sul Suo carattere (ha un forte senso del dovere?Tende a sentirsi in colpa? Esprime la rabbia?) e sui legami con i Suoi famigliari.
Una psicoterapia è il lavoro psicologico su di sè indicato per prendere in considerazione le motivazioni profonde e l'origine di questi disturbi e il significato che a livello inconscio hanno per lei le novità.
Se vuole può inviarmi qualche informazione in più per capire meglio le Sue problematiche o fissare una visita psicologica presso di noi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giovanna Baggio
E mail info@psicologia-ansia.it
Risposta di Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa , Psicologo - Cagliari
La domanda che mi sorge spontaneo farle, dopo aver letto ciò che ha scritto, è: -cosa pensa, cosa si dice per farsi depresso?
Dice che ha un nuovo lavoro ma non dice se è nuovo per sua scelta o perchè è stato "costretto" a cambiarlo.
Di fatto, da ciò che racconta, non parrebbe esserci nella sua vita personale, familiare e lavorativa un vero motivo che contribuisca ad sentirsi in ansia o a sentire le cose (il lavoro in questo caso) come pesante e insopportabile.
Provi a fare attenzione a ciò che avviene, a ciò che pensa e a ciò che sente pochi momenti prima il verificarsi di queste situazioni piene di disagio che sente. Cosa pensa di se stesso e della sua vita? Quali problemi specifici si è trovato ad affrontare in prossimità delle crisi?
Domande le mie che non avranno risposta, alle quali ne seguirebbero altre ma che lei stesso, in prima persona potrebbe iniziare a farsi così come ritengo sia il caso di ricorrere ad un aiuto specialistico.
Di certo la sua è una situazione che crea disagio per lo sconforto, l'ansia e gli attacchi di panico che vive. Pertanto sarebbe davvero il caso, per poterla aiutare, capire di più sul suo vissuto.
Spero davvero che prenda in considerazione tutto ciò che le è stato scritto.
 
Un cordiale saluto
 
 
Dott.ssa Donatella Ghisu
Psicologa, Psicopedagogista, Counsellor psicologico e socio-educativo,
Terapeuta Breve Strategica, Psicologa forense.
 
http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/
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