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Timidezza e Disagio..., una brutta realta! (Psicologo)

Un ragazzo di mia conoscenza (... figlio di amici) di anni 16 e' molto timido all'esterno dell'ambiente familiare ed inoltre per il fatto che ha un lieve difetto al viso (... in atto in cura da un professionista del settore per la correzzione!) l'ho rende molto a disagio. Che Fare? M.M.
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 22/06/2009

Risposte

Risposta di Noemi Dominici , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Buongiorno,
questa è un'età complessa bisogna mostrarsi al mondo esterno affontando i propri limiti. E' importante creare un terreno flessibile aperto al dialogo rispettando i tempi e le domande del ragazzo.
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Signora,
Il suo messaggio preoccupato mi ha fatto molta tenerezza, come me ne fa semrpe una mamma preoccupata per il figlio.
Dall'esterno pensiamo sempre di sapere quello che "passa per la testa" di chi amiamo, specie dei nsotri figli, la vorrei  invitare a domandarsi che disagio provoca a lei il fatto che suo figlio sia timido ed abbia difficoltà nell'affrontare questo piccolo difetto fisico.
Perchè in questo caso lei porta un disagio suo, forse potrebbe potrebbe provare a domandare a suo figlio come si sente e fargli sentire la sua vicinanza e comprensione, potrebbe scoprire che non è così stressato, o che non si vive come ipotizza lei questi "problemi", o ancora scoprire cose nuove di suo figlio che non immaginava nemmeno.
Quello che sto cercando di dirle è che, per quanto a volte sia difficile vederlo, l'affetto di una mamma fa comunque sentire un figlio sostenuto e contenuto, buona giornata
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Salve signora, capisco perfettamente la sua preoccupazione in quanto a questa età dove si punta tutto sul corpo, avere un difetto fisico, anche se lieve, può influire molto sull'imagine del proprio sé e la timidezza certo non aiuta. Piacersi per piacere é la meta che ognuno di noi dovrebbe perseguire per vivere serenamente, quindi la inviterei ad aiutare suo figlio nella costruzione dell'autostima ricordandole che questo non é un processo innato ma qualcosa che si costruisce, facendosi aiutare da uno specialista cognitivo-comportamentale. Buona giornata.
 
loredanaangeletti.altervista.org
Risposta di dr. Ciro Aurigemma psicologo , Psicologo - Roma
Capisco, bisogna trovare le cause e le vie d'uscita  del caso se non si riesce da soli facendosi aiutare
con un sostegno psicologico dallo psicologo prescelto, cominci a vedere i suoi lati positivi e suoi punti deboli
saluti cordiali
Risposta di Anna Maria Casale , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Cara Sig.ra,
comprendo il disagio che può provare un ragazzo con un difetto fisico, in particolare in questo periodo della sua vita (16 anni) età in cui l'aspetto fisico è molto importante anche per entrare in relazione con l'altro sesso.
Ciò che chi gli sta vicino può fare è non evidenziare il difetto ma, d'altro canto, neanche sminuire il suo disagio, altrimenti rischiate di farlo sentire non compreso.
Un sostegno psicologico potrebbe aiutarlo ad aumentare l'autostima e rafforzare l'immagine che ha di sè.
Un caro saluto.
 
Dott.ssa Anna Maria Casale
Psicologa-Psicoterapeuta-Consulente Sessuologa
Roma-Napoli
casaleam@virgilio.it
Risposta di Dott.ssa Claudia Galbiati , Psicologo - Pioltello (Milano)
Carissima sig.ra,
suo figlio sta attraversando un periodo difficile, in adolescenza il compito evolutivo è quello di costruire sè stessi in una rete sociale. Molti ragazzi fanno fatica a mettersi in relazione con i coetanei e sicuramente per suo figlio è ancora più difficile per la situazione fisica che sta affrontando. il mio consiglio è di stare vicina a suo figlio, chiedergli come si sente e comprendere senza minimizzare o esgerare quello che può essere il suo punto di vista.. magari senza essere assillante può suggerirgli di invitare amici a casa oppure iscriverlo ad associazioni sportive o culturali, in modo che possa conoscere nuovi coetanei.
 nel frattempo può chiedergli se sente la necessità di parlarne con uno psicologo, in fondo è abbastanza grande da decidere; prendere questa decisione può farlo sentire più responsabile e più autonomo.
 
un caro saluto
 
Dott.ssa Claudia Galbiati
Psicologa, perfezionata in psicopatologia dei disturbi dell'apprendimento
galbiaticlaudia@tiscali.it
 
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentilissima signora,
mi chiedo quanto questo difetto del ragazzo, ( non figlio suo ma di amici)  sia marcato a livello estetico, e quanto invece sia in realtà percepito come difetto dal ragazzo, poichè... nel caso in cui il ragazzo percepisse il disagio fisico come più grave di ciò che è e fosse questo il motivo effettivo della sua timidezza ( solo parlando con il ragazzo... credo che si potrebbe capire...) allora suppongo che saremmo davanti a una caso di dismorfismo corporeo... altrimenti, potrebbe trattarsi di uno stile, (non credo disturbo)...evitante di personalità...Tuttavia,per quanto mi riguarda,  i dati da lei forniti sono pochi per poter fare una diagnosi dettagliata, quindi spero voglia arricchire la sua richiesta, se possibile,  con più dettagli.
Intanto, le auguro una buona giornata.
 
 
dr.ssa Ilaria Calvani
Psicologa-Counselor
Prato-Firenze-Lucca
ilaria.calvani@libero.it
Risposta di Dott.ssa Nicolina Fascella Psicologa , Psicologo - Termini Imerese
Credo che un buon sostegno psicologico, durante questo periodo possa essere utile.
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Gentile signora, Lei dimostra una grande sensibilità nel preoccuparsi per il figlio di una amica,complimenti. Il ragazzo inubbiamente ha bisogno di aiuto nel sentirsi a suo agio con un difetto alla mandibola che aveva già da piccolo. Quind il problema del disagio si è sviluppato ed è cresciuto col rapporto con gli altri. Anche se sono rare le persone come Lei, forse ne ha incontrate piu di una per cui sentendosi oggetto di preocupazione negli adulti che lo circondavano si è rotto l'equilibrio che forse aveva trovato con se steso e coi compagni a scuola, dove tutti hanno qualcosa di diverso, chi è mancino, chi porta gli occhiali, che è meno pronto nell'apprendere, ecc.
Lei può usare la Sua sensibilità per evitare quelli atteggiamenti che possono rafforzare nel ragazzo la sensazione di doversi vergognare di qualcosa, potrebbe anche consigliare la madre di fare lo stesso e magare iniziare un percorso con la collaborazione di uno psicoterapeuta che abbia degli incontri con gli adulti che contano per il ragazzo, tra cui ovviamente Lei. Così come per l'ortodonzia, anche per la psicoterapia ci vorrà un po di tempo per vedere i risultati, ma ne vale la pena. Auguri  Dr Juanita Pilar Coppola
Risposta di Francesco D'Onghia , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Gentile M.M.,
Non sempre la timidezza è un sintomo di patologia e soprattutto a 16 anni e in concomitanza di un problema fisico può essere giustificato un atteggiamento schivo e riservato. La sicurezza in se stessi si matura con la vita e l'esperienza e con l'affetto di chi ci sta vicino e ci aiuta a scoprire le nostre qualità e i nostri talenti.
Auguro a lei e al suo giovane amico di trovare l'aiuto che cercate.
Cordialmente
 
Dott. Francesco D'Onghia (Psicologo, Psicoterapeuta)
www.emotiva-mente.it
 
Risposta di Danila Lorenzini , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Sicuramente l'adolescenza è un periodo particolare e concordo con quanto già le è stato detto dai miei colleghi.
Attenzione, però, a non associare la timidezza al piccolo difetto fisico. Si può fare un buon lavoro sulla timidezza; intendo dire che il recupero di una "perfetta forma fisica" non rende una persona meno timida di prima. A mio parere è importante vedere la persona, e non il difetto fisico: il ragazzo dovrebbe essere facilitato a vedere ciò che in lui è bello, le sue risorse e ciò che ha di buono.
Solamente quando riuscirà a farlo lui stesso (e direi anche lei come madre), allora anche chi gli sta intorno lo vedrà come persona e non come "persona con quel difetto", e questo pian piano gli darà sicurezza e gli farà "trascurare" l'aspetto fisico.
Danila Lorenzini
Risposta di Luca dr. VIVALDI , Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
Buonasera
Lei signora cita diversi aspetti della brutta realtà (timidezza fuori dalla famiglia, disagio, lieve difetto al viso).
All'età citata il corpo è molto investito e la normalità, seppure viene spesso tenuta a distanza o contestata, viene anche ricercata nel campo delle forme corporee, nel senso che spesso i confronti vengono fatti tra la realtà di sè e la "presunta normalità" soprattutto quella che viene considerata desiderabile. Un difetto lieve o consistente, comunque percepito come un difetto ha un grande peso a 16 anni, ma non è solo una questione di età, contano molto anche aspetti di personalità e identità del ragazzo a fini di una auto-valutazione. Non dimentichi che alcuni adolescenti riescono a non percepire un difetto che cè, ed altri che percepiscono un grande difetto la dove altri non vedono nulla e si rivolgono persino al chirurgo.
 
Venendo al titolo della sua domanda posso dire che Timidezza e disagio possono sommarsi conducendo ad un senso di schiacciamento e "soffocamento" ma quale realtà appare a tutti nel medesimo modo? Il primo suggerimento che le potrei dare è cercare di aiutare il ragazzo nella direzione di realtà, che non mi pare essere così brutta! Mi pare piuttosto che anche chi gli stà intorno non riesce ad aiutarlo a vederla in modo diverso.
Cordialità Luca dr. Vivaldi Psicologo