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come insegnare ai propri figli a difendersi? (Psicologo)

Mia figlia ha compiuto 3 anni a Maggio e, da Settembre dell'anno scorso, frequenta la scuola materna.Pur essendo una delle più piccole si è inserita benissimo e tutti le vogliono bene perchè è molto solare e giocherellona.Ma sono pur sempre bambini e spesso litigano e alzano le mani.Mia figlia,che a casa è sempre stata abituata al dialogo,subisce senza reagire (visto con i miei occhi).Se le danno uno schiaffo lei si allontana e si va a mettere in un angolo imbronciata.
Quando poi a casa mi racconta quello che le è successo,il mio primo istinto è ,ovviamente da mamma, di insegnarle il Kung Fu,ma poi mi rendo conto che la violenza è sempre sbagliata e allora ripiego nel consigliarle di rivolgersi alla maestra o di discutere con il compagnetto/a di turno.Tutto questo,dopo un anno di scuola,non ha dato nessun risultato e lei continua a subire passivamente.
A casa invece si fà ben valere: i suoi "no" sono accettati o comunque sempre presi in considerazione chiedendole le motivazioni ai suoi rifiuti e cercando compromessi oppure dandole sempre spiegazioni.In linea di massima si può dire che é una bambina molto ragionevole quando capisce le mie motivazioni.Quando questo non accade si intestardisce molto,ma io comunque non la costringo mai a fare niente: anche quando non comprende appieno qualcosa ed è necessario, le spiego che mamma la ama e quello che dice è sempre per il suo bene,le chiedo cioè un atto di fiducia nel mio amore per lei,e alla fine,SANTA PAZIENZA, si risolve tutto!
Ma la cosa che mi preoccupa più di tutto è che questo atteggiamento passivo, nei confronti dei membri esterni alla sua famiglia, lo manifesta anche con gli adulti: un amico del nonno, l'altro giorno,affettuosamente,l'ha presa in braccio e, anche se lei non voleva proprio,l'ha comunque lasciato fare aspettando che la rimettesse a terra;io ho assistito alla scena un pò da lontano e senza intervenire, in attesa di una sua reazione che invece, stranamente, da come si comporta di solito con i familiari(nonni,zii,..),non c'è stata...........!!!!!
Cosa fare?
Grazie infinite
Rosa Gandolfo
Domanda pubblicata da Rosalia il 08/06/2010

Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gen.le Rosa, la sensazione che mi coglie leggendo le sue righe è che lei vorrebbe che sua figlia si comportasse come un adulto per reagire e difendersi da ciò che le succede fuori casa. I rapporti che i bambini e noi viviamo sono diversi, a seconda che le persone con le quali ci si relaziona siano dei familiari, più o meno stretti, o coetanei o sconosciuti. Mi colpisce che, in tutto quello che lei racconta, la preoccpuazione manifesta è la sua e non quella della bambina, che non mostra particolare malessere quando non reagisce al nonno sconosciuto o nello stare imbronciata dopo aver preso uno schiaffo a scuola. Io credo che sia importante rispettare i bisogni dei bambini e lasciar loro lo spazio e la possibilità di sperimentarsi per quello che sentono di fare, soprattutto quando iniziano ad 'andare nel mondo' e a vivere le prime esperienze sociali (dopo i 3 anni appunto). Sua figlia è in grado di manifestare il suo dissenso ed opporsi, lo fa benissimo con voi. La invito a non avere fretta, ad aspettare che la piccola possa iniziare a farlo anche fuori dalle mura domestiche, con il tempo che le occorre per sentirsi sicura di poterlo fare.
Cordiali saluti.
Francesca Consonni
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Rosa,
non posso che sottoscrivere quanto scritto dalla collega, le sensazioni sono le sue, così come anche la frustrazione ed il senso d'impotenza. Il punto è che l'ansia del genitore è perfettamente comprensibile, e mi fa anche molta tenerezza, ma bisogna che si ricordi che è la sua, e che non pul sapere cosa sta provando sua figlia.
Se troverà semrpe qualcuno a proteggerla, difficilmente imparerà a difendersi ed usare i no che servono. Servono a sua figlia, benineteso!
Tutti scegliamo in qualche modo di stare nelle situazioni, lungo una linea della comodità (definizione mia), per cui possiamo anche scegliere di stare scomodi in una certa situazione per un determinato fine.
Sua figlia troverà facendo esperienze (cosa per la quale la base sicura che lei rappresenta è indispensabile) il suo asse della comodità e potrà scegliere con il criterio che troverà via via nella vita. Buona giornata e buona vita, Paolo
 
www.paolomolino.com
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Buonasera Signora,
 
gli occhi dell'adulto vedono il mondo attraverso il proprio sitema di valori, norme, comportamenti. Un bambino vede il mondo con i suoi occhi ed anche attraverso le reaioni dei suoi genitori. Se la bambina non vive con dolore o malessere questi atteggiamenti, forse per lei non sono così tanto un problema.. invece, sottolineare che ci si dovrebbe comportare in un altro modo, potrebbe farla sentire inadeguata..  Cerchi di vigilare, ponendo attenzione a come sua figlia vive emotivamente le relazioni con gli altri, ma cercando di vedere con gli occhi di un bambino.
 
Cordiali saluti
 
www.edoardoguerrieri.it
Empoli-fi
Risposta di Dott.ssa Patti Manuela , Psicologo, Psicoterapeuta - Palermo
Buonasera,
Le consiglio di invitare sua figlia a rivolgersi all'adulto di riferimento se dovesse trovarsi in momenti di difficoltà, nello specifico all'insegnante e di parlare con quest'ultima per una maggiore attenzione alla situazione.
E' importante che la bambina possa sentirsi libera e in grado di "chiedere aiuto o un intervento" dell'adulto qualora sia necessario....(come nel caso in cui accetta di stare in braccio ad un amico del nonno, anche se è una cosa che non le fa piacere...)....per il resto imparerà da sè.
Cordiali saluti
Dott.ssa Manuela Patti
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentile Rosa,
probabilmente, sua figlia, ripropone atteggiamenti appresi da persone di riferimento, che possono essere i nonni, i genitori, o comunque persone a lei care. Il punto è che come ha osservato qualche collega, con cui concordo pienamente, se la bimba non prova forti disagi, evidentemente sta bene nell'atteggiamento che manifesta (per quanto riguarda l'atteggiamento con persone adulte-estranee). Per le sberle che subisce all'asilo, dai compagni, evidentemente il lavoro di socializzazione, tolleranza alla frustrazione, nonchè adeguate risposte a determinati stimoli, dovrebbero essere favorite dalle insegnanti/educatrici....da ciò che scrive parliamo di una bimba di appena 3 anni che è entrata ad un nido-materna a due e mezzo.....se le insegnanti (eccoci alle figure di riferimento ) per quanto idonee, non sono capaci di carpire, con un enorme sforzo di empatia e comprensione,  i momenti di disagio di sua figlia (.....si va a mettere in un angolo imbronciata) facendoglieli elaborare, è ovvio che poi l'atteggiamento di passività difronte a situazioni frustranti,  si rinforza...ed ecco il perchè anche con estranei non sa fare capire, a suo dire, le proprie reali emozioni. Le consiglio, vista l'età della piccola di far presente alle insegnanti di questo suo ( e di sua figlia) disagio, e cercate insieme di cooperare per la risoluzione di qusto problema.
Buona serata
 
dr.sa Ilaria Calvani
Psicologa-Counselling Psicologico.
Prato-Firenze- Lucca- Pistoia
ilaria.calvani@libero.it
www.psy.sifree.org
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Cara signora, ho l'impressione che Lei si immedessimi troppo in Sua figlia. A 3 anni deve trovare da sola, sperimentando, sbagliando, apprendendo, ripetendo, il comportamento che ritiene piu gratificante per Lei. Le dia tempo. A 15 anni potrà proporle ilKung Fu, che è un arte di coordinazione, autocontrollo, ginnastica che oltre a divertire e gareggiare, puo servire per difendere. Se venisse usata per aggredire allora soltante si parlerebbe di violenza, che non si insegna perche nell'uomo purtroppo è insita, tant'è che si insegna l'autocontro, non l'aggressività. Lei dice che la bambina è abituata al dialogo. Lasci che applichi questa abitudine anche fuori casa, iniziando dai suoi pari. Lei dice anche che la bambina sa farsi valere e non si lascia facilmente imporre... Vede quindi che i conti tornano. La lasci vivere la sua dimenzione di bambina di 3 anni, con tanto tempo per crescere! Cordialmente J P Coppola
Risposta di D.ssa G. Ivana Rosano , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Cara mamma,
 
leggendo la sua lettera colgo un comprensibile atteggiamento di cura e protezione verso sua figlia, che per età e probabilmente anche per indole è particolarmente vulnerabile.
 
Premesso che la bimba è ancora molto piccola e di certo man mano che crescerà acquisirà da sè la capacità di proteggersi da sola. 
In ogni caso le suggerisco di farle frequentare altri bambini in modo che possa apprendere, giocando con gli altri, 'l'arte dello scontro e del confronto' e pian piano possa affermare la sua volontà con sempre maggiore assertività.
 
Continui ad alimentare un rapporto di sicurezza e fiducia con lei, dandole al contempo lo spazio per sperimentarsi anche con la sua aggressività.
Altro suggerimento: distingua le sue caratteristiche ed i suoi propri timori da quelli di sua figlia (es.si ponga ladomanda: qunto la passività che vedo in mia figlia mi appartiene o mi è appartenuta?...etc)
 
Detto ciò, la invito a star serena.
 
Spero di esserle stata un pò di aiuto. Le faccio tanti auguri e mi tenga aggiornata, se le fa piacere.
Saluti, D.ssa G.Ivana Rosano