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Partita IVA si o no???? (Commercialista)

Sono un lavoratore dipendente inquadrato come impiegato tecnico, in 10 anni di lavoro ho acquisito una esperienza e conoscenza tale che molti proffessionisti che collaborano con l'azienda per la quale sono dipendente, mi chiedono di svolgere progettazioni e consulenze tecniche varie esterne al mio orario di lavoro ma, sempre nel settore edile e arredamento.
Questo mi ha permesso di conoscere costrutturi i quali mi chiedono di collaborare ma, per farmi lavorare e pagare vorrebbero che a fine progetto emetessi normale fattura ma, non essendo iscritto all'albo dei Geometri e privo di partita iva molte volte sono costretto a rinunciare oppure rinunciano loro.
I compensi non supererebbero i 500/800€ al mese, a volte anche in maniera saltuaria, sono certo di non superare i 5000,00€ annui, oltre a questo molte volte sono costretto anche solo per visionare il lavoro a fare km in auto, usura di stampanti/plotter il tutto a mio carico ovviamente.
Mi chiedevo se era il caso di aprire "partita iva" o valutare altre opportunità, soprattutto per far in modo di collaborare in maniera continuativa con costruttori e studi tecnici visto che chiudono porte a varie possibilità di lavoro continuativo dal momento che non posso emettere fattura.

Domanda pubblicata da Autore anonimo il 25/05/2010

Risposte

Risposta di Studio Maccagni , Commercialista - Parma
Può optare per i regimi agevolati, volti ai soggetti che aprono la partita IVA per avviare una nuova attività o per svolgere un lavoro autonomo ,che si chiamano forfettone o forfettino,che danno notevoli vantaggi economici e semplificazioni.
Il requisito primario dei due regimi è quello di non superare i 30.000 di ricavi annui,altrimenti decadono.
 
Il forfettino o regime per le nuove iniziative ha queste caratteristiche:
- imposta sostitutiva pari al 10% del reddito conseguito al netto delle spese e dei costi,non pagando IRPEF e neanche imposte relative addizionali comunali e regionali.
- versamento dell'Irap.I professionisti senza dipendenti o autonoma organizzazione però evitano il pagamento dell’IRAP.
- non assoggettamento alla ritenuta d'acconto,reddito soggetto ad imposta sostitutiva.
- esonero alla registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini IRPEF, Irap e Iva, obbligatorio però emettere e conservare i documenti come fatture, ricevute e scontrini fiscali
- non versamento degli acconti,neanche l'acconto Iva, versamento Iva in una unica soluzione
- ai fini accertativi si applicano le norme inerenti gli studi di settore
- ha durata di applicazione di 3 anni.
 
Il forfettone o regime dei contibuenti minimi invece prevede:
- un'imposta secca del 20% sul reddito (ricavi meno costi) in alternativa a Irpef, Irap e Iva
- consente di non avere partita Iva, registri e contabilità
- pagamento della ritenuta d'acconto
- non pagamento dell'Iva, eliminadando dalle fatture rilasciate l'addebito dell'Iva
- non si applicano gli studi di settore
- durata illimitata.
Risposta di DOTT. FEDERICO DI GIANNATALE , Commercialista - TERAMO
concordo in pieno!