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mia figlia di 4 anni e due mesi non vuole crescere e non vuole avere figli (Psicologo)
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Buona sera, ho una bimba di quattro anni e due mesi moltro precoce nel linguaggio e nel ragionamento, che già da circa un anno dice di non voler crescere. fornisco qualche dettaglio che potrebbe risultare utile per capire: -vive in un ambiente molto sereno, io e mio marito ci amiamo molto e lo trasmettiamo ai nostri figli, che a loro volta si sentono amati, sicuri e sereni. -un anno fà è nato un fratellino, e la bimba ha subito dato segni di gelosia,la sua gelosia si è rivolta verso noi genitori e non verso il fratello. Nel senso che vuole essere fatta da noi tutto ciò che facciamo al fratello. Dove è possibile io e mio marito l'assecondiamo senza drammi tipo: essere presa in braccio, imboccata, qualche volta chiede di usare il chicco, il sediolone, fare la cacca nel pannolino. A dire il vero tutto questo non mi proccupa perchè sono episodi. -ciò che invece mi preoccupa è che lei non vuole crescere perchè quando me l'ha chiesto, le ho spiegato che suo fratello sarebbe venuto alla luce con un taglio cesareo, ovviamente usando un linguaggio consono alla sua età (che all'epoa aveva tre anni). Non ha mostrato alcuna perplessità al momento della spiegazione ha solo chiesto chiarimenti. Tuttavia qualche mese fà,(a quattro anni) quando in più occasioni mi ha detto di non voler crescere senza mai otternere risposta diversa da parte suca che: "perchè mi scoccio",una seram molto placidamente invece mi ha detto "perchè se cresco ed ho un figlio mi tagliano la pancia"A quel punto ho cercato di spiegarle che non è doloroso che si fa una punturina e non si sente niente e poi si stà benissimo come stò adesso e anche la cicatrice scompare. Oppure che lei da grande potrebbe avere un parto naturale omettendo ovviamente la parte sofferenza. Ma ciò non è servito a rassicurarla perchè oltre alla paura del taglio si è agginto quello della punturina.Sul parto naturale non siè pronunciata. -Sono incinta di cinque mesi e si ripropone il problema della nascita del bambino che porto in grembo. Mia figlia continua a chiedermi come nascerà, a questo punto sono stata vaga sull'argomento. Non sò se insistere con la verità, cercando di rassicurarla, oppure inventarmi qualche storia tipo il bimbo lo fà venire fuori dalla pancia Gesù con una magia o cose del genere........ Ho commesso un disastro essendo chiara e sincera con mia figlia? Il mio comportamento potrebbe avere inciso sul desiderio di mia figlia di non voler crescere, e soprattutto di non volere figli in futuro? Se si, che conseguenze potrebbe avere il mio scellerato gesto?Ma soprattutto come posso rimediare? Grazie mille per l'aiuto che mi darete. Arianna
Domanda pubblicata da arianna il 12/05/2010
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Risposte
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Gentile Arianna, la nascita di un fratellino è per il bambino, soprattutto se piccolo, un evento che modifica radicalmente la sua vita. Prima l'attenzione e l'amore dei genitori erano solo per lui, ora la deve dividere con un'altra persona, che, anzi, richiede più cure di lui! La gelosia per il nuovo fratellino è un sentimento normale. La sua bambina, avanzando richieste di accudimento errate per la sua età (essere imboccata, usare il ciuccio, il seggiolone...) e adottando un comportamento regressivo, mette in atto una serie di comportamenti atti ad attirare l'attenzione dei genitori ("Se mi comporto come il mio fratellino, mamma e papà mi daranno tutta l'attenzione che danno a lui"). Consiglierei a lei e a suo marito di far sentire la vostra bambina coccolata, importante, giocate con lei, fatele prendere confidenza con il nuovo fratellino facendole anche prendere parte al suo accudimento (fatevi dare una mano durante il bagnetto, o nel momento del cambio del pannolino...). In questo modo si sentirà ancora amata da voi e, responsabilizzandola, le permetterete di sentirsi più grande. Per quanto riguarda invece il secondo problema, relativo al parto, ha fatto bene ad essere sincera con la sua bambina. Tuttavia, è ancora troppo piccola per comprendere del tutto come avviene il parto, di conseguenza le sono rimasti impressi nella memoria gli aspetti che le sono più familiari, quelli che ha già avuto modo di sperimentare: le ferite e le punture, che procurano dolore. E' quindi naturale che la bambina affermi di non voler avere figli, per il timore di soffrire. Ma è ancora piccola, avrà il tempo, da grande, di rivalutare questo suo pensiero, di capire cosa sia veramente il parto e cosa comporti, nella realtà, la nascita di un bambino. Per ora le consiglio di provare a spostare l'attenzione della bambina su altri aspetti della gravidanza e del parto, anche comprando un libro illustrato adatto all'età della bambina che illustri come sta il fratellino/sorellina nella pancia della mamma, come cresce e come si presenterà alla nascita... in questo modo distoglierà l'attenzione dagli aspetti più temibili del parto, lasciando il posto ad un vissuto maggiormente positivo dell'evento. Cordiali saluti, Dott.ssa Irene Onnis psicologa via Moroni, 8 - Sesto San Giovanni MI cel 3398313202 www.ireneonnis.sitiwebs.com
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Gentile Arianna, non posso che confermare quanto esposto dalla collega. Mi colpisce in particolare la questione relativa al parto. Penso abbia fatto bene ad essere sincera con sua figlia, che in tal modo inizia ad affacciarsi ai grandi misteri della vita, ma anche del dolore e della sofferenza. Come ha suggerito la collega, può essere importante trovare dei modi "creativi", grazie ai quali permettere un contenimento ed una rielaborazione delle emozioni che sua figlia può avere provato. Non soluzioni magiche (come interventi divini), nè spiegazioni troppo razionali, che sua figlia non è in grado di raccogliere: alla fine, in entrambi i casi, l'effetto è quello di negare ed allontanare il problema. La sua bambina, che già lei descrive come precoce nel ragionamento e nel linguaggio, resta comunque una bambina di 4 anni, con le sue nascenti capacità di gestire i propri vissuti, ma sempre nel contesto di una relazione genitoriale di accoglienza, amore ed in cui i genitori stessi non abbiano paura di iniziare ad affrontare il tema del dolore e del limite. Cordiali saluti, dott. Enrico M. Ragaglia Psicologo http://enricomariaragaglia.webs.com
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Cara Arianna, ritengo che lei si stia facendo un pò troppe domande. Lei ha agito nei confronti di sua figlia in maniera giusta ed amorevole. Se sua figlia dice di non volere avere bambini perchè non vuole che le si tagli la pancia e perchè le faranno una punturina è del tutto normale. Non possiamo immaginare che una bambina di 4 anni possa avere come obiettivo primario il piacere della maternità rispetto al pensiero del dolore. Sarebbe stato strano il contrario. Lei deve continuare a dare a sua figlia informazioni leali e tranquille, se lei è serena quando gliene parla anche lei lo sarà. Non si fasci la testa non ha fatto nessun danno anzi ha fatto molto bene ad essere sincera, cosa che dovrà fare ancora per questo prossimo nato. Cambiando ora le informazioni che darà alla bambina non farà altro che confonderle le idee e disorientarla. La bambina ha il desiderio di non crescere in questo momento perchè vuole imitare il fratello piccolo per avere anche lei le vostre attenzioni e questo non è in alcun modo legato alla voglia di maternità, che invece, è giustamente legata alla voglia di non soffrire. Avrà tutto il tempo per pensare ad avere la voglia di essere madre. Sia serena perchè le sue preoccupazioni sono solo il riflesso di sue paure interne e non di reali problemi. Un caro saluto e in bocca al lupo. Resto a disposizione per qualsiasi informazione. Dott.ssa Anna Maria Casale Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Via V. Veneto, 108 Roma www.annamariacasale.it
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Gentile Arianna, ha tutta la mia solidarietà nello svolgere il mestiere più difficile del mondo: il genitore! Personalmente non credo ci sia una ricetta giusta e sbagliata, la invito quindi a non fustigarsi su quello che ha detto, mi sembra che lo abbia fatto col cuore. Come sottolinea la collega Annamaria, non mi sembra sia preoccupante il fatto che sua figlia dichiari di non voler crescere, verosimilmente vuole le attenzioni che sta ricevendo il fratellino, una fase che mi sembrerebbe normale. Continui sulla stessa linea di paziente amorevolezza che sta tenendo, le affermazioni di sua figlia hanno il potere che lei sceglie di darle. Buona giornata e auguri per l'arrivo imminente!!! Paolo www.paolomolino.com
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Gent.ma Arianna, mi sento molto in sintonia con la risposta datale dal dottor Paolo: quello che ha scelto di dire a sua figlia è importante e non vedo l'utilità ora di metterlo in discussione per capire se è giusto o sbagliato. Non esiste un giusto o sbagliato nella cura ed educazione dei propri figli, piuttosto dei tentativi che si possono fare, errori e correzioni che gradatamente ci aiutano a sentirci più sicuri e coerenti nel rapporto con loro. I bambini enfatizzano e fantasticano molto sulla realtà che vedono, è importante cogliere il senso delle parole di sua figlia per dare un contenimento adulto e materno che dia alla sua piccola una riposta interna amorevole e rassicurante. E' comprensibile e legittima la paura e rabbia che sta provando sua figlia pensando al fratellino che verrà e al senso del crescere. Ritengo sia più efficace e buono per un bambino sapere sempre la verità, anche se questa possa sembrare di difficile comprensione o 'scomoda': il tempo e la cura permettono poi ai bambini di elaborare e dare un senso all'esperienza. In bocca al lupo per la prossima nascita e per tutto. Dott.ssa Francesca Consonni
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Buongiorno Arianna e marito, confermo la posizione dei colleghi, con vostra figlia andrà tutto bene, e così con i maschietti se sarete attenti e rispettosi dei loro desideri, bene come state lavorando: complimenti! Buoni pensieri Gramaglia dr. Giancarlo www.psicologo-gramaglia-torino
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Buongiorno, sarò sintentica per non ripetere quanto già detto dai colleghi. La nascita di un fratellino all'età della sua piccola è un momento delicato e cruciale nella vita di un bambino. Mi sembra che stia già comportandosi nel modo più adatto non drammatizzando i comportamenti "regressivi" di sua figlia, ma piuttosto assecondadoli ove possibile. Le consiglio di tenere monitorato che questi episodi continuino a rimanere episodici e non si "stabilizzino" nelle routine di sua figlia. Credo che la paura di crescere e la paura di avere dei figli possa essere, poco alla volta, superato da sua figlia non tanto allontanandola dal problema (dicendo bugie o omettendo parti di verità), ma piuttosto osservando che la sua mamma affronta queste tappe dell'essere "grande" e dell'essere "mamma" con estrema serenità. Ricordi sempre di usare la parole giuste per l'età della bambina quando affronta argomenti così complessi in modo da non andare contro la sensibilità di una bambina così piccola. Arianna Sala Psicologa Cernusco s/N (MI) www.ariannasala.it
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Cara Signora, la gelosia della bambina è dovuta alla nascita del fratellino che le porterebbe, teme, il suo ruolo di unico oggetto da attenzione dei suo genitori, è una cosa normale che si compenserà quando scoprirà i compensi che le darà il privilegio di essere la primogenita. é questione di tempo, e non molto.Per quanto riguara chiarezza e sincerità con una bambina di 3 anni, rivedrei la situazione da un altro punto di vista. Parlare ad una bambina di 3 anni è molto diverso che parlare a un adulto. Forse piu che una risposta potrei suggerirle la lettura di piu libri, qualsiasi, sui bambini, per entrare di piu nel loro modo di fantasie integrative di una realtà che ancora non sono in grado di capire. Spesso coi bambini si usano metafore per raccontare eventi. La metafora trasmette il concetto senza creare interpretazioni personali che nei bambini sono imprevedibili. Non ritengo utile o educativo per una bambina, pur precoce, conoscere la differenza tra parto vaginale e taglio cesareo, quando forse alla stessa età, le amichette dell'asilo probabilmente credono ancora nella cigogna o da poco sanno che è la mamma che fa il bambino. Non darei ora troppa importanza a cosa sia il taglio cesario, se il fratellino nascerà o meno in quel modo. Aspetti ancora un pochino a riprendere i particolari. Buona lettura Dr J P Coppola
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Cara Arianna, forse in questo momento è lei farsi più problemi di quelli che in realtà ci sono: la gelosia da parte di vostra figlia nei confronti del nuovo nato è del tutto comprensibile e ciò spiega questa fase regressiva della bambina, tipo il ciuccio, il pannolino.... adesso poi che lei aspetta un terzo figlio, probabilmente questi comportamenti potrebbero accentuarsi..comunque lei dica sempre, con molto tatto e con parole giuste, la verità a sua figlia, una bugia potrebbe rivelarsi più dannosa perchè, anche se detta per "proteggerla" , lei si sentirebbe presa in giro. Ovviamente ciò, in questo caso, non vuol dire descrivere minuziosamente il parto o differenziare il parto spontaneo dal cesareo, ma ad es., limitarsi solo a dire che il bimbo esce dalla pancia della mamma. Spero, insieme anche alle risposte dei colleghi, di averla rassicurata. Per qualsiasi altro chiarimento mi ricontatti pure. Cari saluti, dr.ssa Boza Mauro Psicologa, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta. bozamauro@gmail.com Roma
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Buongiorno Arianna, concordo con i colleghi riguardo la gelosia provata da sua figlia. Provi a non anticipare un futuro che è in itinere e che non ha ancora preso forma. Accolga la paura di sua filgia riguardo al parto aiutandola ad esplicitare ciò che sottende alle sue parole e la rassicuri sul fatto che la mamma c'è e ci sarà per lei anche dopo la nascita del fratellino. Cordialmente dott.ssa Noemi Dominici
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Cara Arianna, la nascita di un fratellino è un evento che "ruba" tanto tempo ed attenzioni alla mamma ed i fratelli maggiori in genere hanno la percezione che la mamma non dedichi "comprensibilmente" a loro il tempo che dedicava prima. Possono emergere perciò nei bambini, degli atteggiamnti di gelosia, tra i quali, le regressioni della sua bambina, che peraltro sono comportamenti "sani". Sua figlia sta cercando di ricevere le stesse attenzioni del piccolo e il vostro atteggiamento è molto adeguato. Anche per quanto riguarda la gravidanza e la nascita ha fatto bene a dirle la verità, vedrà che tutte le paure spariranno da sole, e poi....... la sua bambina ha la capacità di riconoscere le emozioni che prova e condividerle con voi genitori. Distinti Saluti. Dr.ssa Annalisa Simoncini Via Ridolfi, 4 Empoli cognitiva.mente@gmail.com www.cognitiva-mente.com
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