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E' possibile guarire da ansia e attacchi di panico senza l'uso di farmaci? (Psicologo)
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Ho 35 anni,sono sposata con un uomo meraviglioso e abbiamo una bimba stupenda.Attualmente sono casalinga,ma di professione sono ceramista e spesso insegno ceramica.Ringraziando il Cielo,posso dire che non ci manca nulla.Io,però,da sempre(già alle elementari soffrivo di tic nervosi),soffro di ansia che spesso sfocia in attacchi di panico,anche molto gravi.Sebbene nel corso degli anni mi sia già sottoposta a sedute di psicoanalisi, in più occasioni,e grazie alle quali ho sviscerato i miei problemi legati all'infanzia(etc..etc..,non sto qui a dilungarmi),comunque continuo a soffrire di vari disturbi nervosi (ad esempio peso 45 kg anche se mangio tantissimo,mi sento spesso soffocare...)e quando vado sotto pressione il tutto sfocia nel panico. L'anno scorso ,ad esempio,per estrarre una mola sono finita in anestesia totale,perchè,non appena mi sedevo sulla poltrona del dentista,andavo in ipoventilazione.Ovviamente,per i disturbi sopra elencati,sono già state escluse altre possibili cause. Quindi,come posso risolvere i miei problemi e soprattutto come posso farlo senza l'uso di farmaci ai quali sono diventata ormai intollerante(mi intossicano)? Ma la cosa più importante:come faccio a non trasmettere la mia ansia a mia figlia,come invece è successo a me? Mia madre ha sofferto molto (e tuttora) con i nervi ed io da bimba ho assistito a scene che una bambina non dovrebbe vedere....morirei pur di non vedere mia figlia soffrire con questa malattia così subdola e cerco di fare di tutto per non farle capire niente anche se a volte mi sento morire!! Grazie
Domanda pubblicata da Rosalia il 21/04/2010
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Risposte
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Gentile amica, l'unico consiglio che si possa darLe è quello di ritentare un percorso di terapia, magari cambiando approccio. La terapia psicoanalitica, sebbene sia la corrente di intervento più antica e conosciuta, non è l'unico tipo di terapia che viene messa in atto. Se a parer suo questi problemi di ansia sono derivanti dalla sua famiglia di origine, potrebbe trovare un terapeuta con un orientamento sistemico - familiare, in modo da approfondire queste situazioni legate all'infanzia e ai suoi genitori... se non altro potrebbe aiutarla a gestire questo forte dolore che lei tutt'ora prova verso la sua famiglia e quello che ha vissuto. Oppure, altro trattamento molto utile per l'ansia è la psicoterapia con l'ipnosi. E' una tecnica scarsamente conosciuta e completamente diversa da quello che in genere viene spacciato per ipnosi attraverso la televisione. In generale comunque, mi sento di incoraggiarla verso il voler intraprendere un percorso non farmacologico: i farmaci possono essere un valido aiuto per problemi gravi o estremamente invalidanti, ma in generale curano il sintomo fisico, senza avere alcun effetto sulla causa reale del disturbo. Qualora ne volesse sapere di più, o avesse bisogno di ulteriori informazioni, non esiti a contattarmi in privato cordiali saluti Dott.ssa Chiara Facchetti
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Gentile Sig.ra Rosaria, come le ha suggerito la mia collega ci sono altri percorsi che può intraprendere, Tra le varie alternative c'è anche psicoterapia cognitiva-comportamentale, che attraverso delle esposizioni mirate facilita la gestione dell'ansia e dello stress. Inoltre le insengerebbe a controllare il ciclo di pensieri che scatenano i sintomi. Può trovare facilmente informazioni in merito ai vari orientamenti in internet o in biblioteca,Prenda in considerazione le varie alternative e scelga quella che ritiene più adatta per lei in questo momento, rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti Dott.ssa Claudia Galbiati Psicologa www.psicologiaeapprendimento.it
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Gentile Sig.ra Rosaria, sono d'accordo con quanto scritto dalle colleghe circa l'opportunità di tentare un nuovo percorso terapeutico. Tendenzialmente il trattamento psicologico consigliato (linee guida APA: http://www.psychiatryonline.com/content.aspx?aID=154805) per il Disturbo di Panico è la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) che offre protocolli d'intervento piuttosto efficaci e mirati. L'intervento della Terapia Cognitivo-Comportamentale è finalizzato a:
ricostruire la manifestazione iniziale e attuale del disturbo; formulare un contratto terapeutico con la condivisione degli obiettivi terapeutici; fornire informazioni sul disturbo tramite la psicoeducazione, gestire i sintomi tramite specifiche tecniche; individuare le interpretazioni erronee che portano all’attacco di panico; esporsi gradualmente alle sensazioni e agli stimoli temuti; prevenire le ricadute.
Rimango a Sua disposizione per eventuali altre informazioni o chiarimenti. Dott.ssa Paola Mancuso, Psicologo - Psicoterapeuta (Roma) http://www.psiconet.it/cosa-facciamo/risorse-online/articoli/123-terapia-cognitiva-del-disturbo-di-panico.html
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Gentile Rosaria, unendomi e condividendo quanto sostenuto dai colleghi che mi hanno preceduto vorrei segnalarle l'esistenza di un trattamento specifico per i disturbi d’ansia, attacchi di panico e stress, il trattamento cognitivo-comportamentale di gruppo secondo il Metodo Andrews. Tale metodo tramite l'apprendimento di tecniche specifiche per la gestione emotiva (tecnica del respiro lento e rilassamento muscolare) permette alle persone che soffrono di attacchi di panico ed ansia di essere in grado di riconoscere e gestire adeguatamente le emozioni, ridurre le manifestazioni psicosomatiche dell’ansia, migliorare l’autostima ed imparare a rilassarsi. Il trattamento ècompleto e strutturato in modo da affrontare 4 obiettivi principali: a) esposizione graduale "in vivo"; b) ri-etichettamento delle sensazioni somatiche; c) rilassamento e respirazione addominale frazionata; d) ristrutturazione cognitiva delle assunzioni disfunzionali. Le tecniche di rilassamento e di educazione respiratoria hanno la funzione duplice di essere sia uno strumento "sotto controllo" del paziente, il quale può contarci nelle situazioni quotidiane più diverse, sia un metodi per bloccare o inibire la tendenza ad iperventilare e quindi a produrre i sintomi caratteristici che il paziente interpreta come l’imminente attacco di panico. La tecnica della esposizione è notoriamente efficace nella riduzione dell’ansia associata a situazioni ben identificate come fobie specifiche, agorafobia, ansia sociale (Barlow D.H. et al., 1988, 1989; Clark, 1986, 1991; 1991; Clark D.M., Salkovskis P.M. 1991; Sanavio, 1994). La procedura di esposizione si pone l’obiettivo di permettere al paziente di percepire e valutare in modo "controllato" l’oggetto della propria paura. Questo metodo, se graduale, consente al paziente di riappropriarsi di quelle funzionalità sociali e quotidiane che ha perso a causa dei rilevanti evitamenti dovuti ai sintomi acuti dell’ansia ed alla sindrome di ansia anticipatoria. In Italia non esistono molti centri che applicano questo tipo di intervento, se vuole avere ulteriori informazioni può contattarmi via e-mail: info@irdap.eu www.irdap.eu Cordiali saluti Dr.ssa Cristina Bottoni Presidente e responsabile clinico
Irdap - Istituto Romano Disturbi d'Ansia e Panicowww.irdap.euVia dei liguri, 2 - Roma Cell +39.3479078862 fisso 0649774921 e-mail c.bottoni@irdap.eu
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Gentile signora, non posso che concordare con quanto espresso dai colleghi, in merito all'eventualità di intraprendere nuovi percorsi. Quanto a quelli passati, mi auguro che le siano ogni modo stati di aiuto e chissà che non possa trovare nelle nuove vie ulteriori chiarimenti e legami con i temi già emersi. Distinti saluti, dott. Enrico M. Ragaglia http://enricomariaragaglia.webs.com
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E' chiaro che avendo accusato problemi già in età infantile ( ma i suoi disturbi attuali indicano già questo) il problema da lei sollevato implica una cattiva relazione con la sua figura materna. Gli psicofarmaci sono un tappo a volte utile nei casi di urgenza e necessità ma non risolveranno mai il suo problema, al di la di quello che le potrebbero suggerire neurologi o psichiatri. La psicoterapia è l'unica strada da intraprendere....non ha detto quanto tempo ha fatto con il suo vecchio psicoanalista, se ha interrotto lei la terapia prima che fosse finita.....comunque come avrà visto di approcci ne esistono svariati....una terapia familiare la escluderei avendo già lei 35 anni e una propria famiglia, mi sembrerebbe francamente una regressione. Io le suggerisco di guardare e informarsi sui vari tipi di terapia e scegliere quella c he le sembra più convincente per lei. Io le consiglio tra i diversi approcci quello Reichiano cioè la vegetoterapia, che oltre a lavorare con la parola lavora anche con il corpo, e viste le sue evidenti somatizzazzioni potrebbe , a mio personale parere,avere un decorso più rapido che un approccio solo verbale . Se vuole chiarimenti in proposito puo tranquillamente scrivermi per e-mail nardellif@libero.it . Se lei non vuole ricorrere più a psicofarmaci che avrà già sicuramente sperimentato, come terapia secondaria di supporto potrebbe provare con la medicina olistica (omeopatia e naturopatia), ma sempre associata a una vera psicoterapia .
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Gentile Rosalia, è molto importante che lei ritenti nuovamente ad approcciare la psicoterapia, specie se non gradisce l'assunzione di psicofarmaci. L'intesa con uno/a psicoterapeuta non è sempre immediata, ed a volte tale intesa non scatterà mai (per questioni di personalità dell'una e/o dell'altra parte). Perciò non si scoraggi. Lei scrive di "sedute di psicoanalisi", ma non di percorso terapeutico: ed è proprio quello di cui necessita. E' fondamentale che si affidi ad uno specialista per un periodo di tempo più o meno lungo e che affronti i suoi nodi non solo dal punto di vista intellettivo ma anche a livello affettivo: un conto è sapere quali sono i propri conflitti, un altro è sentirli a livello affettivo-emotivo ed andare "al di là". In questo modo potrà mettersi veramente in gioco, cosa che le consiglio caldamente di fare: così facendo potrà aiutare non solo se stessa ma anche affrontare in modo più positivo il percorso evolutivo della sua bambina (la quale, probabilmente, avrà già percepito la sua ansia: ma non si preoccupi, a tutto c'è rimedio). Buon lavoro, e creda in ciò che deciderà di fare.
Dott.ssa Giorgia Aloisio, Roma
328 0194286 www.giorgiaaloisio.it
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Gentilissima, Leggendo le sue poche righe si percepisce chiaramente la difficoltà della situazione difficile che sta vivendo, ormai da divesro tempo: molto spesso i problemi che ci portiamo dietro fanno lo stesso "gioco" che fa una palla di neve che rotola a valle....più scende più si carica di peso e di potenza... Come le hanno suggerito i colleghi, esistono diversi approcci psicologici all'ansia e al panico, che riescono a far superare efficacemente il problema anche senza il ricorso ai farmaci, che se in un primo momento possono essere utili, e alleviare i sintomi, alla lungo rischiano di non avere più efficacia. Mettendosi in gioco e discussione come sta facendo, per affrontare le diverse criticità dell'ansia, sta facendo molto anche per la sua bimba, insegnando a non arrendersi, e a non cedere alle difficoltà; mi unisco al coro di contiunuare il suo percorso, magari seguendo un filone cognitivo-comportamentale o sistemico. Dott. Martina Chiereghin Ferrarar 3494203377 www.martinachiereghin.com
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Gentile Rosaria, mi ha molto colpito la sua lettera in quanto percepisco il dolore e la difficoltà di quello che sta attraversando e la paura di non uscirne. Unendomi al coro dei miei colleghi anch'io le suggerisco di affrontare un nuovo percorso terapeutico per affrontare quello che sta vivendo. Ad oggi esistono tanti nuovi approcci di psicoterapia che possono aiutarla a superare questo problema. E' fondamentale che affidandosi ad uno psicoterapeuta ci sia un buona relazione terapeutica e che le sue parti disfunzionali vengano affrontate da un punto di vista psico-corporeo ed emotivo, quindi che entrino i gioco da un punto di vista olistico. Buon lavoro Rosaria, e non perda mai la speranza di farcela! Dott.ssa Catherine Fiore Taranto 340 3994553
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Buongiorno Rosalia , si, è possibile, con un serio ed importante lavoro. Distinti saluti Giancarlo dr. Gramaglia www.psicologo-gramaglia-torino.net
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Gent.le Sig.a Rosalia, afferma di essere diventata quasi intollerante ai farmaci e per questo le indicherei di rivolgersi al medico al fine di controllare la situazione e manifestare il suo desiderio di arrivare ad una sospensione. Sarebbe opportuno intraprendere un percorso (le sono state fornite indicazioni dai colleghi) che sente più vicino al suo modo di essere, partendo dall'esperienza precedente di psicoanalisi e sottolinendo la trasmissione dell'ansia da sua madre a lei ("come invece e successo a me" "da bimba ho assistito a scene che una bambina non dovrebbe vedere") e la sua paura che possa succedere anche a sua figlia; affrontare la sua ansia credo possa aiutarla sia a star meglio con se stessa che ad essere più serena nel suo ruolo di mamma, magari supportata da suo marito. L'aver condiviso qui il suo malessere e la voglia di far qualcosa per uscirne che traspare dalle sue righe, è un primo passo importante. Cari saluti. Dott.ssa Annalisa De Filippo Psicologawww.centropianetapsicologia.com
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Salve, non so quanto tempo fa ha fatto il suo percorso psicoanalitico, ma quello che posso consigliarle è una nuova psicoterapia mirata al suo disturbo che possa aiutarla a capire in primis e in secundis a gestire l'ansia e gli attacchi di panico. Per esempio la terapia cognitivo comportamentale. Cordialmente Dott.ssa Samanta Menichetti
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Gentile utente, Le consiglio, come già hanno fatto altri colleghi/e, di rivolgersi a un terapeuta cognitivo comportamentale della sua zona. La sua motivazione appare forte e questo approccio e senz'altro tra i più indicati per comprendere e risolvere il problema. Cordialmente. Dott.ssa Debora Magnani Psicologa Psicoterapeuta
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Buongiorno Rosaria, mi rendo conto dalle molte risposte che i colleghi le hanno già ampiamente risposto, per cui mi scuso sin da ora con lei se per caso ripeterò qualcosa che è già stato scritto. La situazione che lei descrive è molto dolorosa, questo mi sembra chiaro. credo che la cosa migliore per lei (e di conseguenza per sua figlia) sia di affrontare un percorso personale. Mi sento di sconsigliarle un percorso mirato al sintomo (gli attacchi di panico) ma piuttosto di fare una terapia che la accolga nella sua complessità di essere umano, di donna, mamma, compagna, figlia. Questo perchè siamo perosne e i sintomi sono come delle piccole parti di noi che ci dicono qualcosa, nella mia visione. Le auguro di incontrare qualcuno che le faccia da Vigilio, mi contatti se si trova su Firenze o in Toscana, buona giornata Paolo www.paolomolino.com
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Gentile sig.ra Rosaria, come già scritto dagli altri colleghi concordo con la necessità per lei di ritentare a risolvere le sue problematiche con un ulteriore approcco psicoterapeutico. Come scrivono gli altri colleghi, non sempre l'orientamento di tipo psicoanalitico è il più adatto ad approcciare certi tipi di disturbi. Io mio occupo di terapia cognitivo comportamentale, che come altri approcci, potrebbe essere favorevole ad un lavoro mirato sulle sue problematiche e sull'origine delle stesse. Le auguro di riuscire a trovare un terapeuta che faccia al caso suo. Cordiali saluti, dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Gentila sig.ra, leggendo la sua lettera mi ha da subito colpito il contreasto tra le prime righe e quelle successive: lei esordisce subito dicendo che ha un uomo meraviglioso ed una bimba stupenda, però poi aggiunge che soffre di tic e attacchi di panico..c'è qualcosa che evidentemente nella sua vita non va...forse non si sente realizzata professionalmente? dice anche che ha fatto un periodo di analisi: a cosa le è sevito, ovvero cosa ha capito? Concordo che non vuole prendere farmaci: servirebbero solo a curare il sintomo ma non la causa, credo invece che varrebbe la pena continuare un trattamento psicologico. Mi faccia sapere, per qualsiasi cosa pò contattarmi anche in forma privata : 328/7196494 Cordiali saluti, dr.ssa Boza Mauro
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oltre a confermare quanto detto dai colleghi, credo importante capire le cause dei primi attacchi di panico, poi si instaura spesso condizionamento e l'ansia anticipatoria, che provoca essa stassa a volte altri attacchi, esercizi di respirazione regolari abbinati a psicoterapia cognitivo - comportamentale e graduale sostituzione di farmazci con fitoterapici o omeopatici ansiolitici e antidepresivi, potrebbero risolvere nel giro di 1 anno la sua situazione cordiali saluti
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Gent.le Rosalia, concordo anche io pienamente con la posizione dei colleghi sulla opportunità che può darsi di rivolgersi a un terapeuta e iniziare un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a comprendere quello che ancora è celato (visto che molte consapevolezze su di sè e sul suo modo di 'funzionare' le ha già consapevolizzate) e a contenere i suoi dubbi e pensieri rispetto al rapporto con sua figlia. Mi permetto di aggiungere che non esiste solo la terapia cognitivo comportamentale, o solo alcuni approcci: molti altri tipi di psicoterapie sono indicati per la cura dei disturbi d'ansia e di tanti disturbi in generale. L'elemento che fa la differenza è la relazione che si crea tra paziente e terapeuta -indipendentemente dalla formazione del terapeuta- e che permette, quando appunto la relazione si crea e 'funziona', il cambiamento. Con tanti e sinceri auguri. D.ssa Francesca Consonni
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Gentile Signora è molto comprensibile la sua forte motivazione a tutelare la sua bambina, pertanto vorrei aggiungere solo una considerazione accanto ai vari pareri dei colleghi ampiamente esplicativi. Probabilmente la preoccupazione verso la bambina potrebbe ulteriormente "appesantirla" emotivamente con la possibilità di amplificare i sintomi di cui soffre. Ha sicuramente bisogno di un aiuto che possa anche accompagnarla a gestire tutte quelle situazioni difficili e dure che nella vita si possono incontrare, dalle poche righe che ha scritto traspare molto la grandiosità degli eventi a cui dice di aver assistito a fronte della sua tenera età. Le auguro di risollevarsi presto. Dott.ssa Giovanna Cappello Psicologa Psicoterapeuta www.studiodipsicologiaanlage.it
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Gentile signora, per il suo disturbo, da verificare in modo puntuale, sarebbe opportuno tentare la strada della psicoterapia cgnitivo-comportamentale, che ad oggi costituisce il metodo migliore per i disturbi d'ansia, in quanto risultato più efficace in studi controllati, di gran lunga superiore alla psicanalisi. All'interno di questo metodo esiste la possibilità di utilizzare uno strumento molto efficace, chiamato Biofeedback, attraverso il quale la persona impara volontariamente a ridurre la propria attivazione neurovegetativa di tipo simpatico. Lei ha sostenuto di essere andata in iperventilazione, che è uno dei diversi sintomi dell'ansia in forma acuta, panico. Anche in questo senso imparerà efficacemente a gestire con successo il circolo vizioso dell'ansia. Per gli attacchi di panico, nella mia attività, riesco a risolvere, insieme alla persona interessata, il problema in circac 25 sedute. Se poi il paziente è interessato si può fare un lavoro più profondo che funga anche da duratura prevenzione per il futuro. Se vuole maggiori informazioni su metodo e sulla mia attività, la rimando al mio sito: http://salvatore-barraco.blogspot.com/ è possibile lavorare anche tramite Skype, on line. La saluto e le faccio un in bocca al lupo, suggerebdole di avere fisucia nei confronti del metodo cognitivo comportamentale.
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Gentile Signora, l'ansia è una modalità reattiva agli stimoliinterni ed esterni, che puo risultare eccessiva e invalidanti anche in occasioni di quotidianità. Quando questo avviente occasionalmente, generalmente si ricorre a qualche farmaco ma quando è abituale, sopratutto di lunga data, la psicoterapia è il trattamento consigliabile. Ci sono molti orientamenti, diversi approcci, con l'obiettivo comune di portare benessere al pazente. Cossì come ci sono autovetture che possono essere maggiormente adatte a determinate situazioni ( viaggiatori di lunghi percorsi, casalinga che porta i bambini a scuola, famiglia numerosa, rappresentante, ecc) ci sono vari tipi di psicoterapia che rispondono a scelte personali, a particolari problematiche. L'ipnosi è un metodo che ha un approccio emotivo, per questo è particolarmente indicato nei disturbi d'ansia, L'associazione AMISI ha medici e psicologi specialisti in tutto il territorio e può rivolgersi li per trovare un aiuto di questo tipo vicino alla sua città. Cordialmente dr J P Coppola
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Cara Signora certo e' possibile guarire, non sto qui a ripetere cio'che i miei colleghi le hanno gia' ampliamente spiegato, in quanto concordo con loro, posso solo suggerirle un ulteriore approccio che a mio avviso potrebbe essere valido e sopratutto rapido, ed e' la strategia breve, provi a vedere se vicino a lei trova qualcuno con questa specializzazione, consideri come riferimento, la scuola di strategia breve che nasce da Palo Alto Le faccio i miei migliori auguri di una rapida e buona risoluzione dei suoi problemi Dott. Anna Zaccaria
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Gentile sig.ra le consiglio vivamente di ritentare un percorso terapeutico diverso però dall'approccio psicoanalitico. Senza togliere nulla alla psicoanalisi, il metodo cognitivo-comportamentale risulta quello più efficace per affrontare il disturbo di ansia con attacchi di panico utilizzando la tecnica della graduale esposizione alla situazione ansogena, le tecniche di rilassamento ma soprattutto la tecnica della ristrutturazione cognitiva che é alla base della risoluzione del problema senza necessariamente ricorrere al trattamento farmacologico o almeno procedendo utilizzando il metodo a scalare del farmaco. Cordialmente la saluto e le faccio i miei migliori auguri. Dott.sa Loredana Angeletti www.psicoangeletti.altervista.org
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Buongiorno, concordo con i vari consigli che le hanno descritto i colleghi. Non si scoraggi, a volte non si hanno le stesse risposte con dei medesimi trattamenti. Cordiali saluti www.edoardoguerrieri.it
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