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perchè mia figlia di 3 anni dice che non vuole crescere? (Psicologo)

La mia bambina ultimamente sta crescendo velocemente;ogni giorno impara qualcosa di nuovo(la scuola materna contribuisce molto) ed è un continuo susseguirsi di progressi verso la completa autonomia.Contemporaneamente però sia a casa che a scuola ha dei rigurgiti infantili: vuole essere imboccata a tavola,vorrebbe dormire con papà e mamma(anche se non lo ha mai fatto),dice bugie (tipo:devo fare pipì o cacca,ho sete..) per attirare l'attenzione e dulcis in fundo mi ha esplicitamente detto che non vuole crescere. C'è anche da dire che da quando è nata la sua cuginetta (che ora ha 1 anno),io ho notato una reazione un pò strana in lei; ne abbiamo parlato e le ho detto che lei è il mio unico amore e che se le dava fastidio che tenessi in braccio la cuginetta non lo avrei fatto,anzi lo avrei lasciato fare solo a lei.A scuola mi sembra vada tutto bene: si è integrata perfettamente,ha tanti amici,le piacciono le maestre e la mattina va sempre volentieri.Solo a pranzo,negli ultimi tempi,ha avuto qualche difficoltà e vuole essere imboccata dalla maestra.Inoltre la notte per dormire usa ancora il ciuccio e spesso me lo chiede anche di giorno(ma non glielo dò):le ho spiegato che prima o poi dovrà toglierlo ma nessuno la forzerà a farlo e aspetteremo che sia pronta da sola.Ho letto, in diversi libri sui bambini ,che sono normali ogni tanto fasi di regressione infantile,ma si riferivano a bimbi un pò più grandi(5 anni).Mi devo preoccupare o rientra tutto nella norma? Che mestiere difficile fare il genitore!!!! Grazie.
Domanda pubblicata da Rosalia il 19/04/2010

Risposte

Risposta di Dott.ssa Chiara Facchetti , Psicologo - Sesto San Giovanni (MI)
Cara mamma,
come Lei stessa dice, è possibile che i bambini spesso esprimano il desiderio di "restare piccoli" o di fermare il tempo per evitare ad esempio di staccarsi dai genitori o di affrontare compiti nuovi ed impegnativi come la scuola, un nuovo sport, nuove esperienze con i coetanei ecc.
 
Purtroppo non è possibile capire davvero quali sono le motivazioni che possano spingere sua figlia a certi atteggiamenti. Indubbiamente alcuni di essi sono normali per quanto riguarda l'età (come ad esempio il dire bugie o l'essere gelosa della cuginetta).
Solo su un punto le vorrei suggerire una riflessione (che ovviamente non ha la pretesa di diventare giudizio o valutazione, ma è solo un pensiero che mi viene da fare sull'argomento): è vero che la bambina sta crescendo, che ogni giorno impara cose nuove e che probabilmente a lei sembra una sorta di piccolo "vulcano" in esplosione verso l'autonomia, ma forse bisognerebbe stare attenti al fatto di non spingere troppo la bambina verso un'autonomia troppo precoce. Forse per sua figlia dire "non voglio cescere" ha proprio questo senso, e cioè di manifestare il fatto che, oltre alle scoperte che sta facendo in questo momento, c'è anche il timore verso esperienze nuove e che possono creare insicurezza.
Forse il senso delle parole dette da sua figlia potrebbe essere questo.
 
Purtroppo per i rigurgiti non posso dirle altro che consigliarle di consultare il pediatra, per escludere eventuali problemi fisici.
 
Per il resto, lascio la parola a qualche collega con maggiore esperienza in ambito infantile.
Spero di esserle stata comunque utile.
 
Cordiali saluti
Dott.ssa Chiara Facchetti
Risposta di Dott.ssa Cappello Giovanna , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Buongiorno signora,
è vero fare il genitore non è un compito semplice, ma l'attenzione che lei rivolge a sua figlia mediante osservazione e partecipazione al suo percorso di crescita mi sembra un buon modo per aiutare ,sostenere e rassicurare i propri  figli mentre affrontano compiti evolutivi.Sua figlia sta attraversando uno di essi ovvero il passaggio da un ambiente, quello familiare sicuro e rassicurante, ad uno più ampio di tipo  sociale dove incontra per la prima volta figure diverse da mamma e papà e condivide con altri bambini spazi ora comuni.Da quanto riferisce sua figlia si è ben integrata con le mestre e gli altri bambini, ma accanto a spinte verso questo mondo sociale nuovo presenta anche spinte di tipo regressivo , come a cercare un accudimento da bambina ancora più piccola e bisognosa di cure di tipo primario.Occorre sicuramente, come sta facendo ora lei, prestare attenzione a come la bambina reagisce di fronte alle novità nel tempo,  ma occorre anche tenere presente che i bambini e ancor di più quando sono così piccoli hanno bisogno di sentire che i propri genitori restino un porto sicuro ove poter tornare per farsi rassicurare e sostenere, per poi tornare a fare ulteriori scoperte. Questo non significa favorire la regressione assecondandola, ma accoglierla e capirla,come bisogno di rassicurazione e  sicurezza che la bambina sembra ricercare.
Resto disponibile a sue ulteriori delucidazioni se vuole, e le auguro buon proseguimento.
Dott.ssa Cappello Giovanna Psicologa Psicoterapeuta
 
Risposta di Anna Maria Casale , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Cara mamma,
momentoi di regressione nei bambini sono da considerarsi del tutto normali.
Mentre leggevo la prima parte della sua lettera mi chiedevo se fosse nata una sorellina, cosa che spiegherebbe la regressione.
La nascita di una cuginetta ha quasi un valore simile, in particolare se tra voi c'è molta frequentazione.
Sua figlia ha visto come è possibile riuscire a farsi coccolare ed accudire maggiormente e ne imita il metodo. Vi sta solo richiedendo un pò di attenzioni in più.
Non c'è nulla di preoccupante e vedrà che questa fase passarà da sola. Incoraggiate i comportamenti autonomi ma non la sgridate se ha momenti di regressione.
Cordialmente
dott.ssa Anna Maria Casale
Psicologa,Psicoterapeuta
www.annamariacasale.it
Risposta di Dott.ssa Annalisa De Filippo , Psicologo - Sesto San Giovanni (Mi)
Gentile Rosalia,
 
concordo con l'affermare che fare il genitore sia un mestiere difficile; la voglia di comprendere i figli, che traspare tra le sue righe, credo sia una risorsa importante per svolgere tale ruolo.
 
Forse sua figlia sta crescendo velocemente a livello cognitivo (da valorizzare) ma a livello emotivo ha avuto una regressione riconducibile, ad esempio, alla gelosia nei confronti della cuginetta ("ho notato una reazione un pò strana in lei"). Si tratta di comprendere e accogliere cosa sta cercando di comunicare con i suoi comportamenti: potrebbe essere il bisogno di essere coccolata e amata anche se non è piccola come la cugina.
 
Cari saluti.
 
Dott.ssa Annalisa De Filippo
Psicologa
www.centropianetapsicologia.com
Risposta di Arianna Sala , Psicologo - Cernusco s/N
Buongiorno signora,
aggiungo solo qualche commento a quanto già detto dalle colleghe qui sopra. Crescere è, per i bambini, contemporaneamente bello ed eccitante ma anche pauroso e fonte di preoccupazioni. La spinta vitale e alla crescita li spinge verso l'autonomia, le scoperte, le nuove avventure (anche di tipo emotivo come l'avventura del sentirsi autonomi ed indipendenti), ma tutto questo significa anche rinunciare alle certezze della primissima infanzia, alla fusione completa con la mamma,....Lo sappiamo molto bene anche noi adulti quanto è difficile rinunciare a ciò che è certo e consolidato.
Credo che l'atteggiamento giusto per affrontare al meglio queste, del tutto normale regressioni, di sua figlia sia proprio quello di mostrarsi comprensivi rispetto alle fatiche, osservare per vedere quando si può "spingere" e quando invece è meglio non chiedere troppo e rispettare i tempi della piccola. Se sua figlia troverà una mamma disposta ad accoglierla e a volerle bene sia quando "fa la grande" che quando ha ancora bisogno "di fare la piccola" vedrà che riuscirà ad abbandonare poco alla volta le sue paure a "crescere".
 
Cari saluti
 
Dott.ssa Arianna Sala
Cernusco s/N (Mi)
ari.sala@fastwebnet.it
Risposta di BOZA MAURO , Psicoterapeuta - ROMA
Gentile sig.ra,
è possibile che la sua bambina abbia potuto risentire della nascita della cuginetta, in quanto avrà percepito che, con il suo arrivo, la più piccola non sarebbe stata più lei. Il consiglio che mi sento di darle è, invece   di non prendere più in braccio sua nipote,  di rassicurare sua figlia che anche se riversa attenzioni verso la cuginetta, nulla toglie a lei...Avrei poi la curiosità di sapere da quanto tempo la bambina frequenta la materna. 
In ogni caso non si preoccupi, momenti di regressione possono capitare, cerchi di non far sentire colpevole sua figlia per questo, ma la rassicuri amorevolmente. In fondo l'ha detto anche lei che sua figlia dice bugie per attirare l'attenzione, allora vuol dire che ciò che ricerca è proprio questo!
 Cari saluti,
Dr.ssa Boza Mauro
bozamauro@gmail.com
Risposta di Dott.ssa Irene Onnis , Psicologo - Sesto S. Giovanni
Gentile Rosalia,
non posso che concordare con i colleghi sul fatto che è normale che i bambini, in alcune situazioni particolari, sperimentino momenti di regressione. La nascita di un fratellino/sorellina o la presenza in famiglia (anche se momentanea) di un altro bambino, magari più piccolo, sono le cause più frequenti e i comportamenti regressivi vengono messi in atto per attirare l'attenzione, tornando ad essere bimbi piccoli e bisognosi di cure.
Le consiglio di rassicurare la sua bambina, coccolandola e facendole capire che è speciale per lei e che, anche se ci sono altri bambini, lei occupa il posto più importante.
 
Cordiali Saluti,
 
Dott.ssa Irene Onnis
Sesto San Giovanni (MI)
www.ireneonnis.sitiwebs.com
Risposta di Dott.ssa Daniela Veneruso , Psicologo - Roma
Gentile Rosalia,
rassicurare sua figlia è senz'altro un gesto positivo, ma cerchi di non essere troppo protettiva altrimenti si esagera all'opposto!!
I bambini, soprattutto a quell'età, cercano attenzioni. Per quanto riguarda i rigurgiti, non mi verrebbe da associarli ad un problema di tipo neurologico. Consulti comunuque un medico per tranquillizzarsi e per escludere con certezza ogni eventuale patologia di latro tipo. La nascita della cuginetta può essere stato un fattore scatenante questa regressione, che inizia a manifestarsi intorno ai 5 anni come lei stessa ha letto, ma non è da considerarsi anormale intorno ai 3 anni.
Spero di esserle stata d'aiuto.
 
Cordiali Saluti
 
Dott.ssa Veneruso
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Buongiorno,
 
concordo con molto di quello che è stato detto dai colleghi. Le sottolineo come sia difficile essere genitore e trovarsi di fronte a delle richieste del bambino/a inaspettate. L'impotrtante credo sia  non imporre ciò che si dovrebbe, ma monitorare per vedere se è sokltanto una richiesta affettiva del momento o se questo comportamento porti con  sè qualcosa di più profondo..
 
Cordiali saluti
 
www.edoardoguerrieri.it
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Gentile Signora, sono d'accordo con Lei, il mestiere di mamma è difficile, per questo sorgono un po da per tutto degli incontri coi genitori, a volte chiamati cilgi o corsi, così da poter dare spazzio a incertezze, spesso comune a tutti i genitori, quindi chiarire, tranquillizzare, fornire strumenti e strategie. A 3 anni i bambini già parlano, ma la loro capacità di ragionamento e comprensione è limita, spesso ripetono parole che esprimono concetti complessi, quasi per esercizio linguistico, imitativo. Invece i cambiamenti di comportamento che descrive sono significativi di difficoltà  probabilmente in relazione ad un apprendimento veloce, anche se sano, ricco, che deve però dare tempo alla bambina di elaborare quanto apprende, scivolando dolcemente in sempre maggiore autonomia con un senso di orgoglio della per le sue aumentate capactità per la quale non deve pagare il prezzo con una perdita di qualcosa che oggi sono l'unica forte di sicurezza.
Darle tempo e rassicurarLa, come fa, dovrebbe  migliorare le cose, se così non fosse, una psicologa infantile potrebbe darLe un aiuto professionale. Cordialmente J P Coppola