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perchè non riesco ad essere più superficiale? (Psicologo)

gent.le Dottore, sono una donna di 36 anni iperimegnata tra casa, famiglia e lavoro che non riesce a rilassarsi un attimo.. questo non solo per il da fare quotidiano ma anche per la mia tendenza al perfezionismo e al dare importanza a tutto.. corro sempre e mi rendo conto di avere come sfida giornaliera il fare tanto e bene nel minor tempo possibile. Prendo poi tutto in considerazione.. ad esempio ho fatto un esame medico ed è risultato che in linea di massima va tutto bene, anche se a volere essere pignoli si potrebbe approfondire meglio. Mentre una persona normale avrebbe detto ok, sto bene, nel mio caso io non riesco a non andare a fondo, devo fare tutte le verifiche del caso.. e questo in tutto o quasi!! Insomma sono una alla quale la legge dei grandi numeri non da' serenità..Eppure sono abbastanza ottimista di carattere, anche se forse dal quadro che ho descritto non sembra..un consiglio per prendere le cose più alla leggera?
Domanda pubblicata da Margherita il 14/06/2009

Risposte

Risposta di Fabio Nardelli , Psicologo - roma
E difficile rispondere a una domanda cosi generica....comunque l'eccessiva tendenza al perfezionismo..il famoso SE perfetto...e il dover approfondire analisi che il suo medico curante ha già ritenuto nella norma ( tendenza all'ipocondria??),possono indicare un  sottile senso di inadeguadezza o insoddisfazione...visto che lei tende al perfezionismo perchè allora non fare un semplice colloquio con uno psicoterapeuta che potrà valutare meglio e più oggettivamente di lei se c'è qualcosa da elaborare della sua personalità.....
15/06/2009       h 0.58
 
Molto spesso gli impegni pressanti e lo stress che deriva dal voler fare tutto nel migliore dei modi può provocare un "ansia da prestazione" difficile da contenere in certe situazioni.
La perfezione non appartiene all'essere umano che per antonomasia è imperfetto, quindi cercare la perfezione è di sicuro qualcosa che logora e può farci sentire in qualche modo inadeguati.
Cominci ad essere un pò più indulgente con se stessa, si conceda qualche imperfezione e qualche momento di relax in più!!
 
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Signora Margherita,
La invito a domandarsi cosa le permette di fare o di non afre questo perfezionismo, da cosa la protegge. Dare consigli in situazioni così generiche e per scritto è veramente difficile, da questo punto di vista non la posso aiutare, sarebbe come die "stai serena" ad una persona che si trova in uno stato di agitazione. non credo lo/la aiuterebbe. 
provi a porsi la odmanda "cosa ci guadagno?" (dal farne 1000, dal non essere mai soddisfatta, eccetera) e vedrà che forse qualche porta si apre, buona giornata
Risposta di Dott.ssa Annalisa De Filippo , Psicologo - Sesto San Giovanni (Mi)
Carissima,
si definisce "iperimpegnata", "tendenza al perfezionismo e al dare importanza a tutto", "ottimista". Esserne consapevoli implica una buona capacità riflessiva che, insieme all'ottimismo, è una preziosa risorsa.
Provi a riflettere su cosa significhi per lei la ricerca della perfezione e l'essere sempre impegnata ("fare tanto e bene nel minor tempo possibile")... se non facesse attenzione ai dettagli, fosse meno veloce, avesse più tempo libero... cosa pensa che accadrebbe? Nel far questo cerchi di dar voce anche alle sue emozioni.
L'obiettivo è dare un senso a questo suo bisogno al fine di trovare dentro di lei gli strumenti che le permettano di "rilassarsi" e "prendere le cose più alla leggera".
Un caro saluto.
Risposta di Samanta Menichetti , Psicologo - Roma
A tale riguardo credo che per cambiare dobbiamo capire i meccanismi che ci spingono ad agire in un certo modo; capire la causa ci aiuta ad andare avanti e assumere nuovi comportamenti più adatti ai nostri bisogni e alle nostre esigenze.
 
Un saluto
cordialmente
Dott.ssa Samanta Menichetti
Risposta di dr. Ciro Aurigemma psicologo , Psicologo - Roma
il perfezionismo dipende in genere da condizionamenti assunti nell'educazione basata su premi e punizioni, con modelli troppo elevati che possono suscitare sensi di colpa ogni volta che non sono raggiunti certi risultati. Pensiamo spesso di andare dallo psicologo solo quando stiamo molto male in realtà alcune sedute di consulenza psicologica potrebbero già chiarire le cause specifiche e indirizzare verso soluzioni possibili.Consiglio di scrivere i propri lati positivi e negativi, di accettarli e migliorarsi gradualmente poichè ogni cambiamento fisiologico in natura è graduale la perfezione è una meta e non ci sono in ralta' persone gia' perfette. La respirazione cosciente ad occhi chiusi fatta al mattino ogni giorno pr alcuni minuti potrebbe aiutare a ridurre l'ansia dovuta al perfezionismo, scriva pure ancora. Saluti cordiali
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Cara Margherita,
nel descriverci la sua situazione, lei usa due termini diversi: superficiale e leggera.
Bhe direi che sono due cose diverse, con una valenza profondamente diersa. Questi due termini descrivono chiaramente la sua situazione, interna ed esterna, esprimendo un'ambivalenza di fondo.
La sua richiesta di prendere le cose e la vita in genere alla "leggera", mi sembra sensata e legittima. Con tutta questa tensione, con tutto questo perfezionismo, con tutto questo correre, lei non vive il presente, per cui sostanzialmente non vive!
Infatti, in questa cessante tensione lei non ascolta nè il suo corpo nè le sue emozioni, ma le ingabbia in un dovere, un dover essere, un dover fare, un dover apparire, ecc.
Sicuramente sotto ciò, c'è una grande sofferenza e fatica. Ma lei non presta molta attenzione ed importanza a quanto sente, perchè per quanto si ponga e ci ponga delle domande, alla fine è "superficiale" nel trattare sè stessa, svalutandosi e riducendo il suo stato a qualcosa di poco significativo. Infatti, tende a negare ciò che ha detto fino a quel momento, concludendo che in fin dei conti è "ottimista di carattere".
Non credo affatto che sia ottimista, credo che fatichi molto a gurdarsi del tutto e a prendere sul serio la sua sofferenza, fatichi a prendersi il presente con tutto ciò che arriva, fatichi a lasciarsi andare e tutto questo sottende una grande paura. Lei vive con una condizione sottostante di paura, che la obbliga a tenere il controllo, per timore di chissà cosa possa capitarle, che potrebbe non essere in grado di gestire.
Allora mi chiedo che cosa le sia successo nell'infanzia, che le abbia fatto vivere un senso di impotenza ed incapacità, che si porta nel suo bagaglio intrapsichico.
Qualsiasi tecnica atta a rilassarsi o rallentare il ritmo, di per sè non avrà effetto duraturo, se lei non va a vedere cosa sta a monte di un tale disagio. Il primo passo quindi, è fermarsi per guardarsi e magari piangere sul proprio dolore.
 
Un grande in bocca al lupo
Sabrina Costantini
Risposta di maria concetta cirrincione , Psicologo - palermo
Gentile Margherita l'individuo perfezionista  è  caratterizzato dal possedere  una tensione verso mete eccessivamente elevate, difficilmente raggiungibili e, quindi, potenzialmente frustranti, e da pretese intense nei confronti di se stessi e degli altri.I perfezionisti hanno profili di personalità assai differenti tra loro, ma sono accomunati dal fatto che hanno molti pregi, sono affidabili, precisi, puntuali, responsabili, seri, ma in loro le qualità vengono coltivate all’estremo, fino a diventare difetti.Il perfezionista non ha il senso del limite nelle cose, né nei confronti di se stesso, perché non conosce esattamente le sue possibilità. Da una parte si considera onnipotente, dall’altra si sente estremamente insicuro, perché non è in grado di capire quando i suoi sforzi sono sufficienti per raggiungere la meta prefissata. L’insicurezza, a sua volta, è strettamente legata all’ansia e ad un pensiero che tende a razionalizzare e a ricercare l’ordine esterno, per difendersi dall’ignoto, dall’incertezza e dalla non prevedibilità. Per il perfezionista esiste un solo imperativo: dovere. Questo lo priva della sua libertà e lo induce a fare dipendere il suo valore come persona da ciò che compie. Per questo, la sua vita, spesso, tende a ridursi ad un numero assai limitato di dimensioni, nelle quali si impegna a fondo. Il suo pensiero è unidimensionale, del tipo ‘tutto o niente’, polarizzato tra giudizi estremi, che non ammettono approssimazioni, compromessi, né successive rinegoziazioni. 
 
Per potere superare il suo perfezionismo e quindi vivere la sua vita come lei afferma  "con più leggerezza" potrebbe seguire queste semplici e schematiche indicazioni:
 

Riconoscere i propri difetti e i propri limiti e assumere un atteggiamento complessivamente più ironico nei propri confronti
Cogliere i segni di insoddisfazione e di infelicità che, spesso, si accompagnano al perfezionismo, mai completamente realizzato
Individuare le parti di se stessi trascurate, non vissute appieno, in particolare quelle relative alla sfera emotiva, e cercare di dare loro maggiore spazio
Cogliere eventuali segni di disagio e di sofferenza che i propri comportamenti perfezionistici possono indurre nelle persone circostanti
Ammettere le proprie angosce, le proprie sofferenze, la propria fallibilità, nonché l’impossibilità di prevedere e di controllare ogni cosa
Liberarsi dalla logica di pensiero basata sul ‘tutto o niente’, credere nella reversibilità delle decisioni e nella possibilità di raggiungere obiettivi realistici a piccoli passi
Evitare di perdersi in dettagli inutili, ma cercare di porsi degli obiettivi precisi, non eccessivamente ambiziosi da rispettare, seguendo un accurato piano di lavoro
Non comportarsi da educatori nei confronti degli altri, quando non esplicitamente richiesto, ma soprattutto ammettere che è possibile imparare anche dagli altri
Riscoprire se stessi e i propri interessi, metterli al centro delle proprie decisioni, sostituendoli alle aspettative e ai giudizi altrui
Cercare di vivere nel presente, senza rimuginare eccessivamente sul passato, né speculare mentalmente su possibili catastrofi future, ma affrontarle quando, eventualmente, si presentano concretamente

Cordiali Saluti
 
Dott.ssa Maria Concetta Cirrincione
Risposta di Daniela Grazioli , Psicologo - Milano
Gent. Signora,il desiderio di fare ogni cosa alla perfezione , di non tralasciare nulla edi essere sempre preparata ad affrontare ogni evenienza, nasconde un fortebisogno di sicurezza che lei cerca di placare controllando e andando a fondodi ogni cosa, in altre parole ha un temperamento ansioso.Come fare per riuscire a vivere con più leggerezza? La prima cosa è cercaredi svuotare la mente dai mille pensieri che in continuazione l’affollano,sono infatti sicura che lei ha sempre mille cose per la testa che la tengonoin tensione. Le consiglio di fare ogni giorno qualche esercizio dirilassamento, si prenda un cd e segua le istruzioni, imparerà in questo modoa svuotare la mente dalle sue preoccupazioni ed ad aprirla all’esterno.Scommetto che per lei “divertirsi” liberamente con spontaneità, lasciandosiandare, spesso può essere difficile, ecco un’altra cosa importantissima èsmettere di osservarsi e giudicarsi, provi ogni tanto a dimenticarsi di sestessa e a lasciarsi vivere, ci sono tantissime cose che non ha nessunaimportanza che siano fatte bene o male, l’importante è farle, viverle.L’ultimo consiglio che le posso dare è quello di convincersi che per quantopossa controllare tutto e cercare di essere brava, l’imprevisto è sempredietro la porta.
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentile Margherita,
Lei stessa si definisce "iperimpegnata"... molto attenta al ricercare di ogni ambito la "perfezione"... e sempre alla ricerca di qualcosa di "importante" in ogni situazione le si presenti..e non in ultimo...definisce le sue, "sfide giornaliere" e non comuni "giornate"... In verità è proprio questa definizione che mi è balenata tra le tante agli occhi... " Sfide giornaliere"... Perchè per lei la giornata è una sfida? Cosa si cela dietro questa "sfida"? e perchè sente talmente il bisogno di "sfidare" tutto...compreso un esito degli esami del sangue che all'apparenza ( da ciò che riferisce) rientra nella normalità? Provi  a dare una risposta a queste domande... e probabilmente capirà che dietro l'apparente ricerca del perfetto...forse si cela la ricerca di un bisogno altro...
Con l'augurio che possa risolvere nel miglior modo questo suo momento, La saluto.
 
dr.ssa Ilaria Calvani
Psicologa e Counselor.
Firenze-Prato.Lucca
ilaria.calvani@libero.it
 
Risposta di Roberta Cacioppo , Psicologo, Psicoterapeuta - Milano
Gentile Margherita,
non credo proprio esista un metodo per "diventare più superficiale", nè sono così convinta che sia quello che lei desidera veramente.
 
Credo che la questione sia quella di potersi accettare un po' di più, concedendosi di non dover sempre comportarsi alla perfezione e/o portare a termine svariate mansioni in maniera impeccabile.
 
Il desiderio di avere tutto sotto controllo e di andare sempre a fondo delle cose può essere una manifestazione del tentativo di tenere sotto controllo un eventuale stato d'animo spiacevole: l'ansia, che potrebbe derivare dal sentire di non essere stata "abbastanza brava".
 
Le consiglio quindi di provare ogni giorno a concedersi una piccola "trasgressione", a delegare ogni tanto qualcun altro per lei nel fare qualcosa e svolgere un'attività (anche breve, ma frequente) che le permetta di rimanere semplicemente in contatto con se stessa - rilassante come ascoltare la musica, o stancante come la corsa: questo dipende dai suoi gusti! -.
 
Cordialmente,
 
Roberta Cacioppo
r.cacioppo@psicologia-milano.it
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Gentile signora, Vedo che ha già avuto molte risposte,Lei ha poco tempo disponible. non è mai soddisfatta,quindi sarò breve: Quale è il suo preblema. se lei dovesse definirlo? Lei è iperimpegnata perche sceglie di fare tante cose, le fa al meglio perche si mette in  competizione con gli altri, non si accontenta di approssimazioni e sceglie puntualizzazioni univoche. Non c'è niente di sbagliato in tutto questo: Lei sceglie di fare così perche qualcosa la motiva e la gratifica. Quando Lei troverà qualcosa di piu interessane, avrà un elemento piu di scelta e sapra scegliere quello che la soddisfa di più. No? o no? in questo ultimo caso ha qualcosa su cui riflettere. Cordialmente Dr J P Coppola
medico sp in psicoterapia
www. drpkilaracoppola.abcsalute.it
Risposta di Giancarlo dr. Gramaglia , Psicologo - 10149 Torino
Buongiorno Sig.ra  Margherita,
scusi il ritardo, ho avuto problemi con le e-mail.
Già i miei colleghi hanno detto molto. Aggiungo che la sua patologia se lavorata con competenza invece di produrre ansia e disagi produrrebbe soddisfazione.
Le consiglierei di visitare il sito che le indico in calce.
Cordiali saluti
Giancarlo dr. Gramaglia
011.216.273.6    338.15.83.812
www.psicologo-gramaglia-torino.net
 
 
 
Risposta di Fiorella Tonello , Psicologo - Firenze
Salve Margherita,
 
la sua preoccupazione di voler prendere "le cose più alla leggera" è molto sana ed inizio di un forse nuovo modo di voler vivere il quotidiano. Accorgersi di non voler fare tutto e bene poichè non porta a ciò che si sperava e soprattutto non fa stare meglio, induce a trovare altre strade percorribili. Dal suo breve racconto di sè, noto una vita molto centrata sui "doveri" e nessuna citazione sui suoi momenti di piacere o esperienze gratificanti dove si sente attrice della propria vita. Quello che mi sembri manchi è questa dimensione, un sentirsi più attivi nel fare, associato ad un certo "gusto" del fare, qualsivoglia cosa. Scoprire anche piccole  "cose Gustose" che ci rendona vita come un buon piatto che ci piace mangiare per il suo sapore che ci allieta la giornata.
Quindi, Margherita,come primo passo la invito a scoprire queste "picccole" azioni che le danno il gusto della vita e sicuramente si sentirà più in linea con se stessa ed il mondo e non solo in corsa continua Buone scoperte.
 
fiorella.tonello@virgilio.it
psicologa.firenze
Risposta di Jolanta Burzynska medico psicoterapeuta , Psicoterapeuta - Siena
Cara Amica,
dopo aver letto tutte le risposte degli autorevoli Colleghi avrai capito che non esiste una ricetta valida per tutti, dipende da come, quando e da chi ti è stata inculcata l'idea che si deve essere perfetti, dalla tua "missione" di vita, dalle persone forse un po' esigenti nei paraggi, ecc. E' difficile sostituire "devo farlo perfettamente" con "faccio del mio meglio", ma Tu hai già fatto un passo più importante in questa direzione: hai riconosciuto il bisogno di cambiare! Sono convinta che con una buona dose di consapevolezza condita da autoironia, che mi sembra non ti manchi, ce la farai... alla meglio. Qualche idea divertente da dove cominciare ti può dare la lettura del libro di Ann Midler "La sindrome della superdonna. Per favore fermatemi!". In bocca al lupo!
Risposta di Danila Lorenzini , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Ciao Margherita!
Anche io sono dell'opinione che sia difficile "dare consigli", soprattutto tramite email: inoltre, il consiglio se lo è dato già lei stessa nel testo della sua domanda: sperimenti cosa si prova a prendere la vita più alla leggera, come se dovesse fare una "prova", o impersonare un personaggio teatrale, ed ascolti come si sente. E' molto faticoso tentare di essere perfetti, e sono contenta che lei inizi a stancarsi!
Un percorso di psicoterapia potrebbe darle molto sul piano umano e della conoscenza di se stessa, ma soprattutto la aiuterebbe a cosapevolizzare e focalizzare meglio la sua domanda.
Dalla semplice consapevolezza possono derivare importanti cambiamenti sul piano del pensiero, del comportamento e delle emozioni.
 
Danila Lorenzini
Risposta di Anna Maria Casale , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Cara  Margherita,
come saprà i consigli lasciano un pò il tempo che trovano se lei realmente non ha intenzione di modificare il suo stato. Quanti gliene hanno dati fino ad oggi?!
Quello che lei dovrebbe cercare di capire è perchè c'è quasta tendenza al perfezionismo, spesso questo aspetto è legato al non riuscire (non volere) fermarsi per non pensare, per non guardarsi dentro.
il voler essere perfetti in tutto ciò che si fa serve per non far venir fuori, anche agli occhi degli altri, i nostri limiti, per non essere in tal modo giudicati.
Il giudizio da parte degli altri immagino che abbia un peso molto importante nella sua vita. Questo magari potrà confermarmelo.
Bisognerebbe lasciarsi andare, guardarsi ed accettarsi per ciò che si è con i propri limiti e difetti, e non avere la presunzione di poter tenere sempre tutto sotto controllo.
Un sostegno psicologico che l'aiuti a superare questo blocco le servirebbe molto.
 
Un caro saluto
 
Dott.ssa Anna Maria Casale
Psicologa-Psicoterapeuta-Consulente sessuologa
Roma-Napoli
casaleam@virgilio.it