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trovare "piacere" nell'espulsione.. (Psicologo)

Buongiorno,
sono una ragazza di 25 anni e vorrei chiedervi se significhi qualcosa o sia un problema il fatto di voler ogni giorno cercare di defecare il più possibile provocandomi anche delle ferite (ragadi), ma anche di sforzarsi per "liberarsi" al più presto delle mestruazioni nonostante i dolori. Tutto questo non credo che sia un atteggiamento sano..
Chiedo scusa per avervi posto questa mia problematica e me ne vergogno tantissimo.
Ringrazio anticipatamente.
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 11/04/2010

Risposte

Risposta di Enrico Maria Ragaglia , Psicologo - Milano
Buongiorno signorina,
se lei sente disagio e dissonanza in merito a tali comportamenti, le consiglierei di approcciare la questione direttamente di persona con un professionista (psichiatra o psicologo).
 
Distinti saluti,
dott. Enrico M. Ragaglia
 
http://enricomariaragaglia.webs.com
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
LA Domanda è interessante, così come trovo coraggioso che lei se la ponga, su argomenti socialmente così scomodi.
Che effetto le fa espellere? cosa sente dopo? e durante? cosa sente a livello di emozioni e sensazioni naturalmente. Si è mai domandata cosa sta cercando di espellere?e cosa prova per ciò che ha espulso?
le consiglio in ogni caso di rivolgersi ad un professionista della sua zona, infatti a mio modo di vedere non è possibile darle un'indicazione sulla base della descrizione che lei fa del suo disagio, che probabilmente si inquadra in modo più complesso nella sua persona, nella sua storia, nel suo momento di vita.
In bocca al lupo Paolo
 
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di Simona Noviello , Psicologo - nola
Buongiorno signorina. Da quello che ho capito a lei interesserebbe capire la motivazione che la spinge ad adottare questa condotta comportamentale. Credo che potrebbe rivolgersi a qualche psicologo che possa aiutarla. Personalmente  ho uno studio  in provincia di Napoil, se lei è della zona potremo metterci in contatto per un eventuale consulenza.  
saluti  
Dott.ssa Noviello Simona
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Buongiorno,
 
quando un comportamento che fa parte della natura umana ci provoca un forte disagio è opportuno farsi delle domande, vista la delicatezza dell'argomento che non può risolversi in una semplice risposta Le consiglio una consulenza psicologica.
 
Cordiali saluti
 
Dr. Edoardo Guerrieri
Empoli
www.edoardoguerrieri.it
Risposta di Dott.ssa Patti Manuela , Psicologo, Psicoterapeuta - Palermo
E' importante che lei possa chiedere e chiedersi se sia un problema quanto le accade...E' un buon inizio ma certamente sarebbe riduttiva ogi risposta o stimolo di riflessione in questo contesto. Condivido quanto detto dai colleghi e cioè di rivolgersi ad uno psicologo......conoscere se stessi è un percorso meraviglioso da intraprendere...Non mi resta che dirle.....Buon Viaggio!
Dott.ssa Manuela Patti
Risposta di Dott.ssa Rosanna Vecchietti , Counsellor, Psicologo, Psicoterapeuta - Torre Pellice (TO)
Condivido con i colleghi la necessità di alcuni colloqui di approfondimento.
L'essere riuscita a parlare del proprio problema è un passo molto importante di cui non si deve affatto vergognare!
Il motivo per cui non è facile esprimersi a partire dal fenomeno da lei descritto è che poco ci dice circa le ragioni che si celano dietro a questo suo impulso o esigenza.
La inviterei a non preoccuparsi troppo del problema e a considerarlo come un sintomo che le da l'opportunità di scoprire una qualche suo bisogno nascosto.
Provi così un po' a riflettere su questo, e cioè a capire cosa il suo comportamento esprime: liberarsi delle feci, delle mestruazioni, da cos'altro?
Spero di essere riuscita a darle qualche input di riflessione...
Risposta di Dott.ssa Donatella Chessa , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Come gli altri colleghi anche io le consiglierei di affrontare questo suo quesito direttamente con qualche consulenza psicologica in modo da poter intraprendere un discorso con un'unica persona che le dia lo spazio per approfondire il disagio che sta vivendo in questo momento.
Se vuole ed è nella zona può contattarmi per un appuntamento.
Cordiali saluti,
dott.ssa Chessa
www.psicoterapiatorino.it
 
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma,
concordo con i colleghi sulla necessità di affrontare la sua riflessione con una persona esperta che possa accompagnare e comprendere i suoi pensieri, insieme a lei: la risposta alla domanda che pone non si può infatti semplificare in poche righe dando un'interpretazione alle sue parole senza le informazioni che la riguardano e che sono fondamentali per dare un significato a quello che accade a lei e non in 'generale'. Non credo debba scusarsi, anzi è apprezzabile e stimabile il coraggio ad esporsi con un tema molto intimo e delicato. 
Un saluto e un augurio.
D.ssa Francesca Consonni
Risposta di Noemi Dominici , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Buongiorno,
penso che abbia già fatto un grosso passo nel permettersi di esporre questa sua difficoltà. Consideri l'idea di  potersi affidare, senza porre giudizio, ad un professionista in un ambito protetto per intraprendere la ricerca verso la cura del suo bisogno di espellere. Buona ricerca. Cordialmente.
Noemi Dominici
Risposta di Fabio Nardelli , Psicologo - roma
Assolutamente concordo con quanto indicato sopra, credo ci sia bisogno di una consulenza psicologica.
Tra l'altro l'unico approfondimento che le posso offrire in questa sede  è che continuando con questo particolare tipo di comportamento a livello fisiologico già parla di comparsa di ragadi anali, col tempo si procurerà emorroidi e ragadi permanenti e dovrà ricorrere ad un proctologo, quindi le consiglio al più presto consulenza psicologica .
Cordiali saluti
Risposta di dott.ssa Noemi Zenzale , Psicologo, Psicoterapeuta - Milano
 
Cara ……,
vorrei dirti che tutti noi abbiamo il bisogno assolutamente fisiologico e naturale di liberarci di ciò che non è più buono o utile per noi. A questo serve il nostro prezioso intestino e a questo servono alle donne le mestruazioni: a lasciare andare via una parte di noi che non è stata utilizzata. Come mai è diventato così centrale per te liberarti di parti di te al punto da farti del male e causarti un disagio? Questa è una delle tante domande che puoi porti riflettendo tra te e te. Il sintomo ha sempre un significato ed è un simbolo che vuole raccontare qualcosa, una sofferenza o un ingombro nel cuore che vuole uscire. Come tu stessa dici questo comportamento che tu metti in atto non è sano.. non è un buon modo di prenderti cura di te e di stare con te. Eppure ogni alterazione dei nostri comportamenti, ogni movimento in eccesso ha un suo motivo di esserci. Ed è come se una parte di te ti stesse chiedendo aiuto in questo modo. Sta a te ascoltarla e darti aiuto.
Coraggio!
Cordialmente,
Dott.ssa Noemi Zenzale
 
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Dott.ssa Noemi Zenzale
Psicologa Clinica
Iscriz. Albo Psicologi Lombardia n° 10840
Tel.: 339 5269090
E-mail: noemi.zenzale@virgilio.it
Web site: www.bruchiefarfalle.it
Studi Clinici:
Milano, Via Vittorio Veneto, 30
Monza, Piazza Carrobiolo, 5
Meda (Mb), Via Indipendenza, 44
Bosisio Parini (Lc), Via Calchirola, 24
 
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Cara Signorina, i siti come questo sono sorti per aiutare le persone sofferenti che non hanno o non sanno a chi rivolgersi, quindi ha fatto benissimo a consultarci, come vede nessuno di noi si sorprende delle Sue domande che presentano problema con tanti punti di vista diversi: lo psicologo psicanalista ha delle teorie sulla defecazione, il comportamentale un altro, e il medico un altro ancora. Certo che non si puo dare un significato che possa esaudire la sua domanda che è indice di un problema psicologico e medico, per cui il consiglio che mi permetto darLe e che tra psicologi e psichiatri, c'è una figura professionale che molti ignorano ed è quella del medico psicoterapeuta, che ha una visione clinica meno settoriale e puo aiutarLa da entrambi gli aspetti, iniziando da quello organico, per escludere disfunzioni fisiche che possono essere causa o aggravare il suo malessere che sarebbe indicato venisse trattato   con l'ipnosi . Se va al sito WWW. Amisi, it , l'associazioni medica italiana per lo studio dell'ipnosi , puo suggerirLe dei nominativi nella Sua zona. Ricordi intanto che la sofferenza non deve mai essere motivo di vergogna. Molti auguri Dr J P Coppola
Risposta di Dr.ssa Roberta Musetti , Psicologo, Psicoterapeuta - Cesano Maderno
Carissima, il defecare per ogni essere umano ed il mestruo per la donna sono due bisogni assolutamente naturali che permettono di espellere,  e pertanto di liberarsi di, ciò che non  serve più.
Il perseverare di tali bisogni, sino alla percezione del dolore, fa si che da bisogno si tramutino in sintomi che esprimono con il corpo un disagio che ancora non è in grado di esprimere con le parole perchè non sa da dove esso origini.
Al fine di comprendere la natura del suo disagio e poterlo quindi esprimere con le parole abbandonando le somatizzazioni Le consiglio di interpellare uno psicoterapeuta con il quale affrontare le tematiche da Lei evidenziate.
Cordiali saluti
Roberta Musetti
Risposta di Paola Bousquet , Psicologo - Tivoli (Rm)
Carissima,
il fatto che lei ponga la domanda a degli psicologi ma fa pensare che, in qualche modo, sia consapevole che si tratti di un disagio di tipo psicologico. La invito, come hanno già fatto i colleghi prima di me, a contattare uno psicologo per affrontare in modo più approfondito questa sua diffcoltà. Si tratta, molto probabilmente, di una somatizzazione.
Le faccio i miei auguri
Cordiali saluti
Paol Bousquet
Salve
concordo con i miei colleghi, e la invito a consultare uno psicologo, mi sento comunque di dirle che quello che ha fatto qui è un gran passo avanti, la consapevolezza è un punto centrale ed importante, e lei chiedendo aiuto dimostra di averne!!
sia la defecazione che le mestruazioni ci liberano di scorie inutili, lei molto probabilmente ha altro di cui liberarsi .... trovi un bravo psicologo che l'aiuti a "liberarsi" vedrà che una volta che ci sarà riuscita  tutto si risolverà !!
un caro augurio di Buona Vita
Dott. Anna Zaccaria
Risposta di Miriam Porchia , Psicologo - Roma
Buongiorno
concordo con i miei colleghi sul consulto di una psicologa. Credo che lei abbia bisogno di un sostegno per comprendere la motivazione sottostante al suo disagio. Lei è giovane e ha delle risorse in più per poter vivere senza doversi per forza procurare dolore per sentirsi libera.
Cordiali saluti
dott.ssa Miriam Porchia
 
 
Risposta di Dott.ssa Cappello Giovanna , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Buongiorno,
nella sua richiesta, seppure breve, ho colto l'importanza che per lei inizia a rivestire la sua condotta. Condotta che non è più solo agita,ma sembrerebbe anche fonte di preoccupazione e di domande circa la comparsa ed il mantenimento. Credo, come i tanti consigli dei colleghi, che una volta affrontato e superato con coraggio il forte affetto di vergogna che spesso impedisce di chiedere aiuto, un professionista può aiutarla a decifrare il significato profondo che la condotta riveste nella sua vita.
 
Dott.ssa Cappello Giovanna Psicologa Psicoterapeuta.
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Se lei prova disagio e vergogna per il suo comportamento e ritiene che non sia un atteggiamento sano provocandosi anche del dolore le consiglio di rivolgersi direttamente ad un professionista per affrontare l'atteggiamento autodistruttivo che sembra caratterizzarla.
Cordialmente la saluto.
 
dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
 
Risposta di Luca dr. VIVALDI , Coaching, Consulente aziendale, Formazione, Outplacement, Psicologo, Ricerca e selezione del personale - TRENTO VERONA BRESCIA BOLZANO
Buongiorno
dalla sua domanda pare si manifesti con chiarezza un conflitto interno:
il conflitto tra il liberarsi ed il trattenere,infatti alla spinta (sforzarsi di liberarsi e in breve tempo) si contrappone il restringimento dell’orifizio che perciò arriva a dolorare ed anche a sanguinare.
Le pongo due domande: È possibile per lei interessarsi a risolvere questo conflitto, celato dentro di sé? E' possibile affrontare gli elementi costituenti il conflitto?
Se la risposta sarà positiva, sarà molto probabile che esporsi con uno psicologo/una psicologa possa aiutarla molto a trovare una sintesi più raffinata che la consegni a comportamenti manifesti più coerenti e piacevoli. Cordialità. Luca Dr. Vivaldi
Risposta di Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa , Psicologo - Cagliari
Salve, signorina.
E' indubbiamente interessante e non frequente un tipo di domanda di questo tipo e ciò mi porta a pensare alla consapevolezza che lei ha verso ciò che fa e sente anche se ha bisogno d'aiuto per capire... Ma mi sembra già importante e basilare questo!
Il bisogno di espellere qualcosa che è dentro il suo corpo, e che normalmente accade con la defecazione e il ciclo mestruale, mi porta inevitabilmente a pensare ad un bisogno di eliminare qualcosa che sente dentro di lei e che spera di eliminare evacuandolo -perchè scomodo, spiacevole, disturbante-,   con ciò che normalmente e quotidianamente o ciclicamente, viene buttato fuori dal ns corpo.
Sarebbe importante fermarsi un attimo per chiedersi cosa c'è di lei che vuole eliminare: può essere un'emozione, un pensiero, una convinzione. Se riuscisse a focalizzarsi su questo già potrebbe avere la risposta alla domanda che si pone. Certo, non risolverebbe e sarebbe consigliabile, un percorso psicoterapeutico perchè è bene affrontare questa modalità che è diventata parte di lei.
 
In bocca al lupo per il suo lavoro!
 
 
Dott.ssa Donatella Ghisu
Psicologa,
Psicopedagogista,
Counsellor psicologio e socio-educativo
Psicologa forense
 
 
http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/