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tra moglie e marito...... (Psicologo)
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sono sposata da 11 anni e ho un marito d'oro tutto per la famiglia magari troppo perchè non appena sposati si è preso carico anche della mia famiglia d'origine che aveva seri problemi economici e così prima aiutandola economicamente poi aprendo loro un'attività si è preso cura di tutti loro soprattutto dei miei genitori e anche delle mie sorelle all'epoca non sposate....ma da tutto questo ne abbiamo ricavato pugnalate e liti a mai finire perchè i miei genitori ingrati lo hanno "truffato e derubato" per cui dopo tanti anni di mantenimento mio marito è esploso e adesso non ne vuol più sapere sopratttutto di mio padre vero artefice di tutto....il tutto è nato dalla volontà spontanea di mio marito di volerli aiutare a tutti costi nonostante il mio dissenso e ora che mi ero abituata a questa famiglia allargata adesso non ho più quasi contatti con nessuno e quello che mi fa più rabbia è che mentre le mie sorelle , mia madre e qualche altro parente vicino lo hanno giustificato mio padre e quasi perdonato cioè nonostante quello che ha fatto e continua a fare lo frequentano lo stesso non è più lo stesso per mio marito che si dice troppo ferito e tradito da non poter perdonare e soprattutto frequentare....io so che ha ragione al cento per cento ma tutto questo mi fa male e molte volte comprometto la nostra serenità per difendere la mia famiglia d'origine...adesso arriva l'ennesima festa e ancora una volts loro saranno tutti insieme e noi a parte....gliene ho parlato tante volte ma finiamo sempre per litigare.....che devo fare?
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 31/03/2010
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Risposte
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Carissima, credo che non ci sia un modo giusto ed uno sbagliato di comportarsi in questa situazione. Credo che sia i tuoi sentimenti che quelli di tuo marito siano del tutto da rispettare. Tuo marito ha deciso di sua spontanea volontà di aiutare la tua famiglia d'origine, dare loro diverse possibilità nonostante, mi sembra di capire, i numerosi errori da parte loro ed ora non ce la fa più, si sente ferito, addolorato ed amareggiato e la sua modalità di difendersi da questo disagio è la chiusura netta. Da parte tua invece dici di sentire un vuoto, che nonostante l'atteggiamento poco corretto, la tua famiglia riusciva a riempire. Leggendo le tue parole tu parli di "abitudine" come se la fatica adesso non fosse tanto quella di elaborare i contenuti di quello che è successo e decidere di conseguenza come comportarsi, ma fosse ancora ad un livello precedente cioè l'elaborazione di "un lutto", di una "frattura" creata da un tradimento da parte delle persone da cui ci si aspetta la massima lealtà nei sentimenti. Credo sia quest'ultimo punto su cui ti dovresti soffermare e trattare e contemporaneamente utilizzare il massimo rispetto per i sentimenti di tuo marito per non permettere a quello che è successo nella tua famiglia di rovinare anche il vostro rapporto. Buona Pasqua Arianna Sala Cernusco s/N www.ariannasala.it
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Buongiorno Signora, la famiglia di origine e quella di appartenenza, quella creata d alei. Sono due terreni assai delicati, dove gli equilibri corrono su una linea sottile. Suo marito ha fatto una scelta, nella quale stava comodo, per generosità o per qualunque altro ottimo motivo, lei che cosa ha scelto? Il punto, a mio modo di vedere, è cercare di vedere come si colloca lei, al di là della ragione e del torto. In qualche modo è chiamata a scegliere, poco importa di chi sia la colpa. Non credo sia una scelta facile, forse in questo momento è necessaria. Al di là di ragioni o torti, la invito ad ascoltarsi attentamente, come si sente lei rispetto ai suoi genitori? e rispetto a suo marito? Rifletta un attimo sulle SUE sensazioni, lasciando torto e ragione da parte per un attimo. Forse da qui potrà scaturire una risposta alle sue domande. Non credo che esista una soluzione univoca e salomonica, scegliendo qualcosa lasciamo sempre da parte l'altra opzione. Mi sento di sottoscrivere quanto scirve Arianna sopra, semplicemente provi a considerare dove è la sua comodità (o scomodità). Le auguro il meglio Paolo
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Gentile amica, non posso che sottoscrivere quello che i miei colleghi le hanno già risposto e consigliato prima di me. Spesso si viene chiamati a essere presi tra due "clan familiari" diversi, come nel suo caso: da una parte la famiglia che nonostante le avversità è riuscita a costruire con suo marito, un'unione che appare solida, duratura e fonte per entrambi di gioia; dall'altra, la sua famiglia natale, fonte - mi sembra di capire - di problemi materiali e di problematiche affettive sia attualmente che in passato. Mi limito a suggerirLe due spunti di riflessione: innanzitutto, lei riporta il fatto che Suo marito si senta "truffato e derubato" tra virgolette, appunto. Mi chiedo se è un caso, o se Lei stia ripetendo delle parole magari pronunciate da Suo marito, appunto. Se così fosse, La spingo a riflettere sui Suoi reali sentimenti, e se effettivamente Lei condivida il punto di vista di Suo marito, o meno. Altro aspetto, Lei dice che all'epoca Suo marito aveva insistito per aiutare la Sua famiglia, nonostante Lei non volesse. In entrambi i casi, mi sembra di capire che Lei è divisa tra il fatto di dovere assoluta lealtà e amore verso Suo marito e il fatto di trovarsi in questa situazione proprio per le scelte passate e per i sentimenti di oggi del Suo compagno. Non posso pertanto che rinnovarLe, come già i miei colleghi precedentemente, ad esaminare con attenzione le Sue sensazioni, senza sottovalutarle e magari chiedendo aiuto ad un terapeuta familiare, che La possa supportare in questo momento di dolore, per evitare che questa rottura incrini il rapporto con il Suo compagno, creando rancori ed incomprensioni anche con lui. Auguri per tutto Dott.ssa Chiara Facchetti
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Gentile Signora, non mi è chiaro che cosa lei vorrebbe, qualsiasi consiglio su cosa deve fare sarebbe frutto di personali interpretazioni. Se Lei, che ha vissuto la storia che ha raccontato avesse chiaro se: è arrabbiata perche Voi, benefattori, siete snobbati, oppure se volesse la solidarietà degli altri, o ancora, che gli altri lasciassero da parte i Suoi per stare con Voi, o...Le ipotesi di quello che Lei dovrebbe fare e non sa come, presuppone conoscere l'obiettivo che si prefigge. Chiaritosi questo, il resto viene da se. Buona Pasqua Dr J P Coppola
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...voglio riportare le sue parole: "io so che ha ragione al cento per cento ma tutto questo mi fa male e molte volte comprometto la nostra serenità per difendere la mia famiglia d'origine...".....forse è bene fermarsi a riflettere sulla rabbia che Lei prova verso i suoi familiari che "giustificano" azioni e atteggiamenti portati avanti nel non rispetto di suo marito...ma mi chiedo e Le chiedo, quanto lei non faccia la stessa cosa dei suoi familiari compromettendo la Vostra serenità...sua, di suo marito e della Vostra unione. M.Patti
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Gentile Signora condivido i suggerimenti che le hanno dato i miei colleghi, vorrei aggiungere solo che; arriva un momento nella vita in cui il cordone ombelicale và reciso, per crescere e per essere presenti nella "nostra" nuova famiglia, con questo non voglio dire che i genitori vanno accantonati, ma semplicemente vissuti in maniera diversa. Inoltre in questo caso le diatribe hanno di sicuro influito negativamente nel rapporto tra suo marito e la sua famiglia d'origine, la invito a riflettere (visto che proprio lei dà ragione a suo marito al cento per cento) sull'eventualità che tutto questo possa andare a rovinare il vostro rapporto (quello con suo marito) che peraltro ha solo una grande colpa, quella di aver voluto "aiutare" la famiglia della sua donna! Felice Pasqua Dott. A.Zaccaria
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Gentile utente, dalle sue parole comprendo quanto la sua famiglia d'origine e quella coniugale siano tra loro interconnesse: tutto ciò è avvenuto in quanto nè lei nè suo marito vi siete realmente separati dalle famiglie d'origine. E' un tratto che senza dubbio vi accomuna, ma che come conseguenza porta all'invischiamento tra famiglie e generazioni. Non si tratta di scelte "giuste" o "sbagliate", piuttosto di scelte dettate dalle esigenze personali, qui molto evidenti. E' difficile riuscire ad uscire da questo genere di intrecci familiari, soprattutto perchè da molto tempo ormai vige questo tipo di rapporto: ma sarebbe sano per voi tutti iniziare un cammino che, per quanto doloroso possa essere, vi porti ad essere famiglie distinte, le une dalle altre. Sarebbe importante per lei tornare a se stessa ed alla propria famiglia, per poter riflettere sui suoi ruoli di moglie ed eventualmente di madre, mantenendo un rapporto sano ed equilibrato con i suoi genitori ed il parentado. Buon lavoro,
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Gentile utente, Non ci sono scelte "giuste" o "sbagliate", piuttosto delle scelte dettate dalle esigenze personali. sarebbe opportuno un percorso personale in cui affrontare i sentimenti suoi e di suo marito..per mettere al centro la coppia.. cordiali saluti
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Cara signora io credo sia preferibile che lei faccia esattamente quello che si sente di fare. Se suo marito ha fatto una selta, non implica che lei debba fare la stessa. Lei può accettare la scelta di suo marito, comprenderla e condividerla ma può anche spiegargli che lei personalmente non può fare a meno della sua famiglia d'origine, nonostante i comportamenti ingrati, lei per loro prova comunque un amore incondizionato ed é proprio alla luce del concetto di amore che suo marito capirà, l'importante é che lei non costringa suo marito a venire con lei. Cosi facendo lei rispetta anche l'esigenza di salvare la sua famiglia: non pemetti che suo marito diventi la fonte della sua frusrazione! Cordialmente la saltuto. Loredana Angeletti www.psicoangeletti.altervista.org
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Carissima, la questione che Lei pone mette in luce quanto sia complesso separarsi psicologicamente dal nucleo famigliare d'origine, non si tratta di scegliere la famiglia d'origine o il compagno di vita ma di separarsi psicologicamente dal nucleo d'origine per dare spazio alla costituzione di un nuovo nucleo composto da Lei e da suo marito. Se sino ad oggi questo invischiamento tra i nuclei è stato sostenuto dal marito oggi non lo è più, non rientra più in una sua esigenza, tale cambiamento rischia di mettere in pericolo il vostro rapporto. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di affrontare il nucleo della separazione dalla famiglia di origine al fine di potersi sentire libera di sostenere il proprio compagno e di frequentare la famiglia d'origine in momenti che non lo coinvolgano. Cordiali saluti Roberta Musetti
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