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è così sbagliato avere una corazza? (Psicologo)

so di non vivere una vita perfetta per la mia indole. lo faccio per la famiglia. marito complicatissimo. una vera palla al piede.
compenso con cibo, shopping compulsivo ed occhiali rosa.
è proprio sbagliato sacrificarsi? non mi posso rifare all'esempio delle nonne etc., perchè sono egoista piena di slanci (che, ovviamente soffoco).
mi logora dall'interno questo tipo di approccio alla vita?
sto buttando via la mia vita?
grazie mille
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 14/03/2010
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
grazie!

Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma,
la domanda che pone non ha una risposta, non è giusto o sbagliato 'sacrificare la propria vita'...dipende da quanto questo sia accettabile per noi, da quanto il 'buttar via la vita' sia in equilibrio con altre soddisfazioni o bisogni che soddisfiamo. Da come scrive intuisco che per lei questo non seguire la sua indole e vivere con una corazza è fonte di frustrazione e malessere e credo che l'ultima domanda che pone, come le altre, abbia la risposta che lei già conosce dentro di sè. Credo che l'aiuto che sta chiedendo tra le righe non è una risposta a quelle domande, ma al suo dolore interno, che 'la sta logorando'. Pensare solo ai bisogni degli altri trascurando i propri, a lungo andare può generare scontento e malessere. Credo sia importante chiedersi come mai sceglie di dedicarsi solo alla sua famiglia, nascondendo se stessa e mascherando la sua vera natura. Dal mio punto di vista, le due cose non è detto che debbano escludersi a vicenda..
Augurandole il meglio, la saluto.
 
D.ssa Francesca Consonni
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Signora. La corazza di per se non è sbagliata nè giusta. E' adattiva, nel senso che è il migliore adattamento possibile che lei (e il suo organismo) ha trovato finora. Cosa la spinge a porsi la domanda? Forse il prezzo non vale più quello che ha in cambio?
La sua è una domanda esistenziale che tutti siamo chiamati prima o tardi a rispondere, e riguarda proprio la scelta. Quello che sto scegliendo fa per me? E' quello che voglio?
Nessuno di noi professionisti ha la risposta, semmai posso dirle che la domanda è il titolo di un libro le cui pagine può scrivere soltanto lei.
Mi sentirei di consigliarle di cercare un compagno di viaggio, un virgilio, per così dire. Nessuna scelta è definitiva, e non è mai tardi per scegliere. Buona ricerca con grande tenerezza. Paolo Molino
 
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di ANTONIO CECCARDI , Psicologo, Psicoterapeuta - TIVOLI
Gentile Signora,
è molto difficile risponderLe. Nelle domande che Lei pone si può intravedere una grande sofferenza per la rinuncia ai propri bisogni, ma, allo stesso tempo, sembra anche compiacersi molto per questo stile di vita votato al sacrificio. Se le venisse la voglia di fare qualcosa per sé stessa, le consiglio di rivolgersi ad un professionista, psicoterapeuta, che possa per prima cosa aiutarla a riconoscere i suoi bisogni.
Del resto non tutte le nonne hanno votato la loro vita esclusivamente al sacrificio passivo. La vita affettiva è, molto spesso, per fortuna, caratterizzata da un continuo scambio, e non è detto che dietro grandi sacrifici non ci possano essere adeguate e soddisfacenti contropartite.
Tanti auguri per le Sue ricerche.
Dr Antonio Ceccardi - Centro Intervento Psicologico "Oikos" - Tivoli
 
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Gent.le Sig.ra,
 
Non sprecare la nostra vita è una delle preoccupazioni più assilanti delle nostre vite.. la questione è se riusciamo a vivere in sintonia e /o armonia nelle nostre relazioni, nelle nostre vite affettive e lavorative.. Vivere con angoscia, con umore depresso tutto ciò che ci circonda e che dovrebbe regalarci se non la gioia quantomeno un sano equilibrio può far sorgere degli interrogativi.. Le consiglio di intraprendere un percorso personale con uno psicologo per poter affrontare la natura e l'importanza di questi suoi dubbi..
 
Cordiali Saluti
 
www.edoardoguerrieri.it
Risposta di psicoterapeuta , Psicologo, Psicoterapeuta - milano
Cara Signora,
più che una corazza, direi che ha fatto e continua a fare una scelta di vita, alle domande che  pone solo lei può fornire un risposta, in quanto non si tratta di sacrificio , ma di  uno scambio tra costi e benefici. Evidentemente allo stato attuale, i benefici sono più dei costi e solo quando la situazione sarà insostenibile si muoverà divermente.
Cordiali saluti
Patrizia Frongia
Risposta di Dott.ssa Annalisa De Filippo , Psicologo - Sesto San Giovanni (Mi)
Carissima,
 
sacrificarsi per la famiglia, sentire mancanze da colmare, soffocare se stessi e i propri bisogni, secondo lei porta a logorarsi e a buttare via la propria vita? Indipendentemente dalla risposta affermativa o negativa, provi a focalizzarsi sulle motivazioni.
 
Dare un senso al dilemma riportato, inquadrandolo nello specifico contesto di vita in cui si pone, potrebbe aiutarla a trovare la risposta alla sua domanda ("è cosi sbagliato avere una corazza?") dentro di sè.
 
Cari saluti,
 
Dott.ssa Annalisa De Filippo
Psicologa
www.centropianetapsicologia.com
 
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Gentile Signora, le Sue domande iniziano con una risposta obligata a una sua già data risposta: è così sbagliato... presuppone che sia già assodato  che è sbagliato e bisogna valutare quanto... Se la corazza dentro la quale vive, la protegge, rendendo meno pesante la Sua vita, Lei ha fatto un raro capolavoro, se invece la fa vivere con limitazioni, quasi fosse in prigione, la Sua sofferenza naturalmente sarà maggiore. Quando Lei ha capito quale è la condizione che Lei vive dentro la corazza, me lo faccia sapere e proverò ad aiutarla. Cordialmente J P Coppola
Risposta di Dr.ssa Paola Abrate , Psicologo, Psicoterapeuta - Brandizzo
Gentile signora,
nella sua domanda mi sembra di cogliere la confusione: "sa" di non vivere una vita perfetta, ma poi si chiede se sta buttando via la sua vita,dice di essere egoista ma poi subito sottolinea che soffoca i suoi slanci, e dietro questa confusione c'è una grande richiesta di aiuto, ma probabilmente non può "permettersi" di chiedere aiuto direttamente, allora lo fa attraverso domande a cui forse dentro di sé ha già risposto , ma preferisce  mantenere una certa distanza perché potrebbero minare questa corazza di cui parla e che finora l'ha aiutata ad andare avanti.
Io credo che ancora prima di darsi delle risposte potrebbe provare a concedersi la possibilità di dirsi che forse adesso (dopo essersi sacrificata sempre per la famiglia) è lei ad avere bisogno di aiuto, provando a fare un po' di chiarezza in questa confusione, attraverso l'aiuto di uno psicoterapeuta.
 
Un saluto e un augurio,
Dr.ssa Paola Abrate
 
www.cliccapsicologo.it
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
gentile signora, sacrificarsi di per sè non é nè giusto e né sbagliato, dipende da cosa riceve lei da questo sacrificio; quali sono le conseguenze emotive di questo stile? Quali potrebbero essere le altre conseguenze da uno stile diverso? Si ascolti e vedrà che la risposta é dentro di se.....E' certo però che soddisfare sempre i bisogni dell'altro trascurando i propri, a lungo andare, é siuramente fonte di grande malessere.
Un agurio e cordialmente la saluto.
Dott.ssa Loredana Angeletti
 
www.psicoangeletti.altervista.org
 
Risposta di Fabio Nardelli , Psicologo - roma
Gentile sign.ra la corazza in senso Reichiano l'abbiamo tutti, e rappresenta il miglior adattamento possibile che lei ( ognuno di noi) è riuscita a fare finora( poi bisognerebbe vedere quanto è funzionale al suo organismo o meno...). Certo traspare,dalle sue poche affermazioni, l'insoddisfazione , il ripiego sul cibo e spese compulsive.....mi pare ci siano tutti gli elementi per farsi almeno una "chiacchierata " ( consulenza) con uno psicoterapeuta. In bocca al lupo.
Risposta di Istituto di Somatopsicoenergetica , Medicina alternativa, Psicologo - Roma
Sacrificarsi (da sacer facere, ovvero rendersi sacro) è una cosa nobile e bellissima, purché la si scelga in piena libertà e in assunzione di responsabilità. Il che dovrebbe rendere autenticamente felici, anche nella inevitabile difficoltà... e ciò perché all'eventuale dolore si riesce a dare un senso.
Viceversa, se la condizione di disagio è subìta e non scelta, essa è un'assoluta mancanza di rispetto verso se stessi. I tentativi di compensazione (shopping e occhiali) sono destinati a fallire. La "corazza" ha la stessa funzione dello shopping, ma alla lunga stritola.
Per la famiglia è più utile una donna libera e felice.
Risposta di Noemi Dominici , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Buongiorno,
provi a riflettere sul fatto che pensare a sè non è da egoisti ma è quella possibilità che si potrebbe dare per entrare realmente in relazione con l'altro. Probabilmente soffoca, ma mi chiedo se poi non fa pagare in qualche modo, oltre a sè anche all'altro questa suo non permettersi di ascoltarsi e dirsi. Dalle sue parole penso che abbia molto chiara la risposta, la strada per autorizzarsi è la più complessa ma non impossibile.
Cordialmente.
Risposta di Samanta Menichetti , Psicologo - Roma
Non è molto chiara la domanda che pone a noi o a se stessa, ovviamnete dipende tutto da come sta lei in questa situazione e come ci si trova e ci si sente.
Sono queste le domande che dovrebbe porsi per capire se tutto ciò che desidera e ciò che sta vivendo.
 
Cordialmente
Dott.ssa Samanta Menichetti
 
Risposta di Dott.ssa Emma Chioccia , Psicologo - Roma
...avere una corazza non è nè giusto nè sbagliato è solo molto faticoso e, certamente, preclude la possibilità di essere "leggeri" e vivere i propri slanci.
Se nella sua storia ha scelto (inconsciamente) di avere una corazza, probabilmente ci sarà stato un motivo valido per lei....forse si sta chiedendo (più o meno inconsciamente) se attualmente quel motivo è ancora valido.
Analizzando la sua storia potrebbe (consciamente) rifare la stessa scelta, e vivere con la sua corazza sentendosi leggera, oppure potrebbe scegliere di toglierla ed essere più leggera. In tutte e due i casi, lei avrebbe un maggior contatto con sè stessa (con la sua indole per intenderci) e vivrebbe i suoi slanci con serenità nel rispetto suo e degli altri. 
Cordialmente la saluto.
Emma Chioccia
Risposta di Dr.ssa Roberta Musetti , Psicologo, Psicoterapeuta - Cesano Maderno
Carissima,
l'utilizzo di una "corazza" per quanto limitante e faticoso è quello che ad oggi le permette di vivere un equilibrio nella realtà che la circonda nel suo quotidiano. Nel momento in cui questo equilibrio viene a mancare e si percepisce maggiormente il limite e la fatica, significa che non riusciamo più ad avere , dalla " corazza", gli stessi vantaggi di quando lentamente ne abbiamo costruita una.
La percezzione di disagio è un buon indice da utilizzare per comprendere la necessità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la possa aiutare a scoprire risorse nuove dentro di Lei,  sino ad oggi sconosciute, che le permetteranno di vedere ed affrontare il quotidiano con più strumenti e con la percezzione di un grande alleggerimento interiore.
Ricordi sempre che ogni CRISI, piccola o grande che sia, ci costringe a metterci in gioco per affrontare un CAMBIAMENTO dal quale non può che derivare una CRESCITA PERSONALE.
 
Cordiali saluti
Roberta Musetti
 
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Cara signora,
ci sta chiedendo se è sbagliato avere una corazza.
Se lei ce lo chiede e se lo chiede, vuol dire che il dubbio le è già venuto!
Mi sembra che quello che ci sta dicendo è che lei tarpa la propria vitalità, vive un rapporto che non le va, sentendo suo marito come una palla al piede. Fa tutto questo per la famiglia.
Ma che vuol dire che lo fa per la famiglia? Cosa sta facendo per la famiglia, realmente?
Sta buttando via la propria vita, per chi e per cosa?
Ma la sua domanda sulla corazza, in realtà mi fa pensare che lei lo fa per sè, perchè essenzialmente ha paura di vivere. Seguendo realmente i suoi bisogni e desideri, dovrebbe buttarsi nel mondo, stare realmente nelle relazione, quindi mettersi in gioco con ogni parte di sè, compreso pensieri ed emozioni.
Nella vita che sta conducendo invece, mi pare che lei non vive, tirandosi indietro grazie alla scusa che gli altri che la circondano sono una vera palla! Quindi, come se non ne valesse la pena. 
La realtà, è che ha tanta paura di vivere e prendersi la propria vita.
Non solo, si tiene bloccata lì senza possibilità d'uscita grazie al senso di colpa, che la fa sentire egoista e viziata.
Non è proprio così, lo shopping compulsivo, come il cibo compulsivo, come gli occhiali rosa, sono solo un modo per andare avanti, una sorta di stratagemma per tollerare la situazione, ma non è niente di vantaggioso per lei.
Questi meccanismi compensatori infatti, leniscono un pò le sue sofferenze, illudendola che poi la sua vita non è così male e così la mettono al riparo dalla solitudine e da se stessa, dal bilancio con sè stessa, che la porterebbe essenzialmente da un'altra parte.
E' difficile prendersi per mani e accompagnarsi nel cambiamento!
Lo capisco molto bene, ma la vita è sua e se lo deve, si deve un pò di felicità!
Non c'è niente che sia male o bene in sè, ma c'è quello che la fa star bene e quello ch la fa star male.
Spetta a lei decidere cosa scegliere per sè! Sicuramente, niente e nessuno vale la sua vita!
Risposta di Massimo Giusti , Psicologo - Firenze
Carissima utente, credo che a queste domande possa rispondere benissimo da sola.
la logora dall'interno questa vita? sta buttando via la sua vita?
Se ritiene che il dubbio sussista allora è venuto il momento di cambiare rotta, gradualmente e senza viraggi improvvisi. Se invece non ha dubbi che questa sia la vita che vuole o quantomeno la vita migliore non c'è motivo neppure di fare una richiesta online. Personalmente credo che se una persona è felice di quel che fa o si sente libera in quel che fa, difficilmente arriva a formulare una richiesta d'aiuto del genere. Probabilmente le è capitato in qualche occasione di farsi certe domande, forse le risposte che si è concessa l'hanno turbata, preoccupata o fatta arrabbiare. Per cui adesso chiede a dei professionisti un'opinione. Non tutto, della vita, è stato fatto per esser cambiato, non creda che cambiare voglia dire rinunciare a se stessi, spersonalizzarsi, rinnegare il passato. Casomai vuol dire proprio ilc ontrario. Un Saluto
dott. Massimo Giusti
Risposta di Jolanta Burzynska medico psicoterapeuta , Psicoterapeuta - Siena
I Colleghi che mi hanno preceduta hanno già detto tutto. Può succedere che si chieda un consiglio ad altri per paura che i nostri pensieri, dubbi, sogni siano "sbagliati" per l'educazione che abbiamo ricevuto, ecc. Forse anche tu hai bisogno di sentirti dire dagli esperti che i tuoi dubbi sono legittimi, che hai diritto di fare le tue scelte, di cambiare idea, di pensare a te stessa...Nessuno può darti il permesso di cambiare, dipende solo da te, ma puoi farti aiutare nel percorso che sceglierai. Un affettuoso "in bocca al lupo"!
 
Jolanta Burzynska medico psicoterapeuta
www.psicosomatica-psicoterapia-siena.it
Risposta di Dott.ssa Francesca Montinaro , Psicologo - Surbo (Lecce)
Cara signora,
nessuno può rispondere a queste domande se non lei! Penso che sia opportuno chiedere una consulenza ad un collega.
Cordiali saluti!
Dott.ssa Francesca Montinaro
Risposta di Anna Loretta Spano , Psicologo - Cagliari
Gentile Signora,
in relazione a sè stessa diverso tempo fà ha preso una decisione, ed allora è stata probabilmente la decisione migliore che lei potesse prendere: ignorare i propri autentici bisogni dandosi da fare per la famiglia. 
Ora questa decisione le sta un pò stretta, dal momento che sente insoddisfazione e logorio interiore, e la strategia che ha individuato per anestetizzarli è stato coprirli con  cibo, shopping compulsivo e occhiali rosa.
Penso che porsi la domanda "è proprio sbagliato sacrificarsi"? rivolgendosi a degli psicologi sia stato il primo passo che lei abbia fatto verso il cambiamento, ora occorre che lei faccia i passi ulteriori facendosi aiutare da uno psicoterapeuta a prendersi cura di sè.
Ogni comportamento, anche il più strano e apparentemente disfunzionale ha un senso; il percorso terapeutico è un'occasione per comprendere la funzione dei comportamenti  "disadattivi"; una volta che lei stessa coglie la loro funzione può decidere cosa farne (tenerli o abbandonarli).  
Solo nel caso in cui lei comprenda che essi non hanno più ragione di esistere, può decidere di abbandonarli e apprenderne di nuovi.
E' importante che si occupi del suo problema seriamente, dedicandoci un tempo e uno spazio adeguato quale quello del percorso terapeutico.
La psicoterapia è, oltre che un occasione per esplorare e conoscere sè stessi, anche un occasione di apprendimento di nuove modalità per stare con sè e con gli altri, in modo sano e soddisfacente. Credo che anche i suoi figli e suo marito trarranno giovamento dall'avere vicino una madre e una moglie che si realizza, e non frustrata!
 
Cordialmente
Anna Loretta Spano
Psicologa Psicoterapeuta - Cagliari
 
Risposta di Dott.ssa Giorgia Aloisio , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Salve,
giusto o sbagliato non è questo il punto: si tratta di capire se questa vita, che lei si è creata, è "giusta per lei". E se si ritrova a scriverne su questo sito, è probabile che la risposta sia negativa. Se ha scelto questa vita, lo avrà senza dubbio fatto perchè in qualche maniera la desiderava (e non solo per la famiglia): ognuno di noi agisce spinto da pulsioni personali, anche quando agisce "per l'altro", in maniera altruistica, ha un utile del quale beneficia. Non ci ritroviamo "per caso" in uno stile di vita, in una famiglia, ci ritroviamo laddove abbiamo costruito qualcosa.
Concordo con i terapeuti che, prima di me, suggeriscono di porsi questa domanda; soprattutto con l'aiuto di uno psicologo che possa prima di tutto conoscere la sua storia, e poi aiutarla ad orientarsi verso quello che più desidera.
Le auguro un buon lavoro su se stessa.
 
Dr.ssa G. Aloisio, 
Roma
www.giorgiaaloisio.it 
Risposta di Fiorella Tonello , Psicologo - Firenze
Le sue domande e dubbi sono chiari e riinviano ad una ricerca di senso nella propria vita. Una ricerca che può sembrare ovvia e scontata oggi ma che secondo me non è realmente così. Una corrente filosofica come l'esistenzialismo si è occupata della ricerca di senso dell'essere umano senza vincoli religiosi: cosa di cui abbiamo grosse difficoltà ad esercitare. Mi sembra che lei si è resa conto di quanto sia importante "questa sua vita" per lei e che la sua ancor "timida" richiesta di aiuto necessita una indagine e delle risposte più profonde. Questo direi che è un diritto dell'essere umano in quanto soggetto, unico, dell'essere in un tempo finito.
Una adeguata attenzione a sè ed a cosa vogliamo fare di noi nel mondo è una ricerca fondamentale per sentirsi in contatto con i principi di base del vivere con senso e significato.
 
Fiorella Tonello
psicologa- Firenze
Risposta di Dr.ssa Debora Magnani , Psicologo, Psicoterapeuta - Nuoro
Gentile Utente,
nessuno può dire cosa è giusto oppure sbagliato per un individuo.
Ognuno di noi è unico e irripetibile.
La strategia da lei utilizzata può, fino a questo punto, essere stata funzionale.
La sua domanda attuale deriva evidentemente da un suo bisogno che dovrebbe prima ben comprendere e in seguito imparare a esprimerlo con le persone per noi significative.
 
Dott.ssa Debora Magnani
Psicologa Psicoterapeuta
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Avere una corazza è fondamentale quando dobbiamo proteggerci perennemente come unica soluzione alla sopravvivenza, in quanto c'è scarsa capacità di adattamento, o ecessivo stress ingestibile, ingestibile perche è troppo o perche ci mancano le risorse. Lei certamente avrà fatto valutazioni sui costi e benefici della Sua corazza, nessuno pu dare giudizzi che è in grado solo Lei di dare. Posso solo ricordarLe che spesso non riusciamo a vedere altre altre alternative se siamo troppo nervosi o arrabbiati.Infatti nessuno la costringe a compensare, se a Lei però allenta la tensione puo sempre optare per compensi che la rasserenino. Se vorrebbe questo ma non ci riesce, allora gli amici potrebbero dialogare con lei oppure potrebbe rivolgersi alla mutua che dispone di assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, e senz'altro da qualche parte le arriverà un aiuto valido, perche potrà guardare negli occhi chi la ascolta. Cordialmente J P Coppola
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Quanto siamo in grado di tollerare quello che ci fa stare male, quanto è giusto modificare o rinunciare ai nostri bisogni per il bene degli altri... ? Sono domande che dobbiamo farci quando non viviamo le nostre relazioni e noi stessi a cuor leggero..
 
Le consiglio una consulenza psicologica
 
Saluti