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mamma delusa e stanca.... (Psicologo)

salve...sono una mamma che già vi aveva esposto il suo problema e cioè quello di una figlia di 5 anni che quando viene lasciata dai nonni o zie o anche estranei sempre e solo per necessità lavorative di noi genitori si comporta male e fa cose che in casa non si sogna di fare....l'ultima volta l'avevamo punita dicendole che non sarebbe andata più da nessuno perchè tutti si lamenano e che quindi quando lavoriamo andrà al baby parking e così è avvenuto in questo periodo ma risultato è che anche lì fa monellerie incontrollate che lasciano noi adulti esterefatti perchè non ci si aspettano queste cose da una bimba bella intelliegente esuberante soprattutto di 5 anni...alla nostra domanda del perchè si mette così in mostra e soprattuto attira tanto l'attenzione degli adulti mi risponde che davanti alle monellerie non si sa fermare nonostante è cosciente anche delle conseguenze e che a casa le trattiene ma fuori casa non si sa gestire..(sue testuali parole)....allora io mamma e anche il suo papà ci diciamo ch ora che ha un'età in cui è autonoma, in cui ci potremmo permettere di uscire di più con gli amici rispetto al passato di quando era neonata la situazione è peggiorata al punto tale che non la possiamo lasciare per lavoro, figuriamoci per ritagliarci un pò di tempo pre noi e non staiamo con nessuno perchè lei nonpermette che chiaccheriamo perchè interrompe sempre o si intromette...per favore capisco che valutare una situazione solo descritta è difficile ma vi prego consigliateci qualcosa da potere attuare perchè siamo allo stremo.....e per rispondere ad un vostro collega che la volta scorsa mi ha detto che mi nascondo dietro all'anonimato e che quindi forse non so gestire bene la situazione con mia figlia dico che non mi nascondo e che mi firmo....mamma letizia
Domanda pubblicata da letizia il 05/03/2010
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Risposte

Risposta di Dott.ssa Chiara Facchetti , Psicologo - Sesto San Giovanni (MI)
Gent.ma signora Letizia,
leggendo la Sua lettera mi sembra di cogliere due aspetti importanti: prima di tutto, sento in voi una grande fatica, soprattutto davanti ad una bambina che voi considerate "più grande e autonoma" rispetto al passato. Questo aspetto si coglieva anche nella sua lettera precedente, quando si chiedeva come sua figlia potesse essere così poco comprensiva e riconoscente verso voi genitori, che facevate tutto per lei e che se la lasciavate era solo per motivi di lavoro. Mi viene da suggerirle una riflessione: a 5 anni una bambina è sicuramente più grande e autonoma di un neonato, ma comunque resta sempre piccola e i suoi comportamenti vanno visti in quest'ottica, non come se fosse un adulto "che lo fa apposta". Altra considerazione: sento dalle sue parole una grande fatica nel gestire sua figlia e le sue manifestazioni "esplosive" sia di comportamento che nel rapporto con gli altri.
Senza ovviamente allarmarla o fare diagnosi in questa sede (non è questa la sede, nè avrei strumenti per farlo) le suggerisco anche la possibilità di incontrare uno specialista per far fare un possibile approfondimento alla bambina, per valutare prima di tutto questa sorta di iperattività (uso una parola volutamente forte, senza - ripeto - che questa costituisca una diagnosi) che la bambina sembra avere, e dall'altro anche per approfondire come mai questa disparità che dalle sue parole sembra esserci tra il comportamento fuori e dentro casa...le chiedo anche: è davvero sicura che la bambina si comporti così solo fuori casa? Il fatto che si intrometta nei discorsi o che impedisca una conversazione mi fa pensare che questo avvenga anche nei momenti di vita casalinga..
 
Cordiali saluti
Dott.ssa Chiara Facchetti
Risposta di Dr. Lia Dal Bello , Psicologo - 20040 Carnate
Gentile "mamma Letizia" concordo con quanto le ha già comunicato la mia collega, anch'io le consiglio di contattatare uno psicologo-psicoterapeuta dell'età evolutiva, forse con alcune sedute potrebbe risolvere i suoi problemi e quelli della sua bimba. La saluto cordialmente,
Lia Dal Bello
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentilissima Letizia,
mi allineo a ciò che hanno detto le colleghe e consiglio, caldamente, un immediato intervento valutativo, eventualmente anche da un neuropsichiatra della asl del luogo in cui vivete, e successivamente un percorso psicoterapeutico. Più attendete più la istuazione della bimba andrà peggiorando.
Buone cose e cari auguri per una lieta risoluzione.
Dr.ssa Ilaria Calvani
Psicologa Counselling Psicologico
ilaria.calvani@libero.it
Prato-Pescia-Agliana
www.psy.sifree.org
Risposta di Miriam Porchia , Psicologo - Roma
Gentilissima Signora Letizia, dalle sue parole si capisce che è una situazione molto difficile e pesante e che lei e suo marito siate oramai stremati. Credo che non ci sia una formula magica per risolvere la situazione problematica di cui magari, posso ipotizzare, il comportamento di sua figlia è l'espressione manifesta. Solo rivolgendovi ad una psicologa-psicoterapeuta riuscirete a trovare un modo per stare bene insieme e quindi risolvere i vostri problemi che potrebbero essere altri al di là di quello che sembra così evidente........
 
Cordiali saluti
Dott.ssa Miriam Porchia
Risposta di Fabio Nardelli , Psicologo - roma
MI sembra che i colleghi le hanno già dato il giusto "consiglio"....Se lei è cosi stremata dalla situazione e non riesce a gestirla è ovvio che deve chiedere aiuto a dei professionisti psicologi - psicoterapeuti ...evitando possibilmente ( cosa che sta avvenendo purtroppo spesso al di là dell'oceano ) di medicalizzare il problema somministrando psicofarmaci ad una bambina piccola di 5 anni che sta manifestando con i mezzi che ha a disposizione un evidente disagio interiore. Non si illuda di trovare risposte magiche in questa sede ( web) ne in altre perchè un problema cosi delicato va affrontato nelle sedi oppurtunamente indicate . 
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Mi va di sottolineare quanto detto dai colleghi. Credo che sarebbe importante che la piccola andasse alla scuola materna, che mi sembra di capire non abbia frequentato, Lo stare in mezzo agli altri può essere molto importante per interiorizzare delle regole e canalizzare la propria esplosività.
Rinunciando ai momenti vostri di uscita, secondo me non aiutate la bambina. Perchè avrete le pile sempre più scariche e perchè una rinuncia di questo tipo di presta molto al dire "ma come, io faccio tutto questo per te e te...?" che anche a livello di dialogo interno può essere un boomerang. Consiglio prima di tutto a lei e a suo marito di vedere uno psicologo psicoterapeuta, per vedere come fate voi ad alimentare questa situazione, poi eventualemnte far vedere lei. Le auguro di trovare un pò di serenità al più presto PAolo
 
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di Psicoterapia Dr. Milardi Medico Chirurgo , Psichiatra, Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Più o meno già sono stati espressi degli ottimi consigli da altri colleghi. Io vorrei aggiungere una brevissima considerazione sul fatto che la bambina sicuramente esprime un disagio (vedi uguale ad ansia) per la percezione di essere lontana, quando questo avviene dal porto delle sue sicurezza, che siete voi per lei. Riflettendo su questo aspetto si potranno fare due cose: la prima quando state assieme essere accoglienti e rassicuranti con lei e non rimproveranti e minaccianti; l'altra sarà bene procedere con molta gradualità nel lasciarla da sola con altri in modo tale da permetterle di sperimentare livelli di ansia per lei più accettabili.
Risposta di Anna Loretta Spano , Psicologo - Cagliari
Gentile mamma Letizia,
capisco come possiate sentirvi preocupati rispetto ai comportamenti di sua figlia. Sicuramente voi genitori e i nonni siete delle persone molto attente all'educazione della bambina, soprattutto per gli aspetti inerenti la disciplina e il rispetto delle regole, che tenete in grande considerazione. Il vostro impegno in tal senso è stato "pagato" poichè la bambina è molto "educata" con voi, e "trattiene" certi comportamenti. C'è una componente che ha a che fare con l'esuberanza, la vitalità, la voglia di esprimere sè stessa nella sua peculiarità di bambina, l'essere piccola, far rumore, schiamazzare, giocare e parlare come una bambina, ed è questa che le viene negata " lei si intromette sempre e non ci permette che noi chiacchieriamo". Sua figlia è intelligente e ha trovato delle occasioni per fare emergere il suo essere piccola, (e si, non è ancora adulta per quanto sia cresciuta rispetto a quando era neonata!). Percepisco la vostra impazienza nel volerla fare crescere in fretta, poichè desiderate in tutti i modi che assuma dei comportamenti tipici della persona adulta. Il suggerimento che vi do è di accettare il fatto che sua figlia è una bambina e non un'adulta, in quanto tale non ha gli strumenti per comportarsi come tale. Prestare attenzione ai bisogni di sua figlia, che possono riguardare il movimento, l'esplorazione dell'ambiente, l'uso della fantasia anche nel fare, la creatività. Guidare la piccola ad esprimere la sua vitalità di bambina attraverso dei modi a lei consoni significa giocare con lei, ascoltare i suoi interventi accogliendoli e rispettandoli, parlare con lei raccontandole le favole e lasciarvi trasportare assieme sulle ali della fantasia.
Risposta di Arianna Sala , Psicologo - Cernusco s/N
Gentile signora,
sono pienamente d'accordo con quanto suggerito dai colleghi in precedenza di rivolgersi ad uno specialista psicologo o psicoterapeuta dell'età evolutiva, in quanto il problema si sta protraendo da tempo e quindi il rischio è che, da un disagio passeggero, la cosa si strutturi ed entri a fare parte di un "bagaglio esperienziale" della vostra piccola più difficile poi da superare. Non aggiungo altro perchè mi trovo del tutto in linea coi colleghi che hanno scritto qui sopra.
 
Approfitto della sua lettera anche per riflettere insieme ai colleghi e anche non che entrano in contatto con questo sito o similari rispetto all'ambivalenza del servizio che viene offerto. Risulta essere infatti, a mio giudizio, una buona opportunità per chi ha un piccolo disagio che può essere risolto con una analisi superficiale e altrettanti consigli superficiali, ma rischia di diventare una illusione carica di aspettative magiche e un modo per non affrontare a fondo il problema per chi invece ha a che fare con un disagio più serio e fatica a riconoscere la necessità di una presa in carico.
 
Arianna Sala
Cernusco s/N (Mi)
 
www.ariannasala.it
ari.sala@fastwebnet.it
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Gentile signora Letizia, colgo la disperazione Sua e di Suo marito, oltre a una valutazione specialistica della bambina per valutare eventuali disturbi trattabili con opportune terapie, di regola, quando si ha un problema con gli altri, qualche consiglio non basta se il problema incide sul benessere personale e di relazione. Non è pensabile che con una comunicazione efficace non si migliorini le situazioni. Comunicazione efficace però non riguarda solo il cosa dire e cosa capisce chi ascolta, oltre a sapere cosa si vuole comunicare e cosa si vuole ottenere occorre valutare la facilità, la capacità, l'autocontrollo della persona che invia un messaggio, con coerenza e costanza nel tempo. Se non ricordo male, Lei spesso accontentava i capricci della bambina per farla smettere perche non ne poteva più. Se fosse così la bambina avrebbe imparato che la costanza premia. La difficoltà di consigliare dipende dal fatto che una persona descrive una situazione dal proprio punto di vista, mentre un interlocutore, per esempio uno psicoterapeuta, avrebbe bisogno di risposte a domande che non puo fare in un contesto come questo. Intanto in linea generale si potrebbe imparare dai bambini capricciosi che, insistendo con un loro comportamento vengono alla fine soddisfatti. Cordialmente Dr J P Coppola
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Gentile signora Letizia
mi trovo perfettamente in linea con i colleghi e le consiglio anche io di consulare uno picologo dell'età evolutiva in quanto, probabilmente, con poche sedute nei contesti adeguati, la possono aiutare ad affrontare questo suo disagio e sensazione di impotenza nei confronti di sua figlia al fine di affrontare il malessere della piccola e nello stesso tempo  al fine di migliorare il vostro rapporto.
Corialmente la saluto.
 
dott.ssa Loredana Angeletti
sito: www.psicoangeletti.altervista.org
 
Risposta di ANTONIO CECCARDI , Psicologo, Psicoterapeuta - TIVOLI
Gentile Signora Letizia,
ci sarebbe poco da aggiungere a quanto già consigliato dai colleghi che hanno risposto alle sue preoccupazioni.
Nella mia esperienza di Psicoterapeuta e Psicologo Scolastico mi sono imbattuto diverse volte in situazioni simili a quelle che lei descrive.
Può capitare, a volte, che i bambini a cui viene data ampia autonomia ed a cui vengono richieste grandi capacità di comprensione ed autogestione, possano soffrire per una sensazione di abbandono da parte dei genitori.
Mi spiego meglio: la stessa bambina che viene messa al centro delle attenzioni dei genitori e che viene considerata abbastanza grande per capire le esigenze degli "adulti", possa, poi, vivere queste varie collocazioni (nonni, zie, baby parking) come una incomprensibile contraddizione..."...per voi sono così importante ma poi  in realtà mi lasciate sempre al..parcheggio ..".
I bambini piccoli, per quanto bravi e capaci, non sono in grado di comprendere perche gli adulti "devono"  andare a lavorare.
I bambini dai tre anni in poi risolvono questa conflittualità emotiva con l'ingresso nella scuola, dove ai rapporti speciali con i genitori, si aggiungono altre dimensioni emotive: il rapporto tra pari (tanti altri bambini) e nuovi rapporti con nuovi adulti di riferimento (Insegnanti e Bidelli).
Penso che il primo passo da compiere sia quello di chiedere una Consulenza Psicologica per Voi genitori.
Solo successivamente, eventualmente, coinvolgere anche la bambina.
Con pazienza e disponibilità a mettersi in discussione, vedrà che riuscirete a trovare la soluzione giusta.
Saluti cordiali e...auguri.
Dr Antonio Ceccardi - Centro Intervento Psicologico Oikos di Tivoli.
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma mamma Letizia,
concordo pienamente con i colleghi sulla necessità di uno spazio di ascolto con un professionista dell'età evolutiva, con il quale potervi confrontare sulle vostre difficoltà e trovare le risorse per affrontare con più leggerezza questo momento delicato del rapporto con vostra figlia. Credo sia fondamentale per voi e di riflesso per la piccola, che nel suo modo di comportarsi sta segnalando, ormai da un certo tempo, una difficoltà emotiva da non trascurare. Credo sia poco utile cercare di trovare delle risposte in questo contesto, mancano tanti elementi e informazioni per avere un quadro più completo: credo che in questo momento non vi servano dei consigli su cosa dire o come fare con la bambina, ma sia più importante, prima di tutto, una comprensione più articolata della problematica e un luogo in cui depositare i vostri vissuti e, senza timori o giudizi, accogliere la possibilità di rimettersi in gioco nel rapporto con la piccola. Il benessere e l'autonomia (che non dipende dall'età, ma dall'acquisizione di una sicurezza di base nei confronti dei genitori, che permette al bambino di iniziare ad 'esplorare il mondo' da solo..) della vostra bambina dipendono dal vostro benessere e autonomia nei suoi confronti. 
Con un sincero augurio.
D.ssa Francesca Consonni
Risposta di Samanta Menichetti , Psicologo - Roma
Salve, credo che sia opportuno consultare un terapeuta dell'età evolutiva che possa aiutarla a capire cosa sta accadendo e come affrontare la situazione.
 
 
Cordialmente
Dott.ssa Samanta Menichetti
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Gent.ma mamma Letizia,
concordo pienamente con i colleghi sulla necessità di consultare un professionista dell'età evolutiva..
 
per ulteriori informazioni www.edoardoguerrieri.it
Risposta di Dott.ssa Francesca Montinaro , Psicologo - Surbo (Lecce)
Gent.le Sig.ra Letizia,
anch'io penso che sia indispensabile contattare un collega dell'età evolutiva che possa aiutarla.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Francesca Montinaro
Risposta di Itala Colaceci , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Gent.ma Sig.ra Letizia,
concordo con i colleghi che hanno già scritto. Cercherei di capire come mai la bambina non riesce a stare ferma ed ha dei comportamenti oppositivi (potrebbe essere iperattività oppure la manifestazione di un disagio che non riesce ad esprimere in altro modo). Penso che per voi sia utile chiedere aiuto a qualche esperto (terapeuta infantile o familiare) per poter analizzare e comprendere la causa del malessere della bambina e vostro.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Itala Colaceci
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Buon giorno mamma Letizia,
comprendo bene che sia stremata!
Mi pare che questa bambina vi stia mettendo alla prova, sta verificando la vostra resistenza e voi siete sul punto di crollare. Cosa, ben comprensibile.
Per avere una visione più completa, sarebbe necessario conoscere un pò di più la situazione generale, ma proviamo a vedere cosa si può cogliere da quanto descrive.
Nell'immediato mi viene da pensare che vostra figlia faccia di tutto per non essere "abbandonata", non vuole essere lasciata in ambienti diversi da quelli della propria famiglia stretta e lonatana dai suoi genitori. Mi pare che le sue monellerie siano espressione di disagio forte e rabbia, quindi di paura.
Forse questa bambina, proprio ora che sta crescendo si trova a gestire un mondo più complicato, con delle richieste più articolate per lei, compresa quella di sapersi gestire in modo autonomo, lontano dai genitori.
Anche la continua richiesta di attenzione, quando parlate con altri, sembra far suppore che ha paura di crescere e che desidera essere ancora al centro, come capita quando si è molto piccoli e totalmente dipendenti.
Insomma, crescere le fa paura e tornare indietro sembra la soluzione più facile. Forse pensa che essere piccoli e incapaci di fare certe cose, ad esempio gestirsi, procura molte più attenzioni, fare le monellerie rende visibili! Anche la sgridata infatti, può essere gratificante, se ottiene ciò che cerca.
Penso che dobbiate fare un paziente lavoro, articolato nel farle accettare gradualmente certi limiti e certe regole, da una parte, dall'altra farle assaporare i vantaggi dell'essere più grande.
Innanzitutto è importante che le parliate, che le spiegate, accompagnandola in questo processo. Ad esempio lo dovete spiegare che ci sono delle regole che deve rispettare, come aspettare il turno per parlare, se voi siete impegnati con altri comunque le volete bene lo stesso, è solo che voi siete incapaci di ascoltare più persone contemporaneamente. Naturalmente non dovete permettere a niente e a nessuno di interrompere l'ascolto della vostra bambina, quando è il suo turno, la regola vale per tutti. Al momento in cui vi interromperà nuovamente, pazientemente dovete rimandarle che deve aspettare un momento ed evitare di darle attenzione, qualsiasi cosa faccia. Dovete far perdere potere alle strategie da "monella", se non funzionano più per attirare l'attenzione, cadranno.
Nello stesso tempo gratificatela in modo diverso quando si comporta bene e quando siete con lei, fate delle cose che generalmente non fate. Potete ad esempio giocare con lei, comunicandole alcune cose attraverso il gioco, rivolgendovi ad esempio alle sue bambole o orsacchiotti per dirle o farle capire alcune cose.
Infine, come dicevo dovete farle vivere i vantaggi dell'essere più grande, anche sulle piccole cose, come stare più alzata, fare cose che prima non poteva o non riusciva a fare, mangiare cose che prima non mangiava, ecc.
Non sarà nè facile, nè veloce, dovete riproporre pazientemente queste strategie più volte. Per la piccola non è semplice, accettare questa crescita, come già detto ci sono delle paure.
Siate teneri e in alcune circostanze permettetele la regressione, come nel momento dell'addormentamento.
Soprattutto, non cadete nell'errore di pensare che sta facendo di tutto per farvi star male, in realtà è lei che sta male e non sa chiedere aiuto in altro modo.
Cara Letizia,
non è per nulla facile fare i genitori, non si scoraggi e persista!
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