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ripartizione spese acqua condominio (Amministratore condominio)
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Buongiorno. Il quesito che vorrei porre è il seguente. Io vivo in un condominio in Roma composto di 32 appartamenti praticamente identici (fondamentalmente stessi mq e e stessi millesimi). Il contratto stipulato con l'ACEA, ovvero la società che ci fornisce l'acqua, prevede un consumo minimo per appartamento di 46 mc all'anno e ci addebita il rispettivo importo a prescindere dall'effettivo consumo, ovviamente le eccedenze vanno pagate a parte. La nostra Amministratrice ha ripartito l'intero ammontare solo su chi ha consumato (chi non ha comunicato la lettura si è visto abbeditare un forfait di 50 mc pari a € 248,00), tuttavia essendo il nostro condominio di nuova costituzione ed abitandolo grosso modo solo da maggio dello scorso anno, diversi appartamenti hanno dichiarato zero mc o al massimo una ventina, con la conseguenza che i miei 100 mc mi stanno costando ben 510,00 euro, overo € 5,10 al mc e quindi ben al di fuori del prezzo di mercato dell'acqua. So che il calcolo non fa una piega, ma mi sembra che in questo modo il riparto dell'acqua sia a dir poco iniquo sopratutto se consideriamo che se ciascuno di noi avesse il proprio contatore e non un cotatore a defalco, quel minimo fatturabile lo pagherebbe anche a fronte di zero consumi. Grazie. Antonella
Domanda pubblicata da Antonella il 24/02/2010
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
Purtroppo anche 5888 mc sono fissi, che li consumiamo, oppure no. E in quanto quota fissa va ripartita tra tutti. Il contatore a defalco interviene per quantificare le eccedenze individuali, pronta a pagarle € 1,29 compresi i balzelli vari. Così come se fosse abitazione indipendente, isolata.
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Risposte
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Risposta di
Studiocasa
, Amministratore condominio - Mezzolombardo (TN)
Secondo noi, l'amministratrice deve comunque far pagare il minimo previsto dall'azienda anche a chi non consuma, perchè sussiste appunto l'obbligo in tal senso per tutti. Non capiamo perchè non fa pagare nulla Può comunque agire per ottenere il contatore singolo.
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Concordo con studio casa, le spese devono comunque essere ripartite tra tutti i condomini, nel caso in cui alcuni appartamenti non fossero ancora abbitati, dovrebbero addebitarsi alla parte che ne detiene la proprieta, in qaunto proprietario dei millesimi ( potrebbe essere ancora la società costruttrice ). In merito a questa situazione per il riparto delle spese le casistiche possono essere molte, come delle percentuali di spesa da addebitarsi al costrutture se parte venditrice prima della vendita o chi per lui, e una percentuale al condomino subentrato. Sostanzialmente dovrebbe farsi un po di chiarezza sulla situazione con l'amministratore.
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I 46 mc minimi fatturati debbono essere pagati anche da eventuali appartamenti vuoti Le spese di gestione dell'autoclave, come manutenzione; riparazioni etc, debbono anch'essi pagati da tutti gli appartamenti per millesimi di proprietà
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Risposta di
Studiocasa
, Amministratore condominio - Mezzolombardo (TN)
Se l'assemblea vota il consuntivo bisognerebbe fare opposizione entro 30 gg., ma è una causa difficile e per pochi soldi, ma comunque sarebbe da chiarire una volta per sempre. Per il futuro si può ancora decidere diversamente, ma noi consigliamo di agire per l'installazione del contatore personale, più facile e più giusta per sempre.
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Risposta di
Studiocasa
, Amministratore condominio - Mezzolombardo (TN)
Una volta approvato il consuntivo è intoccabile (a meno di violazioni di legge di altro tipo) da parte dell'assemblea. Se l'assemblea non approva tale suddivisione sparisce il problema in quanto non è obbligatorio pagare le spese condominiali (non solo quelle dell'acqua). A quel punto l'assemblea deve decidere il modo diverso altrimenti il condominio diventa ingovernabile e l'amministratore a quel punto è meglio che si dimetta.
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Ha ragione, il sistema di ripartizione è iniquo, ma per come è stato strutturato, è, purtroppo, inevitabile, così come il pagamento di quella somma di 500 euro e oltre. Se l'assemblea ha deliberato ormai la frittata è fatta: unica soluzione, il contatore singolo. Cordiali saluti
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Risposta di
studio di architettura Mazzocchi Arch. Giulio
, Amministratore condominio, Architetto, Attività creative-oggettistica, Consulente pubblicitario, Edilizia-Ristrutturazioni, Fotografo, Geometra, Lezioni private, Vetrinista-Addobbatore - Brescia
concordo con i precedenti pareri, se il riparto è stato approvato resta poco da fare, per la prossima annualità potete chiedere all'assemblea di approvare una quota fissa che venga addebitata a prescindere dai consumi e una quota in base agli effettivi consumi.
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Risposta di
ALLOSIA ENRICO
, Amministratore condominio - 12058 S.STEFANO BELBO
Concordo con lo studio Mazzocchi. Cordialmente Enrico Allosia
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Risposta di
STUDIO NOTARO
, Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo, Consulente aziendale, Consulente del lavoro - BESANA IN BRIANZA
Buon giorno, mi auguro che l'assemblea non abbia approvato nulla. Detto questo è evidente che vi sono degli errori amministrativi e per questo volevo dare alcuni consigli: 1) l'amministratore non ha tenuto in considerazione che gli immobili, anche se vuoti, appartengano a qualcuno e conseguentemente avrebbe dovuto imputare a quel o quei soggetti la quota minima per appartamento; 2) ripartirei poi come ovvio le spese eccedenti chiaramente non per millesimi, ma per n. di persone presenti nell'appartamento perché ovviamente oggettivamente 4 persone consumano più acqua di una sola; 3) è vero che se è stato approvato qualcosa e tornare indietro risulta pratica un pò complessa, ma è anche vero che i condomini non conoscono come si amministra un condominio, possono informarsi e possono chiedere che successivamente venga imputato quanto a loro ingiustamente addebitato a chi di dovere facendo il conguaglio con il prossimo consuntivo. Questa richiesta di correzione è bene che venga fatta per iscritto. 4) dovete prima però chiamare in assemblea l'amministratore e modificare il metodo di riparto delle spese in questione. 5) in questo modo si risparmia per il momento su eventuali costi di installazione di contatori personali che sono il vero e unico modo di riparto oggettivamente equo. Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti porgo distinti saluti
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La scelta della vostra amministratrice di rivedere il riparto con l'approvazione dell'assemblea mi sembra la piu giusta e sensata. Concordando con lo studio Notaro, nel nuovo riparto i punti focali da tenere in considerazione sono: 1) L'attribuzione della quota di spesa al soggetto/i proprietario/i degli eventuali appartamenti vuoti (generalmente la ditta costruttrice). 2) Per i consumi eccedenti una ripartizione non per millesimi, ma per nucleo abitativo sulla base del numero dei componenti; al limite una ripartizione in parti uguali tra le varie unita abitative. 3) Ribadisco come gia detto prima dagli altri colleghi, che il contatore personale è il mezzo migliore per la giusta attribuzione dei consumi. Per le tre argomentazioni cui si domandava una risposta potrei dire: a) Nel caso di una casa indipendente non abitata, dovrebbe avere il suo contatore, e chiaramente i consumi saranno al minimo stabilito dal proprio contratto con l'ACEA. b) Pagherebbe il proprietario dell'intero stabile, il costruttore, la coperativa, o chi altro abbia la proprieta. c) Il proprietario del singolo appartamento pagherebbe la sua quota, mentre il resto rientrerebbe nel caso che ho specificato al punto b). Cordiali Saluti.
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Buon giorno, ritengo corretto che le spese fisse (quota fissa venga ripartita a millesimi i consumi a lettura contatori Ma avete verificato che non vi siano stati addebitati consumi imputabili al costruttore ?? saluti
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Anzitutto l'amministratore dovrebbe considerare la quota minima per appartamento deve essere addebbitata ad ogni singola unità immobiliare (anche quelle vuote; se di proprietà dell'impresa costruttrice, andranno pagate dal costruttore). La quota rimanente, dovrebbe essere ripartita, a mio avviso, non secondo i millesimi, ma secondo il numero di persone che effettivamente occupano i singoli appartamenti. Si potrebbe richiedere la convocazione di un'assemblea con all'ordine del giorno "metodo di ripartizione dei consumi dell'acqua" e concordare quindi con l'amministratore queste procedure. Cordialmente Dott.ssa Coppola Nunzia
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