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mamma stanca e delusa (Psicologo)
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ho una bimba di 5 anni...molto ntelligente, intraprendente ma un pò esuberante e le piace tanto mettersi in mostra e al centro dell'attenzione...bene o male con noi genitori si contiene anche se con tanta fatica da parte nostra ma il problema che per ora ci affligge tanto è il fatto che non appena qualcuno (parente o amico) viene a trovarci lei si comporta a briglie sciolte...si mette al centro delle conversazioni e ripresa risponde in malo modo, sfida al punto tale che temiamo quando qualcuno ci viene a trovare....e in più entrambi lavoriamo e abbiamo poche possibilità di lasciarla con i nonni ma quelle rare volte lei si scatena e fa cose che con noi genitori non si sogna neanche di fare tipo lasciare la mano durante l'attraversamento della strada o disubbidire a qualsiasi cosa con conseguente stanchezza da parte di chi la tiene o addirittura un'eccessiva preoccupazione e dispiacere sempre da parte loro a tutti i capricci o comportamenti pericolosi che assume...come mamma che le si dedica con anima e corpo senza neanche viziarla e parlandole tantissimo commentando tutte le cose sbagliate e giuste mi sento tanto delusa...mi chiedo il perchè di tale comportamento e non trovo risosta e mi dispiace tanto anche per chi viene a trovarmi e va via con il mal di testa per la sua rumorosità, capricci, rispostacce e per chi deve tenerla e non sa gestirla....oggi al ritorno dal mio lavoro avendo saputo che aveva fatto impazzire mia madre che l'aveva dovuta rincorrere per strada perchè scappava e avendola trovata sconvolta per la paura che le aveva provocato essendo anche una persona anziana dai riflessi ormai non proprio pronti, l'ho punita dicendole e poi facendolo che non andrà più dalla nonna quando lavoro ma che la lascerò presso qualche struttura di baby parking.....le si è disperata a me dispiace tanto e poi mi costerà anche ma deve capire che questo atteggiamento ha messo in pericolo prima se sessa e poi la nonna.....faccio male? aiuto datemi dei consigli...
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 20/02/2010
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Risposte
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Gent.ma sig.ra, comunicare e cercare di spiegare a sua figlia motivazioni e conseguenze di per sè va benissimo. Il problema è che l'età della bambina non consente sempre un dialogo bidirezionale, ciò perchè sua figlia non conosce ancora le sfumature e probabilmente alcuni concetti astratti le risultano di difficile comprensione. E' molto importante, al contrario, soprattutto per situazioni di potenziale pericolo, stabilire delle regole certe e ferree e dirle di no in maniera categorica. Le punizioni devono conseguire alla contravvenzione delle regole, altrimenti la bambina non capirà mai la differenza tra ciò che è giusto fare e ciò che non lo è. Inoltre, dovrebbero essere punizioni comprensibili, concrete. In questo momento, le spiegazioni e le concettualizzazioni, pur importanti, non sono utili ai fini dell'educazione della piccola. Se, ad esempio, la bambina si intromette in una conversazione, è giusto rimproverarla, ma è ancora più giusto punirla (ovviamente in modo proporzionato al comportamento) togliendole ciò che in questo momento privilegia, che sia il cartone animato o una bambola. Dirle che sarà portata in un baby parking può far vivere in modo distorto questa esperienza e, ci pensi, qualora il baby parking le piaccia, potrebbe addirittura diventare un premio piuttosto che una punizione. La piccola deve capire che ad ogni azione corrisponde una conseguenza per sè e per gli altri, ma certe conseguenze negative non possono essere dimostrate e allora vanno sostituite con una conseguenza praticabile e facilmente comprensibile, accompagnata da una spiegazione. Chiudo con un consiglio: l'esuberanza della bambina non è necessariamente negativa, anzi può essere un tratto caratterizzante e con ricadute positive, soprattutto in futuro; quello che a mio parere dovrebbe essere fatto è canalizzare la sua esuberanza e il suo voler essere al centro dell'attenzione, in attività costruttive, come la danza, la musica e simili, in cui possa esprimere la propria personalità (che mi pare di capire sia già molto forte), senza problemi per sè e per chi la circonda. Credo di essermi dilungata troppo, ma spero che ciò che ho scritto possa servirle. Psicologa Nadia Saponara
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Allora Signoa, direi che ci sono almeno due livelli su cui la vorrei portare. Il primo è che l'interazione sociale è importantissima per i bambini, proprio per imparare a conoscere i propri confini e quelli altrui e trovare il proprio modo di rispetarli (e di farsi rispettare). Attraverso il gioco le regole possono venire interiorizzate in maniera eficcace e non troppo "dura". L'altro livello che secondo me può essere interessante è come lei e suo marito state in questa situazione. Mi spiego. Cercate la forza l'uno nell'altra e mandate un messaggio univoco a vostra figlia, non è facile, ma possibile se vi sostenete a vicenda. Credo che tutti desideriamo che i nostri figli siano beneducati e adeguati, ma forse così non vediamo le persone che sono, provi anche a incuriosirsi verso sua figlia, fermo restando i confini che lei e suo marito per ruolo potete e dovete dargli (dei confini). In bocca al lupo Paolo Molino www.paolomolino.com
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Cara signora già scrivere ed essere anonima da un significato relazionale non del tutto chiaro, quindi colui che ripone una domanda ed esige una risposta firmandosi dimostra la sua più completa capacità ad affrontare qualsiasi problema psicologico posto. Dal racconto si può intravedere delle difficoltà relazionali che esistono all'interno del gruppo e tutto ciò che la bambina fà è una richiesta mascherata di considerazione e di attenzione questo può giustificare la sua iperattività. Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo e non lo si impara dai libri ma solo quotidianamente attraverso l'esperienze fatte. Comunque io consiglio se vuole risolvere il problema di consultare uno psicologo psicoterapeuta dell'età evolutiva e vedrà che saprà darle ottimi consigli, e perchè no un terapeuta familiare. Auguri
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Cara Signora, dalle sue parole emerge dispiacere "mi dispiace per chi viene a trovarmi" "mi dipiace per chi deve tenerla e non sa gestirla" "lei si è disperata e mi dispiace tanto" e delusione "come mamma che le si dedica con anima e corpo senza neanche viziarla e parlandole tantissimo commentando tutte le cose sbagliate e giuste mi sento tanto delusa". Si chiede il perchè di tale comportamento non trovando una risposta: dargli un senso può essere il primo punto di partenza. Potrebbe essere utile cercare di vedere il mondo dal punto di vista della bambina: i miei genitori lavorano e non stanno con me, quando arriva qualcuno non stanno con me, quando vado dai nonni non stanno con me... vorrei stare con la mamma e il papà. Naturalmente questa è solo un'ipotesi da verificare inquadrando meglio situazione, contesto e personalità. E' bene avere in mente che il capriccio è uno dei modi che i bambini hanno per comunicare. Il difficile ruolo del genitore è accogliere e comprendere il messaggio sottostante al fine, ad esempio, di rassicurarli, e porre regole coerenti e ferme per dare i limiti di cui i bambini hanno bisogno per crescere. Cari saluti, Dott.ssa Annalisa De Filippo Psicologa www.centropianetapsicologia.com
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Cara Signora, è comprensibile il suo disagio, la sua disperazione, è comprensibile il suo bisogno di lavorare, ansi, è fortunata che ha un lavoro, al giorno d'oggi, è comprensibile che sua mamma non sia in condizione di gestire una bambina disubbidiente, è comprensibile che lei abbia pensato di portarla a un asilo, che costa, ma ha tanta responsabilità . Mi sembra però che al posto della bambina non si ponga nessuno, quindi a nessuno puo essere comprensibile il suo bisogno di concigliare la istintiava curiosità di conoscere i propri limiti, l'istintiva autonomia, l'istintiva dipendenza da persone di riferimento, che la confortino quando lei ha bisogno, che la guidino, che le parlino ad un livello di comprensione emotivo, perche a quell'età non si puo parlare di ragionamento, che risponda al suo bisogno di coccole, di sentirsi al centro dell'attenzione, come tutti i bambini, specie se figli unici, interagendo in diversi ambienti: con coetanei, con adulti. . l'AAnno prossimo andrà a scuola, e se non impara presto a socializzare, i problemi aumenteranno. Perche ci sono già, Lei si chiede. Giusta domanda: basta fare la somma di tutto e salta fuori che alla bambina manca la costante figura di riferimento, che l'aiuti ad assimilare le regole, che cambiano mano a mano che lei cresce, che la premino quando lo merita in base a condivisibili valori, non per tenerla buona o per senso di colpa che spesso inconsciamente vivono alcuni genitori. La guida migliore per cambiare prospettiva ed essere efficienti nell'educazione di un bambino è quella di mettersi al loro posto, di ricordare come vivevamo noi quell'età e di confrontare che sentimenti di confronto sorgono. Condivido quello che i mei colleghi dicono, volevo darLe un altro parere. Molti auguri Dr J P Coppola
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Cara Signora, io invece sarei d'accordo nel mandarla ad un baby parking..potrebbe cmq essere un modo per sfogarsi, apprendere ulteriori regole ed entrare in contatto con altri coetanei, magari- come lei dice i suoi gentiori sono anziani- si annoia con i nonni oppure con l'età e la stanchezza che aumenta è più difficile badare a dei bambini, a maggior ragione così estroversa come la sua. Concordo con i colleghi nel punirla facedole capire che ci sono comportamenti pericolosi per lei stessa e per gli altri...e nel porre delle regole decise e coerenti anche tra i genitori...lei dice che appena l'ha rimproverata pensando al baby parking si è disperata...e va bene è normale questo ma lei non si deve fare intenerire davanti ad un capriccio, è lei la guida e l'adulto ed è lei, insieme a suo marito, che decidono per il benessere di sua figlia. Poi mi chiedevo ma con i cotetanei e a scuola com'è è sempre così essuberante o si comporta meglio..per capire se è un discorso caratteriale o se si comporta "male" con determinate persone (per es. con i nonni). Più che una terapia di coppia io sarei più propensa a consigliarle uno psicologo infantile, a volte si tratta solotanto di una fase che attraversano i bambini e che destruttura temporaneamente l'organizazione familiare, qualche consiglio in più può aiutarla a trovare il giusto equilibrio.
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Gentile signora, lei fa molto bene a dare le spiegazioni dei comportamenti "sbagliati" di sua figlia ma rispetto alle punizioni é più costruttivo ed efficace concordarle prima con la bambina piuttosto che a fatto compiuto. Per esempio "se farai arrabbiare la nonna non vedrai i cartoni per unasettimana"; ovviamente togliendo cose prferite di sua fglia e tenendo conto che la frustrazione deve essere proporzionata all'età, la bambna cioé deve essere in grado di contenerla. La cosa fondamentale affinchè ci sia con il tempo un cambiamento comportamentale della bambina é che i genitori non devo c cedere, devono assolutamente mantenere quello che hanno detto e non si devono lasciare intenerire. Discorso opposto premiare invece i comportamenti corretti, anche attraverso il gioco, 10 punti per ogni comportamento corretto, A 50 0 100 punti ci sarà un regalino. Cordialmente la saluto. dott.ssa Loredana Angeletti sto: www.psicoangeletti.altervista.org
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Gentile Sig.ra, difficile è essere genitori. Soo psicologa ed anche mamma di una bambina e quindi mi sento di comprendere le sue motivazioni e le sue incertezze nel comportarsi con sua figlia. Certo è che....da un punto di vista professionale mi sento di indicare di riferirsi ad uno psicologo o un centro di psicologia (che ha prezzi calmierati) al fine di valutare lo stile di attaccamento che voi genitori avete instaurato con vostra figlia. E' bene tener presente che i bambiini, in quanto esseri umani, osservano se stessi e gli altri e cercano, a seconda dell'accessibilità dell'ambiente in cui vivono, di trovare delle propie strategie comportamentali efficaci ed adeguate al contesto. I suoi comportamenti sicuramente NON sintonici con l'età e con le situazioni denotano una incrinatura da valutare e soprattutto correggere. Cordialmente auguro una pronta risoluzione Silvia La Chiusa www.centrostudiopsicologia.it
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Buongiorno Signora, è molto probabile che la bimba non stia dentro alle vostre regole semplicemente perchè le sue sono state maltrattate. Il bambino ha sette vite, riesce ad adattarsi quasi a tutto, ma non otto! Probabilmente occorre rivedere il vostro punto di vista sull'idea che avete di educare un bambino, e ciò significa fare un lavoro. E' sicuramente più semplice e rassicurante pensare che sia la bimba da correggere! Buoni pensieri www.psicologo-gramaglia-torino.net
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Gent.ma mamma, concordo con alcuni colleghi sulla importanza di 'regolamentare' i comportamenti di sua figlia motivando tutto quello che fate, decidete e dite a lei (punizioni comprese), in modo che possa comprendere quello che succede ed avere un rispecchiamento adulto della realtà. Le regole e le punizioni servono ai bambini per costruirsi quel confine che è indispensabile per la costruzione della propria persona ed identità. Ricordatevi sempre che i bambini ne hanno bisogno: mi sembra di leggere nella sua richiesta che sua figlia vi stia chiedendo proprio questo, il suo comportamento di 'sfida' e ricerca costante di attenzione (anche in modi pericolosi) ne è la chiara manifestazione. Ritengo utile a questo fine la coerenza di messaggio che lei e suo marito potete trasmettere a vostra figlia: in questo modo evitate che la piccola viva il dubbio o la confusione rispetto a ciò che può o non può fare. Se per caso volesse approfondire con una lettura, le consiglio 'I no che aiutano a crescere' (Phillips Asha). Sinceri auguri. Francesca Consonni
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Gent.le Sig.ra, è molto importante dare delle regole a sua figlia, ma è ugualmente importante che ci sia una coerenza di comunicazione tra le figure di accudimento e quindi tra lei, suo marito e i nonni al fine, come esplicitato dai colleghi, di evitare confusione. Cordiali saluti Dott.ssa Francesca Montinaro
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Buongiorno sig.ra, nelle sue righe colgo un pò di stanchezza, nonostante tutto l'impegno per crescere bene un bambino, quest'ultimo richiede continuamente attenzioni nelle modalità meno adeguate al contesto sociale. E' come se, con l'introduzione di una figura esterna nel vostro rapporto familiare, sentisse l'impossibilità di avere tutte quelle attenzioni che riceve dalla mamma e dal papà solitamente. Ha proprio bisogno di mettere alla prova l'adulto per capire i suoi limiti e confini. Probabilmente necessita di sperimentarsi anche in un ambiente tra pari, dove i no si affrontano inevitabilmente. Cordiali saluti Dott.ssa Dominici Noemi
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Gent.le Signora, le sofferenze legate alla crescita dei figli sono attanaglianti, perchè spesso ci mettono di fronte alle nostre insicurezze. Tuttavia questo non deve scoraggiare lei e suo marito a cercare un rapporto più sereno con vostra figlia. Parlare e cercare di far capire cosa è giusto e cosa è sbagliato è corretto. Si ricordi,però, che Lei è la madre e non si deve sentire in colpa per quei no che fanno crescere. Cordiali saluti Dr Edoardo Guerrieri www.edoardoguerrieri.it
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Cara mamma, quello che lei fa con sua figlia, i comportamenti che adotta sono sicuramente giusti. Anche punirla, per farle capire che quello che fa non può essere sopportato da chi le vuole bene, è positivo. Una cosa importante, però, bisogna tener presente e cioè cosa sua figlia le vuole dire, cosa le vuole comunicare attraverso il suo comportamento. é una bambina piccola per cui non sa spiegare quello che le manca o la infastidisce dal punto di vista affettivo, anche perchè molto probabilmente neanche lei se ne rende conto. I bambini iperattivi e molto disubbidienti cercano di attirare l'attenzione dei propri genitori. attraverso il loro comportamento fanno si che l'attenzione del genitore ricada su di lei. molto probabilmente sua figlia le sta chiedendo vicinanza e tempo. provi ad "ascoltare" le sue richieste, le dedichi del tempo in maniera esclusiva e cioè dedicandosi solo a lei, magari per un pomeriggio, giochi con lei, la porti al parco... La sua bimba deve capire che la sua mamma c'è non solo fisicamente ma che le dedica le sue attenzioni. Molto spesso noi mamme impegnate tra lavoro e famiglia perdiamo di vista quello che fa bene ai nostri figli, a loro a volte non serve portarli chissà dove ma "stare" con loro, far sentire che ci siamo. In tal modo sua figlia non avrà più bisogno di mettersi al centro dell'attenzione per farsi vedere, non le servirà più attirare il vostro interesse attraverso comportamenti estremi. Provi a dedicarle del tempo e vedrà che, in funzione del suo cambiamento, si modificherà anche il comportamento di sua figlia. Spero che presto possa modificare la sua delusione in soddisfazione. Resto a disposizione per qualsiasi informazione. Un caro saluto. Dott.ssa Anna Maria Casale Psicologa-Psicoterapeuta Via V. Veneto Roma www.annamariacasale.it
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