|
La voglio rassicurare, il riparto utilizzato è corretto e legale, infatti vanno ripartiti per i consumi tutte le voci in fattura, iva tasse, canone di depurazione ecc
|
|
|
Mi sembra che sia il metodo più semplice e meno oneroso, anche se non il più corretto in assoluto, e che credo abbia il vantaggio di creare meno problemi (discussioni) per quanto riguarda i calcoli. Io utilizzo questo metodo dividendo però in parti uguali quelle che sono le spese fisse. Saluti Gaetano
|
|
|
Risposta di
STUDIO NOTARO
, Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo, Consulente aziendale, Consulente del lavoro - BESANA IN BRIANZA
probabilmente è il miglior metodo al fine di evitare qualsiasi discussione
|
|
|
La ripartizione delle spese viene regolamentata in via generale, dall'art. 1123 del Codice Civile che, al comma secondo, parla di cose destinate a servire i condomini in misura diversa; le relative spese per l'uso sono ripartite infatti in proporzione all'uso che ciascun condomino può fare del bene comune: si tratta normalmente di servizi la cui spesa per consumo è agevolmente quantificabile, come appunto il consumo dell'acqua. Stante ferma la disposizione di cui al secondo comma dell'art. 1123 Cod. Civ., è quindi importante che la ripartizione sia proporzionale all'uso; non vengono dettati criteri di ripartizione specifici. Nel caso in specie mi pare di capire che venga comunque rispettata una certa proporzione relativa all'uso che ogni singolo condomino fa del servizio comune e non ritengo pertanto di poter dire che il criterio adottato dall'amministratore sia errato. E' da rilevare tuttavia che un criterio di ripartizione della spesa in argomento andrebbe comunque concordato con l'assemblea dei condomini che potrebbe anche decidere di adottare un sistema di ripartizione convenzionale diverso. Sicuramente il criterio più giusto sarebbe quello di risalire al costo preciso di ogni metro cubo d'acqua erogato e, grazie all'utilizzo dei singoli contatori, addebitare il giusto importo ad ogni condomino; in mancanza e/o nell'impossibilità di quantificare il costo unitario di ogni metro cubo d'acqua erogato, il criterio adottato dall'amministratore in carica, a parere mio, è quello che maggiormente porta ad un risultato più verosimile ledendo quindi i diritti di alcuno e consentendo una ripartizione comunque equa, anche in base ai criteri di proporzione dettati dal secondo comma dell'art. 1123 Cod. Civ.
|
|
|
Risposta di
studio di architettura Mazzocchi Arch. Giulio
, Amministratore condominio, Architetto, Attività creative-oggettistica, Consulente pubblicitario, Edilizia-Ristrutturazioni, Fotografo, Geometra, Lezioni private, Vetrinista-Addobbatore - Brescia
il sistema utilizzato è corretto ed è quello maggirmente applicato, avendo i contatori di sottolettura si potrebbe applicare il metodo di calcolo utilizzato dall'ente che provvede alla distribuzione dell'acqua, ma l'applicazione di tale calcolo prevede l'uso di uno specifico programma di calcolo che prevede il conteggio di qote fisse, minimi garantiti, esuberi, ...., tale calcolo, oltre ad esere notevolmente complesso e non verificabile dai singoli condomini, perte dal consumo e non dal costo finale, pertanto applicare tale calcolo ai singoli consumi non si otterrà mai l'importo complessivo uguale all'importo della fattura emessa dal gestore. in poche parole il sistema di ripartizione adottato è corretto equo e trasparente
|
|
|
Risposta di
Geom. Perozzo Gianni
, Amministratore condominio, Architetto, Edilizia-Ristrutturazioni, Geometra, Ingegnere-Servizi ingegneria - Vedelago (Treviso)
Il metodo adottato è il più corretto ed il più semplice, semprechè non vi siano altre disposioni nel regolamento condominiale...
|
|
|
Risposta di
Studiocasa
, Amministratore condominio - Mezzolombardo (TN)
L'amministratore prende l'importo totale (comprese quindi tutte le spese) della bolletta e lo divide per i mc. che risultano sempre nella fattura e li moltiplica per i mc consumati dal singolo. Questa è la procedura più semplice e meno contestabile. Non vale la pena ricorrere per importi così bassi per il motivo che non vengono riconosciute fasce differenziate di consumo.
|
|
|
Risposta di
Studio Raccuglia
, Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo - Roma
Buon metodo. Eviterei l'appalto ad imprese private; sarebbe soltanto una maggiore spesa. Saluti
|
|
|
Risposta di
ALLOSIA ENRICO
, Amministratore condominio - 12058 S.STEFANO BELBO
Il sistema di ripartizione adottato è corretto equo e trasparente anche se io addebiterei le quote fisse in parti uguali. Cordilità Enrico Allosia
|
|
|
Concordo con la dott Coppola
|
|