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Devo assecondare la lentezza del mio bimbo? (Psicologo)
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Salve, volevo chiedervi un consiglio. Ho un bimbo di 5 anni che, pur essendo molto intelligente, esegue con estrema lentezza molte azioni della vita quotidiana (mangiare, scendere le scale, ...). Cerco molto di stimolarlo ad essere più "veloce" e spesso gli rimprovero questo "essere lumaca", anche se a volte me ne pento perché scoppia a piangere. Come devo comportarmi? Devo assecondarlo?
Grazie
Domanda pubblicata da Francesca il 08/06/2009
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Risposte
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Cara mamma, hai già verificato che il rimprovero fa soffrire il bambino: sicuramente la sua lentezza non è volontaria nè provocatoria. Sarebbe importante capire come mai ha bisogno di svolgere determinate azioni lentamente: forse è per insicurezza, forse per cercare di svolgere al meglio ciò che sta facendo, oppure è solo lento. Infatti, ogni bambino ha i suoi tempi e le sue caratteristiche che vanno accettate: esse lo porteranno a scegliere di svolgere determinate attività per le quali è maggiormente portato e che gli permettono di raggiungere una certa soddisfazione. Mi sembra importante gratificarlo ogni volta che ti accorgi che spontaneamente ha svolgo un'attività con maggiore celerità, sottolineando l'impegno che ci ha messo: questo aiuterebbe ad aumentare la propria sicurezza e lo motiverebbe a provarci di nuovo. Sperando di averti dato degli spunti su cui riflette, magari insieme al papà della piccola tartaruga, ti mando un saluto. Monica Oriani
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Gentile Signora, è di grande conforto per suo figlio avere una mamma premurosa che le stà vicino e lo stimola al meglio. Fa bene a rimproverarlo quando trasgredisce le regole che Lei gli insegna regole, l'educazione si porta avente col " bastone e la carota". Dalla situazione che Lei descrive non mi sembre ci siano le premesse per rimproveri in quanto non c'è ne volontarietà ne disattenzione. Mi permetto suggerirLe la visita di un neurologo, un medico specialista nel funzionamento dei nervi che stanno in rapporto coi i muscoli, quindi è il professionista prioritario da consultare.Se non trovasse qualcosa di organico, allora viva tranquilla e paziente, non ci sono tempi determinati per ogni fase di crescita infantile, ma solo dati statistici,il che vuol dire che ogni bambino ha i suoi tempi di apprendimento, di esecuzione, di forza fisica, di agilità, ecc. Spero esserLe stata utile. Mi farebbe piacere conoscere il referto del neurologo, se lo porta, mi scriva pure. Cordialmente Dr J P Coppola- medico chirugo, psicoterapeuta, esperta in psicotraumatologia.
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il bambino ha i suoi tempi, il fatto che lei lo trovi lento (e che le persone che la circondano concordino con lei) non significa che il problema sia del bambino. quasi tutti noi soffriamo di ansia e questa cosa accellera a volte inutilmente i nostri ritmi. si corre anche quando non si deve andare da nessuna parte, ci viene così naturale che ci sembra assurdo che qualcuno abbia ritmi diversi. la domanda che dovrebbe farsi è: perchè vorrebbe suo figlio più veloce? probabilmente perchè così può starle dietro ma in realtà è lei che deve stare dietro a suo figlio. magari le insegnerà l'arte della lentezza. in bocca al lupo
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09/06/09 1.27 concordo con i colleghi ... il bambino ha i suoi tempi e lui segue i suoi ritmi, cosa che noi adulti abbiamo completamente perso di vista, il nostro orologio biologico andrebbe ricontrollato, la nostra società ci ha costretti ad avere dei tempi poco adeguati ad un bambino di 5 anni, per noi è normale ingurgitare un panino e dire di aver pranzato, non avere mai tempo per fare qualcosa con calma, correre tutto il giorno per cercare di far incastrare tutti i tasselli della nostra giornata super organizzata. qualcuno ha "inventato" la giornata della lentezza e questo la dice lunga in proposito, aver sentito il bisogno di esasperare qualcosa è solo perchè si è arrivati ad un punto di non ritorno, per cambiare rotta serve un eccesso al contrario e questo dovrebbe farci riflettere tutti, quindi cara mamma del bimbo "lento" provi lei ad andare incontro al suo bambino ... spesso loro hanno da insegnare a noi!! auguri (www.vivereconlentezza.it)
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Buongiorno Signora, mi sembra che i colleghi abbiano già detto quanto poteva esserle d'aiuto e rispondere al suo interrogativo. La invito a tenere di conto un'altra piccola cosa nel mestiere difficile che è fare il genitore, non dia mai giudizi, frasi che vanno sulle qualità dell'essere di suo figlio (e di qualunque altra persona potremmo dire), la frasi che iniziano con "sei..." per capirci. Per il resto segua il suo istinto ed il suo sentire, che sono quelli che l'hanno poi portata a scrivere qua in cerca di una consulenza. Buona giornata e buona vita www.paolomolino.com
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Salve, credo che sarebbe importante capire come mai a lei da fastidio che sua figlia vada piano, magari lei è abituata a correre per mancanza di tempo, ma questo concetti i bambini non lo conoscono, loro si muovono in funzione dei loro bisogni e ovviamente dei loro tempi e spazi. La mia non è una provocazione, ma una riflessione che la invito a fare, dal momento che a volte pretendiamo dai figli ciò che pretendiamo da noi stessi. La saluto e la auguro una buona giornata www.samantamenichetti.it
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Salve Francesca, non parlerei di "assecondare" ma di "regolare" il comportamento tra madre (o padre) e bambino. Provi attraverso il gioco insieme al suo bambino, ad andare un poco più lenta ed inviti lui, sempre attraverso il gioco ad un andatura poco più veloce. O forse non ha il "tempo" per giocare? Oltre a questo confermo idee e riflessioni scritte da tutti i colleghi. Cordiali saluti
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Cara Francesca, capisco bene la sua preoccupazione! E' veramente difficile fare i genitori! Inoltre, la mancanza di consapevolezza e di esplicitazione da parte dei bambini, ci rende sempre ansioni. Non si sa mai, cosa realmente gli stia succedendo. Allora, prima di decidere una strategia è bene osservare e capire. Lei dice che il bambino è intelligente, ma è lento in varie attività. Quindi dobbiamo capire di che natura sia, questa difficoltà. Potrebbe essere una difficoltà motoria o neuromotoria, potrebbe essere una difficoltà emotiva, potrebbe anche essere un modo di affrontare il mondo, potrebbe essere la risposta ad una data situazione, potrebbe essere un messaggio che sta mandando. Un primo tipo di diagnosi la può fare direttamente lei attraverso l'osservazione e l'identificazione. L'osservazione le permetterà di comprendere se la difficoltà motoria è una costante in tutte le azioni e in ogni circostanza o se si circoscrive a determinati movimenti e situazioni. Questo le dà già una misura (seppur approssimativa) della componente neurologica. Per comprendere meglio la componente emotiva, può provare ad identificarsi con lui, ripercorrendo anche la sua infanzia e richiamando la sua piccola Francesca. Com'era da bambina? Come si muoveva e cosa le dicevano i suoi genitori? Come viveva le loro parole? E suo figlio in cosa l'assomiglia? Suo figlio è lento perchè ha paura, perchè è nel mondo delle favole, perchè riflette su ciò che sta facendo o cos'altro? Attraverso questa sua identificazione può cominciare a chiarsi le idee e riflettere sulle possibili strategie. Si ricordi che i terapeuti migliori dei bambini sono i loro genitori, nello stesso modo gli intoppi maggiori derivano dalla difficoltà dei genitori di affrontare le difficoltà dei figli. Questo non vuol dire che la colpa è dei genitori, ma che loro sono la risorsa più importante che i figli hanno. Quando quello che facciamo non è sufficientemente facile e chiaro, si deve ricorrere a professionisti che ci aiutino a ritrovare la propria strada come genitori e come individui. Ci aiutino a recuperare le risorse interne, che permettano di vivere con maggiore serenità, le difficoltà di ogni giorno. Un cordiale saluto Sabrina Costantini
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Cara signora, i miei colleghi hanno risposto in modo molto esauriente. Provi quindi ad applicare i consigli dati e se ci sarà bisogno non esiti a farsi aiutare da uno psicologo. Un saluto Dott. Fabio GherardelliPsicologo clinico e Psicoterapeutawww.fabiogherardelli.com
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Cara Signora, comprendo il suo disagio nel gestire questa situazione ma dobbiamo partire da una certezza che non tutti i bambini hanno gli stessi tempi di apprendimento e di esecuzione dei compiti. Il suo ruolo, fondamentale peraltro, è quello di sostenere suo figlio in mdo da non farlo sentire svantaggiato rispetto agli altri bimbi della sua età. In particolare se dopo i suoi rimproveri lui reagisce con il pianto, ci fa capire che probabilmente sente queste sue sottolineature come umilianti. Quello che lei deve fare, e sono certa che lo farà, è sostenere suo figlio e non fargli pesare questa sua caratteristica, anzi magari suggerirgli soluzioni alternative che possano facilitarlo nell'esecuzione dei compiti. Questo atteggiamento di supporto da parte di chi gli sta vicino è importante in modo da non fargli perdere fiducia in se stesso ed estendere la sensazione di impotenza ed incapacità anche in altri campi della sua vita. Stia tranquilla e vedrà che tutto si normalizzerà. Le auguro un grande in bocca al lupo. Dott.ssa Anna Maria Casale Psicologa-Psicoterapeuta casaleam@virgilio.it
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Gent.ma Signora, cosa significa lento? Provi a quantificare in modo da capire meglio. E' vero che ognuno ha i suoi tempi, ma è anche vero che alcuni ritmi sono obiettivamente troppo lenti o troppo veloci. In secondo luogo, vorrei capire se il pianto dipende dal rimprovero sulla lentezza o dal fatto che sia stato rimproverato. Come reagisce quando lo rimprovera su altro? Dott.ssa Nadia Saponara
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Salve Francesca, è assodato che ogni bambino, ma anche ogni adulto, ha un proprio tempo e un proprio personale ritmo nel fare le cose. Da quello che racconta è chiaro che quelli del suo bimbo non corrispondono ai suoi e da qui nascono le difficoltà. Inoltre, mi sembra che il rimprovero sia emotivamente molto forte per il suo bimbo. Le chiederei di esplorare in sè stessa il tema della lentezza, sia in termini generali che rispetto alla lentezza del suo bambino: com'è per lei la lentezza di suo figlio, cosa rappresenta, come si ricorda di essere stata alla sua età: era una bimba veloce, lenta? quale messaggio è passato nella famiglia rispetto al tema del modo in cui si fanno le cose. Mi colpisce molto l'accostamento che fa tra l'intelligenza e la lentezza: si può essere intelligenti senza essere lenti? essere lenti significa non essere intelligenti? In un mondo governato da ritmi frenetici è vero che il tempo di suo figlio può fare "preoccupare", penso che però sia di fondamentale importanza non perdere di vista quello che lui prova e quello che lui è: il suo essere-nel-mondo che lo caratterizza. Solo attraverso il riconoscimento da parte degli adulti significativi, il suo piccolo potrà avere la sensazione di essere sostenuto ed accettato per quello che è, senza dare una connotazione negativa o una "etichetta" al suo modo di essere. Legittimando il "ti piace fare più lentamente, sei uno a cui piace fare con comodo" si sentirà visto e così capace di sopportare, senza troppa frustrazione, il fatto che talvolta questo può essere fastidioso per l'altro. Spero di essere stata d'aiuto Dott.ssa Roberta La Rosa
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salve signora, molte sono le riflessioni che le risposte dei colleghi psicologi possono stimolarle. Voglio però aggiungere altre considerazioni a quelle già fatte. Il bambino sarà sicuramente inserito nella scuola materna ed in altri contesti sociali, potrebbe cercare di capire se i suoi ritmi tendono ad essere diversi oppure no, una diversità tra la condotta manifestata a casa e negli altri contesti sarà suscettibile di un significato diverso da approfondire. Se non cambia è possibile che il bambino stia cercando di sviluppare ed organizzare un proprio modo di fare le cose.Lei non accenna alla presenza di fratelli minori o maggiori,ed alla percezione che ha il papà della condotta di vostro figlio,queste informazioni potrebbero essere molto utili per una comprensione più esauriente per lei. Infine vorrei darle informazioni riguardo alla specifica fase di sviluppo attraversata da suo figlio. Lo sviluppo cognitivo a questa età è caratterizzato dalla tendenza a percepire, capire ed interpretare il mondo dal proprio punto di vista, il bambino quindi non può adottare il punto di vista percettivo e concettuale di un' altra persona, a questo si aggiunge un 'altra caratteristica del pensiero, ovvero la tendenza a prestare attenzione o a pensare una sola caratteristica di un oggetto o evento omettendo le altre. La saluto cordialmente Dott.ssa Giovanna Cappello Psicologa Psicoterapeuta Specialista in Psicologia del Ciclo della Vita.
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Risposta di
Shaolin Temple Italy
, Agopuntura, Agriturismo, Arti marziali, Attività per bambini, Insegnante di ballo, Lezioni private, Medicina alternativa, Palestra, Personal trainer, Scuole e servizi scolastici, Servizi cultura e spettacolo, Yoga-Meditazione - MILANO
Un bambino lento è un bambino assolutamente normale da stimolare però con cose di suo interesse ( es: se il bambino sa che giù dalle scale c'è qualcosa che gli interessa tanto, allora le scenderà con entusiasmo e velocità) Generalmente una persona che manifesta passività è perchè non trova interesse nelle proposte quotidiane: ma questo potrebbe essere un'indicazione buona di un carattere con interessi e talenti specialistici che richiedono, di conseguenza, gli stimoli adeguati ed equivalenti. Una volta individuati, la persona si attiva spontaneamente e al di sopra delle aspettative di tutti. Esistono delle metodologie tradizionali Orientali , come lo Yoga, il Taijiquan e il Qi-Gong, che della lentezza fanno il segreto della velocità. Attraverso un metodo di sviluppo motorio che raffina il movimento ad un punto tale di precisione, è possibile compiere ogni azione alla perfezione a qualsiasi velocità e senza che il praticante incontri alcuna difficoltà perchè vengono unificate le polarità di veloce-lento, morbido -duro etc. Perciò è consigliabile che bambini abitualmente lenti sperimentino questi sistemi educativi , tra l'altro molto divertenti e riconosciuti dall'Unesco, come Patrimonio Culturale dell'Umanità. N.B: la Regione Lombardia sta formando già da diversi anni Educatori Sociali in queste Discipline come me e la M°Radha Priya Dasi per un progetto di intervento educativo nelle scuole e su tutto il territorio nazionale. I risultati sono stati strepitosi anche con bambini diversamente abili. E-MAA offre corsi di Baby Yoga e Baby Shaolin che aiutano fisiologicamente a stimolare la troppa lentezza e ad armonizzare la troppa velocità del bambino. Cordiali saluti O-Mi-To-Fo M°Sri Rohininandana Das
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Risposta di
Angela
, Psicologo - Sant'arpino (ce)
Un consiglio chiaro e semplice....non bisogna stimolare il bambino ad essere più veloce, rispetti i suoi tempi, lenti. L'importante è che sia un bambino sereno.
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