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Gentile utente, Questo tipo di problema è diffuso. La psichiatria ha da tempo definito i cosiddetti disturbi del comportamento alimentare, e ultimamente ne sta studiando alcuni sulla base della loro somiglianza a veri e propri legami di perdita continua e ricorrente del controllo, ovvero dipendenze. Il cibo è così stato assimilato, come diceva anche Lei, ad una sostanza in grado di condizionare il comportamento e di indurre una spinta, un desiderio molto più intenso e urgente di quanto dovrebbe. Non è chiaro se siano le sostanze contenute nel cibo o più probabilmente gli stimoli gustativi e tattili sul primo tratto dell'apparato digerente a indurre questo tipo di condizionamento. Il cervello è stato studiato in questo suo tipo di funzionamento rispetto al cibo, e quindi si sa più o meno qual'è il tipo di problema. Per quanto riguarda il trattamento, ci sono alcune strategie sia farmacologiche, specialmente per le abbuffate e per la preoccupazione rispetto al peso, per la demoralizzazione secondaria etc, sia psicoterapiche.
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E' un problema di pertinenza psichiatrica. Intanto si può fare visitare così viene definito il tipo di situazione, poi le saranno illustrate le eventuali terapia possibili.
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Io opero su Pisa, conosco colleghi di Firenze che visitano vicino alla stazione (Studio Medico Associato mi pare, vicino s.Maria Novella) che sono ben preparati in generale sulla psichiatria. Il primo inquadramento è bene che sia psichiatrico a 360°.
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Gentile utente condivido quanto detto dai colleghi E- necessario sottoporsi ad attento videat psichiatrico per valutare le dimensioni dei disturbi dell-ansia ed alimentari di cui riferisce . Ad integrazione eseguire tutti gli accertamenti ematochimici e diagnostici*allergie intolleranze prock rast tc per escludere altri fattori eziologici . Saluti DOTT.VIRGINIA A.CIROLLA
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