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Buon giorno Terenzio, non è facile rispondere alla sua domanda. Non è "l'oggetto" in sè e per sè che crea dipendenza, nè la frequenza di uso dell'oggetto o la frequenza dell'azione. La dipendenza viene rintracciata più dalla natura del legame con l'oggetto. Si parla di dipendenza quando ne abbiamo bisogno per ottenere uno stato di benessere o per tamponare uno stato di malessere, per cui la nostra attenzione, energia e concentrazione si indirizza molto in quella direzione. Da come espone la sua condotta sessuale con la ragazza non sembra una dipendenza, ma poi la necessità di andare su internet per masturbarsi difronte a certi contenuti, fa un pò pensare. Ma sono solo elementi, sarebbe necessario fare una valutazione più approfondita del perchè la eccita tanto lo smoking feticish e cosa succederebbe se lo eliminasse totalmente. Come dice la parola, si tratta di un feticismo, quindi comunque di un legame con un oggetto-feticcio "essenziale per" qualcosì'altro, comunque di un bisogno, di una non libertà. Togliere tale oggetto le darebbe la misura della sua dipendenza e del significato che questo comportamento ha per lei. Spesso non è l'azione in sè ad essere segno di disagio o patologia, ma la povertà di variabilità. Quando una data condotta o pensiero o emozioni, si ripetono in modo costante e quasi univoco, siamo di fronte ad una "necessità psichica" e quindi a un disagio importante, che può diventare ossessione. Provi un pò a riflettere ulteriomente sulla sua condotta, sulla relazione attuale, sulle precedenti, a introdurre delle variazioni sulla sua condotta sessuale, a parlarne con la sua ragazza. Può darsi che si aggiungano altri elementi che chiariscano ulteriormente quanto si sta chiedendo.
Sabrina Costantini Psicologa Psicoterapeuta sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
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Buonasera Sig. Terenzio, concordo pienamente con la collega in merito alla questione da lei esposta e alla sua complessità. Questo perchè non c'è nulla di più complesso, di più variabile e sfumato della sessualità umana. In particolare concordo sul concetto di "variabilità", di mutabilità delle abitudini e dei desideri. I nostri comportamenti, comunque, sono sempre un riflesso della nostra mente, del nostro mondo interiore, fatto sì di pulsioni sessuali, ma anche di affetti e di modi di relazione con le altre persone. Scriveva uno psicoanalista, Franco Fornari: "Se le pulsioni sono il vento, gli affetti sono le vele che permettono di muoversi nel mondo". Quindi anche in camera da letto, una specie di "piccolo mondo" in cui portiamo i nostri desideri e i nostri bisogni affettivi. O le nostre paure e le nostre angosce. Cordiali saluti, dott. Enrico M. Ragaglia Psicologo www.enricomariaragaglia.webs.com
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