BBProfessional è un Business Social Network di professionisti e specialisti che possono rispondere alle tue domande.
Se sei un professionista, un'azienda o un prestatore di servizi in genere, scopri i vantaggi di BBProfessional registrandoti adesso.
BBProfessiona è gratuito.
carattere bambina di tre anni regolare? (Psicologo)
|
Buonasera io e mia moglie abbiamo una stupenda bambina di tre anni ma da parecchio tempo ha assunto uncomportamento aggressivo nei nostri confronti anche con i nonni tende ad alzare le mani a mordere scaricare fare bizze non ti ascolta per niente poi abbiamo deciso di mandarla all asilo e le maestre ci dicono che li sta tranquilla ma poi come ritorna a casa risiamo da capo.molto spesso gli prendono tipo, degli attacchi di pianto inizia a scalciare iper-rabbiosa non ti vuole più poi dopo gli passa.il nostro pediatra ha detto che è una fase normalesecondo voi che ne pensate!
Domanda pubblicata da sergio il 03/01/2012
|
Risposte
|
Gent.mo Sergio, attraverso il suo comportamento 'rabbioso' sua figlia sta dicendo qualcosa, vi sta comunicando che qualcosa la disturba. Forse questo passaggio da casa alla scuola dell'infanzia non è stato -è- semplice per lei, e quando è a casa manifesta la sua rabbia per questa decisione che non è immediata e naturale per tutti i bambini di quell'età. Il fatto che poi a scuola il suo comportamento è adeguato, segnala che la bimba in realtà sta bene e si sta integrando. Certo, può trattarsi di una fase, e proprio perchè delicata è importante che le stiate vicino aiutandola ad esprimere questo disagio, dando un nome ('come mai sei così arrabbiata? Cosa ti fa arrabiare? Capiamo come possa sentirti...Cosa vuoi che facciano la mamma e il papà?...ecc..') ai comportamenti e alle manifestazioni aggressive che ha verso di voi. Nel caso la situazione non dovesse mutare, potete rivolgervi ad uno specialista dell'età evolutiva (o privato o recendovi al consultorio familiare della vostra asl). Cordiali saluti. Dr.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
|
|
|
Salve Sergio. Io non definirei propriamente "normale" la fase che la sua bimba sta attraversando, come dice il suo pediatra. Sono sicuramente concorde con la collega rispetto al fatto che la rabbia è senz'altro sottesa a qualcosa che lei, così piccola, non sa esprimere e di cui sicuramente non è neppure consapevole. Sarebbe interessante sapere quando ha iniziato ad agire tali comportamenti (e il solo fatto che avvengano a casa, coi suoi familiari, piuttosto che altrove come - ad es. - all'asilo, ha già un suo significato) e, soprattutto, cosa stava accandendo nella sua vita e nella vita familiare o a qualche suo familiare in particolare, nel periodo in cui hanno iniziato a verificarsi tali episodi. Tenga presente che la sua rabbia non significa la presenza di patologie o quant'altro, ma che c'è qualcosa per lei di poco piacevole che la fa arrabbiare: è anche molto importante che non la tenga dentro e che, anzi, la esprima. Ci sarebbe tanto da dire, ci sono tante strategie da poter utilizzare, ma la scelta di queste molto dipende dalle risposte alle domande che ho scritto più sopra. Se ritiene di avere ancora bisogno, potrà senz'altro scrivere ancora.
Saluti
dg
|
|
|
Dott. Ilaria Barbieri, PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA FAMILIARE, CRIMINOLOGA
Salve, io sarei più' propensa a capire che tipo di fase state attraversando lei e sua moglie, se avete messo in cantiere l'idea di un altro figlio, se c' e' stato qualche cambiamento significativo (non solo per voi, ma anche per lei ) che magari ha comportato delle variazioni nelle abitudini della bambina. Infatti e' significativo che lei esprima la rabbia solo nel contesto familiare, e non in altri; cio' dovrebbe far riflettere sul fatto che per la bambina l'unico modo per esprimere un disagio nella famiglia e' la rabbia! Quando parlo di famiglia faccio riferimento anche a quella allargata, quindi attenzione a valutare tutte le situazioni che hanno potuto contribuire all'instaurarsi di questo comportamento. Le consiglio comunque di rivolgersi ad un esperto di dinamiche familiari.
Io ricevo a Napoli e Caserta, se dovesse essere di questa citta' mi contatti pure e saro' lieta di aiutarla.
|
|
|
Buonasera,
so che si vorrebbero delle risposte immediate, ma purtroppo la psicologia non dovrebbe darle: per motivi pratici (un problema va valutato e una valutazione non si può fare per mail, al pari di un esame medico) che deontologici (una valutazione erronea può comportare anche l'accrescersi del problema).
Se il pediatra - che è una figura professionale competente per il caso - le ha detto che è una fase transitoria io, per ora, le consiglierei di aspettare. Se il problema dovesse persistere le consiglierei di rivolgersi direttamente a uno psicologo, magari uno formato in problematiche infantili e familiari.
A presto,
Dott. Flavio Cannistrà
www.lostudiodellopsicologo.it
|
|
|
Salve, comprendere cosa comunica il "comportamento aggressivo" di vostra figlia può permettere di aiutarla attivando le vostre risorse genitoriali. E' importante, come già traspare tra le sue righe, evidenziare la differenza tra essere e avere, al fine di non etichettare la bambina: "ha assunto un comportamento aggressivo" e come tale può essere cambiato, cercando di accogliere e ascoltare l'eventuale bisogno/disagio all'orgine delle reazioni a cui accenna. Saluti. Dott.ssa Annalisa De Filippo Psicologa www.centropianetapsicologia.com
|
|
|
Risposta di
Alessia Bella
, Psicologo, Psicoterapeuta - Caltanissetta
Salve, quella che prospettate è una situazione complessa nella quale intervengono variabili che nel contesto nido sono assenti e che pertanto richiedono un'attenta osservazione e valutazione. Allora in prima battuta vi suggerirei di seguire le indicazioni del pediatra, se nell'arco di qualche settimana la situazione non rientrasse, consultate uno psicologo esperto in ambito evolutivo per strutturare un intervento idoneo al caso.Auguri Dott.ssa Alessia Bella phone: 3472610609 e-mail: psicoale@tiscali.it
|
|
|
Risposta di
Gaetano
, Psicologo - D'Alessandro
Mi sembra di essere più su forum di colleghi che su una consulenza ad personam... comunque la bambina rispecchia le vostre rabbie congelate da attitudini condizionamenti o chissà cos'altro.. andate da un bravo terapeuta di coppia che di figli genitorializzati se ne vedono troppi. Buon 2012 a tutti colleghi compresi ;)
|
|
|
Gaetano, forse ti sembra d'esser su un forum, poiché di questo effettivamente si tratta. Ho da chiederti da cosa ricavi la possibilità che la rabbia della bambina sia frutto delle "rabbie congelate, attitudini, condizionamenti o chissà cos'altro" dei genitori e, soprattutto, da cosa hai capito che questo sia il caso di una figlia genitoralizzata. Grazie per le info che mi darai.
P.S. Grazie per gli auguri che rimando anche a te!
|
|
|
Risposta di
Gaetano
, Psicologo - D'Alessandro
Cara Donatella, ti ringrazio dell'invito e ti rimando a un paio di letture, dal colloquio relazionale di Andolfi alle famiglie psicosomatiche di Onnis per finire con le 4 tipologie fondamentali di coppia di Canevelli-Lucardi.
Se mi viene in mente qualcos'altro che ti può supportare ti ragguaglio.
Buon proseguimento
|
|
|
Grazie, Gaetano. Conosco molto bene i testi dell'Andolfi (che ho studiato e continuerò a studiare) e anche di Onnis. Tuttavia non ho trovato nella tua risposta, quella alla mia domanda...
Buon proseguimento a te!
|
|
|
Gentile utente, comprendo le sue preoccupazioni, del tutto normali, di genitore attento e preoccupato.
La bambina sta attraversando una fase che possiamo senza alcun dubbio definire "normale": è proprio intorno ai 3 anni che le condotte aggressive fanno la loro comparsa nell'esistenza di un individuo. A volte il bambino mette in atto comportamenti di aggressività nei confronti dei propri familiari, altre invece verso bambini della sua età (mordendoli o graffiandoli). Intorno ai 4 anni generalmente questi atteggiamenti tendono a sfumare; se di aggressività possiamo parlare, si tratta soprattutto di aggressività espressa verbalmente.
Eviterei di sottolineare l'aggressività della sua bambina con domande troppo dirette o punizioni eccessivamente severe e cercherei di proseguire nel darle regole sane e costruttive, come immagino avrete fatto fino a questo momento, facendo sentire alla bambina la costante e affettuosa presenza sua e di sua moglie.
Dott.ssa Giorgia Aloisio | psicologa psicoterapeuta Roma |
www.giorgiaaloisio.com
|
|
|
Cari colleghi,
non lamentiamoci se ci fanno dietro le barzellette o ci deridono in molti film.
Una persona chiede un parere e dopo un pò si ritrova a leggere le solite beghe tra "esperti" che duellano fra loro a chi è più bravo.
Per favore un pò di serietà.
Occorrerebbe un bagno di umiltà per tutti (un pò di terapia personale rappresenta l'antidoto al narcisismo professionale).
Facendo riferimento alla iniziale domanda dell'utente vorrei semplicemente dire che il Pediatra ha dato una risposta pragmatica ed efficace.
I bambini a tre anni sono naturalmente aggressivi e capricciosi (in genere).
Chi ha più figli in casa scopre empiricamente questo dato di realtà: a tre anni i figli ti fanno impazzire, poi si calmano perchè superano questa fase di oppositività (eccetto casi particolari).
Tranquilli genitori. Un pò di pazienza ed una affettuosa fermezza rappresentano la strada del buon senso educativo.
Dr Antonio Ceccardi
Psicologo dell'Età Evolutiva e Psicoterapeuta
www.centroikos.it
|
|
|
Buongiorno Sergio,
quando detto dal pediatra, che pure è competente in materia di sviluppo infantile, non è del tutto sbagliato.
I bambini tra i 3 e i 5 anni spesso manifestano comportamenti -quali bizze, capricci, frequente uso del "no!"- che sono fonte di molta preoccupazione per i genitori. E' esperienza comune constatare che il proprio/a bambino/a, che fino all'anno precedente era docile e di buon carattere, si sia trasformato nel giro di pochi mesi in una "piccolo mostro", con conseguenti difficoltà di accudimento e relazione. Generalmente, si tratta, in realtà, di una fase d'individuazione del bambino, una sorta di "dichiarazione d'indipendenza" nei confronti dei genitori e degli adulti di riferimento, da cui il bambino si vuole distinguere in quanto individuo a sè (in contrasto con la simbiosi che il bambino vive con i genitori, mamma in particolare, nei primissimi anni di vita).
Eventuali manifestazioni di oppositività e aggressività possono essere ricondotte, quindi, alle caratteristiche di questa importante e delicata fase di sviluppo.
Tuttavia, quando l'aggressività diventa eccessiva e tende a persistere nel tempo, andrebbe meglio letta come una manifestazione di disagio da parte del bambino. In particolare, quando essa si verifica in un solo contesto, andrebbe considerata come un problema di adattamento in quel contesto, piuttosto che come un problema emotivo-comportamentale generalizzato.
Come sottolineato dai colleghi, le risposte aggressive possono configurarsi come un tentativo di comunicare qualcosa, in assenza di forme più adeguate per farlo.
E' ovviamente impossibile esprimere pareri più specifici on line, sarebbe invece opportuno rivolgersi a uno specialista per una consulenza, senza nulla togliere alla professionalità del pediatra.
Data la complessità della situazione, infatti, andrebbero prese in considerazione molte variabili, quali le dinamiche familiari (eventuali problemi di coppia, compresi), le precedenti fasi di sviluppo, eventuali avvenimenti che potrebbero aver turbato la piccola e così via.
Sarebbe inoltre utile analizzare le situazioni in cui comportamenti problematici si manifestano, se c'è qualcosa che li precede (e in qualche modo potrebbe esserne la causa) e le conseguenze (ad es. in che modo reagite Lei e sua moglie all'aggressività e ai capricci di vostra figlia? e come reagisce lei a sua volta?). Talvolta, infatti, alcune reazioni da parte dell'ambiente esterno ai comportamenti del bambino possono, anche involontariamente, "rinforzarli" .
Data la tenera età, è probabilmente molto difficile per la bambina riconoscere e comunicare le sue emozioni e i suoi vissuti, così come farebbe un adulto.. diventa quindi essenziale che sia aiutata in questo dagli adulti di riferimento, cui spetta il delicato compito di comprenderle e restituirgliele in una forma più accettabile. Potrebbe quindi utile parlare con la bambina, adeguandosi alle sue competenze linguistiche e comunicative, chiedendole come si sente, perché si comporta in un certo modo, magari raccontandole che anche a mamma e a papà capita di sentirsi tristi o arrabbiati...
Dott.ssa Monica Barberis
tel.: 345-3318870
e-mail: barberis.monica@yahoo.it
|
|
|
gentile utente, la bambina sta attraversando una fase diciamo normale, è una fase della sua crescita. alla scuola materna è inserita in n contesto di regole condivise anche con altri bambini, quidi pre imitazione, sentendosi in questo contesto a suo agio, è tranqilla. è possibile che a casa sfoghi un pò di rabbia per la lontananza da voi durante il giorno. sarebbe importante capire come reagite voi alle sue manifestazioni di rabbia, e in quale momento della giornata avvengono. la materna introduce dei tempi e dei ritmi magari ancora non bene assorbiti dalla bambina, siete voi genitori che dovete capire quali sono questi ritmi e adattare le vostre abitudini. cercate di fare delle attività costruttive insieme, motivandola alla collaborazione con voi e mostratele il risultato finale, sarà contenta di aver fatto qualche cosa con voi. (didò, disegni... una torta ecc...)
palatele e comunicatele la vostra preoccupazione, cercate tradurre, per quanto possibile le sue lacrime in parole...usando termini semplici a lei facilemnte comprensibili.
per il resto sarebbe necessario approfondire. un saluto dott.ssa Silvia Gigliotti 3473101349 presso Centro di Psicolgia Via Torino 24/11 20063 Cernusco s/n MI Tel. 02.92.221.208
|
|
|
Salve, se all'asilo è tranquilla mentre a casa il suo comportamento è del tutto diverso è molto probabile che sia un atteggiamento messo in atto nei vostri confronti...avete provato a sedervi accanti a lei e in modo pacato, sereno, accogliente chiederle cosa succede, perchè si comporta così....a volte si tratta di un atteggiamento tipicamente infantile, anche una presa di posizione infantile che porta il bambino a non cedere ai suoi genitori e a resistere nella presa di posizione che hanno assunto, anche a scapito di rinunciare a soddisfare i propri bisogni; per questo è molto importante l'ascolto del padre e della madre, la RELAZIONE, la parola tra di voi , da una parte cercare di soddisfare l'esigenza del piccolo, per farle vedere che l'ascoltate, dall'altra assumere un atteggiamento autorevole, dando qualche piccola regola: siete voi la guida e loro ne hanno molto bisogno per tanto tempo.......
Sinceri auguri dott.ssa Emanuela D'Amico psicologa clinica e psicoterapeuta
|
|
|
|
|
|
Professionista o azienda?
Entra a far parte del network BBProfessional!
BBprofessional è un social network finalizzato alle relazioni professionali ed alla promozione dei propri servizi.
BBProfessional è gratuito.
Registrati ora!
Si informa che l'algoritmo per il calcolo dell'indiceBB è variato! Potreste quindi vedere una variazione della cintura del karate assegnata.
Statistiche
I numeri di BBProfessional
Ci sono 32 utenti online
6521
servizi disponibili!
|