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Gent.ma mamma, le informazioni che porta non sono molte, ma pare che la problematica relativa a suo figlio sia emotiva. Ritengo che lei possa aiutarlo chiedendogli per prima cosa quale è la sua difficoltà, cosa teme, come mai si blocca, cosa potrebbe essergli utile per sentirsi più sicuro davanti all'insegnante. Spesso infatti per alcuni ragazzi, non è sufficiente apprendere comprendere e memorizzare le informazioni, se manca una buona fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e nella possibilità sia di avere successo che di sbagliare. Inoltre ritengo possa essere importante sentire anche il parere degli insegnanti, per sapere come lo vedono e cosa hanno osservato in classe. In ultimo, consideri che può rivolgersi al consultorio pubblico della sua città e chiedere un consulto esperto. E stia tranquilla, lasci a suo figlio il tempo per adattarsi ai tempi e alle richieste della scuola media (che sono diversi dalla scuola primaria), i momenti cirtici che riguardano la scuola e la famiglia si possono affrontare e risolvere, la sua preoccupazione non aiuta suo figlio, anzi potrebbe rinforzare la sua difficoltà. Dr.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
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Salve,
senza dubbio il passaggio dalla scuola elementare a quella media inferiore è un momento importante che richiede numerosi adattamenti da parte di ogni ragazzo. Non tutti gli allievi sono pronti ed equipaggiati per fare questo cambiamento ed hanno bisogno di un certo tempo. La "vicinanza" delle insegnanti di scuola elementare viene sostituita al rapporto più distaccato e meno materno dei docenti di scuola media (ora si dà del "lei" all'insegnante), le richieste scolastiche sono più impegnative che in passato: non dimentichi, inoltre, che a questa età suo figlio sta affrontando la dura sfida richiesta dal periodo puberale e adolescenziale. Comprendo la sua preoccupazione, è naturale: cerchi di mettere suo figlio a proprio agio di fronte alle richieste della scuola, lo "accompagni" in questa delicata fase di passaggio rassicurandolo, premiandolo quando lo merita, incoraggiandolo ad esplorare questo nuovo mondo adulto. Chissà che magari lo studio con qualche bravo compagno di classe non possa ulteriormente rivelarsi un'utile risorsa.
Buon lavoro,
Dr.ssa Giorgia Aloisio - psicologa psicoterapeuta - Roma.
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