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Buongiorno, purtroppo non c'è molto da fare, potrebbe provare a chiudere le posizioni con data retroattiva se ha prova inconfutabile del suo trasferimento all'estero. se si fosse decisa qualche giorno prima avrebbe potuto usufruire della chiusura delle partite Iva agevolata. Presenti domanda di chiusura della partita Iva e della sua posizione presso la Camera di Commercio con data retroattiva attraverso il sistema Comunica. L'INPS è un caso a parte, se riesce a dimostrare di essere residente e produrre redditi in un altro paese potrebbe riuscire a spuntarla. Tuttavia anche se riuscisse a chiudere la sua posizione retroattivamente dovrebbe farsi carico di tutte le spese di riscossione dovute ad Equitalia ed eventualmente delle spese legali sostenute dall'INPS. se avesse bisogno mi contatti pure : diego.degaetano@studiodegaetano.it, con documenti alla mano potrei esserle più preciso. cordialmente Diego De Gaetano
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Risposta di
Studio Raccuglia
, Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo - Roma
Concordo con quanto appena descritto dal Dott. De Gaetano. Purtroppo lo scorso 4 ottobre è tramontata anche la possibilità di chiudere la partita iva inattiva col pagamento di una sanzione di soli 129 euro.
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Non credo ci sia molto da fare. Occorre procedere alla chiusura di tutte le posizioni e, a mio avviso, è difficile spuntarla con l'Inps anche provando il trasferimento all'estero.
Saluti
Maria Luigia Salvato
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Deve procedere alla chiusura di tutte le posizioni (Iva, registro imprese) pur tardive (ora per allora). A parte l'eventuale applicazione delle sanzioni per la tardività, dovrebbe riuscire a sgravare gli importi richiesti per le annualità in cui l'impresa non era in attività, a parte eventualmente il diritto annuale del Registro Imprese che verrà richiesto se ed in quanto l'impresa risultava iscritta .
Cordiali saluti,
Gabriele Merzari
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