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ho bisogno di aiuto? (Psicologo)
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Salve a tutti, sono un ragazzo di 20 anni, che all' età di un anno a causa di un incidente all' interno dell' azienda di famiglia ho perso le dita della mano destra. Sono cresciuto spensierato fino a quando sono arrivato nella piena adolescenza in cui ho iniziato a farmi complessi sul mio problema iniziando a nascondere la mano in tasca e evitando azioni che potessero mostrare la mia mano..Il mio disagio si verifica soltanto con la gente che non conosco, in particolare quando qualcuno mi pone la mano destra per presentarsi io mi trovo sempre in difficoltà e non so mai cosa fare..alla fine mi ritrovo sempre a ricambiare con la sinistra anche se vorrei porre la mano destra in maniera naturale senza pormi problemi...Adesso sono all' università e pensavo che crescendo la cosa si potesse risolvere, invece non è così e mi ritrovo a 20 anni ad avere una scarsa fiducia in me stesso e farmi un sacco di complessi. Ho bisogno assolutamente di consigli e di cosa devo fare.. Grazie
Domanda pubblicata da veneto il 30/09/2011
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Risposte
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Il cosa devi fare...è un pò difficile dirlo. Secondo me è comprensibile che avere una mancanza così evidente ti crei disagio. Prova ad iniziare da qui, a permetterti che ti girino le scatole e a autorizzarti la vergogna. Credo che un percorso terapeutico mirato anche soltanto a questo problema possa essere efficace per te e migliorare la tua qualità della vita. Personalmente inizierei davvero con un accoglienza di quello che senti, bello o brutto che sia. Un pò come prendere te la responsabilità di essere senza dita, e lasciare agli altri la responsabilità delle loro reazioni. In bocca al lupo Paolo
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Buon giorno, la situazione che vive è motlo complessa, dal punto di vista emotivo. Si vergogna di sè, di una parte di sè, che essendo diversa da quella degli altri la fa sentire diverso nel suo complesso. Lei si identifica con la sua mano, con le dita mancanti, come se anche a lei come persona, mancasse qualcosa, come se non fosse tutto intero. La verità è che le mancano solo le dita e niente più! Lei è un ragazzo di 20, che come tutti i suoi coetanei ha delle sue specifiche caratteristiche (colore dei capelli, il mondo di parlare, la sua specifica espressione, dei sogni tutti suoi, ecc.) e ha delle cose in comune con loro (tappe evolutive, come scuola, relazioni, lavoro, paure, inesperienze, ecc.), la sua mano fa parte di una delle sue caratteristiche distintive. Certo se avesse le dita sarebbe meglio, un vantaggio per lei, per poter maneggiare le cose in modo più agevole, ma questo non è certo qualcosa di cui vergognarsi, non è niente da nascondere, non un difetto. Le mancano delle dita e allora? Che può succere se mostra la sua mano? Cosa penseranno mai gli altri di lei? Ma soprattutto, cosa pensa lei di sè! Questo è il punto. Lei lo vive come una mostruosità da nascondere, una mancanza, invece è solo una differenza. Lei può dare la sua mano, che sarà comunque calda e umana, come tutte le altre mani. C'è anche da chiedersi cosa vive rispetto all'origine di questa mancanza, come è andato l'incidente, cos'è successo e cosa sente al riguardo. Perchè, cosa ci faceva un bambino di un anno su un posto di lavoro? Come sono andate le cose? Come hanno affrontato i suoi genitori, l'incidente? Hanno fatto tutto quello che dovevano? I suoi genitori come hanno affrontato la cosa? Toccano e guardano naturalmente la sua mano? La mostravano e la mostrano agli altri, o la nascondono? Le sue emozioni, quali sono? Forse c'è anche rabbia riguardo l'accaduto ed è normale. Anche se nessuno ha voluto farle male volutamente, di fatto è avvenuto e lei ne ha subito e ne subisce tutt'ora le conseguenze e per quanto non lo voglia ammettere, potrebbe essere risentito, amareggiato, ferito e arrabbiato. Cominci ad esplorare i suoi vissuti al riguardo, cercando di riprendere con sè la sua mano insieme alle sue emozioni, ci sono e hanno diritto di esserci, le reintegri con tutto il resto di sè, non ha proprio nulla di cui vergognarsi, nulla da nascondere. Quando riuscirà a far proprie le emozioni e le dita mancanti, allora non ci sarà nulla da nascondere, nulla di terribile.
Sabrina Costantini Psicologa Psicoterapeuta sabrina.costantini1@tin.it sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
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