BBProfessional è un Business Social Network di professionisti e specialisti che possono rispondere alle tue domande.
Se sei un professionista, un'azienda o un prestatore di servizi in genere, scopri i vantaggi di BBProfessional registrandoti adesso.
BBProfessiona è gratuito.
Insegnare ad un bambino a difendersi? (Psicologo)
|
Mi è capitato di assistere a questa scena durante una festa di compleanno in un parco giochi, mio figlio ha 5 anni, diciamo che e' un "buono" stava giocando con un suo amico dell' asilo, questo gli ha chiesto un gioco e mio figlio lo ha prestato poi come succede spesso non voleva restituirglielo , e' venuto da me ed io gli ho consigliato di andare a prenderselo ma lui essendo molto "prudente" non e' riuscito nell'intento tornando da me piagnucolante, riprova e riesce a prendere il gioco, ma l'amico lo insegue gli molla una sberla in faccia e si riprende il gioco............a questo punto mio figlio invece di reagire scoppia in un pianto inconsolabile ed io lo incito(ovviamente sbagliando) a restituire lo schiaffo dato e riprendersi il suo gioco ma senza esito. A casa invece nei confronti miei di mia moglie e sorellina reagisce anche se dopo appare molto dispiaciuto e ci chiede scusa, si vede la "violenza " non e' nel suo dna. Come mi devo comportare per aiutarlo? Un grandissimo grazie in anticipo. Alessandro
Domanda pubblicata da Alessandro il 25/09/2011
|
Risposte
|
Gentile papà,
innanzitutto distinguerei la "violenza" dalle altre manifestazioni aggressive.
L'aggressività è in origine un moto positivo, qualcosa che aiuta a esprimere se stessi, a tendere all'affermazione di ciò che si desidera. Diverso è quando questa si manifesta come pura espressione di rabbia, solo che purtroppo molto spesso i due termini vengono confusi!
Verosimilmente - ed è abbastanza fisiologico - suo figlio ha più facilità ad esprimersi con i familiari, mentre trova più difficile modulare i propri vissuti con altri bimbi, cioè con persone di cui non può anticipare la reazione, o di cui sa di non poter essere accettato incondizionatamente, etc.
Consiglio sempre ai genitori di aiutare il proprio figlio a riconoscere la propria rabbia, distinguendola dall'aggressività, e cercando di non averne paura, perchè solo se viene sistematicamente repressa o evitata rischia di diventare dilagante e fare paura. Partire da sè è fondamentale per poter poi interpretare anche il comportamento altrui. Cordialità, Roberta Cacioppo - psicologa, psicoterapeuta, consulente in sessuologia -
347/5311297 robertacacioppo76@gmail.com www.psicoterapia-milano.it
|
|
|
Buongiorno,
Fare il padre è veramente il mestiere più difficile e mi rendo conto che di fronte a queste situazioni si possa provare una forte sensazione d'impotenza. I bambini, come gli adulti, non sono tutti uguali ed ognuno si comporta secondo i propri modelli comportamentali e secondo le proprie percezioni. E' del tutto normale che suo figlio in famiglia riesca ad esprimersi con più naturalezza e quindi anche ad affermare le proprie difese senza particolari problemi. Nel contesto asilo la situazione cambia notevolmente, le sue certezze non sono sempre tali ed è necessario che si abitui a raffrontarsi con i suoi pari in maniera del tutto autonoma. L'ideale sarebbe lasciar il tempo necessario al bimbo per "prendere le misure" ai suoi compagnetti ed acquisire la tranquillità necessaria ad affermarsi. Vedrà che col tempo il bambino acquisira sicurezza e saprà difendersi a dovere, l'importante e che i genitori stiuamno il più possibile marginali, limitandosi a controllare la situazione. Concludo dicendo che fra bambiuni di quell'età è molto difficile trovare comportamenti violenti nel vero senso del termine, sono piuttosto incerte affermazioni di se stessi.
Per ogni ulteriore approfondimento la invito a contattarmi personalmente:
marcogamannossi@activamente.org . può anche visitare il mio sito www.actiivamente.org dove potrà trovare numerosi consigli utili.
un caro saluto
Dr. Marco Gamannossi Degl'Innocenti
|
|
|
Buon giorno Alessandro, questa è una situazione che come genitori, ci si trova spesso ad affrontare e spesso ci preoccupa vivamente. Si passano notti insonne e riflessioni lunghissime, alla ricerca del metodo adatto! Alla fine la relazione con sè, con noi e con gli altri (pari e adulti) è la tematica più difficile da insegnare. O meglio, a parole diciamo molto, ma alla fine ciò che i bambini apprendono deriva soprattutto da ciò che vedono. Voglio dire che forse anche voi, come familiari non siete portatori di aggressività nei confronti del mondo e forse neanche di un comportamento troppo forte e deciso. Forse, al di là delle parole, degli inviti e delle spinte dirette, voi gli mostrate un modello comportamentale discreto e talvolta passivo. Per cui il bambino sente dirsi vai, riprendi quello che è tuo, ecc., ma poi lui stesso assiste ad un comportamento contraddittorio. Ad esempio, lei non ci ha parlato della sua relazione con il genitore del bambino che ha picchiato il suo. Forse è solo una mia fantasia, ma ho l'impressione che anche lei per quanto ci stia male e ne sia preoccupato, forse fatichi a trovare il suo posto di genitore fra gli altri genitori, di chiedere rispetto e spazio per suo figlio. Mi sembra che sicuramente sotto tutto, questo ci sia la paura. La paura di non essere all'altezza, di non essere in grado, di non potersi permettere di pretendere, ecc. E suppongo che riguardi il bambino ma anche voi come genitori. Credo quindi che una valutazione circa l'immagine e l'idea di sè e la riacquisizione di potere sul proprio spazio, sia un'operazione importante e primaria. Dopo di che, vengono tutte le spiegazioni, le spinte e le indicazioni su come comportarsi, ma credo che finchè voi adulti non modificate la vostra determinazione ed affermazione nel mondo, anche il bambino sarà sempre un pò schiacciato, sorpattutto in un mondo pieno di bambini che impararno ben presto ad essere aggressivi. La reazione poi successiva del bambino, per quanto riguarda l'ambiente domestico infatti, ci dice due cose, da una parte che qui dove si sente al sicuro, si permette di scaricare tutte le rabbie represse, le frustrazioni accumulate nei confronti del mondo, dall'altra ci dice che vi sta mettendo alla prova, sta cercando di verificare le vostre risposte rispetto all'aggressività. Sta cercando di vedere nel campo sicuro della famiglia, come ci si deve difendere e proteggere dall'aggressività. Per cui, già qui impara da voi, da come voi reagite alle sue reazioni eccessive. Infine, verifica anche la vostra forza ed il vostro grado di resistenza. Se voi vi mostrate in grado di far fronte alla sua condotta, lui si sentirà rassicurato, saprà di avere genitori che non hanno paura dell'aggressività e sanno farvi fronte, sa anche che sanno tenerlo a bada nelle sue esplosioni emotive. Questo ci suggerisce ulteriormente che vostro figlio, è così pieno di rabbia che può avere paura di ciò che succederebbe, se lasciasse andare le proprie emozioni. E' importante mandargli il messaggio che è naturale essere arrabbiati, talvolta il mondo non è facile, neanche le relazioni lo sono, ma si può imparare a gestire ed usare la rabbia in modo costruttivo. Mi rendo conto che ho dato degli spunti molto spinti, andando oltre a quanto ha raccontato, facendo delle ipotesi anche azzardate, mi auguro di non aver ferito la vostra sensibilità.
Sabrina Costantini Psicologa Psicoterapeuta sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
|
|
|
|
|
|
Professionista o azienda?
Entra a far parte del network BBProfessional!
BBprofessional è un social network finalizzato alle relazioni professionali ed alla promozione dei propri servizi.
BBProfessional è gratuito.
Registrati ora!
Si informa che l'algoritmo per il calcolo dell'indiceBB è variato! Potreste quindi vedere una variazione della cintura del karate assegnata.
Statistiche
I numeri di BBProfessional
Ci sono 2795 utenti online
6521
servizi disponibili!
|