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problemi irreversibili o no alla memoria e alla concentrazione per l'uso videogiochi? (Psicologo)

Buonasera,
sono mamma di un bimbo di 8 anni, con un carattere un pò introverso, comunque un bambino felice e sereno che usa molto i videogiochi ,circa due ore al giorno.Fin dalla prima elementare ha sempre avuto problemi di concentrazione, quando è concentrato ottiene ottimi risultati ma se non c'è non c'è. Ho avuto degli incontri con la pedagogista a scuola che però ora mi ha consigliato di portarlo da uno psicologo per dargli un aiutino, mi ha detto che comunque il bambino è intelligente, molto intuitivo .....però questo perdere la concentrazione fa calare i suoi risultati....io mi sono rifiutata!è solo un bambino.....a otto anni un bambino tranquillo, felice, che non ha subito traumi, con una famiglia che lo segue etc...non può andare in analisi......ma scherziamo......Io continuerò a stare accanto a mio figlio, seguirlo nel suo crescere, spronarlo a fare di meglio......magari diminuire l'uso dei videogiochi.........che sarebbe una buona cosa!
Quando mi è stata comunicata questa proposta, nel vedere il mio crollo emotivo mi è poi stato detto che comunque il bambino si farà...è solo per dargli un aiutino......QUESTA COSA è VERAMENTE RIDICOLA!Preferisco che mio figlio riesca con le sue forze a farsi un carattere......forse sbaglio a pensarla così.....ma credo di non sentirmi pronta ad accollare a mio figlio un fardello così pesante........Grazie per la vostra attenzione.



Domanda pubblicata da Autore anonimo il 23/09/2011
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Risposte

Risposta di Riccardo , Psicologo - Cagliari
Salve cara mamma, Leggendo la mail pensavo al ruolo dello psicologo e a come è visto dai genitori. Volevo fare alcune riflessioni insieme a lei. Andare dallo psicologo può voler dire tante cose non per forza andare a fare analisi. L'attenzione e i rispettivi cali possono essere indicativi di possibili problematiche che é bene comprendere se esistano o no. Andare da uno psicologo in questo caso può voler dire andare a fare dei giochini (test) che valutino differenti aspetti (attenzione-memoria-linguaggio.....) e comprendere se questi siano adeguati alla sua età. Tutto questo purtroppo non é una cosa assurda, e solo il bisogno e la necessità di dover chiedere aiuto a una figura esperta e competente su un disagio che non si sa se ci sia o no in nostro figlio. Spero che questa mia riflessione possa essere stata un piccolo seme che lei si porterà con se nel valutare la possibilità nel chiedere aiuto a una figura competente in ambito evolutivo.
Risposta di Riccardo , Psicologo - Cagliari
Cordiali saluti cara mamma. Dr.Riccardo Povolo www.povoloriccardo.it riccardopovolo@gmail.com 340-4918778
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Signora, capisco bene da genitore la sua furiia e tristezza, allo stesso tempo quello che posso dirle è che il bambino non "va in analisi" ma magari quello che suggerisce la pedagogista è un piccolo e breve intervento con la finalità di vedere cosa impedisce a suo figlio di concentrarsi. Niente di patologico nè di lungo termine, forse qualche seduta con uno psicologo evolutivo, come dice il collega Riccardo, può aiutarlo a subire meno frustrazioni a scuola e voi a capirlo meglio. Non è in discussione la qualità familiare/genitoriale, ma la possibilità di verificare se si tratti di concentrazione oppure di un lieve disturbo dell'apprendimento, ad esempio la dislessia. Una volta escluso sarà un serenissimo bambino di otto anni, se fosse il caso saprete i suoi tempi di resistenza, e avrete gli strumenti per aiutarlo davvero. In bocca al lupo Paolo
Risposta di Roberta Cacioppo , Psicologo, Psicoterapeuta - Milano
Gentile mamma, concordo sostanzialmente con quanto già espresso dai colleghi. Rivolgersi a uno psicologo specialista in età evolutiva potrebbe essere un'opportunità per il suo bambino, e anche per voi genitori. Non si tratta di cercare per forza traumi o gravi difficoltà, ma al contrario di trovare soluzioni funzionali proprio al suo bambino (e non ricette uguali per tutti!) per aiutarlo a palesare meglio le capacità che già possiede, ma alle quali evidentemente per qualche motivo non riesce ad accedere pienamente. Cordialità, Roberta Cacioppo - psicologa, psicoterapeuta, consulente in sessuologia - 347/5311297 robertacacioppo76@gmail.com www.psicoterapia-milano.it
Risposta di Alessia Bella , Psicologo, Psicoterapeuta - Caltanissetta
Cara signora, comprendo il suo stupore e la sua perplessità, tuttavia nella mia esperienza clinica i bambini di rado entrano in analisi se non ce ne sono condizioni cliniche urgenti determinate da esperienze traumatiche (lutti, separazioni, abbandoni, incidenti, maltrattamenti, molestie, abusi eccetera). diversamente il lavoro si concentra sella comprensione e ristrutturazione delle dinamiche familiari e sulle modificazioni comportamentali che innescano i comportamenti problema sia nei genitori che nei figli e poi probabile che suo figlio abbia necessità di un training delle funzioni attentive che consiste in una serie di "giochini"mentali (li chiamo cosi perche spesso i bambini li trovano divertenti) che stimolano e fortificano funzioni cognitive quali l'attenzione e la concentrazione che sembrano essere il problema in oggetto . Pertanto mi sento di invitarla ad incontrare uno psicologo e a palesare le sue perplessità ottenere adeguate informazioni sul lavoro da fare in modo da fugare inutili dubbi e angosce. Un grande in bocca al lupo a lei e al suo piccolino. Dr. Alessia Maria Bella cell: 3472610609 e-mail: psicoale@tiscali.it
Risposta di Dr. Marco Gamannossi Degl'Innocenti , Coaching, Formazione, Psicologo - prato
Gent.ma Signora, Non penso proprio che suo figlio debba andare in analisi! la psicologia non è assolutamente riconducibile soltanto alla psicoanalisi( per'altro di pertinenza dello psicoterapeuta e non dello psicologo) ma a tutt'altro. Sono uno psicologo scolastico con esperienza pluriennale nel potenziamento cognitivo dei ragazzi con età compresa fra 8 e 15 anni. Le posso assicurare che in questi casi lo psicologo non analizza i vissuti del ragazzo ma si concentra sul potenziamento di abilità quali: concentrazione, tecniche di memoria, rapporto con compagni e professori, preparazione ad una prova specifica, organizzazione del carico di lavoro etc etc. Le assicuro e le garantisco benefici e miglioramenti nel rendimento immediati senza assolutamente far entare in "analisi"suo figlio! Può contattarmi direttamente tel: 329 0640143 mail: marcogamannossi@activamente.org Oppure visiti il mio sito www.activamente.org dove oltre a trovare utili informazioni è possibile anche avere consulenze ONLINE con un notevole risaparmio di tempo e denaro e potendo annullare le distanze ! un caro saluto Dr. Marco Gamannossi Degl'Innocenti
Risposta di Dr.ssa Debora Magnani , Psicologo, Psicoterapeuta - Nuoro
Gentile Signora,
prima di tutto vorrei tranquillizzarla circa la figura dello psicologo da cui evidentemente appare molto spaventata.
Andare dallo psicologo non significa necessariamente andare in analisi. La psicoanalisi appartiene alla psicologia, ma, fortunatamente la psicologia non finisce la. Esistono differenti approcci e uno è più indicato di un altro.
Ad ogni buon conto, Lei è la mamma e solo Lei deciderà se accompagnare suo figlio da uno psicologo oppure no. A mio parere un terapeuta cognitivo comportamentale che si occupi di età evolutiva potrebbe essere un prezioso aiuto per aiutare suo figlio a risolvere i problemi di concentrazione.
Cordialmente
Dott.ssa Debora Magnani Psicologa Psicoterapeuta
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Buon giorno,
comprendo i mille pensieri, dubbi, paure e la rabbia!
Sì, quello che traspare molto bene è che lei è arrabbiata.
Forse le parole dette dalla pedagogista l'hanno sorpresa, spaventata e oltremodo offesa. Forse si è sentita giudicata come mamma, come educatrice, come adulta e donna.
Comprendo molto bene, i nostri figli sono così legati a noi, in termini emotivi, cognitivi, ma anche nel senso della stima di sè e quindi parlare di loro, è sempre molto delicato, ci tocca profondamente. C'è anche da dire che i consigli non richiesti offendono sempre molto, perchè appunto in quanto non richiesti, sono sempre svalutanti.
Andando un pò più nel merito della questione, direi che sì i videogiochi sono dannosi, soprattutto nei bambini e nei ragazzi, ma non solo, in particolare per quello che riguarda la concentrazione, la memoria linguistica, la stabilità emotiva, il livello di agitazione psicomotoria, il sonno, ecc.
Questo non vuol dire che suo figlio abbia subito danni irreversibili alla memoria o ad altre funzioni cognitive, ha solo otto anni e ha tanto sviluppo davanti. Ma sicuramente ridurre, se non togliere (obiettivo ideale almeno fino a che non ha superato i 12 anni circa), sarebbe un bel processo.
Non è facile per i ragazzini così abituati, però l'importante è essere decisi e convinti e proporre dei giochi diversi, magari interattivi con voi familiari, sicuramente più gratificanti, degli hobbies e degli impegni con gli altri e comunque meno passivizzanti. Ricordiamoci infatti che tutti i mezzi che utilizzano il video, quindi anche la TV, sono molto passivizzanti, accrescendo aggressività, passività, rallentamento evolutivo, agitazione psicomotoria, ecc.
Visto che lei ama stargli dietro e ha questa intenzione, credo che non sarà difficile praticare questo cambiamento di rotta, un pò impegnativo e faticoso, ma sicuramente ne vale la pena, ne vedrete i risultati per tutti.
Di sicuro i primi terapeuti dei bambini sono i genitori stessi, sia che vi rivolgiate ad uno psicologo o non lo facciate, siete voi i primi ad essere chiamati in causa, voi avete uno spazio di osservazione privilegiato, voi i primi ad avere le risorse per far fronte alla situazione, voi che avete una relazione privilegiata e affettiva col bimbo.
Credo che possiate sicuramente provare a trovare le vostre personali strategie, che cambierete di volta in volta in base ai risultati, ma saranno le vostre e sicuramente efficaci.
Non di meno, se un giorno decidesse di avvalervi del supporto di uno specialista, questo non significherà assolutamente entrare in analisi, bensì chiedere un consulto, ovvero un punto di vista diverso per aiuratarvi ad osservare il vostro bambino. Voi rimarrete sempre i migliori terapeuti, il suo punto di forza e la sua risorsa!
Comprendo che possa spaventare l'idea di andare da uno ps ma i tipi di intervento che si possono ottenere, sono assai diversificati in base alle esigenze e sicuramente con i bambini, spesso si fanno interventi assai brevi, giusto per ripristinare le risorse e le energie insite nella famiglia stessa.
Non è necessario che siano capitati traumi o che la famiglia sia maltrattante per doversi rivolgere allo psicologo. A volte ci si rivolge solo perchè sono necessari dei piccoli aggiustamenti in termini di abitudini, stili di vita, visioni su sè e sulla crescita, proprio perchè ogni bambino è un universo a sè e non sempre è facile calibrare perfettamente tutto, soprattutto tenendo conto che nessuno ti insegna ad essere genitore, ma lo si impara strada facendo.
Per cui, non si preoccupi di quanto detto dalla collega. Forse non si è espressa bene ed è stata fraintesa negli intenti. Non credo ci fosse un messagio negativo nei vostri confronti, credo solo si stesse cercando di sondare le possibili risorse.
In ogni modo, voi siete i genitori e dovete fare come meglio sentite, per voi e vostro figlio.

Un caro saluto

Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta
blog sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
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