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come posso combattere l'ansia (Psicologo)

salve , sono una donna di 43 anni con tre figlie adolescenti e sposata da 21 anni.nella mia vita sono successe tante cose che hanno segnato la mia giovinezza ( separazione dei genitori, una solella che ha sempre creato problemi alla famiglia e ha abbandonato una figlia che io ho adottato che ' meravigliosa e a conoscenza di tutto anche se abbiamo avuto momenti difficili ma superati insieme, la malattia di mio padre risoltasi poi al meglio ) e tutto era x me un MIO problema ..io dovevo risolverlo e stavo male x tutti . in questo mio marito mi e' sempre stato vicino , mi consolava approvava e condivideva le mie scelte e spesso era escluso da me xche' "solo io conoscevo il mio dolore"..ho avuto depressione, ansie sono stata vista da alcuni psicologi ..la situazione sembrava migliorare..poi due anni fa e' mio marito ad entrare in crisi , ad essere stanco a non avere piu' voglia di fare niente ..e io a differenza sua cosa faccio ? lo attacco ,e mi sento tradita xche' x me lui era l'unico punto fermo della mia vita...decidiamo quasi insieme di separarci per un periodo ..io pero' dopo 15 gii chiedo di tornare prima dice no poi torna ..questo succede 4 volte in 8 mesi..le mie figlie assistono a tutto , anche alla mia disperazione , pianti rabbia..da settembre e' tornato definitivamente, sembrava le cose andassero bene, ma col passare del tempo il mio carattere e la mia rabbia hanno rovinato nuovamente tutto : so che anche lui ha un po' di depressione e invece di stargli vicino lo attacco e gli rinfaccio tutto..non sono contenta del mio comportamentoma mi rendo conto che in quei momenti bui non sono io.
io vorrei essere allegra , felice e ricominciare ad avere la vita che forse io credevo meravigliosa.
io amo ancora mio marito e lui e' una persona meravigliosa ma sembra faccio il possibile x allontanarlo.
purtroppo anche il lavoro non mi aiuta , sono precaria e nell'ufficio in cui sto ci sono persone che urlano, a volte mi trattano in malo modo ( so che il problema sono io , non dovrei permetterglielo ) e il lavoro che svolgo da due mesi x me e' sconosciuto visto che e' una materia a me sconosciuta e fanno in modo che io mi senta una tonta
quando devo andare in ufficio mi viene l' ansia, ma purtroppo anche a casa non sono serena e felice.
prendevo le gocce En ma dopo averne abusato ho di mia iniziativa deciso di smetterle bruscamente ..e mio Dio e' stata la mia fine .piango senza motivo, non mangio, ho un nodo allo stomaco, la testa compressa e la costante voglia di scappare. ieri il medico mi ha consigliato di ricominciare a prendere le gocce En , la dose minima e oggi sto un pochino meglio.so che ci sono persone che hanno problemi ben piu gravi ma in certi momenti non me ne riccordo
io vorrei solo essere serena e star bene con la mia famiglia , mie figlie che sono la mia vita e mio marito che mi e' sempre stato vicino con amore invece loro sono diventati la mia valvola di sfogo.
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 17/05/2011
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
grazie mille Dottoressa,so che lei ha perfettamente ragione, dovrei andare a parlare con qualcuno, ma io voglio anche farcela da sola ..so di essere forte e grazie a Dio non ho nessun problema grave, niente che in questo momento mi faccia star male !
ho elaborato tutta la mia vita bella o brutta e so che a differenza di altre persone sono stata fortunata...ecco il mio lavoro personale vorrebbe consistere proprio in questo ...riccordarmi di quanto sono fortunata ad avere 3 figlie meravigliose ,un marito in gamba e nessun problema anche nei momenti in cui mi sento persa
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Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma,
le sue parole sono piene di sofferenza e di disagio. Da quello che racconta la sua vita è stata puntellata da diversi episodi difficili e dolorosi, che meritano un'attenzione importante, un'attenzione che questo spazio, a mio avviso, non può dare per le limitazioni oggettive che impone, essendo uno spazio virtuale. Non esiste un modo per combattere l'ansia, ne esistono molti! Ma prima del 'modo' è utile capire se sia l'ansia quella da 'combattere', o qualcos'altro..e questo è possibile solo attraverso una cura specialistica, che vada ad indagare i motivi nascosti del suo malessere e le risorse che può contatattare per stare meglio e tornare a 'essere allegra, felice e ricominciare ad avere la vita che forse io credevo meravigliosa'. I farmaci sono molto importanti, soprattutto quando possono aiutare ad aumentare la qualità della vita e nei momenti critici, ma da soli non sono sufficienti a risolvere i problemi.
La invito a ricontattare un professionista, magari quello da cui era già stata, o se preferisce un altro, a cui possa affidarsi e recuperare se stessa, dando un significato alla sua vita, passata e attuale, alle scelte che ha fatto, che fa. E che farà.
Con i migliori auguri.
Dott.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma, dal mio punto di vista non esistono fortune, quindi ciò che ha scelto e fatto nella sua vita è stato merito suo, e soltanto suo! E può andarne fierissima. Le ho scritto quello che penso in risposta alla sua richiesta di aiuto, visto che che questo è proprio uno spazio in cui le persone chiedono, e di solito lo fanno spinte dall'urgenza di avere delle risposte o di comprendere qualcosa. Se la sua scelta è quella di farcela da sola, non posso che farle i miei sinceri in bocca al lupo, ma non senza ripeterle (non sarei professionalmente onesta con me stessa se non lo facessi) che quello che lei ha scritto rivela una quantità di sofferenza e malessere a mio avviso da non sottovalutare.
Rinnovando gli auguri
Dott.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno signora, per qualche strano errore del sistema solo oggi ho visto la sua lettera. Mi smebra, come giustamente sottolinea la collega, che ci sia molto dolore ed anche molta confusione. Forse lo scrivere tutto in relativamente poco spazio è una difficoltà. Viste le molte vicissitudini ed il grado di sofferenza relativo, mi sentirei di consigliarle una psicoterapia che la possa supportare nelle sue scelte, che magari può fare ascoltandosi senza censure. Non ho ben capito quale sia la sua domanda, per cui non so se quello che ho scritto la può far sentire vista e rispecchiata. in bocca al lupo Paolo
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Gentile signora, per combattere l'ansia é necessaria una psicoterapia possibilmente cognitivo-comportamentale, non si può certo risolvere in questo spazio. Inoltre mi sembra di capire che nella sua storia di vita ci sono molte esperienze da elaborare e pretendere di farcela da sola, a mio avviso, sembra un'aspettativa troppo alta...cerchi di rispettare i limiti dell'essere umano. Non sarà forse troppo severa con se stessa?! La invito a questa riflessione e cordialmente la saluto. Dott.ssa Loredana Angeletti www.psicoangeletti.altervista.org
Risposta di dr.ssa Elena Scarsoglio , Psicologo, Psicoterapeuta - Bra
Buongiorno sig.ra, ho letto il suo racconto e mi sembra che una dose di sofferenza lei se la stia portando dietro da molti anni, forse nell'ultimo periodo anche suo marito avrebbe avuto bisogno d'aiuto. Inoltre non è mai consigliabile smettere gli ansiolitici senza il consiglio di un medico. Infine, visti i problemi di coppia, vi consiglierei di provare a rivolgervi ad uno psicoterapeuta per una consulenza di coppia. In bocca al lupo, dott.ssa Elena Scarsoglio www.studiopsicologiabra.com
Risposta di Alessia Bella , Psicologo, Psicoterapeuta - Caltanissetta
Buongiorno Signora da quanto emerge sembra essere una situazione che richiede di essere affrontata seriamente e con un aiuto professionale competente. Rifletta bene sulla necessità di fare un percorso serio e concreto. Perdoni l'atteggiamento direttivo, ma nell'interesse della sua salute a poco servono consigli e pareri o sfoghi. Si prenda del tempo per maturare un atto di scelta decisa e convinta di ciò che necessita. Cordialmente, Dott.ssa Alessia Maria Bella psicoale@tiscali.it
Risposta di Dott.ssa Annalisa De Filippo , Psicologo - Sesto San Giovanni (Mi)
Gentile signora, come i colleghi evidenzio che dalle sue parole traspare una sofferenza che merita di essere accolta e compresa. Dice: "tutto era per me un mio problema... io dovevo risolverlo e stavo male per tutti"; probabilmente ora è arrivato il momento di occuparsi di se stessa e del suo dolore al fine di "essere serena e star bene con la mia famiglia". Saluti. Dott.ssa Annalisa De Filippo Psicologa www.centropianetapsicologia.com
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Buon giorno,
quello che mi colpisce molto di quanto scrive, è la sua sofferenza e la negazione della stessa!
Lei soffre molto,ma se ne toglie il diritto, continua a dire che c'è chi sta peggio, che è fortunata, che ha una vita meravigliosa e una famiglia che ama.
Bhe, se tutto fosse così perfetto, lei non starebbe così male!
Se, sente tutto quello che ci ha descritto è indubbio che c'è qualcosa che non va, non è lei ad essere strana o ingrata!!!!!
Si ricordi che ciò che conta non è la cosa in sè, bensì il significato che quella cosa, esperienza o persona ha per noi. Quindi, le persone a lei care possono essere meravigliose ma sta di fatto che in questo momento lei si sente sola, abbandonata e tradita.
Ha diritto di dire in modo forte, di urlare che sta male!
Quello che ho percepito in modo netto è proprio il fatto che lei si sia sentita tradita e abbandonata, da suo marito. Il fatto che lui si sia ritirato dal vostro modo di vivere, che sia caduto in depressione, l'ha sentito come un abbandono e forse in modo velato, anche una critica.
Forse dovrebbe riflettere sul fatto che soffrire per tutti, essere responsabili di tutti, è un modo assai duro di vivere. Certo pone il grande vantaggio di credere di avere tutto sotto controllo, ma di fatto non è così ed il costo è assai alto. Può essere che suo marito abbia fatto un bilancio della sua vita e abbia capito che forse tutto ciò era stancante, che forse desidera altro.
Capisco che lei si sia sentita sola e abbandonata nel suo progetto di vita, ma deve tener conto che forse questa crisi di suo marito ha un senso e offre a tutti quanti di trovare un nuovo equilibrio, forse maggiormente funzionale all'oggi.
Comprendo bene che si possa sentire arrabbiata con lui! Siete stati uniti per una vita, andando all'unisono in una certa direzione e ora non è più così, si presenta un bivio, che lei fatica a decifrare.
In considerazione di ciò, da una parte cognitivamente comprende il valore di suo marito, dall'altra rimane emotivamente arrabbiata e spaventata. Certo è un conflitto notevole!
Deve sentirsi molto spaventata! Ed ha tutte le ragioni per esserlo, è come se improvvisamente un terremoto avesse scardinato i suoi punti di riferimento. La terra ha tremato e le sue certezze hanno vacillato con lei.
Non a caso, vedo che ci tiene molto a mantenere il controllo, prende e toglie i farmaci come vuole, fino ad abusarne, chiede aiuto ma non lo vuole chiedere fino in fondo, del resto anche suo marito per certi versi è stato tenuto fuori, perchè non poteva comprendere il suo dolore. Sembra quasi che tenere il controllo, le permetta di avere dei punti fissi, quando tutto sembra vacillare.
Credo che il problema di fondo, di tutta la sua vita, che si ripresenta forte adesso, è la fiducia. Lei non si fida mai di nessuno, non vuol mollare il controllo e lasciare entrare fino in fondo gli altri, nel suo mondo fatto di dolore ma anche di gioie.
Questo fa si, che qualunque aiuto chieda non sarà mai sufficiente, perchè lei non lo lascia entrare fino in fondo, parimenti per la stessa ragione, qualunque relazione, non potrà mai essere di reale scambio e conforto.
Credo proprio che sia arrivato il momento di lasciarsi andare, creare una nuova apertura e nuovi modi di stare in relazione ed affrontare i problemi reali, emotivi, relazionali, ecc.
Può farlo e deve farlo per sè stessa! E' arrivato tempo, che dopo tante fatiche lei si rilassi e viva la vita per come va, certo con impegno, amore e dedizione, ma anche con rispetto di sè e dei propri bisogni!

Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta
sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
Risposta di Dott.ssa Donatella Chessa , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Gentile Signora,
come già accennato dagli altri colleghi si intravede chiaramente tutta la sua sofferenza dalle poche righe che ha scritto, sofferenza che però cerca anche di negare o comunque di sminuire. Io invece non la sottovaluterei perchè giustamente è anche un suo diritto quello di volere stare meglio e trovare una strada che la porti ad essere più serena assieme a suo marito e alle sue figlie...Lei ha sicuramente già porvato a fare tanto da sola e forse adesso potrebbe prendere di nuovo in considerazione la possibilità di farsi accompagnare in questo cammino da uno specialista che sia uno psicoterapeuta. Anche i farmaci sono importanti e per quello comunque la figura più adatta per farseli prescrivere è lo psichiatra (in caso lei si stia rivolgendo solo al suo medico di base) poichè come dice appunto il nome è esperto in psicofarmaci come ad esempio l'En che lei sta assumendo.
Cordiali saluti,
dott.ssa Donatella Chessa
www.psicoterpiatorino.it
Risposta di Monica Cristina Veronese , Psicologo, Psicoterapeuta - 20142 Milano
Buongiorno Sig.ra,
la sua lettera mi ha colpita, così come è stato anche per altri colleghi, soprattutto per il tono che ha utilizzato per descrivere se stessa, come se tutto quello che accade e che le accade sia colpa sua o comunque sua responsabilità. E' ovvio che se anche solo inconsapevolmente lei pensa questo, altro che ansia!! Naturalmente solo lei può conoscere quali sono gli aspetti che più la caratterizzano e forse alcuni, come mi sembra di capire, li ha già "guardati" in precedenti approcci psicologici ma il punto è che se lei sente di avere qualcosa dentro di lei che non le permette di essere più comprensiva con suo marito o di "farsi valere al lavoro" questo non deve essere essere motivo di "colpevolizzazione" ulteriore poichè quasi sicuramente gli aspetti sopra citati hanno il loro peso e lei li agisce inconsapevolmente pur rendendosi conto che c'è qualcosa che non va. Da questa "discrepanza" tra ciò che uno è e quello ch vorrebbe essere nasce l'ansia che sicuramente non l'aiuta e non è facile da gestire. A questo proposito le consiglio di farsi aiutare, di intraprendere un nuovo percorso con un professionista che potrà guidarla nella ricerca di quelle risposte che sta cercando.
Le faccio i miei migliori auguri,
Dott.ssa Veronese Monica Cristina
www.psicocittà.it
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