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Come avviare un'attività di vendita online di oggettistica varia? (Commercialista)

Buongiorno,
ho registrato un marchio (da me ideato) e vorrei intraprendere un'attività di vendita on-line di oggetti vari (ciondoli, orecchini, articoli in pelle per donne e per animali, etc. realizzati/personalizzati con il marchio sopracitato). Poichè non ho molta esperienza in merito, gradirei poter ricevere alcune delucidazioni a tal riguardo. So che bisogna aprire una partita iva, che tipologia di partita iva necessita? E' necessaria l'iscrizione alla Camera di Commercio? Quali sono le spese (iniziali e successive) a cui vado incontro? Potreste indicarmi nel dettaglio le tappe per poter realizzare e gestire questa mia idea?
Vi ringrazio per l'attenzione e per qualsiasi suggerimento vogliate darmi.
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 21/10/2009
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
Ho sentito parlare della partita iva forfettaria e del Regime dei Minimi, cosa sono e cosa prevedono?
Per quanto riguarda il pagamento dell'INPS, è previsto fin dall'inizio dell'attività (anche se non si prevedono consistenti guadagni iniziali)?
Ringrazio tutti per le risposte che sono state davvero molto esaurienti. L'unica cosa che non ho ben capito è quando scatta l'obbligo dei versamenti verso l'INPS:
dall'apertura della partita iva?
dall'apertura della ditta individuale inattiva presso la CCIA?
oppure dalla richiesta di inizio attività presso il comune?
Mi pare di aver capito che l'obbligo parta dall'apertura della partita iva. Se è questo il caso, sono obbligata a versare anche se non ho effettuato alcuna operazione di vendita o acquisto?
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Risposte

Risposta di Dott Massimiliano Romani , Commercialista - Firenze
Buongiorno,
per iniziare un'attività di vendita on-line di generi non alimentari si deve:
 
1) Aprire la partita Iva (Nel caso in cui so preveda che il volume dei ricavi non superi Euro 30.000 annui, che non siano previste importazioni/esportazioni, che non sia previsto impiego di personale, è allora possibile esercitare l'opzione in sede di apertura di adesione al regime dei contribuenti minimi). Nessun costo è un servizio gratuito.
 
2) Aprire una ditta individuale inattiva presso la Camera di Commercio della provincia di appartenenza. Costo euro 23,00 di diritti di segreteria euro 14,62 di marca da bollo ed euro 106,00 di diritto annuale che poi dovrà essere versato ogni anno.
 
3) Comunicare al Comune di residenza l'inizio di attività di commercio elettronico con indicazione del sito in cui avverranno le transazioni. Costo euro 30,00 circa ma questa cifra potrebbe variare da Comune a Comune.
 
4) Comunicare alla Camera di Commercio l'autorizzazione da parte del Comune per l'inizio di attività di commercio elettronico. Costo euro 23,00 di diritti di segreteria e euro 14,2 di marca da bollo.
 
Fatti questi passi 'attività può essere svolta tranquillamente.
Importante ricordarsi che le fatture emesse in seguito alla vendita dei prodotti non dovranno essere assoggettati ad iva in seguito all'adesione al regime dei contribuenti minimi.
Successivamente ci sarà da pagare l'INPS relativamente ai contributi fissi (circa euro 2.800 annui, spalmati in 4 rate trimestrali) se il reddito annuo non supera circa euro 14.000. Se tale limite viene superato dovrà essere pagata in sede di dichiarazione dei redditi il conguaglio in misura percentuale intorno al 20%.
Le tasse saranno invece pari al 20% dell'utile conseguito.
Detto questo consiglio di rivolgersi ad un Commercialista il cui costo potrù variare a seconda della regione, della città e del professionista stesso.
Risposta di STUDIO NOTARO , Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo, Consulente aziendale, Consulente del lavoro - BESANA IN BRIANZA
Chi mi ha preceduto è stato precisissimo e non posso che confermare
Risposta di MICHELE LAGHI , Commercialista - SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
Il collega che mi ha preceduto è stato molto esaustivo.
  Altro regime esistente è quello delle nuove attività produttive. La procedura è la medesima da seguire per aprire la p.iva. Tale regime però permette di pagare solo un 10% di imposte. E' valido solo per tre anni e solo la prima volta che si apre la p.iva. Si ha sempre un limite di ricavi di 30.000. Anche l'iva si versa una sola volta a marzo dell'anno sucessivo.
 
Per ulteriori chiarimenti rinango a disposizione
Risposta di Dott Massimiliano Romani , Commercialista - Firenze
Buongiorno, per quanto riguarda gli ulteriori chiarimenti richiesti dall'autore:
 
1) PARTITA IVA consiglio, come già avevo indicato nel punto 1) della mia risposta di ieri, l'adesione al regime dei contribuenti minimi che può essere esercitato se si prevede un volume di ricavi fino ad euro 30.000 e nel caso in cui non si utilizzi personale nè si pongano in essere operazioni con l'estero in entrata e in uscita. Con questo regime le fatture di vendita devono essere emesse senza iva ed il carico fiscale è pari al 20% del reddito d'impresa.
 
2) INPS i contributi fissi INPS sono dovuti fina dall'apertura della propria posizione, tuttavia se la ditta viene aperta oggi (22/10/09) per il 2009 i contributi fissi saranno ragguagliati al periodo di apertura ovvero euro 2.800 è il valore annuale dei contributi fissi quindi per il 2009 sarebbero da pagare "solo" euro 540 circa. 
Risposta di STUDIO NOTARO , Amministratore condominio, Commercialista, Consulente amministrativo, Consulente aziendale, Consulente del lavoro - BESANA IN BRIANZA
il regime forfettino, con sistema tutor o meno dell'Agenzia delle entrate preve l'applicazione dell'iva che viene versata una sola volta all'anno senza obbligo quindi di liquidazioni periodiche della stessa. Per le imposte vi sara una tassazione separata del 10%, non si potranno portare però in deduzione o in detrazione gli eventuali oneri, salvo che si abbiano altri redditi.
Si è soggetti anche all'irap pari circa al 4,25%
Inps artigiani o commericanti se impresa, gestione separata se prof. privi di cassa eventuale cassa ordinistica.
 
 
tale soluzione è applicabile solo per i primi tre anni
 
Andrebbe analazzata nello specifico
 
il regime di minimi prevede un reddito massimo di 30.000,00 euro.
Non si applica iva e irap tassazione separata pari al 20%.
Possibilità di applicare la ritenuta d'acconto per i professsionisti.
 
Inps artigiani o commericanti se impresa, gestione separata se prof. privi di cassa eventuale cassa ordinistica.
 
si possono portare i versamenti previdenziali a costo, ma non si potranno dedurre o detrarre altri oneri
 
anche questa è da analizzare nello specifico,  caso per caso
 
in fede
 
Marcello Notaro
Risposta di Maria Luigia Salvato , Commercialista - Bologna
Buongiorno,
 
le risposte date dai colleghi sono precisissime. Per gli adempimenti:
 
- apertura partita iva e comunicazione del regime Iva che si intende adottare
- apertura posizione CCIAA
- comunicare al Comune il nome del sito per il commercio elettronico
 
Per i costi:
- diritti di segreteria e Diritto CCIAA annuale
- Contributi Inps fissi ogni 3 mesi (4 rate l'anno) a prescindere dal fatturato
- tasse a seconda del regime scelto come già dettagliato dal collega
 
La soluzione migliore però è sempre avvalersi di un professionista che segua la pratica dall'inizio
Maria Luigia Salvato
Risposta di MICHELE LAGHI , Commercialista - SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
come sempre i colleghi sono stati precisissimi. L'iva forfettaria è quel regime che ho menzionato nella prima risposta che è nominato regime delle nuove attività produttive. Come già detto si versa l'iva una volta all'anno, a marzo dell'anno sucessivo, e si sconta un imposta sostiutitva del 10%.
 
Per qunato riguarda l'inps, dovendosi iscirvere in camera di commercio in automatico si viene segnalti all'inps e si deve cominciare a pagare.
Fino a ricavi di 13800 euro si versameno obbligatorimanete 2800 divisi in 4 versamenti a febbraio, maggio agosto e novembrre, se si superano tali ric. si deve versare un 20% sull'eccedenza. Chiaramente se l'attività viene aperta adesso l'inps viene pagata in relazione al periodo dell'anno
Risposta di MICHELE LAGHI , Commercialista - SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
Purtroppo è così. Una volta che ti iscirvi in camera di commercio automaticamente passano la tua iscrizione anche all'inps. I contributi vanno versati anche se non fatturi niente. E' sicuramente la componente più onerosa per chi inizia una nuova attività.
Risposta di Maria Luigia Salvato , Commercialista - Bologna
Putroppo la risposta alla domanda ulteriore è affermativa: l'inps - come contributi fissi - va pagata anche in assenza di fatturato, ma per il fatto stesso di essere iscritto in Camera di Commercio, anzi ora la cosa avviene automaticamente.
L'unica cosa è che se ti iscrivi a metà anno ti arriveranno i contributi rapportati al periodo di partura di P.IVA
Cordiali saluti
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