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perchè mia figlia di quasi 5 anni la notte fa ancora pipì a letto? (Psicologo)

ho tolto il pannolino a mia figlia di giorno a due anni e mezzo ed è andato tutto bene...di notte l'ho lasciato e ancora oggi lo mette....si bagna e non se ne accorge neanche...abbiamo provato a svegliarla a certe ore e portarla in bagno ma l'indomani lei non ricorda nulla e se non la chiamiamo noi lei non si sveglia e dire che è una bimba vispa e intelligente che capisce tutto ma mi dice che non la sente proprio...che fare?
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 14/10/2009

Risposte

Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Signora,
al di là delle considerazioni che si possono fare sul pannolino e su quando vada tolto, le consiglierei di non far vivere questo momento di passaggio a sua figlia come un "vai bene" oppure "non vai bene". Solitamente i bambini ne sentono l'effetto, ovvero l'umidità, il fastidio del freddo, del letto bagnato. le suggerirei comuqnue di continuare con serenità a non metterle il pannolino la notte, valorizzare eventualemente quando la sente, e non svalutarla o farsi vedere dispiaciuta quando la fa nel lettino. Insomma sul rafforzare le risorse e l'autostima della bambina, che sono quelle che l'accompaghneranno. Le auguro una buona giornata ed un in bocca al lupo per il mestiere più difficile del mondo!
 
 
www.paolomolino.com
Risposta di Psicoterapia Dr. Milardi Medico Chirurgo , Psichiatra, Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Sicuramente le indicazioni già date sono valide e vanno inserite quindi in un discorso di clima familiare sia specifico per il problema sia per il clima tranquillo fra gli adulti e con gli adulti. Si possono fare varie altre considerazioni ed indicazioni, io mi permetto di evidenziare l'importanza del "tempo" in cui far fare la pipì alla bambina ed anche, durante la giornata, valutare ogni quanto la bambina va in bagno, poichè se è già abituata ad andarci ad una certa distanza di tempo, questo permetterà di valutare il tempo durante il periodo di sonno, altrimenti sarà opportuno abituarla ad aspettare gradualmente durante il giorno.
Risposta di Dott.ssa Claudia Galbiati , Psicologo - Pioltello (Milano)
buon giorno sig.ra
il problema che ci sottopone è un problema frequente in molte famiglie quindi mi sento di dirle di affrontare questo momento serenamente.
purtoppo per darle dei consigli efficaci bisognerebbe avere una visione d'insieme un pò più completa della situazione. Le cause o il disagio che sta provando possono  essere differenti. l'unico consiglio che mi sento di darle e di togliere un pò l'attenzione da questo problema e valorizzarla in altro modo. Ad esempio la mattina evitare di chiedere troppo insistentemente perchè o come fa a non ricordare.
piuttosto coinvolga la bambina nel sistemare la camera e rifare il letto, la faccia sentire grande e in grado di essere autonoma. la premi e la lodi tutte le volte che non si bagna. evitare inoltre che altre figure come i nonni le ricordino o le chiedano di questo prolema.
le auguro una buona giornata
 
Dott.ssa Claudia Galbiati
www.paginebimbo.it
 
Risposta di dott.ssa Leila Zannier , Psicologo, Psicoterapeuta - Udine
Gent.ma signora, il problema che lei descrive in realtà non è definibile esattamente come tale: rispetto a queste questioni i bambini hanno tempi estremamente diversi e 5 anni per la pipì notturna non è ancora un'età davvero preoccupante. Ciò detto, eviterei di svegliarla di notte, diventerebbe uno sforzo e una sofferenza per lei, che evidentemente ha un sonno molto pesante e profondo (tanto da non ricordarsi di alzarsi e da non accorgersi dello stimolo della pipì, che conosce molto bene visto che di giorno non ha mai avuto problemi in tal senso). Concordo con i colleghi nel dire che è importante in questo momento non far vivere la questione alla bimba come un problema o una sua mancanza, ma piuttosto valorizzarla rispetto alle competenze "da grande" che la bambina dimostra, coinvolgendola in attività nuove, "da grande", appunto. Poi potrebbe concordare con lei la sera in cui cominciare a non mettere più il pannolino, dimostrandole fiducia nelle sue capacità. Se la notte dovesse poi bagnarsi l'importante è non drammatizzare, anzi darle il messaggio che non importa, la prossima volta andrà meglio, e magari cambiare con lei le lenzuola, mettendo anche una cerata sul materasso che dia alla bambina un senso di maggiore protezione, nel senso che il danno che potrà fare sarà minimo. Premiarla e valorizzarla quando succede che la notte non bagna il letto sarà l'atteggiamento più giusto. L'ultima indicazione, di ordine meramente pratico, è quella di fare attenzione a quanti liquidi la bambina assume prima di andare a dormire, magari limitandone l'assunzione il problema sarà meno "pressante".
Cordiali saluti.    
Risposta di maria concetta cirrincione , Psicologo - palermo
gemitol


Cara Signora
alla base di questo tipo di disturbo sembra esservi un apprendimento sbagliato dell'abilità della continenza notturna (abilità che viene normalmente appresa fra l'anno e mezzo e i quattro anni e mezzo di età), a cui poi si aggiungono problemi emozionali legati al sentimento di vergogna che il bambino prova per il suo comportamento. Decisivo risulta essere l'atteggiamento di entrambi i genitori verso il bambino (quindi cerchi di coinvolgere anche suo marito, il suo ruolo è molto importante). Costituiscono fattori di mantenimento del disturbo sia un atteggiamento rigido e colpevolizzante, sia uno di tipo  troppo permissivo , perciò  è consigliabile intervenire psicologicamente sul bambino enuretico prima che sia troppo grande e e che si sia instaurato un atteggiamento errato nei confronti del problema, connotato da eccessiva apprensione e/o colpevolizzazione del bambino stesso.
Cinque anni sono da considerare ancora quasi nella norma, ma se dovesse continuare a persistere il problema potrebbe essere utile fare un consulto da uno psicologo dell'età evolutiva.
Per quanto riguarda il trattamento sarebbe utile  far bere il bambino fino a due ore prima che andasse a dormire e farlo urinare prima di andare a letto, mentre per quanto riguarfda l'aspetto farmacologico (ma ciò deve essere prescritto naturalmente da un medico), un farmaco comunemente utilizzato nel trattamento del'enuresi è la desmopressina, in spray o in compresse, la cui azione principale consiste nella riduzione della produzione di urine, attraverso la ritenzione dei fluidi e la concentrazione delle urine a livello dei tubi distali.

Risposta di Paola Bousquet , Psicologo - Tivoli (Rm)
Gentile Signora,
come alcuni colleghi hanno prima di me sottolineato le dico che in questa fase è molto importante che l'atteggiamento dei genitori e dei familiari sia di sostegno e non di colpevolizzazione o rimprovero.
Per dare delle indicazioni corrette avrei bisogno di avere maggiori informazioni sulla bambina e sul contesto familiare; in ogni caso l'enuresi notturna si riscontra con una certa frequenza nei bambini fino ai 5 anni, ciò, quindi, non deve preoccuparla in modo eccessivo.
Il mio suggerimento è di far dormire la bambina senza pannolino, parlandone con lei e spiegandole che se riesce a fare la pipì in modo autonomo durante la giornata può farlo tranquillamente durante la notte, magari imparando un po' per volta come si fa.
Sicuramente è bene che il problema della pipì a letto non diventi un argomento di conversazione frequente in casa e che non venga organizzato intorno ad esso un circolo di premi e/o punizioni che farebbero sentire la bambina responsabile in modo eccessivo di questa sua difficoltà.
Le consiglio, inoltre, ma immagino che questo l'abbia già fatto, di osservare molto sua figlia per comprendere se ci possa essere qualcosa che la preoccupi;  a volte l'enuresi ha delle motivazioni psicologiche.
 
Spero di esserle stata di aiuto.
Un caro saluto
Dr.ssa Paola Bousquet
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Cara Signora, certo è un quesito interessante che dimostra l'attenzione con cui Lei segue sua figlia. A quella età c'è una certa instabilità fisiologica nel controllo volontario degli sfinteri. A volte il controllo acquisito si perde per cause psicologciche: qualsiasi motivo si causa di preocupazzione eccessiva o stress di un bambino, puo esserci una regressione a una fase in cui il controllo degli sfinteri non c'era, in quella fase di crescita il bambino si sente piu accudito, piu oggetto di attenzione che lo tranquillizza, lo rasserena dandogli fiducia che le sue paure passeranno e il ripristino dell'autocontrollo avviene fisiologicamente. Sono certa che la Sua sensibilità la porterà a vedere l'ambiente familiare quotidiano come una neutra osservatrice e troverà se c'è stata qualche discussione di qualcuna in casa, se c'è stata una assenza prollungata del papa o Sua, o di altro convivente, magare perche ospedalizzato. Se è una bambina vivace, forse l'insegnamento delle regole qualche volta puo averla fatto sentire cattiva, non desiderata, c rischio di perdere l'avvetto di cui ha bisogno. Provi a ricordare come andavano le cose prima che iniziase l'enuresi e mi tenga informata. Cordialmente Dr J P Coppola
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Getilissima signora, questo disturbo é molto frequente tra i bambini dell'età di sua figlia e spesso, escluse ovviamente cause organiche,rappresenta l'espressione di un disagio emotivo che la bambina sta vivendo. Quando non si riesce ad espimere con le parole un sentimento, o meglio un risentimento, spesso ci pensa il corpo.....succede ai grandi, quindi figuriamoci ai piccoli. Le consiglio di riflettere se il disturbo é nato in concomitanza con altri fatti tipo nascita di un fratellno , liti in famiglia, un lutto etc., ; é inoltre molto importante rassicurare la bambina, non sgridarla o sminuirla quando succede e rinforzando invece con elogi quando non succede. E' soprattutto indispensabile NON DANNEGGIARE l'autostima della bambina e vedrà che piano piano andrà sempre meglio.
Cordialmente la saluto.
Dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentile signora,
l'Enuresi notturna è un disturbo, più che una vera e propria malattia, che consiste nella perdita involontaria e completa durante il sonno in un'età compresa trai 5/10 anni in cui la maggior parte dei bambini ha acquisito il controllo degli sfinteri.
Per poter parlare di Enuresi notturna da attribuire a cause esclusivamente psicologiche, è sempre consigliabile una visita medica per escludere eventualmente, cause fisiologiche.
L'Enuresi è primaria se il bambino non ha mai acquisito (come in questo caso mi pare di capire...) un controllo notturno e secondaria se dopo un iniziale controllo sfinterico poi lo perde di nuovo. Talvolta, è di carattere ereditario.
Per affrontare al meglio questo problema è bene partire dal presupposto che la bambina non è in grado di risolvere automaticamente il problema e soprattutto,  non ha alcuna colpa.
Quindi il primo passo consigliabile è tranquillizzare la bambina decolpevolizzandola e spiegandole che è un problema risolvibile ( farmacologicamente o con una terapia) al contrario, pare serva a poco, svegliarla nella notte per farle fare pipì, anzi è dimostrato (come lei anche riferisce) che tale metodo non garantisce una guarigione completa.
Nel caso in cui quindi, sua figlia risultasse estranea a cause fisiologiche (il caso più comune è una vescica ancora non del tutto sviluppata, che durante tutto il corso di una notte non riesce a contenere il liquido, o altre cause ) consiglio una terapia ad indirizzo cognitivo comportamentale per far prendere coscienza del problema alla bambina aiutandola a risolvere e superare il proprio disturbo.
Le auguro una buona giornata.
 
dr.ssa Ilaria Calvani
Psicologa-Counselling Psicologico
Prato-Firenze-Agliana(PT)-Roma
ilaria.calvani@libero.it
www.psy.sifree.org
 
 
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Gent.le Sig.ra,
L'enuresi può essere il segnale di un passaggio.
La Paura o la difficoltà nel porsi in relazione...
Le stia vicina senza farla sentire sbagliata od inadeguata...
 
www.edoardoguerrieri.it
Empoli-Fucecchio-FI