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Quale è l'aiuto migliore per una bambina lenta nelle sue attività? (Psicologo)

Salve, sono la mamma di una bambina di 6 anni che frequenta la prima classe elementare.
Le maestre mi dicono che la bambina svolge correttamente i compiti ma è molto lenta. E' lenta nel copiare la lavagna, nello svolgere i compiti, nello scrivere sotto dettatura.
La bambina è consapevole di essere lenta (le maestre glielo ripetono spesso e si confronta con i compagni ) ma dice di non riuscire ad essere più veloce. Come posso aiutarla a velocizzarsi? Ci sono dei metodi o dei percorsi da seguire?
Grazie
Simona
Domanda pubblicata da Simona il 04/04/2011
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Risposte

Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Cara Simona,
sempre più spesso l'ingresso nel mondo della scuola, costituisce fonte di stress e preoccupazioni.
E purtroppo vedo che anche per lei, ma ancora di più per sua figlia, è stato proprio così ed è un vero peccato.
Per avere un'idea più chiara bisognerebbe saperne di più, vedere la bambina e i suoi genitori.
Io non sono una pedagogista, nè un'esperta in tecniche per migliorare l'apprendimento, ma senza dubbio ve ne sono.
Di sicuro bisogna capire perchè succede tutto questo, è il primo passo per scegliere l'intervento giusto. Perchè si possono adottare tecniche, volte a migliorare la prestazione e/o la velocità, ma se il blocco è di altro tipo, motorio, visivo, spaziale, neuromotorio, emotivo, ecc., allora può anche servire a poco o nulla.
Per adottare la strategia giusta quindi, è necessario capire quale sia la natura del problema.
Certo lei ci dice che i compiti sono svolti correttamente, quindi questo è già un buon segno, non di meno non esclude ancora una serie di possibilità.
Di sicuro, il clima emotivo in cui tutto ciò avviene non aiuta, ovvero il confronto coi compagni, il fatto che le maestre glielo dicano in continuazione, creano un clima di avvilimento e svalutazione potente, innescando un circolo vizioso. Più le si dice di fare presto e più non ce la farà e penserà di non potercela fare, perchè il carico su di lei aumenterà sempre più.
L'alto clima competitivo e l'articolazione delle classi in termini di problematiche e modalità d'insegnamento, non rende affatto sereno e piacere l'apprendimento, come invece dovrebbe essere.
Oltretutto le insegnanti portano il problema, ma non le portano osservazioni o ipotesi circa i perchè, quindi non mostrano neanche un atteggiamento costruttivo. Capita sempre più che gli insegnanti si facciano schiacciare dalle pressioni esterne, perdendo di vista qual'è l'obbiettivo da vicino: i bambini!
Mi pare che più che collaborare, le hanno scaricato il problema.
Comunque sia, ha fatto bene a chiedere subito, meno si protrae il problema più facile sarà l'intervento.
Le conviene rivolgersi ad uno specialista in psicologia dell'età evolutiva della sua zona, in modo da avere una maggiore chiarezza sulle cause e creare un intervento mirato e ottimale.
Per il momento non si preoccupi, si oppuci semplicemente. Da parte sua può anche chiedersi perchè secondo lei è lenta, come vive la scuola, se è altrettanto lenta in altre attività, a casa o altrove, qual'è il clima emotivo familiare, le relazioni con i pari ed i fratelli, se ne ha, ecc. Già queste, come altre domande possono cominciare ad indirizzare la sua attenzione su alcuni temi importanti, comuni ai bambini di quest'età.
Un grande in bocca a lupo!

Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta
sabrina.costantini1@tin.it
sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
Risposta di Dr. Marco Mazzarella , Psicologo - Calenzano
Buongiorno Simona, un consiglio che mi sento di darti è di cercare di capire realmente l'entità del problema, cioè in che cosa risulta lenta la bambina? ricopiare lettere alla lavagna, calcolo, difficoltà di seguire che tipo di attività? Risulta altresì distratta o concentrata? Esistono dei metodi e dei test per rilevare tali problematiche e comunque sia, la scuola deve adoperarsi eventualmente con insegnanti di sostegno. Oggi esistono anche programmi al PC che servono per migliorare molte delle capacità dei bambini con problematiche associate all'apprendimento, ma prima dobbiamo esattamente capire dove sia la carenza. consiglio di affidarsi ad un esperto che attui questa ricerca e mi raccomando oltrettutto di escludere le possibili cause fisiche del problema (Vista, udito, cause neurologiche, ecc...). Consiglio sempre di rivolgersi anche al medico curante per una eventuale indagine. Tanti auguri.

Dr. Marco Mazzarella
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Simona, condivido quanto scritto dai colleghi, potrebbe essere opportuno contattare un logopedista che possa verificare se non vi siano disturbi dell'apprendimento specifici, la invito a contattarne uno della sua zona e a verificare, dopodichè avrà gli strumenti per fare la cosa migliore, in bocca al lupo Paolo
Risposta di Catia Del Monte , Psicologo, Psicoterapeuta - frascati
Sarebbe opportuno avere più notizie. Intanto vorrei far presente che il passaggio dall’asilo alla scuola elementare spesso può essere traumatico. La bambina passa ad una situazione in cui prevalgono attività ludiche ad una situazione dove è richiesto un impegno maggiore per attività non sempre divertenti. Molti bambini hanno difficoltà ad adattarsi a questo nuovo ambiente e soprattutto alle richieste. Sarebbe opportuno escludere eventuali disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia) ma per ora è prematuro. Per adesso credo sia necessario avere pazienza e tanta comprensione. E’ fondamentale dare fiducia alla bambina. E’ un momento di passaggio. Quanto a strategie le suggerisco di utilizzare dei giochi didattici di lettura e scrittura che può acquistare in cd oppure scaricare da internet. Mi faccia sapere come va.
Risposta di Dott.ssa Brugnetta Antonella , Psicologo - Visco udine
Buongiorno Signora
credo sia importante poter far valutare la sua bambina dal punto di vista cognitivo attraverso test che possono dirle se la bambina può avere un disturbo del linguaggio e delll'apprendimeto.
Inoltre credo profondamente che ogni bambino ha il suo tempo per crescere.
Capisco che la scuola ha dei tempi e dei programmi da rispettare non solo annualmente, ma anche quotidianamente. Questo però non può prescindere dalle difficoltà del bambino. Chidere alla bambina di essere veloce in questo momento iincui non ce la fa può generare frustarzione e senso di incapacità.
Mi sento di consigliarla di stare vicino alla bimba aiutandola nelle sue difficoltà e accompagnandola attraverso quell'amore di una mamma che accetta in maniera serena e senza drammatizzare ciò che sta avvenendo.
Credo che in un mondo dove tutti stanno chiedendo alla bambina di dare ciò che non riesce a dare sia importante anche rimandarle che comunque vadano le cose lei va bene così e che ce la farà cercando di non alimentare un senso di inadeguatezza.
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Gentile Simona, grazie per averci posto all'attenzione un problema che negli ultimi anni risulta essere sempre più presente nei bambini in età scolare. Esistono alcuni disturbi, di recente trattazione, che rientrano nei DSA ossia Disturbi specifi dell'apprendimento. Essi possono riguardare il calcolo, la grafia, la calligrafia o la lettura. Cosa fondamentale e comune a tutti questi disturbi è un ottimo quoziente intellettivo; per capirsi... Sono bimbi molto intelligenti ma con un problema specifico nell'apprendimento di una di queste aree sopra descritte. Prima di darle qualunque consiglio pratico, mi sento quindi di consigliarle in primis, di prendere un appuntamento presso la sua ASL per far valutare la bimba ed escludere un disturbo di questo tipo. E, se risultasse rientrare in questa categoria, ci sono una serie di esercitazioni specifiche da far fare al bambino per recuperare il proprio disturbo, senza, insegnante di sostegno, perchè avendo un quoziente intellettivo alto, non è pensabile una soluzione di questo tipo. C'è da premettere che una diagnosi in questo senso non può essere fatta con esattezza prima della fine della II elementare, ma già da adesso si possono avere valide indicazioni per poter aiutare in un senso ( se soffrisse di questo disturbo) o nell'altro ( se non ne è affetta) sua figlia. Sperando di esserle stata di aiuto, le auguro una buona giornata. Dr.ssa Ilaria Calvani -Psicologa Clinica
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