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la grande timidezza (Psicologo)

Sono una ragazza che frequenta le scuole.Ho un problema:non riesco a relazionarmi con gli altri,non riesco ad essere estroversa come lo sono i miei compagni,ma sono estroversa solo con le mie due migliori amiche e ciò mi crea un gran disagio e la maggior parte delle volte tristezza.Cosa faccio?
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 30/03/2011
Ulteriori chiarimenti dell'autore:
Per prima cosa voglio ringraziare tutti voi,che mi avete aiutato a trovare la risposta che cercavo da tempo.Dato che molti di voi nella loro risposta hanno citato il fatto che non ho fornito molte notizie su di me,vorrei solo dirvi che:ho quindici anni,mi chiamo Alessia e non mi relaziono con gli altri perchè mi sento inferiore,sono robusta e mi crea disagio e,come molti dicono,mi sento brutta.In fine sono stata sempre molto riflessiva e sensibile e ciò mi porta a non essere spigliata con gli altri come i miei coetanei.Per il resto mi considero una ragazza fortunatissima:i miei genitori mi vogliono bene,ho una famiglia splendida e vado benissimo a scuola;scrivo poesie,amo ballare e sto scrivendo anche un libro, anche se può essere banale la cosa. Vi ringrazio di cuore per questo grande aiuto. Alessia
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Risposte

Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Cara ragazza, parli di una 'grande timidezza', che racchiude una sofferenza e un disagio. Mi verrebbe da chiederti come mai 'non riesci a relazionarti', cosa ti frena, cosa te lo impedisce, quali sono, se ci sono, i timori o le fantasie che immagini pensando di entrare in relazione con le persone che non conosci o conosci poco. E anche: perchè vuoi essere 'estroversa' come i tuoi compagni? A cosa leghi questo aspetto del carattere? Colgo un giudizio che ti dai, come se non essere estroversi non andasse bene..Tante domande, forse troppe..La tristezza che provi è un segnale importantissimo che ti sta dicendo qualcosa. Credo valga la pena che tu ti possa occupare, visto che stai chiedendo aiuto, di questo dolore direttamente con uno specialista, perchè la tematica che porti necessita di un approfondimento e un'attenzione che in questo spazio virtuale non sarebbe nè sufficiente nè rispettosa della situazione delicata che stai vivendo. Abbi fiducia in te, il primo passo l'hai appena fatto..
In bocca giovane donna!
Dott.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
Risposta di Dott. Alessandro Acampora , Psicologo - pioltello
Cara Ragazza, il tutto dipende da quanto effettivamente questo possa crearti disagio. Prova a capire cosa ti impedisce e ti frena nel comportarti come, a tuo avviso, fanno altri. Ricorda comunque che la cosa migliore è sempre essere se stessi. Segui questa semplice regola e se proprio sei in difficoltà (e solo allora) cerca qualcuno che possa darti una mano. In bocca al lupo, Dott. Alessandro Acampora, Cernusco (SN)
Risposta di Riccardo , Psicologo - Cagliari
Ciao ragazza, leggendo il tuo messaggio mi è venuto da pensare che l'aspetto più affascinante delle relazioni, è quello che in esse noi abbiamo continuamente la possibilità di conoscere le parti della nostra persona che ci sono più oscure. Ciò ci può provocare talvolta delle difficoltà (ci troviamo a relazionarci all'interno di una relazione dove lo specchio "gli altri" ci rimandano alcune immagini che non abbiamo mai visto e questo può spaventarci). Tornando a ciò che c'è di affascinante in tutto ciò, carissima ragazza, puoi essere sicura che ogni volta che sei in relazione con un'altro/a/i sei in un contesto che ti può solamente arrichire nella conoscenza degli aspetti più profondi della tua persona. se tutto ciò senti che sta diventando sempre più un problema e che lo stare in relazione non ti arrichisce ma senti solo che ti soffochi, ti inviterei a riflettere sulla possibilità di trovare una persona che ti possa accompagnare in un percorso di conoscenza della tua persona.
Ti saluto cara ragazza sicuro che riuscirai a trovare le forze e la strada più adeguata da percorrere per ritrovare il tuo benessere.
Con Affetto
Dott.Riccardo Povolo
Cagliari (CA)
www.povoloriccardo.it
Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno giovane ragazza,
non so quanti anni hai, ma forse poco importa. Non riesco a capire se il disagio sia in relazione agli altri o più rispetto a te stessa. Mi spiego meglio: il disagio è perchè ti senti diversa, o perchè non trovi alcuna comodità nell'essere come sei?
Credo che sia molto importante la tua risposta a questa domanda, condivido appieno quanto scritto dai colleghi e in particolare dalla D.ssa Consonni, credo sia importante che tu te lo domandi perchè spesso rischiamo di uniformarci per paura (ed in alcuni momenti delle nostre vite questa paura è davvero forte) di non integrarci con gli altri. In realtà le persone introverse o estroverse non sono condannate a questo a vita. Ti invito a riflettere dove stia la tua comodità, come ti piaci, lasciando da una parte per un momento gli altri. Mi rendo conto che non è facile e sopratutto da sola rischia di essere un ping pong sterile. Forse puoi considerare di rivolgerti ad un terapeuta, non importa essere malati, nè andarci per 10 anni, magari basta qualche seduta per levare un pò di veli dallo specchio in cui ti stai guardando! In bocca al lupo e buona vita Paolo
Salve
la timidezza è una di quelle caratteristiche che ci appartengono dalla nascita e ci seguono per il resto della vita, anche se crescendo e attraverso le esperienze di vita, si impara a gestire a terela a bada insomma è qualcosa con cui si deve imparare a convivere.... e questa può essere la cattiva notizia ..... (dico può perchè in realtà non lo è) la buona notizia è che le persone timide solitamente sono più sensibili più riflessive (per timore o timidezza appunto ma lo sono) e questi sono tutti punti a tuo vantaggio ..... sai comincia a vedere quello che per te fino ad oggi è stato un problema, come un vantaggio perchè ti assicuro con il tempo mi darai ragione .... inoltre dobbiamo imparare ad apprezzare quelle che sono le nostre peculiarità e cercare di farle diventare la nostra forza !!!
sono certa che la tua vita sarà ricca di soddisfazioni, nel frattempo ti invito a rivedere le tue convinzioni e accettarti per quello che sei una giovane donna timida e sensibile che sarà apprezzata sicuramente da molte persone intelligenti e altrettanto sensibili.
auguri di una felice vita
dott. ssa Anna Zaccaria
335386734
Risposta di Dr. Marco Mazzarella , Psicologo - Calenzano
Buongiorno, la mia esperienza mi permette di affermare che alla base della timidezza e dei problemi ad entrare in rapporto con gli altri, sussiste un'incertezza di base. Incertezza sulle tue capacità e ti senti magari inadeguata rispetto agli altri. Devo dire che la sicurezza in sé stessi è una caratteristica che si può coltivare ed apprendere, col tempo... lavorando per amplificare le nostre capacità. Come consiglio direi di occuparti di cose che ti interessano, magari pratica dello sport e frequenta ambienti diversi che ti fanno sentire comunque all'inizio sicura. Vedrai che poco a poco, imparerai nuovi modi per relazionarti e ti sentirai sempre più a tuo agio anche in situazioni nuove. Tutto questo va fatto per gradi, senza che tu sia troppo rigida con te stessa. Nel caso in cui queste tue carenze ti facessero sentire davvero a disagio, puoi chiedere un aiuto di un professionista che sicuramente ti aiuterà in tempi brevi a superare il periodo negativo.
Auguri.

Dr Marco Mazzarella
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Ciao ragazza, la timidezza é un pò come la gelosia, ossia sinonimo di insicurezza. Preoccupazione eccessiva del giudizio degli altri, paura di non piacere abbastanza, paura di dire delle sciocchezze etc etc....fondamentalmente perché non ti piaci abbastanza tu, non credi nelle tue capacità e risorse....non temere ogni individuo é speciale per la sua individualità, devi solo accrescere la tua autostima. Questa non é innata, ma si acquisisce, ti consiglio qualche seduta (con approccio cognitivo-comportamentale) e vedrai che presto riuscirai anche te a godere del piacere delle relazioni sociali. In bocca al lupo. dott.ssa Loredana Angeletti www.psicoangeletti.altervista.org
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Buon giorno,
in effetti la timidezza è sempre un gran disagio se limita la propria vita sociale, soprattutto per chi desidera averla più ricca di persone e di dialogo.
Tu parli di tristezza, ovvero la sua difficoltà ti fa soffrire, non ti piaci così, vorresti riuscire ad essere diversa, più aperta e spigliata con i coetanei. La tristezza è un'emozione che tira giù, abbatte, rende ancora più insicuri e non crea quella leggerezza necessaria, per stare piacevolmente e apertamente, con gli altri.
Scusa se ti do del tu, in effetti non so la tua età, ma da quanto dici ho l'impressione che tu sia giovane. Però in effetti dici veramente poco di te, è difficile darti delle indicazioni maggiori, sulla causa e sulla via d'uscita. Sappiamo solo della tua timidezza, che frequenti la scuola e che possiedi due migliori amiche.
Già avere due migliori amiche non è poco! Non tutti possono dire di avere due rapporti profondi, quindi già questa è una bella condizione, ci dice che non sei del tutto sola e anche che tu sei sufficientemente piacevole e amabile, da avere delle persone che ti stanno molto vicino e ti sono confidenti. Tutto ciò ci aiuta a capire che non hai nulla che non vada!
Certo, vorresti essere più aperta e spigliata con più persone ed è comprensibile e giusto. Stavo pensando che anche qua tu sei stata un pò stretta di particolari, sei stata timida anche qua, non hai parlato di te, non ci hai portato te stessa, nè il tuo nome, nè la tua età, nè qualunque altro elemento che ci facesse capire chi tu sia veramente, che ti caratterizzasse!
Questo mi fa pensare che come prima cosa, devi imparare a fidarti di più, di te e degli altri, in modo da poterti dare di più a chi ti sta accanto, di poterti aprire e condividere. Ciò che torna è in diretta corrispondenza con ciò che dai. Se offri poco di te, se sei avara e spaventata, tornerà ben poco, tornerà indietro la stessa chiusura che fornisci tu agli altri.
Non aver paura nè di critiche, nè degli errori, fanno parte del gioco e sono solo una piccola parte delle relazioni e delle esperienze.
Non so bene quali siano le cause della tua mancata fiducia, bisognerebbe sapere di più di te, ma di sicuro so che se ti tuffi, ti butti qualsiasi sia le possibili conseguenze, forse puoi sentirti inadeguata all'inizio, incapace, impacciata, rossa, insignificante, ecc., ma tutto questo è sicuramente meglio del non sentire nulla, del vedere vuto e del sentire silenzio intorno a te. E sono la base, il punto di partenza per migliorarti, per capire la direzione giusta per andare dove vuoi.
Sicuramente non puoi raggiungere con tutti il grado di confidenza che hai con le tue care amiche, ma si può senza dubbio aprirsi al mondo e alla vita senza temere chissà che.
A questo proposito forse è utile che tu rifletti e ti chieda quali sono le paure, i fantasmi che ti impediscono di uscire dal tuo guscio.
Sei tu che non vai bene o è il mondo pericoloso?
Se riuscirai ad aprirti maggiormente, forse scoprirari che non è vera nè l'una nè l'altra.
In bocca al lupo!

Sabrina Costantini
sabrina.costantini1@tin.it
sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Cara Alessia, nulla di quello che scrivi è o può sembrare banale: sei una ragazza piena di risorse e qualità, guarda quante cose sai fare!! E, come tu stessa ti riconosci, quanta sensibilità hai..Credo che tu possa davvero permetterti e meritarti tutto quello che vorrai per la tua vita. Come giustamente hai scritto tu ti 'senti' inferiore agli altri, ma nella realtà non lo sei!
Fiduciosa che la risposta che cercavi e che qui hai trovato ti porterà ad ascoltarti e a soddisfare i tuoi desideri, ti saluto augurandoti leggerezza e serenità d'animo.
Dott.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
Risposta di Dr. Marco Mazzarella , Psicologo - Calenzano
Cara Alessia, nel tuo chiarimento hai dato informazioni su di te ed hai accentuato il fatto che il tuo sentirti insicura o come dici tu... inferiore agli altri sia legato in gran parte al fatto d'essere un pò... robusta. A tal proposito ti faccio notare che questa è una tua percezione della cosa ed hai eventualmente un punto di partenza sul quale iniziare a lavorare. Mi spiego meglio, da un lato puoi considerare il fatto d'essere meno rigida con te stessa ed accettarti di più, con i tuoi pregi, ma anche con i tuoi difetti. Dall'altro, puoi lavorare su te stessa in modo concreto, cercando di migliorare il tuo aspetto. Come potresti migliorarlo? Fortunatamente valorizzare l'aspetto esteriore, "cosa fin troppo esaltata oggi giorno"... Porta giovamento anche all'interno di noi, nella nostra mente e viceversa. Comunque cerca di rilassarti e di lasciar più andare le cose, senza lasciarti bloccare da esse. Ricorda sempre che il non mettersi contro noi stessi, è il primo passo verso la soluzione dei nostri problemi. In bocca al lupo.
Dr. Marco Mazzarella
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