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una laurea fine a se stessa? (Psicologo)
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Un grazie anticipato a tutti coloro che mi risponderanno, anche se, in realtà, non so neppure io perchè chiedo un consiglio, visto che sono sempre più scettica riguardo agli aiuti che si possono ricevere dagli altri...a volte banali...troppo banali! Dopo essermi laureata in Psicologia, avere fatto il tirocinio e l'esame di stato, con una certa costanza di impegno, interesse e passione, volontà di rendermi utile, ebbene dopotutto ciò, per me si è aperta la voragine del vuoto assoluto. C'era da immaginarselo certo, ma viverlo, si sa, è un'altra cosa...Ho scoperto di avere una laurea che mi pesa sulle spalle come un macigno insostenibile, perchè non mi aiuta a lavorare in nessuna maniera. Con questo intendo dire che ho già inviato il curriculum a mezzo mondo, proponendomi e ponendomi nei vari colloqui in tutte le salse, senza guadagnarne altro che un senso di sconfitta e di frustrazione totale. Sono una ragazza che dimostra meno anni della sua età, ma che ne ha comunque già 30; non sono nè brutta, nè maleducata e non trovo difetti al mio modo di essere, perchè so che ce l'ho sempre messa tutta inutilmente per trovare un lavoro e non voglio darmi anche colpe che non ho, almeno spero di non darmene! In realtà, più di tutto, mi dispiace per la mia famiglia che, seppure poco abbiente, mi ha permesso di studiare ciò che mi piaceva e adesso, l'idea di prenderla ulteriormente in giro spendendo 5000 euro l'anno per specializzarmi in una scuola di psicoterapia o con un corso qualunque, è lontano anni luce dalle mie intenzioni, visto che certezza di lavorare non ne avrei comunque. A 30 anni poi, vorrei fare altro, vorrei essere più autonoma economicamente, magari mi potrei davvero specializzare di più nel mio campo, ma a spese mie questa volta! E invece niente...non trovo lavoro neanche come operaia o commessa che devo essere già esperta da almeno 3 anni (vedi annunci vari), e se riesco ad accedere a qualche colloquio per un lavoro qualsiasi, anche semplice, come del resto lo sono io, siccome sono laureata vengo guardata malissimo, trattata con quel tono amichevole che ha tutto fuorchè dell'amichevole e che, ripensandoci a casa, a mente fredda, ti fa capire che chi ti stava esaminando, ti compativa alla grande! Domande del tipo: cosa vuoi fare da grande? Perchè vorresti fare proprio questo lavoro? Io non le sopporto più!!! Finchè frequentavo l'università trovavo lavori a destra e a sinistra, dopo la laurea non sono più stata valutata buona a qualcosa! Per non parlare del volontariato...già fatto! Che cosa ho ottenuto? Esperienza e insoddisfazione, ovvero la paura di non potermi più pagare l'assicurazione della macchina, ma di essere indispensabile al servizio degli altri (!!).......... Io vedo davanti a me il nulla. Io vedo che non ho prospettive, che non ho un futuro, che forse non mi faranno fare neanche un corso finanziato dalla regione in ambito amministrativo, se non valuteranno il corso stesso in linea col mio titolo di studi.....!!!! E adesso? Mi dovrei iscrivere ad un'altra facoltà più spendibile nel mercato del lavoro, quindi farmi mantenere per altri 3 anni? Dovrei prendere in affitto uno studio per un giorno alla settimana, come se ci venisse qualcuno da una psicologa che nessuno conosce?! (Infatti anche se mi hanno concesso in casa di crearmi il mio studio da un anno, non è mai venuto nessuno...) Non ho una grande esperienza in campo lavorativo e quella che ho, soccombe rispetto al fatto che per tanti lavori la laurea è solo un ostacolo, quindi non ditemi che posso trovarmi un lavoro, per favore...non posso non scrivere sul curriculum che sono laureata! Ho provato anche a fare dei concorsi ed eravamo in 800000 o giù di lì...che poi chi li vinceva?Chi faceva ulteriore punteggio con l'esperienza pregressa.... Il senso di impotenza totale...la sconfitta, il fallimento, la consapevolezza di non essere l'unica in questa situazione e la pesantezza dei problemi economici familiari...E' meglio che non dica come mi ha trattata la psicologa responsabile del servizio di orientamento al centro per l'impiego perchè ha dell'incredibile... sono delusa, parecchio, come se ci fosse bisogno di scriverlo a questo punto. Sento dentro di me una grandissima angoscia, tutti questi colloqui andati male che si sommano e il non sapere dove andare a sbattere la testa. Almeno non piangessi, sarebbe già qualcosa, e invece mi sveglio la mattina che ho già le lacrime agli occhi e mi dico: ma io che mi alzo a fare?...proseguo il pomeriggio rispondendo ai vari annunci di lavoro, finchè arriva la sera e crollo dal pianto, facendo preoccupare tutti in casa, in particolare chi già non sta bene di salute......vivo così, oramai da diversi mesi...con tutto quello che non riesco a superare da sola, ma che mi costerebbe al momento troppo superare con l'aiuto di qualcuno...e non so cosa devo fare. Colleghi carissimi, sbizzaretevi voi se ci riuscite, perchè il mio caso è davvero pesante.....
Domanda pubblicata da Milly il 12/03/2011
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Risposte
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Risposta di
dr Paolo G. Zucconi
, Counsellor, Medicina alternativa, Operatore delle discipline bionaturali, Psicologo, Psicoterapeuta - 33100 udine
sono un collega più anziano anche specializzato in psicoterapia e con vari master e perfezionamenti per altro costati molti danari: ho capito (purtroppo troppo tardi) che in italia senza "specifiche" conoscenze non si fa strada neppure esibendo una laurea di Harward: anch'io ho spedito fin ora migliaia di lettere di cui ancora conservo copia dove la maggior parte non risponde (neppure a raccomnadate con AR) oppure risponde in modo evasivo e generico. La vita è difficile anche per me che ho famiglia da mantenere. I concorsi sono quasi tutti "truccati" . Quando il mio curriculum era ristretto mi dicevano che con un modesto curriculum non si trova lavoro, ora invece mi dicono che il curriclum mio è troppo consistente e qualcuno dei "colleghi" che selezionano ai concorsi ha addirittura avanzato l'ipotesi che alcuni titoli conseguiti potrebbero essere...falsi! Purtroppo psicologia è una laurea del ..tubo, ma non per tutti... questa la mia esperienza di chi non ha comnoscenze altolocate, parenti influenti e non intende riconoscere tangenti a chi gli trova lavoro (come anche succede) paolo
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buongiorno disperata Milly. Che dire, ho 32 anni e tengo famiglia, per mantenerci faccio due lavori, uno a 30 ore settimanali e poi lo psicoterapeuta, ho tanti soldi, no, tanti pazienti, no ma sono fiducioso, mi piace molto quello che faccio. Ci metto entusiasmo e creatività, sono sicuro che i frutti arriveranno e per ora a fine mese ci arrivo (stretto). Che dirti? ti proporrei una psicoterapia che ti aiuti a vedere le risorse che dentro di te ci sono, ma non so se il consiglio suonerebbe banale. quello che sembra a me è che è come se tu ti sia aspettata che, dopo la fatica dell'università e della laurea (per non parlare dell'inutilissimo albo), le cose sarebbero girate per così dire da sole. No, secondo me non va così, la laurea è un punto di partenza, non un arrivo (o meglio è tutte e due le cose). Il mondo non è facile e l'Italia per molte cose mi fa schifo. Questo è! voglio dire che se ti aspetti che cambi il mondo...scordatelo. Ti vuoi prendere in mano e continuare a provare? i frutti arriveranno, stanne certa. Guarda cosa ti piace, che ramo della psicologia ti attira, segui il tuo piacere, la curiosità. Seguire la rabbia e la frustrazione può portare in posti sgradevoli...questo ti dico come se tu fossi una mia amica, mi rendo conto che è una risposta poco da psicologo, perdonami. In bocca al lupo per la tua vita, qualunque cosa tu scelga di fare!
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Cara Milly, cosa dire...? Benvenuta in società! Purtroppo ormai, non è un problema individuale, ma sociale a tutti i livelli! Io, tutti i giorni mi confronto con gente che ha studiato 2 esami su 36 all'Università e dà alla gente risposte simili ad un mago che fa le carte in tv sui canali privati e... lavorano alla grande! Altri preparatissimi che non hanno un paziente! Le scuole di psicoterapia costano un botto e ti ritrovi a studiare gli stessi volumi scritti dai soliti professori che ti hanno insegnato nei 5 anni di psicologia! Esci e sai fare quanto prima, a parte il titolo, ma senza pazienti... Cosa fai? Il lavoro poi, in Italia non lo trovi più, passati i trent'anni! I concorsi poi... tralascio ulteriori altri commenti. Insomma, non ci si capisce più nulla! Sembra diventato il mondo dei furbi e basta! Adesso ti parlo non da psicologo, ma da persona che si domanda come fanno gli altri a non rendersi conto di una situazione così drammatica! Ti consiglierei soltanto di rilassarti e di non farti abbattere perchè questo è ciò che ti sta capitando adesso e non credo che duri a lungo così, nel bene o nel male. Staremo a vedere. Tanti auguri. Marco Mazzarella
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Salve Milly ho letto con attenzione e dispiacere il tuo sfogo (giustificatissimo) (ed ora arriva il ma) ma, appunto c'è da dire che purtroppo questa tua stessa condizione, come hai detto anche tu la stanno vivendo tanti giovani..... purtroppo certo non è una conosolazione anzi al contrario ..... però sai io al tuo posto e con la tua età mi muoverei diversamente .... intanto tenterei la strada dell'estero almeno per un periodo ... se anche non dovesse funzionare hai sempre appreso una seconda lingua che può farti comodo ..... inoltre e questo te lo dico a ragion veduta all'estero esiste la meritocrazia e quindi le possibilità di un maggior riconoscimento ci sono e sono reali !!! cerca di non soccombere alla depressione .. reagisci e agisci sei giovane e puoi e devi farcela metticela tutta e vedrai arrivera anche per il giorno in cui potrai realizzare i tuoi desideri !!! Ti faccio i miei migliori auguri di una pronta realizzazione di tutto ciò che desderi . Anna
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Cara Milly, come hanno già scritto anche gli altri colleghi, quello che lei descrive non è solo una situazione che lei sta vivendo ma purtroppo una condizione che accomuna la stragrande maggioranza dei giovani laureati, e non solo in psicologia. Il nostro Paese sta vivendo una grandissima crisi iniziata già almeno un decennio fa. Anche io, come lei, dopo la laurea, benchè avessi acquisito diverse competenze, in particolare in ambito neuropsicologico, non sono riuscita a trovare niente. Adesso, però, dopo la specializzazione e anni di volontariato almeno posso dire di mantenermi ed essere riuscita a lavorare in questo ambito. Cosa dire?L'importante a mio avviso è il non arrendersi perchè quando si crede davvero a una cosa alla fine la si può realizzare. Però è difficile, certo, non arrendersi quando continuiamo ad avere rimandi negativi dall'esterno. Forse un percorso di psicoterapia o comunque qualche colloquio, potrebbe aiutarla a sostenerla in questo momento a ad individuare meglio le sue risorse che di sicuro ha e a capire quale strategia migliore provare ad utilizzare....(andare all'estero, provare a specializzarsi in italia, ecc.). Cordiali saluti, dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Cara collega, capisco bene quello che stai provando e il senso d'imptenza che senti... purtroppo è una condizione che un po' tutti noi laureati in psicoogia abbimo sperimentato. Vorrei dirti però che abbattersi non serve, meglio raccogliere le idee e pensare cosa desideri fare dopo la laurea, in Italia ci sono poche possibilità, tuttavia una strada potrebbe essere quella di scegliere un master e partecipazre alla selezione del "Master and Back" (vedi se nel sito della tua regione c'è qs possibilità), in quanto sono corsi finanziati. Inoltre per alcune scuole di psicoterapia (penso quelle universitarie) si può accedere alle borse di studio. Essere competenti in un ramo specifico può dare maggiori possibilità. tanti cari auguri DR L. M.
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Gentile collega,
vorrei rispoderLe anche io in quanto mi sento chiamata in causa sia per l'età che per la situazione precaria nella quale, purtroppo, viviamo un pò tutti. Devo dire che in questo periodo storico in cui viviamo le cose sembrano andare sempre peggio, ma in tutto questo buio c'è sempre uno spiraglio di luce che dobbiamo anche imparare a trovare. Parlando concretamente, con una laurea in psicologia si possono fare molte cose, una è quella che ha suggerito Lei stessa, ovvero quella di aprirsi uno studio. Purtroppo quando si è all'inizio è difficile farsi conoscere, ma le alternative ci sono. Innanzi tutto dobbiamo pensare che la nostra libera professione ci permette anche di realizzare dei progetti, in vari ambiti, uno potrebbe essere la scuola. Perchè allora non provare a buttar giù qualche idea pensando a come potremmo iniziare a realizzarci, naturalmente partendo dal basso. Non possiamo pensare di arrivare subito dove vogliamo. Nella società di oggi sono molti i disagi che i nostri bambini e adolescenti esprimono. E' vero che non facile trovare dei finanziamenti, ma potrebbe essere anche questo un nuovo modo per valorizzare le proprie competenze e imparare a sfruttare le proprie risorse. Trovo giusto e salutare il suo sfogo, l'importante è dopo ci sia la voglia di combattere e di andare avanti!
In bocca al lupo!
Dott.ssa Elvira Di Pietro
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Cara Collega, non voglio ripetere quello che già altri hanno scritto. Aggiungo che a 30 anni (tranne i raccomandati) non lavora nessuno con una qualifica adeguata alla laurea. Tra i miei pazienti ci sono giovani neo laureati di ogni tipo che fanno fatica ad adattarsi alla dura realtà. Io ho 45 anni e solo negli ultimi dieci ho iniziato a lavorare a pieno regime, anche con soddisfazione. Alla tua età ho mai pensato che con una Laurea in Psicologia (anche con lode) avessi potuto trovare un lavoro, anche perchè è molto inflazionata e, onestamente, non fornisce le competenze necessarie per fare lo Psicologo. Dopo la laurea ho iniziato a fare lavori di base: Assistente Domiciliare, Operatore di Centri Diurni, poi piano piano, entrando nell'ambiente, ho trovato un lavoro come Operatore di Casa Famiglia per Minori (4 anni che mi hanno insegnato mille volte di più degli esami universitari). Con i soldi, facendo vita da precario (quindi senza follie), ho pagato una scuola di specializzazione ed una terapia personale (consigliabile per chi vuole fare lo psicoterapeuta). Gradino dopo gradino ho iniziato a fare tante altre cose: i primi pazienti, la creazione di una Associazione Onlus che in dieci anni è riuscita a gestire decine di progetti in convenzione con Scuole, Comuni, Provincia ed altre Istituzioni. Il meccanismo poi si mette in moto da solo. Più fai cose e più ti fai conoscere, più ti fai conoscere e più si aprono opportunità. Dalla laurea al guadagno stabile (mai come dipendente, la mia partita IVA ha ormai 13 anni), sono trascorsi 6 anni di precariato "formativo". Le parole chiave: pazienza, coraggio, tenacia, umiltà e dignità. La vita è dura, se riesci a partire da questo presupposto, piano piano riuscirai a trovare la tua strada. Se vivi in Provincia di Roma, fatti sentire. In bocca al lupo Antonio
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Gentilissima collega dalla tua mail hai fatto comprendere in maniera forte la tua frustrazione e impotenza nelnon riuscire a trovare lavoro. Mi dispiace quanto tu stia soffrendo ma questi momenti, anche se difficili, possono costituire un momento di svolta per modificare il modo con cui hai cercato fino ad oggi crearti il tuo futuro. Ho fatto per quasi 20 anni l'imprenditore commerciale e solo all'età di 43 anni ho rivoluzionato la mia vita decidendo di diventare psicologo e dopo psicoterapeuta. Durante questo tempo ho conosciuto tantissimi ragazzi preparati e molto più in gamba di me, che come te si lamentavano di non trovare lavoro. Mi sono sempre sorpreso di ciò e mi sono chiesto come mai tra questi ragazzi regnava questa sfiducia e pessimismo. A. Poco a poco ho capito che questi ragazzi in comune avevano un aspetto. Tutti quanti pensavano e si affidavano ad altri per potere lavorare, nessuno di essi si preoccupava di cosa potessero fare loro per crearsi un lavoro. Io ti dico cosa ho fatto per avviare il mio studio, sapendo che nessuno sarebbe mai venuto a cercarmi di propria iniziativa. Ho preso l'elenco dei medici di base e sono andato a trovarli portando con me una locandina da appendere nella loro sala di attesa. Ho contattato delle scuole e per farmi conoscere ho offerto di fare gratuitamente degli incontri a tema. Ho fatto dei bigliettini da visita ed ho proposto la prima consulenza gratuita. Quando e' iniziato ad arrivare il primo paziente ho capito che non sapevo fare niente e che avevo tantissimo da imparare e per tale motivo dovevo continuare a studiare e studiare. La mia domanda e': tu che stai facendo? Sei oggi focalizzata sul problema o sulla soluzione? Con molto rispetto queste sono alcune delle domande che dovresti farti per capire come oggi stai utilizzando le tue risorse. Non esiste una soluzione facile ma se aspetti che gli altri ti tolgano le castagne dal fuoco ne avrai tempo di aspettare. Con i miei più sinceri auguri che ti riesca a cambiare passo e strategia ti auguro un grande in bocca al lupo
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Cara Milly...leggendo la tua mail ho rievocato il mio stato d'animo che mi accompagnava costantemente all'eta di 30 anni. Ricevevo solo frustrazioni, delusioni....un senso di fallimento totale per una laurea in psicologia cui non interessava nessuno; eppure c'erano psicologi che lavoravano, figli di, persone con conoscenze ....ed io mi sentivo ancora più senza speranza, fuori dal mondo. Volevo un premio per essermi impegnata sempre così bene nel mio percorso universitario ed invece nulla, neanche un qualsiasi lavoro riuscivo a trovare perchè avevo un curriculum troppo qualificato: laurea, specializzazione, corsi e corsetti vari. Allora, con grande dolore, ho capito che fino a quando avrei continuato ad aspettarmi qualcosa da qualcuno non avrei mai concluso nulla e così ho cambiato strategia: ho investito su me stessa e non ho chiesto più niente a nessuno. Biglietti da visita a volontà, pubblicità ovunque, studi medici, farmacie, laboratori, scuole, corsi di training autogeno in alcune palestre e così via. E' arrivato il primo paziente, che emozione, e poi il secondo, il terzo ...ed il passa parola ha iniziato a funzionare. Ora ho 42 anni, sono felice, realizzata nel lavoro e non devo dire grazie a nessuno se non a mia madre che mi ha permesso di studiare con serenità, senza farmelo pesare pur essendo una semplice pensionata vedova. Quindi cara Milly non mollare e cerca di credere in te, non precipitare nel tunnel della depressione e cerca di reagire. Purtroppo il mondo non lo possiamo cambiare, ma possiamo cambiare il nostro modo di reagire ad esso. La specializzazione però é molto importante, necessiti di un metodo per fare psicoterapia e la libera professionista. E' vero, il libero professionista non ha stabilità economica e non sa mai quanto guadagnerà il prossimo anno, ma é libero!!!!!!! Non trascurare questo vantaggio. Ciao Milly e in bocca al lupo!
Dott.ssa Loredana Angeletti
www.psicoangeletti.altervista.org
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Ciao! Empatizzo in grande parte con la tua esperienze e potrei dirti, sinteticamente, che se vuoi a tutti i costi rimanere in Italia (perchè all'estero c'è qualche possibilità più meritocratica), la tua unica strada è il privato; concorsi o Cliniche private se non conosci nessuno mi sembrano improbabili e dunque inviare CV è abbastanza inutile. Io quel poco che ho lo costruisco da sola. Come? Un sacco di sacrifici per la scuola di specializzazione, tantissime cose gratuite per promuovere me stessa, relazioni sociali a non finire, e poi arriva il primo paziente, e il secondo per passaparola e così via. Questo l'unico modo che conosco e probabilmente anche l'unico possibile! Inoltre, la specializzazione e la terapia personale sono fondamentali per lavorare nella nostra professione; infatti, è necessario star bene ed avere la maggiore consapevolezza possibile di te stessa, perchè lo strumento che utilizzerai di più sarà proprio la tua PERSONA (testa, cuore, corporeità). Le terapie personali sono sicuramente la pate più importante della nostra formazione! Tanta forza di volontà, e alla fine ne vale la pena e come!
In bocca al lupo
Dott.ssa Danila Lorenzini
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Cara Milly, quello che sento molto forte in lei è la disperazione, la depressione, ma soprattutto l'impotenza! Sì, si sente impotente, con le mani legate ed in conseguenza di ciò fortemente arrabbiata, di una rabbia cresciuta giorno dopo giorno, stagnante e coltivata, che non trova via d'uscita. Si sente impotente e svalutata e rigetta sugli altri questa sua condizione interna, svalutando fin dall'inizio qualunque aiuto le sarà fornito, in seguito a questa sua domanda. Il suo è un copione da perdente, si sente persa e perdente fin dall'inizio, quindi qualunque cosa le verrà detta non servirà a nulla e qualunque cosa lei farà non servirà a nulla. Qualunque cosa che le viene detto lei lo valuta come troppo semplice, del resto vive sè come semplice, come dire che la semplicità non serve, bisogna essere complessi e articolati. Ma alla resa dei conti, neanche questo servirebbe sicuramente! Vedo per altro, che ha già ricevuto moltissime risposte dai colleghi, quindi come può notare ci sono tante persone che sanno dare e lo fanno con la migliore delle intenzione, pur rischiando di ricevere una porta in faccia e di sentirsi dire che queste parole sono inutili, insignificanti, non hanno valore. Che è ciò che chiaramente sente lei: si sente inutile, insignificante e senza valore! Non so se quello che le stiamo dicendo le servirà o meno, so soltanto che adesso sta a lei buttarsi e fidarsi di sè, buttarsi nonostante le possibili porte in faccia, buttarsi nonostante la sua grande PAURA! Adesso sta a lei mostrare le sue vere intenzioni. Cosa desidera veramente? La prima cosa che deve capire è smettere di disperdere le energie, capire quello che vuole veramente fare e poi andare in quella direzione, facendo tutto quello che è necessario per raggiungerlo. Lei deve volerlo e ci deve credere, se parte già con mille ma e mille se, ha già fallito in partenza. Non sto negando la realtà, le difficoltà del mondo del lavoro o le difficoltà della sua famiglia. Certo che è difficile, credo che ciascuno di noi si trova dove si trova, dopo aver faticato tanto e continua a faticare per mantenere e accrescere la propria posizione. Del resto, nessuno di noi, può pensare di essere arrivato. Il mondo del lavoro è in una lunga fase particolarmente difficile e noi psicologi ci collochiamo assai male in questo contesto, potenzialmente possiamo fare tutto, ma bisogna essere bravi a trovare il proprio spazio e coltivarselo. Insomma, conosco bene tutto quello di cui parla, nonostante questo le ripeto che lei deve capire quello che vuole e andare di là, senza esclusioni di colpi! Ha ragione ad essere arrabbiata, ma usi la sua rabbia per andare avanti ad ottenere quanto vuole, invece di disperderla da tutte le parti, invece di gettare aggressività addosso agli alti. Lei parla di volontariato, ma si sente tutta la sua frustrazione, delusione al riguardo, come se il tanto dare nascondesse un'aspettativa di ritorno! Da quest'eperienza ne risulta solo svilita, incaronigna e sfinita. Lei ha tutto il diritto a desiderare e scegliere (nonostante le mille difficoltà), lo faccia e si decida a valorizzarsi fino in fondo. Si ricordi che non deve niente a nessuno, non deve pensare di dovere qualcosa ai suoi genitori, perchè nonostante l'indigenza l'hanno fatta studiare. Lei non ha chiesto di venire al mondo e ha tutti i diritti al pari degli altri figli. Deve sentirsi libera di andare. Deve anche sentirsi libera di gettare via la propria laurea, se non è ciò che veramente le appartiene. Qualunque cosa lei sente va bene, la persegua senza darsi giudizi. Sta a lei, fare in modo che quello che sceglie diventi realtà! Non è facile, richiede tempo, dedizione, ulteriore dedizione, fiducia, ma se persegue ce la farà! Spero proprio che lei decida di far entrare almeno alcune delle parole che sono state scritte per lei, sentite per lei, che le faccia proprie e le sappia far fruttare. La sua vita è solo in mano sua ed è vero che ciò che diciamo non servirà, infatti non servirà, a meno che lei decide di farlo servire.
Sabrina Costantini Psicologa Psicoterapeuta sabrina.costantini1@tin.it http://sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
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