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ho 29 anni e mi sento solo e triste (Psicoterapeuta)
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salve! sono un ragazzo di 29 anni,lavoro e sono fidanzato.non sono stato mai bene ne con me stesso ne con gli altri nemmeno da bambino.la vita mi sembra così pesante,mi sento quasi sempre a disagio con chiunque.non ho amici ma solo conoscenti e molto spesso cerco di allacciare amicizie o almeno di parlare un pò o scherzare ma la maggior parte delle persone non mi calcola,non mi considera e a quel punto io faccio finta di non prendermela ma dentro ci sto male tantissimo.sono sempre insicuro di tutto dalle piccole cose a quelle grandi.non mi piace il mio lavoro non mi piaccio io,non sono sicuro nemmeno del mio orientamento sessuale.ho fantasie erotiche anche con uomini e non mi spingo mai oltre perchè ho una tremenda paura dei sensi di colpa che poi mi prendono.l'attrazione per gli uomini può essere data anche dalla voglia di ricevere affetto e comprensione dagli altri.non penso di amare la mia ragazza ma a parte il coraggio che mi manca x lasciarla ho il terrore che una volta averla persa capisco lo sbaglio che ho fatto e sto ancora peggio.una volta mi sono rivolto a un psicoterapeuta ma non ho risolto niente.ogni giorno mi passa x la mente l'idea di uccidermi ma non credo che arriverò a quel punto.il brutto è che non riesco a prendere una decisione su nulla nella mia vita mi ci arrabbio a volte ma è inutile.devo aggiungere anche che sono un tipo timido e introverso e questa è una cosa che odio.sono anche invidioso delle altre persone perchè le vedo più belle,più inteliggenti,più simpatiche e ancor peggio sempre più felici di me.ho comprato molti libbri su come aumentare l'autostima,sulla felicità,sull'ottimismo ma poi come sto in mezzo alla gente e vedo che non riesco mai a dire una cosa inteliggente e non essere calcolato poi mi ammutolisco,parlo poco e l'invidia mi corrode l'anima.per completare il quadro ho pochissima memoria su ogni cosa.insomma non so chi sono,cosa voglio e dove devo andare.ho pensato all'uso di farmaci ma leggendo su internet non credo che sia una cosa da prendere in considerazione visto che una volta non assunti si ritorna come prima e hanno effetti collaterali.spesso penso di mollare tutto e mettermi a viaggiare ma credo che sia più una scusa per sfuggire ai miei problemi.sento molto i giudizi degli altri e spesso mi sento inutile.a volte penso che fare una famiglia possa darmi motivo per essere più contento ma non sono sicuro nemmeno di questo e potrei peggiorare la situazione.scusate se sono stato così lungo e piagnone ma non parlo mai con nessuno dei miei problemi perchè me ne vergogno.grazie dell'attenzione spero che qualche dottore mi possa dare qualche consiglio concreto o dirmi sempilcemente che sono pazzo va bene lo stesso..
Domanda pubblicata da Autore anonimo il 11/03/2011
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Risposte
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Gentile utente, da quello che scrive si intuisce che sta passando un momento molto difficile e non mi stupisce affatto che lei abbia pensieri di questo tipo!!Scrive che è insoddisfatto e confuso su più livelli (l'orientamento sessuale, il suo futuro, le relazioni sociali. il suo lavoro...) e oltre tutto non ha nessuno con cui parlarne e questo non fa che rendere ancora più pesanti, come un grosso macigno, tutti i suoi pensieri e il suo malessere. Scrive che si è rivolto un tempo a uno psicoterapeuta, quanti incontri ha fatto? Purtroppo non è semplice decidere di intraprendere un percorso del genere che comunque richiede del tempo e un impegno non indifferente per avere un miglioramento...Da quello che poi scrive (la confusione sull'orientamento sessuale) le consiglierei, se se la sente, di non demordere con la possibilità di intrapenredere una psicoterapia e di darsi e dare al terapeuta il tempo per poter iniziare ad affrontare anche questo delicato argomento e cercare di andare oltre, anche se non sarà semplice, alla vergogna che prova nell'affrontare certi argomenti e il conseguente timore del giudizio. In bocca al lupo! Dott.ssa Donatella Chessa www.psicoterapiatorino.it
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Gentile signore ciò che mi colpisce è la sua propensione a "fare un' pò tutto da solo...come se se la cantasse e suonasse da sè" nel senso di dipingere un quadro di se stesso monocorde su ogni fronte della sua vita senza appello e speranza; questo sembra valere anche nei confronti degli psicoterapeuti, dei farmaci ecc... Questa tendenza ha un nome : depressione che può essere affrontata affidandosi non a internet, per lei fonte di suggestione, ma ad uno specialista, non perchè lei è pazzo, bensì perchè solo "affidandosi" ad un esperto potrà avere un riscontro competente in grado di indirizzarla verso la cura migliore che potrebbe includere anche farmaci e psicoterapia. So che non è un passo facile da compiere perchè fa sempre un pò paura affrontare "il nuovo" e soprattutto il "mettersi in discussione". La invito a prendere in seria considerazione questo suggerimento affinchè il suo pensiero si possa riattivare nell'esplorare altri mondi sia interni che esterni rivivificando la sua vita. Buon cammino e..coraggio. Dott.ssa Maddalena Bazzoli
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Buongiorno,
concordo con le colleghe penso abbia un bisogno estremo di rivedere e ridare significato alla sua storia di vita e questo potrebbe essere fatto intraprendendo un percorso analitico che potrebbe risultare faticoso ma probabilmente è quella strada che le permetterebbe di interessarsi e occuparsi di sè per trasformare le sue certezze.
Provi a darsi un'altra possibilità è riuscito a farlo on line potrà farlo anche di persona.
Buona ricerca.
Dott.ssa Noemi Dominici
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Risposta di
diego de luca
, Clinica – centro medico, Operatore delle discipline bionaturali, Psicologo, Psicoterapeuta - napoli
Gentile signore,
rispondo alla sua richiesta e alla sua puntuale considerazione sul suo stato di malessere. è evidente uno stato di sofferena interiore, una notevole confusione sulla propria identità non solo a carattere sessuale ma soprattutto personale. le tante indecisioni, le titubanze, le confusione creano una situazione di stallo e di impantanamento.
dal quello che leggo però, mi estano anche delle sensazioni prospettiche. c'è tanta interiorità in quello che scrive, la capacità di essere in contatto con se stesso e di saperne cogliere i segnali, per quanto ovviamente in questo momento siano prettamente a carattere negativo.
ci sono alcuni spunti interessanti in quello che scrive. parla di famiglia, di viaggi, di sperimentazione della sua sessualità; tanti fili di un gomitolo da districare. è certo che se questa matassa resta cosìingarbugliata sarà difficle venirne a capo, richierebbe soltanto di intrecciarne altri nodi che alla lunga potrebbero non permettere di sciogliersi più. chiede consigli, li cerca su internet. sono tutte strade laterali; il miglioramento di situazione del genere parte dalla possibilità di avere coraggio nel chiedere concretamente aiuto e sostegno e saper attendere le risposte che non tarderanno ad arrivare ma che sono contenute nelle stesse problematiche di cui parla. sono dell'opinione che un sostegno terapeutico sembra necessario, quindi le consiglio o di incominicare a scegliere coraggiosamente opure di fare riferimento a qualche specialista della sua zona. le potenzialità per uscirne sembra che ci siano.
cordialmente
dott. Diego De Luca
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Salve! Scriverò ciò che più autenticamente mi viene spontaneo comunicarti: ho visto persone CAMBIARE dopo un percorso di psicoterapia. Tu stesso dici di essere stato da uno psicoterapeuta ma di "non aver risolto nulla", ed infatti la psicoterapia NON RISOLVE nulla: è un percorso, che ti aiuterà a capire meglio te stesso, cosa vuoi, qual è il tuo modo migliore di essere al mondo, ma di certyo non ha soluzioni magiche, nè consigli da elargire. Il cambiamento può avvenire solamente attraverso una buona relazione psicoterapeutica, ed ecco perchè leggere e studiare di psicologia serve a poco. Ho visto molti miei pazienti cambiare totalmente prospettiva, e ricominciare a sorridere, ecco l'augurio che mi sento di farti.
Dott.ssa Danila Lorenzini
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Gentile utente,
credo che potrebbe trovare valide opportunità qualora si rivolga ad un professionista che possa inquadrare nel dettaglio il problema (con diagnosi precisa) ed eventuale ipotesi terapeutica.
Si faccia consigliare nella scelta del professionista, in prima battuta, dal suo medico di base.
Cordialmente
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Salve, ho deciso di risponderle perchè mi ha colpito la lucidità con cui descrive la sua sofferenza. Immagino quanto possa stare male ma penso che dipende solo da lei restare o uscire dalla sua sofferenza. Leggendo la sua lettera mi sembra che lei ha risorse sufficienti per intraprendere un cammino di conoscenza e cambiamento in vista di un miglioramento della sua condizione psicologica e relazionale. Chieda a qualcuno di consigliarle un bravo professionista e vedrà che gradualmente potrà fare luce sulla verità della sua natura trovando il coraggio di vivere la sua vita con pienezza, autenticità e anche gioia. Mi permetta: Smetta di giudicarsi e di chiudersi in sè stesso e impari ad accettarsi e ad amarsi per quello che è altrimenti sarà destinato all'infelicità! La vita non è facile per nessuno, ma piangersi addosso non aiuta. Impari a godere di quello che è e di quello che ha oggi e costruisca giorno dopo giorno la sua vita al meglio.Questo è ciò che le auguro di cuore! Cordiali saluti, Dr G.Ivana Rosano
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Gentile utente, mi unisco ai colleghi che mi hanno preceduta nel risponderle, permettendomi di concedersi un'altra opportunità. Il successo di una psicoterapia dipende molto dalla relazione terapeutica che s'instaura con il professionista e dalla motivazione al cambiamento possibile, cioè la migliore condizione di vità possibile per ognuno di noi. Mi sento di consigliarle un percorso mirato, con uno psicoterapeuta che sia anche sessuologo. In bocca al lupo.
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Gentile utente,
è stata fatta una diagnosi precisa in merito alla sua problematica?
Credo sarebbe opportuna una valutazione in tal senso.
Cordilamente
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Alla richiesta di aiuto di questo utente ho già risposto circa un mese fa come si deduce aver risposto anche il dott. Garbolino nello stesso periodo. Pertanto non capisco se è lo stessa persona che invia la medesima richiesta per la seconda volta così come sembra o altro.
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