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Perchè mia figlia di 8 mesi spesso mi ignora? (Psicologo)

Buonasera,
Mi chiamo Monica, ho 36 anni e una figlia di 8 mesi bellissima.
Io non lavoro quindi Sofia sta con me tutto il giorno e poi verso le 18 andiamo a prendere il suo papà a lavoro.
Vi descrivo la nostra giornata tipo:
La mattina si sveglia ( dorme nel suo lettino ai piedi del nostro letto) e sorridente aspetta che la prendo, stiamo 10 minuti nel lettone poi ci alziamo la lavo la cambio e la metto un pò nel seggiolone e un pò nel box per fare qualche faccenda in casa, poi usciamo, torniamo, le preparo la pappa, se vuole fa il riposino e poi stiamo insieme in salone finchè non dobbiamo andare a prendere il padre. appena lo vede io non esisto più, guarda solo lui... vuole solo lui... io sembro essere solo un optional e questo mi fa tanto male perchè penso che nn mi vuole.. e penso di mancare in qualche cosa verso di lei..
Durante la settimana per 2 o 3 giorni io e sofia andiamo a trovare la nonna ( mamma del padre) e anche in quel caso, preferisce lei.. preferisce mia cognata... io... un optional.
Questa situazione mi fa stare molto male..sono uan cattiva madre? dove sbaglio?
Aspetto cn ansia una vostra risposta, grazie mille,
Monica
Domanda pubblicata da Monica il 07/03/2011
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Risposte

Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Buongiorno Monica, quanto dolore tra le sue righe.
Mi rendo conto che sia molto difficile per lei questa situazione, un pò come se lei accudisse e basta senza avere nulla in cambio. In realtà io non credo che lei sbagli qualcosa, credo "semplicemente" che sia iniziata quello che gli psicanalisti chiamano edipo, ovvero l'innamoramento del genitore di sesso opposto. Cosa sente per sua figlia? Si autorizzi anche se sono cose che socialmente non possiamo dire (che ingrata!!!). Mi sembra fondamentale che lei si permetta di sentirsi come si sente, non soffochi questa tristezza censurandola.
Verso i nostri figli proviamo sempre sentimenti ambigui (anche verso i partner che ci scegliamo da adulti, immagini lei per un bambino che capita con un corredo di carattere e individualità!), non c'è assolutamente nulla di male e sopratutto non stiamo necessariamente sbagliando qualcosa...buona giornata Paolo
Risposta di Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa , Psicologo - Cagliari
Buongiorno Monica.
Leggere è bellissima la sua opportunità di poter stare così tanto tempo con la sua bimba, soprattutto in questo periodo della vita in cui vi sono innumerevoli acquisizioni e cambiamenti.
Innanzitutto sento di doverla tranquillizzare rispetto alla sua ansia: è del tutto normale, innanzitutto perchè si tratta della sua prima figlia e, in seconda battuta, per il fatto che tracorre la maggior parte del suo tempo con lei, cosa comune specie nei primi mesi di vita dei bambini ma, ancor di più per il fatto che non lavorando, lei ha la grandissima opportunità di organizzare la sua e la giornata di Sofia. Ma proprio qui, nonostante sia bellissimo e importantissimo per lei e la sua piccola, sta il nocciolo del suo problema. Sofia ruota intorno alla sua vita com'è giusto che sia, non la stessa cosa è, tuttavia, per la bimba stessa, nel senso che lei è così piccola e da soli 8 mesi si è aperta alla vita e a tutto ciò che essa riserva. Vive con lei tutta la giornata ed è normale che, alla vista del padre e di qualche altra persona che non sia la persona con la quale vive la maggior parte della giornata, rivolga la sua attenzione altrove. Innanzitutto questo è positivo perchè significa che il suo (di Sofia) attaccamento nei suoi confronti quale figura primaria d'attaccamento -appunto-, è sicuro: sa che mamma è sempre lì pronta per me nel momento del bisogno. E' pur vero però che ha bisogno anche d'altro e che la sicurezza nei confronti della sua mamma le permette di sperimentare, esplorare e conoscere altro: tutto questo è un ottimo nutrimento per la sua crescita mentale ed emotiva. Io ritengo, in ultima analisi, che lei come mamma stia facendo un ottimo lavoro e proprio il modo di fare di Sofia glielo dimostra!
Lasci da parte i pensieri negativi che, umanamente comprendo e giustifico, ma lasci spazio a quelli positivi per sé e la sua piccola. Solo così riuscirà a gustare la crescita e i cambiamenti della bambina e l'amore e la sicurezza che lei e solo lei riesce ad assicurarle. Lei mi pare una madre che Winnicott definirebbe "sufficientement buona", nel senso che quella madre che, in maniera istintiva, possiede le capacità di accudire il bambino dosando opportunamente il livello della frustrazione che gli infligge. La madre sufficientemente buona della quale parla Winnicott, possiede la cosiddetta preoccupazione materna primaria, uno stato psicologico indispensabile perché essa possa fornire le cure adeguate al piccolo e che le permette di "fornire il mondo" al bambino con puntualità, facendogli sperimentare l'onnipotenza soggettiva. Tra i compiti della madre, infatti, vi è anche quello di presentare il mondo al bambino (presentazione degli oggetti); la madre sufficientemente buona sa istintivamente quando presentare gli oggetti al piccolo, quando accudirlo, quando e come frustrarlo facendo sì che il suo sviluppo proceda senza intoppi e senza traumi per lui soverchianti. E lei mi pare essere proprio questo tipo di madre! Non pensi perciò che il sano modo di fare di Sofia sia frutto o risultato di qualcosa di sbagliato che lei ha fatto o fa.
Spero, in queste poche righe, d'esser stata sufficientemente esaustiva. Nel caso in cui avesse bisogno può contattarmi al seguente indirizzo di posta elettronica donatella.ghisu@yahoo.it o consultare il mio blog http://dottoressadonatellaghisu.blogspot.com/ e/o eventualmente chiamarmi.
Tanti auguri!
Risposta di Francesca Consonni , Psicologo, Psicoterapeuta - Seregno (MB)
Gent.ma Monica, colgo tra le sue parole l'insicurezza che lei sente rispetto a sè, al suo ruolo materno e la lettura che lei fa della realtà è 'inquinata' da questo forte dubbio che lei nutre rispetto al suo valore, tanto da farle notare avere un'attenzione 'superanalitica' per ogni attenzione che sua figlia dà, attraverso lo sguardo e il sorriso, agli altri piuttosto che a lei, senza invece tenere presente tutto quello che succede durante il giorno e i sorrisi e i riconoscimenti che vi scambiate reciprocamente. Non credo proprio che sua figlia 'preferisca' gli altri a lei, questo è il suo timore, il suo pensiero, che lei proietta sulla piccolina. Concordo con i colleghi sulla naturalità di quello che sta provando e in questo momento particolare del suo rapporto con sua figlia che ha 8 mesi, che coincide proprio per i neonati con il volgere le attenzioni anche agli altri e agli estranei, non più solo alla mamma. Non sta sbagliando, ma anche se fosse rientra nella storia di ogni genitore, infatti è dagli errori che possiamo apprendere e imparare. Stia tranquilla, si goda questo momento meraviglioso e la fortuna che ha di poter stare vicina alla sua piccolina, e si permetta di provare questi sentimenti ambigui, parlandone magari anche con il suo compagno e chiedendosi che cosa le può essere utile in quei momenti per rasserenarsi. In bocca al lupo!
Dott.ssa Francesca Consonni, Seregno (MB)
Risposta di Dr. Marco Mazzarella , Psicologo - Calenzano
Cara Monica, dal titolo della sua domanda mi sarei aspettato che sua figlia avesse un' età scolare, ma poi specificando che ha soltanto 8 mesi e da ciò che descrive passa tutto il giorno con lei ed è tranquilla... Non sono assolutamente preoccupato per quello che a suo parere sembra un problema, infatti i bambini tendono ad interessarsi a tutto ciò che per loro rappresenta un nuovo stimolo, perciò all'arrivo del papà o di altre persone, è normale che porti l'attenzione a loro. Il fatto che la bambina le sorrida e sia tranquilla la mattina quando la prende dal lettino, evidenzia che ci sia comunque un buon attaccamento alla mamma. Credo che la sua preoccupazione sia una sua percezione soggettiva della cosa. Non si faccia problemi a rivolgersi eventualmente ad un professionista per un colloqiuo.
Tanti auguri.
Dr. Marco Mazzarella
Risposta di orrico elvira , Psicologo - cosenza
buongiorno cara monica, io non porrei tutta questa attenzione al suo rapporto di attaccamento con la sua piccola Sofia, dopotutto passate una mattinata insieme condividendo i piccoli momenti di gioco, svago e coccole insieme. è più che normale che una volta arrivato il papà ricerchi la sua attenzione. non è una cattiva madre forse solo un pò ansiosa.
cordiali saluti
Dott.ssa Orrico Elvira
Risposta di Dott.ssa Antonella Fiorentino , Psicologo, Psicoterapeuta - Torino
Buongiorno Monica...è difficle dare una risposta univoca senza ultriori approfondimenti. Mi vengono in mente molte domande da porle...per riflettere un pò insieme.
Lei descrive una serie di azioni che compie con sua figlia "la lavo, la metto sul seggiolone...", ma con quale carico emotivo le porta a termine? Gioia, paura, senso di inadeguatezza, noia, frustrazione?
Mi sembra che la sua vita ruoti intorno a sua figlia...e che dalla vostra relazione dipenda il suo livello di autostima. La piccola ha solo 8 mesi, eppure il suo dare opiena attenzione al padre riesce a farle sentire la sensazione "IO NON ESISTO". Capisco il profondo dolore derivante da questa sensazione, ma mi chiedo quanto sia legato al rapporto reale con sua figlia e quanto ad "altro" (la maternità può far riapparire ferite lontane!)
E lei, quando rivede suo marito dopo l'intera giornata è contenta di rivederlo? Riesce a darsi il permesso di vivere la sua vita di coppia?
Dal suo racconto non emergono segnali di malessere della sua bambina; ma le chiedo "Lei Monica, come sta? Come si sente?"
Un consiglio che posso darle, se permette è : comincia a sistituite le domande critiche verso se stessa "Sono una cattiva madre? Dove sbaglio?" con "Sono una persona speciale, amo mia figlia e le trasmetto il mio amore nel modo in cui sono in grado di fare in questo momento! Posso fare quaalcosa per prendermi cura anche di me, sentirmi meglio e se il caso cambiare alcune mie modalità di relazione?".
In bocca al lupo, Antonella
Risposta di Danila Lorenzini , Psicologo, Psicoterapeuta - Roma
Ciao Monica, la maternità, soprattutto quando cercata e desiderata, è legata a forti aspettative, spesso anche illusorie. Mi verrebbe spontaneo farle alcune domande per capire meglio la sua vita e se le sue emozioni dipendono e sono circoscritte all'atteggiamento della bambina, o se (come spesso è stato sottolineato dai colleghi), questa situazione si lega ad altro, ad esempio il Suo stile di attaccamento e la sua modalità di relazione con l'altro (compresa sua figlia). Immagino che un percorso di psicoterapia la possa aiutare. Dott.ssa Danila Lorenzini
Risposta di DOTT. ANGELO LOFINO , Psicologo, Psicoterapeuta - RAVENNA
Spett.le Monica, credo che quanto stia vivendo con la sua bimba sia del tutto normale soprattutto per lei che sta vivendo in maniera esclusiva la nascita di sua figlia. Passa con lei la maggior parte della giornata e credo che questo sia il regalo più bello che possa fare e dare a sua figlia, la presenza costante di una figura di riferimento importante , pronta a soddisfare tutte le esigenze primarie che Sofia presenta. Il legame che sta manifestando con sua figlia è tipico di una mamma che tende a proteggere la propria figlia da tutto quanto gli possa accadere e che lei allo stesso tempo possa pretendere le stesse attenzioni. Il problema è che sua figlia ha solo 8 mesi e che non conosca quanto gli stia intorno e che utilizzi l'esplorazione per apprendere dagli altri. E' una modalità tipica dei bambini che esplorano il mondo circostante attraverso il distacco che lei nota e che rileva come sbagliato , ma che permette a sua figlia di apprendere e entrare nel mondo sociale. Credo che in questo modo ci sia da parte sua un grosso scoglio che dovrà superare con sua figlia e cioè una differenzazione e che possa vivere sua figlia come una entità a pate anche se dipendente da lei. Questo non significa che sua figlia non voglia stare con lei o che non le vogiia bene. Ha bisogno però di esplorare ed è chiaro che ponga l'attenzione verso quanto le è nuovo intorno a sè. Non abbia troppe ansie e paure, sua figlia le vuole bene, e che abbia bisogno solo di essere come tutti gli altri bambini, essere curiosa.....
Risposta di Costantini Sabrina , Psicologo - Pisa
Buon giorno Monica,
comprendo quanto debba sentirsi frustrata e denigrata, dal comportamento della sua piccola.
Mi colpisce però, che lei interpreti questa condotta, come se lei fosse un optional, come se non fosse importante. Perchè?
Voglio dire che la stessa condotta, può avere molti significati, dipende dal bambino in questione, dalla situazione, dalle relazioni, ecc.
Ma perchè lei pensa questo?
Bisogna ricordare che quando si diventa genitori, si riattivano tutte le nostre relazioni con i nostri genitori e tutti i conflitti con il loro modo di fare i genitori, con il nostro modo di fare i figli, con la nostra infanzia. Per cui, ciò che viviamo nel presente, in realtà è costellato da una serie di proiezioni che rendono il presente poco chiaro e talvolta non realistico.
Mi sto chiedendo quindi, come lei ha vissuto i suoi genitori e il parentado, come si sentivano loro e come si sentiva lei. Di cosa si lamentava sua madre? Cosa le rimproverava e cosa le rimprovererebbe oggi?
Si chieda se il sentirsi un optional, riguarda realmente la relazione con sua figlia oggi o se è qualcosa che riguarda sua madre ieri. Quanto c'è realmente di voi, in quanto dice? Come si sente come mamma? E' realmente soddisfatta di sè?
Rispetto a quali altre persone, si sente un optional?
Questa è una sensazione assai terribile, frustrante che riempie di rabbia!
Quello che vedo dall'esterno, per quanto dice, è che lei è una mamma molto presente e disponibile, totalmente al servizio di questa bambina! In conseguenza di ciò, probabilmente la sua presenza è certa. La piccola non ha bisogno di essere rassicurata dal suo amore e dalla sua presenza, mentre non è lo stesso, o almeno non a quel livello, per quanto riguarda il padre e gli altri parenti, ovviamente.
La qualità del suo maternage lo può riscontrare in alcuni semplici ma fondamentali elementi, alimentazione, sonno, gioco, progressi evolutivi. Se la piccola svolge tutte queste funzioni in modo sereno e regolare, significa che ciò che riceve è adeguato e la soddisfa! E non mi sembra che la sua bambina abbia difficoltà in nessuno di questi aspetti.
Certo, forse lei da anche troppo, al punto da sentirsi troppo attaccata ad ogni minima mancanza, al punto di aver bisogno di ogni possibile gratificazione di ritorno della piccola. Dimostrando in questo di non avere fiducia in sè e nella sua qualità di madre!
Direi che forse può anche prendersi degli spazi per sè e lasciare la piccola a qualcuno, in modo da sentirsi rigenerata, dal darsi il diritto anche di spazi propri, di altre gratificazioni ed in modo da far sentire la sua assenza alla piccola, che le permetterà di dare maggiore valore a tutto ciò che lei le dà, dalla mattina alla sera.
Si ricordi che l'assenza produce degli squilibri, ma anche il troppo dare ne produce.
Quindi Monica si rilassi, lei è una buona madre e sua figlia cresce tranquilla con lei. Cerchi di districare un pò di contenuti interni rispetto alla propria infanzia e si prenda tempo per sè, si conceda di vivere la sua maternità senza esserne sopraffatta!
Il troppo dare infatti, esaurisce lei, fa in modo che la bambina dia per scontato ciò che fa, senza imparare a dare a sua volta, come dalla logica della reciprocità e può far sentire alla piccola che lei nutre una grande aspettativa di ritorno, che può essere molto angosciante per entrambe!
Per cui si rilassi e si fidi di sè, lasci che le cose fluiscano con naturalezza e non si sforzi!

Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta
sabrina.costantini1@tin.it
sabrinacostantinipsicologia.over-blog.it
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