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Problemi di rendimento scolastico, come posso aiutare mio figlio? (Psicologo)

Mio figlio di 8 anni frequenta la terza elementare.
A quest'età certo non pretendo che sia un assiduo studioso, ma riscontro in lui una forte discontinuità.
Aiutandolo a fare i compiti, mi accorgo che è spesso e volentieri distratto.
Quando ci si mette è molto intelligente.
Come devo essere con lui? Severo e bacchettone oppure assecondarlo?
Quando lo rimprovero provo un senso di dispiacere, lo faccio contro voglia.

Grazie
Domanda pubblicata da Gianni il 17/02/2011
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Risposte

Risposta di Paolo Molino , Psicologo - Firenze
Che bello un papà che si interroga!!! benvenuto Gianni, mi sembra molto importante come si sente lei nel rimproverarlo, cioè che lo fa contro voglia. Ora mi parrebbe interessante capire cosa vuol dire contro voglia, sicuramente suo figlio sentecon chiarezza questo dispiacere e questo fastidio nel fare qualcosa che, mi pare, non le appartiene. Io credo che con i nostri figli sia importante essere piuttosto sinceri. Le suggerisco di provare a esprimere cosa sente a suo figlio, e come si sente quando lui si distrae. Lei gli sta dedicando del tempo, immagino perchè crede nell'importanza del rapporto a due e dell'accompagnamento. Provi a dare parola a queste emozioni e sensazioni che sente, e formuli una richiesta aderente al suo bisogno. Spero di essermi spiegato, non sto dicendo di essere amico con suo figlio o non severo, il contenimento è importantissimo per i bambini, solo credo che noi genitori dobbiamo trovare la manopola per modulare, il COME insomma. In bocca al lupo Paolo
Risposta di Dott.ssa Donatella Ghisu Psicologa , Psicologo - Cagliari
Salve Gianni.
Immagino e comprendo la sua preoccupazione rispetto alla discontinuità di suo figlio nell'applicarsi ai doveri scolastici. Sarebbe interessante capire il motivo di questa discontinuità e il solo modo per saperlo e chiederlo direttamente a lui cercando di capire, quando accade, il motivo per il quale in quel momento e/o per quella materia non vuole o può impegnarsi e studiare. Essendo in 3 elementare c'è anche da dire che l'impegno richiesto è maggiore rispetto ai primi due anni, per via del fatto che è necessario stare unpo' più sui libri per studiare e memorizzare...
In ogni caso io credo che sia il caso di responsabilizzare suo figlio in qualcosa che lui ben conosce e sa di dover fare: è il suo dovere! Io penso che (ed essendo anche insegnante glielo posso dire con molta forza) sia il caso di lasciarlo solo in questo nel senso che lui sa qual è il suo dovere, sa cosa e come farlo, visto che è lui che sta in classe con le/gli insegnanti che richiedono determinate cose e in un certo modo. Se non dovesse fare i compiti il giorno dopo se la vedrà con l'insegnante e lui ne subirà le conseguenze. A volte i bambini non sono interessati o per qualcosa che accade in classe coi compagni e/o gli insegnanti o per qualcosa che lui sente come un disagio che magari lo distrae dai suoi doveri di scolaro.
Lei è il padre ed è giusto che gli ricordi questo (il suo dovere, intendo) ma è anche vero che non deve nè sostituirsi agli insegnati, nè confondere i momenti che trascorre a casa con lei con quelli legati alla scuola, se non nel momento in cui lei gli chiede come va o interviene dietro una richiesta specifica d'aiuto. E' giusto mostrarsi interessati visto che questo sottolinea l'importanza della scuola stessa anche per i genitori e, nel contempo, l'importanza che ciò che lui fa (e dunque lui stesso) è importante per voi.
Io non credo sia il caso di rimproverarlo o adirarsi perchè ne va della Vs tranquillità, comunque.
Provi a lasciarlo da solo ricordandogli che c'è se ne avesse bisogno ma facendo sì che lui e solo lui diventi artefice del suo fare.
Comprendo che non sarà una cosa facile, ma io ritengo che sia il caso di farlo. Tanto, paradossalmente, più si insiste, più gli animi si inaspriscono e meno si ottiene. Sempre così è stato e sempre così sarà.
Ci faccia sapere come va, se lo ritiene opportuno.
Buon lavoro e in bocca al lupo!
Risposta di Dr Pilar Coppola , Psichiatra, Psicologo - Pescara Centro
Le risposte dei bambini ai loro primi impegni sono varie e non è facile per un genitore districarsi tre comprensione ed educazione. Eppure occorrono tutte e due. Conviene iniziare a prepararlo a responsabilizzarsi , poco a poco, come un allenamento ginnico. Lo inviti a programmarsi il suo pomeriggio, quanto tempo per fare questo? e quello? e giocare? e pc, ecc. Poi insieme fate il consuntivo: Quanto ha reso in questo e in quello e in quell'altro? Se qualcosa l'ha fatto male farli trovare il perche, se qualcosa non lo ha fatto, spiegargli l'errore di organizzazione del suo tempo, delle sue energie, della sua concentrazione e fargli fare nuove proposte sulla base dei risultati ottenuti e degli errori commessi.La giustificazione non è contemplata, contano i fatti dei quali deve rendersi conto. Vedrà che i cambiamenti si vedranno presto
Risposta di Dr.ssa Ilaria Calvani , Psicologo - Prato
Salve Gianni, è bello trovare genitori come le, che si interrogano sull'educazione utile, da dare ai propri figli...in questo caso mi pare di capire che suo figlio ha problemi nella concentrazione scolastica e durante i compiti...ebbene, molto recentemente sono stati scoperti dei disturbi specifici dell'apprendimento DSA che rappresentano un importante passo avanti nell'insegnamento e apprendimento scolastico.Essi racchiudono la dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia; possono essere presenti uno, più di uno o tutti questi disturbi. E' raro trovare ragazzi affetti da questo disturbo ma, se ne trovano più di quanto si creda. Ha notato se tende a far cadere la penna, a distrarsi, a stropicciarsi gli occhi....e soprattutto ha sentito a scuola come si comporta? Questo disturbo può essere diagnosticato solo dalla fine della seconda elementare perchè prima non è possibile farlo. Non è un Handicap, ma un disturbo specifico ed i ragazzi affetti sono molto più intelligenti della norma, tantochè sono esclusi da questo disturbo proprio i ragazzi con scarso quoziente intellettivo. E non è conseguente a traumi o disturbi emozionali particolari... Per evitare di stare nel dubbio ed escludere quindi, la presenza di questi disturbi, per i quali si ravvisano anche i sintomi da lei descritti, le consiglio di contattare la ASL della sua città e con una richiesta medica far fare al piccolo una serie di test... consiglio di rivolgersi alla ASL perchè qualora suo figlio fosse affetto da questo disturbo, il comune garantisce un pacchetto di contributi per ogni ragazzo per fargli frequentare dei laboratori volti a far migliorare il rendimento e il disturbo stesso. Qualora non fosse questo il problema, solo allora mi sento di poter dare dei consigli sull'educazione. Se crede può contattarmi per ulteriori delucidazioni. Spero di esserle stata d'aiuto, Buona serata e auguri per una veloce soluzione di questo suo problema.
Risposta di Dr. Marco Mazzarella , Psicologo - Calenzano
Salve. Da quello che lei sta dichiarando, si intuisce che è un genitore premuroso e sensibile. Complimenti. Penso che lei saprà trovare comunque l'equilibrio tra essere autorevoli ed essere permissivi, infatti è proprio questo a mio avviso il segreto della gestione dei rapporti coi figli. Cerchi di essere non troppo rigido... Oggi giorno già a quell'età i bambini sono sottoposti a (pressioni) della scuola, della società, ecc... Pensare al calcio, la piscina, il teatro, il Pc, l'inglese da imparare, ecc... Ma non voglio dilungarmi oltre su questioni non inerenti all'argomento. In sostanza, la soluzione è proprio l'essere permissivi, ma far capire al bambino quale siano le cose importanti per lui, cioè l'istruzione e l'impegno nelle cose. Esiste una parola magica per far capire ciò ed essa è: PERCHE'. Dovresti fare i compiti... Perchè... Ecc... Così facendo noterà che il dare una motivazione alle cose ha una valenza e un'efficacia notevole. Per ogni ulteriore chiarimento può contattarmi liberamente al 347-4951519. A presto.

Dr. Marco Mazzarella
Risposta di Dott. Edoardo Guerrieri Psicologo , Psicologo - Empoli
Il bambino è spinto nell'affrontare la vita da una grande fonte di energia: LA CURIOSITA'. cerchi di stimolarla, gli faccia vedere la bellezza e l'utilità delle cose da imparare. Il dovere stanca non solo i bambini MA ANCHE NOI.. Cordiali saluti
Risposta di loredana angeletti , Psicologo - marcellina
Gentile papà, capisco le sue preoccupazioni ma la invito a riflettere sulla modalità che lei usa nell'invitare suo figlio a fare i compiti. Stimola la motivazione spiegando l'importanza dell'istruzione o solo l'imposizione? La motivazione é il canale migliore per rendere efficace qualsiasi compito.....anche nelle grandi aziende per sviluppare e mantenere alta la motivazione si usano spesso premi produzione o cose simili. Rifletta su questo e su quali possono essere i premi da poter utilizzare con suo figlio, ovviamente senza troppo esagerare, solo un piccolo rinforzo ad un piccolo obiettivo raggiunto. Cordialmente la saluto. Dott.sa Loredana Angeletti wwwpsicoangeletti.altervista.org
Risposta di silvia gigliotti , Psicologo - Pioltello
Salve, il bambino inserito nella terza elementare si trova quasi per la prima volta a doversi confrontare con le cosiddette Materie di studio, quindi deve ricercare una una strategia per apprendere, memorizzare, rielaborare e riferire quanto appreso. sicuramente sono passaggi che richiedono molta attenzione , ma abbiamo un vantaggio... un genitore, o due genitori che si interrogano su come stimolare l'attenzione del figlio. innazitutto la terza elemntare offre tantissimi spunti di stimolo: la preistoria interessa tantissimo i bambini, quindi al di là di ciò che deve studiare le consiglio di portarlo in qualche museo di storia naturale, in scienze la stessa cosa... E' assolutamente importatnte far capire da subito ai bambini che tutto ciò che studiano ha dei riscontri tangibili nella realtà e non solo nei libri.
Imposti un metodo di studio semplice, ma in questo si faccia aiutare dalle insegnanti, il lavoro sinergico è fondamentale.
un saluto

Dott.ssa Silvia Gigliotti
340558609
Risposta di Dott.ssa Maria Borella , Psicologo - Pioltello (MI)
Gentile utente,
a partire dai dati che riporta, cerco di suggerirLe alcuni possibili spunti di riflessione, utili per orientarla rispetto ai dubbi che porta e ad inquadrare la problematica che Lei riferisce (una certa discontinuità di Suo figlio nello svolgimento dei compiti scolastici) nel contesto più ampio della relazione fra Lei e Suo figlio e del ruolo ricoperto dal bambino nella vostra famiglia.
Rispetto alle difficoltà di Suo figlio, mi sembra innanzitutto rilevante il fatto che il bambino non manifesti disattenzione in modo costante (quando si impegna, al contrario, consegue buoni risultati), ma solo in particolari circostanze: può essere opportuno pertanto aprire con Suo figlio, con il quale sembra già esistere un rapporto basato sulla condivisione di attività e momenti, spazi di dialogo su possibili bisogni del bambino, pensieri, emozioni, che possono concorrere alla sua disattenzione: per es., ha preoccupazioni legate ai giudizi di qualche insegnante? O al rapporto con qualche compagno? Si sente insicuro a scuola, o magari nello svolgimento di un’attività sportiva?
Sarebbe anche utile capire se anche la madre di Suo figlio, qualora sia anch’essa coinvolta nello svolgimento dei compiti, riscontri o meno tale discontinuità di attenzione nel bambino.
Un altro cruciale spunto di riflessione concerne i vissuti che Lei prova nel richiamare Suo figlio all’attenzione: da dove deriva, secondo Lei, quel dispiacere che sente nel rimproverare il bambino? La invito, per provare a dare una risposta a tale suggestione, a ripensare a cosa possa significare il rimproverare e l’essere rimproverato, nella Sua esperienza attuale di padre, e, inoltre, in quella che Lei ha avuto come figlio. Come si ponevano i Suoi genitori nei Suoi confronti? Chi era più autorevole e chi può permissivo? E Lei, si sentiva rimproverato giustamente o meno? Credo che la riflessione su questi temi La possa sostenere nell’elaborare un modello educativo da adottare con Suo figlio che, contemperando l’istanza dell’autorevolezza con quella affettiva (entrambe imprescindibili), e tenendo conto delle peculiarità del bambino, possa sentire anche sintonico con i Suoi vissuti.
Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Maria Borella
Psicologa
Pioltello (MI)
333.4215605 – borella.maria@alice.it

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